Il Goldman Sachs Commodity Index (GSCI) è stato nel 1991 il primo indice valutario della produzione mondiale inizialmente di 18 ingredienti alimentari trasformati in commodities, attualmente composto da 24 contratti futures. Nel 2007 la proprietà dell'indice è stata trasferita a Standard & Poor's, che tuttora lo possiede e lo pubblica con il nome di S&P GSCI; i futures sull'indice utilizzano un moltiplicatore di 250. L'indice presenta un'esposizione al settore energetico nettamente superiore rispetto ad altri indici delle materie prime, come il Bloomberg Commodity Index.
Descrizione L'indice GSCI serve principalmente come benchmark per investire sul mercato delle commodity e come indicatore delle performance delle commodity nel tempo.
È un indice realmente disponibile al Chicago Mercantile Exchange (CME).
L'indice comprende attualmente 24 materie prime appartenenti a cinque settori: energetici, metalli industriali, prodotti agricoli, bestiame e metalli preziosi. Questa ampia diversificazione, sia tra i vari sottosettori che al loro interno, attenua l'impatto di eventi idiosincratici che avrebbero un forte effetto sui singoli mercati delle materie prime.
Ponderazione economica Il S&P GSCI è un indice ponderato in base alla produzione mondiale, calcolato sulla quantità media di produzione di ciascuna materia prima negli ultimi cinque anni per cui sono disponibili dati. Questo permette all'indice di essere allo stesso tempo una misura della performance degli investimenti e un indicatore economico.
La ponderazione per produzione è un elemento essenziale affinché l'indice sia una misura della performance degli investimenti: a ciascuna materia prima viene assegnato un peso in base alla quantità di capitale dedicata a detenerla, in modo analogo a come la capitalizzazione di mercato viene utilizzata per ponderare le componenti degli indici azionari. Poiché il peso assegnato a ciascuna materia prima è proporzionale alla sua quantità circolante nell'economia, l'indice costituisce anche un indicatore economico.
Controversia Leah McGrath Goodman, giornalista con esperienza nella copertura dei mercati delle materie prime, ha raccontato nel suo libro The Asylum un episodio legato alla stesura di un articolo sul Goldman Sachs Commodities Index. Attorno al 2007 scrisse per la rivista di settore della Futures Industry Association un articolo in cui concludeva che l'enorme quantità di denaro presente negli indici legati al mercato dei futures sul petrolio superava di circa cinque volte le dimensioni dello stesso mercato dei futures sul petrolio. Richiamando le teorie di Milton Friedman, secondo cui l'inflazione sarebbe causata da "troppi dollari all'inseguimento di troppo pochi beni", concludeva che gli indici stessero perciò contribuendo a far salire il prezzo del petrolio. Il suo articolo fu ritirato dopo che un dipendente della rivista della FIA lo mostrò "a persone negli ambienti di Washington" e le disse che sarebbe stato "politicamente esplosivo".
Tuttavia, in un articolo del 26 giugno 2010 su The Economist, si sostiene che i fondi indicizzati (tra cui il Goldman Sachs Commodity Index) non furono la causa della bolla speculativa: l'articolo descrive un rapporto dell'OCSE, basato su dati della Commodity Futures Trading Commission, secondo cui anche le materie prime prive di un mercato dei futures videro un aumento dei prezzi nello stesso periodo. A questa tesi è stato obiettato che le materie prime senza mercato dei futures videro comunque salire i prezzi come conseguenza dell'aumento dei prezzi delle materie prime dotate di futures: la World Development Movement, organizzazione di lobbying per la giustizia sociale, sostiene che vi siano forti indizi che l'aumento del prezzo del grano abbia a sua volta causato l'aumento del prezzo del riso.
Componenti e pesi +Componenti e pesi in dollari dell'S&P GSCI per il 2026SettoreMateria primaPeso in dollari (%)EnergeticiWTI Crude Oil17,79%Brent Crude Oil18,22%Gas Oil5,22%Heating Oil3,69%RBOB Gasoline3,29%Natural Gas3,57%Totale Energetici51,78%AgricoliChicago Wheat2,38%Kansas Wheat1,24%Corn4,67%Soybeans3,10%Coffee1,85%Sugar1,72%Cocoa1,18%Cotton0,88%Totale Agricoli17,01%Metalli industrialiAlluminio4,28%Rame5,47%Nichel0,93%Piombo0,56%Zinco0,89%Totale Metalli industriali12,13%BestiameLive Cattle5,20%Feeder Cattle2,68%Lean Hogs3,31%Totale Bestiame11,19%Metalli preziosiOro7,24%Argento0,65%Totale Metalli preziosi7,89%
Voci correlate Dow Jones-AIG Commodity Index Reuters/Jefferies CRB Index Standard & Poor's Commodity Index
Note
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Categoria:Indici di borsa