Le sue opere sono state interpretate da musicisti quali Claudio Abbado, Bruno Maderna, Maurizio Pollini, Ernest Bour, Giuseppe Sinopoli, Vladimir Fedoseev e Riccardo Muti. Tra il 1958 e il 1966 è stato critico musicale del quotidiano L'Unità. A partire dal 1959, ha introdotto in Italia il pensiero di Theodor W. Adorno e Arnold Schönberg grazie a numerose traduzioni. Manzoni ha pubblicato inoltre la prima monografia in lingua italiana dedicata a Schönberg e una Guida all'ascolto della musica sinfonica, ristampata più volte. Ha insegnato composizione al Conservatorio di Milano, al Conservatorio di Bologna e alla Scuola musicale di Fiesole, oltre a tenere corsi e seminari all'estero. Dal 1994 è membro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Biografia I genitori di Giacomo Manzoni non furono musicisti, ma suo padre si dedicava al disegno, mentre suo zio paterno fu l'umorista Carlo Manzoni, creatore del personaggio Signor Veneranda. Il suo interesse per la musica appare verso l'età di dodici anni, quando si trova sfollato con la sua famiglia a causa della Seconda guerra mondiale. Tra il 1936 e il 1942, Manzoni e la sua famiglia si trasferiscono a Messina, dove ritornano nel 1948. Si iscrive all'Istituto Musicale "Corelli" di Messina: qui conosce Gino Contilli, che lo avvicina allo studio della composizione e lo prepara per due anni all'esame di ingresso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Nel 1949, ascolta per la prima volta Pierrot lunaire di Schönberg al Festival della Società Internazionale per la Musica Contemporanea (SIMC) di Palermo, che frequenta assiduamente. Ammesso nel 1950 al Conservatorio di Milano, Manzoni vi studia la composizione con Ettore Desderi e Orazio Fiume, il pianoforte con Alessandro Mozzati e la letteratura italiana con Salvatore Quasimodo. Nel 1953 è escluso per due settimane dal conservatorio per avere raccolte delle firme per una petizione in favore di Julius e Ethel Rosenberg. L'anno seguente, frequenta per sei mesi l'Università di Tubinga grazie a una borsa di studio. Nel 1955, si laurea in lingue e letterature straniere all'Università Bocconi, nella quale sostiene una tesi sul ruolo della musica nell'opera di Thomas Mann, che incontra nel medesimo anno. Sempre nel 1955, Manzoni indirizza una lettera a l'Unità per criticare il clima reazionario presente nelle istituzioni musicali di quell'epoca.

A partire dagli anni Cinquanta, incomincia a frequentare svariate personalità musicali di rilievo, stringendo amicizia in particolare con Luigi Nono, Luigi Pestalozza, Bruno Maderna, Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni e Aldo Clementi. Nel 1956, Manzoni è redattore della rivista Il Diapason e partecipa come pianista alla rappresentazione dell'L'opera da tre soldi di Bertolt Brecht al Piccolo Teatro di Milano, diretta da Bruno Maderna e con la scenografia di Giorgio Strehler. L'anno seguente, la sua Seconda piccola suite, per violino e pianoforte, è interpretata ai Corsi estivi di Darmstadt. Tra il 1958 e il 1966, Manzoni lavora come critico musicale presso il giornale l'Unità. Nel contempo, tra il 1959 e il 1963, è redattore del dizionario e dell'enciclopedia Ricordi. Risale al 1959 la sua traduzione della Filosofia della musica moderna di Adorno, a cui fa seguito, nel 1963, la traduzione del Manuale di armonia di Schönberg. Nel 1960 si sposa con Eugenia Tretti, sorella del regista cinematografico Augusto Tretti, dalla quale ha avuto un figlio, Nicola. Tra il 1962 e il 1964, Manzoni insegna armonia e contrappunto al Conservatorio di Milano. Nel 1968 diventa redattore della rivista Prisma, mentre dal 1969 al 1974 insegna composizione al Conservatorio di Bologna. L'anno seguente, Manzoni prosegue l'insegnamento della composizione al Conservatorio di Milano, dove lavorerà fino al 1991. A partire dal 1980 diventa membro del comitato editoriale di Musica/Realtà, mentre nel 1982 è invitato al Deutscher Akademischer Austauschdienst di Berlino.

Negli anni Novanta, Manzoni diventa membro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e pubblica due raccolte di suoi articoli, saggi e critiche musicali (intitolate Scritti e Tradizione e utopia). Gran parte di questi scritti sono stati in seguito tradotti in francese e riuniti in un'antologia (Écrits). Nel 2007 Manzoni pubblica inoltre Parole per musica, libro nel quale riunisce i testi che ha messo in musica spiegando il significato che hanno avuto per lui. Nel 2013, Manzoni ha donato il suo archivio personale all'Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

Critica

Il musicologo Luigi Pestalozza, amico di Manzoni, partendo dall'analisi di Dedica su testi di Bruno Maderna afferma:

Più recentemente, lo storico della musica Renzo Cresti ha scritto:

Onorificenze

Nel 1973, ha ricevuto il Premio UNESCO per Parole da Beckett. In seguito, gli è stato attribuito due volte il Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana: nel 1985-86 per Dedica, nella categoria "novità assoluta per l'Italia"; nel 1988-89 per Doktor Faustus ("Lo spettacolo di altissimo livello in tutte le sue componenti, ha rilevato l'importanza e la maturità della partitura di Manzoni, e ha confermato la continuità dell'impegno del Teatro alla Scala nella politica del nuovo"). Nel 1991 ha ottenuto il premio “Omaggio a Massimo Mila” in riconoscimento alla sua attività didattica. Nel 2000, l'Università di Udine gli ha conferito la laurea honoris causa in Conservazione dei beni culturali, mentre nel 2007 ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera della Biennale musica di Venezia.

L'opera Opere teatrali La legge, azione scenica in un tempo, testo di Giacomo Manzoni (1955) La sentenza, un atto in due quadri, testo di Emilio Jona (1960) Atomtod, due tempi, testo di Emilio Jona (1964). Prima assoluta diretta da Claudio Abbado nel 1965 al teatro della Piccola Scala di Milano Per Massimiliano Robespierre, scene musicali in due tempi, testi di Robespierre e altri ordinati da Giacomo Manzoni e Virgilio Puecher, con la collaborazione di Luigi Pestalozza (1974). Prima assoluta nel 1975 al Teatro Comunale di Bologna Doktor Faustus, scene dal romanzo di Thomas Mann, testo di Thomas Mann ordinato da Giacomo Manzoni in tre atti (11 quadri, un interludio e un epilogo) (1988). Prima assoluta nel 1989 al Teatro alla Scala di Milano, regia di Robert Wilson

Musica vocale

Preludio – «Grave» di W. Cuney – Finale (1956) per voce femminile, clarinetto, violino, viola e violoncello Tre liriche di Éluard (1958) per soprano, flauto, tromba, violino e violoncello Cinque vicariote (1958) per coro misto e orchestra Don Chisciotte (1961) per soprano, piccolo coro e orchestra da camera Due sonetti italiani (1961) per coro misto Spass (1965) per soprano e pianoforte 4 poesie spagnole (1962) per baritono, clarinetto, viola e chitarra Ombre (alla memoria di Che Guevara) (1968) per orchestra e voci corali Hölderlin (frammento) (1972) per coro e orchestra Suite Robespierre (1976) per voci soliste, voci recitanti, coro e orchestra Estremità (1983) per voce sola Scene sinfoniche per il Doktor Faustus (1984) con coro fuori scena Studio per il finale del Doktor Faustus per coro e orchestra (1985) per coro e orchestra Dedica (1985-1986) per flauto, voce di basso e orchestra sinfonica (con gruppo strumentale e coro fuori scena ad libitum) Uéi preà la biele stele (1987) per coro maschile all'unisono e due (o una) grancasse Weheklag Doctor Fausti (Interludio dal Doktor Faustus) (1988) per coro e orchestra An die Musik (1989) per soprano e flauto Dieci versi di Emily Dickinson (1988) per soprano leggero, quartetto a corde, due arpe (una ad libitum) e dieci strumenti a corde 4 versi di Marina Cvetaeva (1990) per soprano e violino Poesie dell’assenza (1990) per voce recitante maschile e orchestra Finale e aria (1991) per soprano e orchestra con quartetto a corde Hermano aterrado (1992) per soprano e piatto sospeso Il deserto cresce. Tre metafore da Friedrich Nietzsche (1992) per voce coro e orchestra 4 epigrammi (1993) per baritono, clarinetto basso e gruppo strumentale Ed io non prendo posa (1994) per basso e otto strumenti Canzonetta «Se mi fusse» (1996) per dieci voci femminili, crotali, piatti sospesi e tamburo Allen (1996) per lettore e orchestra da camera Moi, Antonin A. (1997) per soprano leggero, lettore e orchestra Du Dunkelheit (1998) per voce femminile e pianoforte Trame d’ombre (1998) per soprano, tenore, coro e gruppo strumentale Aria della gioia (1998) per soprano, tromba e due piatti sospesi O Europa! (1999) per soprano e orchestra Oltre la soglia (2001) per quartetto a corde con voce femminile Sul passaggio del tempo (2001) per voce femminile (o lettore/lettrice e voce femminile) e orchestra Pensiero XX di Giacomo Leopardi (2001) per lettore, quartetto a corde e pianoforte Alla terra (2003) per mezzosoprano e strumenti Al di qua dell’improvvisa barricata (2004) per mezzosoprano, baritono, lettore e orchestra Oscar, Oscar… (2005) per uno o più lettori (maschili e/o femminili) e percussioni Vergers (2006) per dodici voci Progetto Eliogabalo (2007-2009) per lettore e orchestra Die Scheiße (2008) per voce femminile, flauto in sol, clarinetto basso, viola e violoncello Kokin b (2008) per due voci femminili, quattro clarinetti, due percussioni e corde Nel tuo silenzio (2009) per voce sola …in diesem Meer…: 3 canti per C. A. (2009) per baritono-basso, flauto, clarinetto, clarinetto basso, corno, percussione, arpa, violino, viola, violoncello e contrabbasso Il rumore del tempo (2011) per soprano, pianoforte, clarinetto, viola e percussioni Per questo (2012) per voce femminile e tromba Cascando: musica per il radio play di Samuel Beckett (2012) per voce femminile, clarinetto, corno, percussioni, pianoforte e violino Thanatopsis (W. Cullent Briant) (2015) per baritono, tre clarinetti bassi, fagotto, corno e contrabbasso Le arance non cadono dal cielo (2015) per coro maschile all'unisono e due percussionisti Schuld (2016) per tenore e orchestra Grave (alla memoria di Luigi Pestalozza) (2017) per soprano e sette strumenti Il mare azzurro...ritraendosi (2018) per voce femminile e quattro strumenti

Musica strumentale

Strumento solista

Klavieralbum (1956) per pianoforte Percorso F (1976) per contrabbasso Echi (1981) per chitarra Incipit (1983) per pianoforte Percorso H (1987) per flauto Motto: AMM (1999) per flauto in sol o flauto basso None (2002) per pianoforte Entrata (2002) per trombone Percorso i (2005) per sassofono alto (o tenore) 708 (2009) per flauto Bagatelle (2012) per pianoforte Dedica 2015 (2015) per chitarra

Due strumenti

Piccola suite (1952-1955) per violino e pianoforte Seconda piccola suite (1956) per violino e pianoforte Improvvisazione (1958) per viola e pianoforte Frase (1988) per clarinetto e pianoforte Duplum (1991) per fagotto e trombone Frase 2 (1993) per flauto e violino Furioso (1995) per violino e pianoforte Frase 3 (2003) per flauto in sol e arpa Fantasia in duo sull’op. 46 di Schumann (2005) per due pianoforti

Tre strumenti

Essai (1991) per flauto, clarinetto basso e pianoforte MTRC 1998 (1998) per clarinetto in si bemolle, violoncello e pianoforte Entrata a tre (2012) per clarinetto, viola e percussioni Entrata a tre n. 2 (2013) per trombone, violoncello e contrabbasso

Quattro strumenti

Quadruplum (1968), per due trombe e due tromboni Quartetto per archi (1971) per quartetto a corde Sigla (1976) per due trombe e due tromboni To Planets and to Flowers (1989) per quartetto di sassofoni Musica per Pontormo (2° quartetto) (1995) per quartetto a corde Voci (IV Quartetto) (2005) per quartetto a corde Saluto (2005) per quartetto di sassofoni Ex novo (2011-2013) per flauto o ottavino, clarinetto, violino e violoncello

Cinque strumenti

Epodo (1976) per quintetto di fiati Incontro (1983) per violino e quartetto a corde Transitori d’estinzione (1998) per cinque strumenti (flauto in sol, clarinetto basso, percussioni, viola e violoncello)