Ottaviano (Uttaiano in napoletano; fino al 1933 Ottaiano o anche Ottajano) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

È sede del parco nazionale del Vesuvio e si fregia del titolo di "città di pace".

Geografia fisica Situato nella zona vesuviana interna a da Napoli centro, sorge lungo le pendici orientali del massiccio montuoso vulcanico del Somma-Vesuvio. Nel territorio del comune è ricompreso in larga parte sia del cratere che alcune pendici orientali del Vesuvio e anche la sua cima più alta.

La sua altezza sul livello del mare varia notevolmente. Infatti va dai del quartiere Raggi ai che è la cima più alta del Vesuvio. La sede municipale è a

Il comune si estende su una superficie di (valore aggiornato dall'Istat in occasione dei censimenti 2011), con due isole amministrative nel comune di Nola, le masserie "Cacciabella" e "Nocerino".

Storia Ottaviano era in epoca romana un grosso borgo di case all'interno di un vastissimo possedimento (praedium Octaviorum) appartenente alla gens Octavia, la famiglia dell'imperatore Augusto (che andava ben oltre l'attuale territorio comunale), ma essendo probabilmente il borgo più importante gli è rimasto il toponimo derivato dalla gens Octavia.

Il territorio ottavianese (che ha sempre avuto un'importanza strategico-militare in quanto dalla sua dominante posizione fortificata collinare si poteva controllare la via Popilia), fu teatro di diverse battaglie. Una di queste battaglie fu combattuta nel corso della guerra sociale, tra Lucio Cornelio Silla e l'italico Lucio Cluenzio, nel 90 a.C. Altre due battaglie (rovinose per l'esercito romano) si combatterono durante la prima guerra servile. Nel corso della prima battaglia, nel 73 a.C., Spartaco vi sconfisse prima il pretore Gaio Claudio Glabro (nella famosa battaglia del Vesuvio) e, dopo pochi mesi, vi sconfisse il pretore Publio Varinio che gli erano stati inviati contro dal Senato di Roma.

Il borgo (Octavianum) crebbe di importanza divenendo Municipio. Secondo alcuni storici in una grande villa rustico-residenziale appartenente alla sua famiglia, vi sarebbe morto lo stesso imperatore Augusto, e poi, in seguito, fu trasportato a Nola. I resti dell'epoca romana furono sepolti dalle successive eruzioni del Vesuvio, ma ruderi e tombe sono stati rinvenuti negli scavi in varie parti del territorio dell'attuale Comune.

Poco prima dell'anno 1000 Octavianum mutò nome e fu chiamato Ottajano (e questo nome durò fino al 1933 quando nel bimillenario di Ottaviano Augusto fu modificato in Ottaviano). Nel 1085, ospite del barone locale, vi fu in visita papa Gregorio VII, che vi celebrò la messa in una chiesetta (chiesa del Vaglio) situata presso il castello baronale (oggi palazzo Mediceo). Vari Signori e Baroni ebbero in possesso la città. Nel XIII secolo fu in possesso di Tommaso d'Aquino, nonno di san Tommaso d'Aquino, da cui passò, a varie riprese, alle famiglie degli Orsini e dei Cola. Durante il dominio angioino nel 1304 il borgo fu messo a ferro e fuoco da Carlo di Lagonessa per ordine di Carlo II d'Angiò, a causa dell'uccisione di un funzionario regio ("sovrintendente dei boschi") e della sua scorta da parte dei fratelli Giovanni e Roberto de' Marrone insieme a un gruppo di ottajanesi.

Tra il 1532 e il 1551 fu feudo di Fabrizio Maramaldo, che l'aveva ottenuto per i servigi prestati a Carlo V. Ottajano, infatti, era un feudo militare. Il feudo venne quindi ceduto ai Gonzaga di Molfetta e da questi, dietro pagamento di ducati, venne venduto nel 1567 a Bernardetto de' Medici, cugino del granduca Cosimo I e fratello del papa Leone XI (figlio di Ottaviano de' Medici). Il feudo, prima signoria e quindi principato, rimase in possesso di questa famiglia fino al 1806 (anno in cui fu abolito il feudalesimo) e comprendeva anche gli attuali comuni di Terzigno e di San Giuseppe Vesuviano; tra il 1690 e il 1815 il feudo si allargò fino a comprendere anche gli attuali comuni di Sarno, Striano e Poggiomarino dopo che Giuseppe I de' Medici acquistò dai Barberino il ducato di Sarno diventando così Principe di Ottajano e Duca di Sarno. Della famiglia dei Medici di Ottajano, in cui sono annoverati anche un Papa (Leone XI - 232º Papa della Chiesa cattolica - 1535-1605) e un Cardinale (Francesco de' Medici di Ottajano 1808-1857), fece parte anche il potentissimo cav. Luigi de' Medici di Ottajano (fratello di Giuseppe III principe di Ottajano), che fu più volte primo ministro del re Ferdinando IV di Napoli (che era anche Re di Sicilia col titolo di Ferdinando III) e fu anche rappresentante plenipotenziario del Regno di Napoli presso il Congresso di Vienna. Al termine del congresso fu determinata la nascita del Regno delle Due Sicilie (nato dall'unione del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia) e Luigi de' Medici di Ottajano occupò ancora la carica di primo ministro del Regno. Nel luglio del 1820 alcuni cittadini ottajanesi parteciparono ai moti carbonari associandosi a Morelli e Silvati.

La città, inoltre, da sempre ha subito danni dalle eruzioni vesuviane: in modo particolare fu quasi completamente sepolta dalle ceneri delle eruzioni del Vesuvio del 1631, 1779 e 1906. Secondo William Hamilton, durante la prima e la seconda eruzione poco mancò che Ottaviano "venisse sepolta come Pompei"; e così anche nella terza eruzione, come testimoniò Matilde Serao chiamandola proprio "la nuova Pompei": la opulenta Ottajano fu quasi completamente distrutta dalla cenere e dal lapillo e anche il tetto della chiesa madre di San Michele Arcangelo crollò, fortunatamente senza causare vittime. Durante quei terribili giorni fu visitata dal generale Armando Diaz e dalla famiglia reale. Anche il terribile terremoto del novembre 1980 colpì la cittadina, facendo rovinare molti edifici religiosi e privati ed inoltre provocò numerosi decessi.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del Comune di Ottaviano sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 settembre 2012.

Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di azzurro.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa Madre di San Michele Arcangelo È un maestoso edificio sacro risalente agli anni a cavallo dei secoli XV e XVI. Fu edificato, secondo una tradizione storica locale e testimonianze di opere Settecentesche di Gianstefano Remondini, a pochi metri da una preesistente Chiesa (o Cappella) intitolata a San Giacomo il Maggiore che, a sua volta, fu costruita sul luogo dove era un tempio romano dedicato a Castore e Polluce. Il tempio dei Dioscuri poteva appartenere al complesso della villa rustico/residenziale principale della Gens Octavia in cui si ipotizza che nell'agosto del 14 d.C. morì l'imperatore romano Ottaviano Augusto. Le prime testimonianze certe dell'esistenza in loco di una Chiesa risalgono al XIV secolo. Infatti i documenti della Camera Apostolica segnalano che già nel 1308 esisteva a Ottajano una importante Chiesa Collegiata dedicata a "Sant'Angelo" con un collegio di otto chierici prebendati con a capo un arciprete.Storici vari e anche in http://www.saperincampania.it/ L'intitolazione della Chiesa e l'introduzione del culto micaelico deve essere collegata alla vicinanza dei Longobardi del ducato di Benevento nei secoli VII e VIII, che com'è noto avevano una forte venerazione per l'Arcangelo Michele. In effetti, in quei secoli i Longobardi scacciarono le forze bizantine dai territori italiani e conquistarono anche Octavianum, trasformandolo in borgo militare (castrum). Stante la loro devozione per l'Arcangelo Michele, edificarono una nuova Chiesa dedicata al Principe delle Milizie Celesti, utilizzando elementi di spoglio di preesistenti edifici romani, una villa e/o un tempio dedicato a Castore e Polluce, da cui proverrebbero i marmi murati nella cappella del SS. Sacramento e le colonne tortili che reggono ancora oggi il pulpito. La bellissima Chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo, descritta dal Remondini nel XVIII secolo, era costituita da tre navate con artistici e sontuosi altari laterali, era corredata da sacri paramenti e conservava reliquie donate da Bernardetto de' Medici e da altri principi della dinastia medicea di Ottajano. Essa subì gravissimi danni per il terremoto del giugno 1688, ma la Universitas Octajani (il parlamento cittadino riunito in seduta congiunta nobili-popolo) subito si tassò per ristrutturare la Chiesa e ne affidò il progetto e i lavori all'ingegnere Antonio Galluccio della terra di OttajanoA. Ranieri - Il Vesuvio e Ottajano attraverso la Storia e all'ing. Mario Bondino. L'attuale Chiesa, che ha ancora il titolo onorifico di Collegiata, è stata in parte ricostruita dopo l'eruzione del 1906, durante la quale, per le scosse che si verificarono per la detta eruzione, si ebbe la perdita totale e irreparabile non solo dello splendido soffitto impreziosito da cassonetti lignei dorati in oro zecchino con al centro dei rosoni ma anche del coro ligneo e dell'ipogeo. Il progetto e i lavori del 1906 di restauro e ricostruzione furono affidati all'ing. Saverio Scudieri che previde per la ristrutturazione la creazione della cupola sul transetto e la costruzione del tetto a "botte". Altre ristrutturazioni furono eseguite dopo i danni provocati dal terremoto del 1980. Attualmente all'interno si possono ammirare varie opere di Angelo Mozzillo (sec. XVIII), una Stauroteca contenente autentiche e documentate Reliquie della Vera Croce di nostro Signore Gesù, un tondo raffigurante un San Giovannino attribuito a Guido Reni (sec. XVII), un altro tondo raffigurante l'Estasi di Santa Maria Egiziaca di Carlo Cignani (sec. XVII), il Crocifisso ligneo di Gennaro Franzese (1749), tre pregiate statue lignee di San Michele Arcangelo, una piccola lapide marmorea riportante caratteri sinistrorsi precedenti l'alfabeto romano non ancora decifrati, infine ulteriori opere pittoriche al vaglio della Soprintendenza Beni Culturali ma probabilmente attribuibili a grandi artisti. La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo in Ottaviano continua a essere, da secoli, centro di un fervente e attivo culto micaelico diffuso in tutta l'area vesuviana, sarnese e nolana e l'8 maggio, il giorno dell'Apparizione di San Michele a Monte Sant'Angelo, vi affluiscono migliaia di fedeli, desiderosi di vedere l'importante Parrocchia elevata anche al rango di Santuario.

Chiesa del Santissimo Rosario Costruita sui ruderi di una cappella dedicata a San Nicola di Bari con il totale contributo di Giulia de' Medici e di Bernardetto de' Medici pochi anni dopo che essi presero possesso del feudo. La Chiesa fu edificata per ospitare i Padri Domenicani e la prima pietra fu posta nell'agosto del 1578. Forse è la Chiesa di Ottaviano in cui vi sono più opere artistiche. Si possono ammirare tra le tante opere una tela a olio di Antonio Sarnelli raffigurante San Domenico e San Vincenzo Ferreri, un Cenacolo di autore ignoto del '600 che ricalca il Cenacolo di Leonardo, un Coro ligneo a una sola fila di stalli, un Cenotafio del 1680 dedicato ad Andreana d'Avalos de Guevara moglie del principe mediceo Giuseppe. Vi sono ancora opere di Angelo Mozzillo (un Cristo morto), di Andrea Boscoli (una Adorazione dei Magi) e di Ferraù Fenzoni (una Deposizione). Vi sono inoltre opere di Francesco De Angelis, Iannelli e Liguoro. In questa Chiesa, nell'ultimo secolo sottoposta a vari furti di opere d'arte commessi da ignoti, sono sepolti quasi tutti i componenti della famiglia medicea di Ottajano compreso il summenzionato cav. Luigi de' Medici di Ottajano che, pur essendo morto in Spagna nel corso di un suo viaggio politico presso il governo borbonico iberico, volle, per sua espressa volontà, essere sepolto nella sua terra di Ottajano.

Chiesa di San Giovanni Battista