LAssociazione Calcio Mestre S.S.D., meglio nota come Mestre, è una società calcistica italiana con sede nella città di Venezia, in località Mestre. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

La squadra nasce nel 1991 previa ridenominazione del club La Malcontenta e si prefigge di portare avanti la tradizione calcistica iniziata nell'ottobre 1927 con la fondazione dellUnione Sportiva MestrinaGazzetta di Venezia del 3 e 24 ottobre 1927 (la nascita viene però fatta risalire tradizionalmente al 1929). Tale tradizione è transitata attraverso varie ridenominazioni e rifondazioni, fino alla confluenza nel Calcio VeneziaMestre nel 1987 (assorbimento ufficiale nel 1990), che ne detiene ufficialmente la tradizione (come si nota dalla presenza del colore arancione nella sua maglia). Le rifondazioni dal 1991, del 2003 e del 2015 si pongono pertanto in contrapposizione alla "fusione" del 1987, con l'ambizione di perpetuare una tradizione calcistica unicamente mestrina.

Accettando la continuità della tradizione sportiva, la squadra ha partecipato ad una stagione in Serie B dell'Alta Italia (1946-1947) e ad un totale di 29 stagioni nella terza categoria nazionale, l'ultima delle quali nella stagione 2017-2018. Attualmente gioca in Serie D.

Storia Le origini (1892-1904-1927)

La diffusione del gioco del calcio (o del football) a Mestre è attestata sin dalla fine del XIX secolo: la prima squadra di calcio fu la Società Ginnastica Marziale di Mestre, che praticava il calcio sin dal 1892 (portato a Mestre dagli ufficiali britannici che vi dimoravano e che dal 1889 coinvolsero anche i mestrini). La fondazione della sezione calcio avvenne quindi nel 1892 all'atto di presentazione alla Reyer con la richiesta della prima partita ufficiale calcistica italiana. La Marziale nel 1893 acquistò il terreno dell'attuale Stadio Francesco Baracca. Dal 1892-93 al 1894-95 fece 3 "campionati interni mestrini" segreti (per nascondere la commistione Stato-Chiesa in periodo di "guerra" tra le due entità) per selezionare le due squadre finaliste per la sfida andata-ritorno da disputarsi (sin dal 1892) tra "Marziale Mestre" - "Società Udinese di Ginnastica e Scherma". Dal 1896 giocò in azzurro, come i colori dello stemma cittadino "Mestre Fidelissima". La Palestra Marziale provò a partecipare al primo campionato italiano di calcio ginnastico del 1896 a Treviso, fornendo anche tutti i giocatori per la squadra denominata "Vittorio Veneto", ma venne rimpiazzata nel nome da un altro club, il Pio Istituto Turazza di TrevisoGazzetta di Venezia del 8 e 9 settembre 1896.

La Marziale attese invano che la Reyer 1872 (capofila regionale di riferimento per la F.G.I.) convocasse la partita promessa e nel 1904 fornì i giocatori alla Reyer per le due partite del Campionato Veneto 1904 (giocate col Vicenza), e rimase attiva fino al 1907 disputando alcune partite valide per i campionati della FGNI (7 aprile 1907, Campionato Veneto, qualificazioni Marziale-Reyer 3-2 e finale -Marziale 4-1).

Dopo la fusione (avvenuta con una votazione attraverso un trabocchetto) tra Reyer Venezia e Marziale del 14 dicembre 1907 (che diede origine al ), nel 1909 il calcio mestrino rinasce con la partecipazione degli ex atleti e dirigenti della S.G. Marziale, i quali fondano il Mestre Foot-Ball Club, affiliatosi alla F.I.G.C. nel dicembre 1919. La prima partita ufficiale del rifondato "Mestre FC 1909" si disputa a fine 1910: un’amichevole contro il Petrarca Padova al campo dei "Tre Pini", gara vinta dai patavini per 6-1.

Vista l'antichissima e particolare storia del calcio mestrino (risalente al 1889-92, come già detto), il Mestre FC 1909 (che giocava sempre in azzurro, come la Marziale) godette di una clausola particolare della F.I.G.C. (valevole 5 anni dalla rifondazione societaria) che prevedeva l'iscrizione diretta alla Prima Categoria qualora avesse giocato una seconda partita ufficiale con una "grande squadra". Si propose l'Inter (che ben conosceva le storie mestrine avendovi partecipato gli inglesi dal 1889 al 1897 - vedi Marziale), ma Padre Roy, fondatore e Presidente del Petrarca si dimenticò comunicarlo ai mestrini (all'Atto di registrazione della partita giocata) nel dicembre 1910. Pertanto il Mestre non partecipò ai campionati di Promozione 1912-13, 1913-14 e 1914-15, aspettando il debutto diretto in Prima Categoria. La clausola scadde invano, poi sopraggiunse la prima guerra mondiale con la sospensione dei campionati.

Nell'immediato primo dopoguerra le società principali erano diventate due, in quanto all'Associazione Calcio Mestre (nuova denominazione del Mestre F.B.C., che giocava in biancorosso, come i colori dell'antico stemma mestrino "Communitas Mestrensis") si era aggiunta la Spes Mestre (che giocava in biancoverde)Dalla Gazzetta di Venezia del 15 ottobre 1919. Tale squadra adottava come campo un terreno in via Miranese (attualmente detto tratto di strada è via Carducci) confinante con il cinema Concordia, Villa Erizzo ed il Foro Boario (poi rinominato piazzale Donatori di Sangue).

Nel 1919 all'interno del terreno classificato come "ippodromo" (il che permetteva lo svolgimento delle manifestazioni sportive, l'ingresso alle donne ed un biglietto a tassazione fissa del 25%, poiché nel 1893-96 la destinazione calcio non esisteva) venne ufficialmente inaugurato lo Stadio Francesco Baracca: la prima partita ufficiale che vi si disputò fu il 14 settembre con il Giudecca, terminata in pareggioGazzetta di Venezia del 15 ottobre 1919 e la domenica successiva (21), sotto la pioggia e con una notevole partecipazione di pubblico, vide l'A.C. Mestre prevalere sull'Ardor Venezia per 3-2. Seguì un torneo a 12 squadre denominato "Coppa Luigi Beccari" (in onore al calciatore mestrino deceduto nella prima guerra mondiale) e la tripla finale vide dapprima l'A.C. Mestre prevalere 1-0 sull'ArdorGazzetta di Venezia del 26 e 27 ottobre 1919 e poi ancora prevalere per 2-0 sulla Spes e aggiudicandosi così la Coppa. Su "tutti" i tigli del viale Garibaldi furono affissi dei cartelloni osannanti la vittoria della Coppa e riportanti il risultato del derby mestrino.

Anche grazie alle caratteristiche del suddetto campo (dotato di un campo di gioco di grandi dimensioni - il più grande e lungo del triveneto, metri 120x60 - e completamente recintato), l'A.C. Mestre ottenne il diritto a giocare i campionati regionali di Promozione (all'epoca la seconda divisione italiana) nel 1919-1920, 1920-1921 e 1921-1922, sfiorando la promozione in Prima Categoria nel 1920-1921, allorché vinse il girone A e (a pari merito) il girone finale del Veneto, perdendo però infine per 1-0 lo spareggio decisivo giocato a Vicenza il 12 giugno 1921 contro l'U.S. Legnaghese.

Il 14 giugno 1925 lo stadio Baracca, da sempre interamente adibito al gioco del calcio, venne ufficialmente inaugurato come campo polisportivo (calcio, ciclismo, pallacanestro, pallavolo e tennis).

La Mestrina, dagli anni venti agli anni settanta (1927-1979)

Nell'ottobre 1927, presso la sede mestrina del CONI, venne raggiunto l'accordo per la fusione fra le quattro maggiori rappresentative calcistiche della città (che dal 1926 era stata inglobata nel comune di Venezia), ovvero l'A.C. Mestre, il Mestre F.B.C. (quest'ultimo nato nell'aprile 1927)Dalla Gazzetta di Venezia del 21 aprile 1927, la Spes e la Libertas.

Nacque così l'Unione Sportiva Mestrina, che debuttò in Terza divisione (quarto livello della piramide calcistica nazionale) dove arrivò seconda e fu ammessa alla Seconda Divisione 1928-29 dove arrivò 6^ e si salvò. Nella stagione 1929-30 è 10^ ed i colori da rossoneri della nascita diventano biancoazzurri. Nella stagione 1930-31 i colori sono nuovamente rossoneri e la Mestrina è dapprima terza nel girone Veneto-Giuliano e poi prima 1º nel girone C delle finali. Promossa in Prima Divisione (terzo livello del Campionato) dove la stagione successiva si classificherà 10^ salvandosi. Nel 1932-1933 Si ritira alla 5ª giornata di ritorno del girone C della Prima Divisione. Nel 1933 - Riammessa in Prima Divisione, non si iscrive al campionato: il club è inattivo.

Nel 1934 il club viene rifondato e assume la denominazione Associazione Fascista Calcio Mestre; si iscrive al campionato di Terza Divisione Veneta. I colori sono "nerofasciato", il nerocerchiato del fascio giovanile. Nel 1934-35 - il Mestre è 2º nel girone A della Terza Divisione Veneta, e poi 2º nel girone finale veneto. Ammesso alla nuova Prima Divisione Veneta. Nella stagione 1937-38 è secondo nella Prima Divisione (4º livello della piramide calcistica nazionale) ed è promosso in serie C, dove debuttò nel campionato di Serie C 1938-1939, militando poi in detta categoria fino all'interruzione dei campionati per la seconda guerra mondiale, sopravvenuta nel 1943. Dal 1938-39 torna il nome "Mestrina" ed i colori sono granata.

Nel 1945 la squadra cambiò i colori in arancione e dominò il campionato di Serie C e vinse la finale della Lega Interregionale Nord contro l'Asti (coi risultati di 0-0 all'andata e 7-2 al ritorno), ottenendo in tal modo la promozione in Serie B per la stagione 1946-1947.

Gli arancioni, al debutto in serie cadetta, furono protagonisti di una buona partenza: dopo 13 giornate la Mestrina si portò solitariamente in vetta alla classifica, esprimendo inoltre un buon gioco. Una successiva crisi di risultati (dovuta anche ad infortuni a "giocatori chiave") tuttavia vanificò tale striscia positiva, sicché la stagione si concluse con la retrocessione.

Classificandosi al primo posto del successivo campionato di Serie C (in cui non erano previste promozioni a causa della riforma dei tornei frattanto approvata dalla F.I.G.C.), la Mestrina fu ammessa alla nuova Serie C strutturata su 4 gironi nazionali, categoria nella quale militò fino al 1951-1952, anno in cui una nuova riforma introdusse la serie C a girone unico: in tale frangente, il 12º posto nel girone B non bastò ad evitare la retrocessione in IV Serie.

Nella stagione 1954-1955 la Mestrina vinse il proprio girone, per poi battere agli spareggi finali la Marzoli, garantendosi la promozione in Serie C a girone unico. Perse infine, a seguito di sorteggio, la finale per il titolo assoluto contro il B.P.D. Colleferro. Nella stagione successiva la Mestrina riuscì a cogliere la salvezza, bissando il risultato anche nelle annate successive: gli arancioni rimasero in terza serie (che nel frattempo venne di nuovo divisa in gironi) fino alla fine della stagione 1967-1968, conclusa con una nuova retrocessione in quarta serie.

Dopo alcuni anni di militanza nel massimo campionato dilettantistico, nel campionato 1973-1974 la Mestrina dominò il girone C di Serie D e tornò per un anno in terza serie. Subito retrocessa a fine stagione, riuscirà a tornare tra i professionisti solo a fine anni 1970.

Gli anni ottanta e i successi della gestione Robazza Nel 1979 la Mestrina fu rilevata dall'industriale Guido Robazza, reduce dalla ultradecennale esperienza alla guida della Pro Mogliano (che sotto la sua gestione aveva giocato sempre nel massimo campionato regionale veneto), che divenne una società satellite del sodalizio arancionero. Nell'estate del 1980 Robazza modificò il nome del club in Associazione Calcio Mestre; la sua presidenza (durata dal campionato 1979-1980 al 1986-1987) fu caratterizzata da ottimi risultati, con il Mestre militante in pianta stabile nei campionati professionistici.

Nella stagione 1979-1980 l'A.C. Mestre si classificò al sesto posto nel proprio girone di Serie C2, precedendo il Venezia. Per l'anno successivo la squadra puntò apertamente alla promozione in Serie C1, ma il risultato (quarto posto dietro a , e Maceratese) non fu sufficiente al raggiungimento dello scopo.

La promozione in Serie C1 arrivò al termine della stagione 1981-1982: il Mestre, arrivato secondo nel proprio girone a pari merito con la Vigor Senigallia (alle spalle della capolista ), vinse lo spareggio contro i marchigiani, garantendosi l'accesso alla terza serie.