Per mezzo del suo giornale L'Egalité (1877-1883), si impegnò per la diffusione in Francia delle idee marxiste. Nel 1882 fondò con Paul Lafargue il Partito Operaio che prenderà il nome di Partito Operaio Francese.
Primi passi nel giornalismo militante Figlio di François Bazile, un professore di scuola privata, Jules Bazile, dopo aver condotto studi classici ed essersi diplomato nel 1863, prese servizio presso la Prefettura di Parigi come addetto alla direzione della Stampa. Collaborò prestissimo a giornali repubblicani, mettendosi in luce per le audaci posizioni di opposizione al regime imperiale; è in questa occasione che scelse come pseudonimo il cognome della madre Eléonore Guesde.
Questi anni sono quelli di una formazione politica progressivamente sempre più spostata a sinistra. A un giornalista del Matin che nel 1893 lo intervistava sul suo itinerario politico, rispose che era diventato repubblicano sotto l'impero leggendo di nascosto Les Châtiments di Victor Hugo, ateo leggendo la Critica della ragion pura di Kant e infine socialista grazie alla Comune di Parigi.
Si trasferì in seguito per lavoro prima a Tolosa (1868) e poi a Montpellier (1869-71); è da qui che critica l'entrata in guerra della Francia nel 1870.
Difende le idee repubblicane sui giornali Le Progrès libéral di Tolosa e La Liberté e Les Droits de l'Homme di Montpellier. Dopo la caduta di Napoleone III, sostiene la nuova Repubblica e soprattutto l'insurrezione della Comune. Fu condannato alla prigione per i suoi violenti articoli e, per sfuggire alla prigione, andò in esilio per qualche mese. Si rifugiò prima in Svizzera e poi in Italia, a Milano, dove visse dando lezioni di francese. È allora che entra in contatto con i militanti della Prima internazionale (Associazione internazionale dei lavoratori), fondata nel 1864. Inizialmente Guesde fu ostile a Karl Marx, poi gli si avvicinò progressivamente: non tutte le idee di Marx lo convincevano, ma ne approvava caldamente il concetto di presa del potere da parte del proletariato.
Leader del partito «collettivista»
Ritornato in Francia nel 1876, Guesde puntò su due obiettivi: prima di tutto ricostruire il movimento operaio decapitato dopo la repressione della Comune di Parigi, e in secondo luogo convincere l'élite della classe operaia francese del fondamento delle dottrine del socialismo scientifico prodotte dal pensiero marxista.
A tal fine, lanciò con Paul LafargueGenero di Marx, di cui sposò nel 1868 la figlia Laura il giornale L'Égalité (che apparirà, con qualche interruzione, tra il 1877 e il 1883), che diffuse in Francia delle idee che, accanto al marxismo, manifestavano influenze del pensiero democratico francese, da Blanqui a Rousseau. In effetti, Engels ironizzò così in una lettera ad un amico:
Il gruppo «collettivista» diretto da Guesde riuscì ad ottenere la maggioranza al Congresso operaio di Marsiglia del 1879, preludio alla fondazione, nel 1882 del Partito Operaio. Il PO assunse in seguito (1893) il nome di Patito operaio francese, per evitare le calunnie della propaganda nazionalista: tuttavia il POF restò fino ala fine fedele alla propria visione internazionalista
Sorsero presto divergenze tra i dirigenti, riguardo alle condizioni per la presa del potere e le relazioni del partito con la giovane Repubblica. Per i «possibilisti», guidati da Paul Brousse e Jean Allemane, conveniva fare, al più presto, le «riforme possibili», piuttosto che attendere una rivoluzione la cui realizzazione appariva poco probabile.
In quell'epoca Guesde incarnava la linea dura del movimento operaio, contraria ad ogni compromesso con le «forze borghesi». Nel corso di questa fase fondativa della sinistra francese, egli incarnò l'archetipo del militante povero, incorruttibile, in perenne viaggio per tutta la Francia per diffondere il socialismo rivoluzionario.
Guesde pubblica libri, opuscoli e articoli; guida, nonostante la sua salute cagionevole, centinaia di manifestazioni socialiste. Si rivela anche un buon organizzatore: struttura con rigore il partito secondo una logica piramidale di grande efficacia, in cui ogni livello è animato da militanti, spesso di origine operaia, totalmente devoti, se non sottomessi, alla celebre «disciplina guesdista», che stupisce simpatizzanti e avversari per il suo rigore. D'altra parte il Partito Operaio è internazionalista e intrattiene stretti legami con i partiti operai stranieri, soprattutto con il Partito Socialdemocratico di Germania.
Il Partito Operaio conosce rapidi successi. Conta appena 2.000 membri nel 1889, cresce in forza (20.000 militanti nel 1902) e conquista molti grandi Comuni, soprattutto Roubaix, che resta il santuario del movimento (la «Roma del Socialismo») fino al 1914Nel partito ci sono molti operai dell'industria, pochi minatori, pochi braccianti. Molti dei dirigenti provengono dalla piccola borghesia e sono stabili nei loro ruoli, ciò che spiega senza dubbio la rigidità dottrinale del PO (e dei partiti che ne derivarono) fino alla guerra del 1914..
Il PO raggiunse il suo punto elettorale più alto alle elezioni legislative del 1893Il Partito Operaio ottenne allora 300.000 voti. Riscese a 186.000 nel 1902, poi (nel 1906) ne ha solo 176.000 benché si fosse appena fuso con i blanquisti di Édouard Vaillant. Il peso dei militanti dei partiti di sinistra resta inoltre molte inferiore a quello degli iscritti ai sindacati che contano allora più di 200.000 membri (che tuttavia vanno raffrontati con i circa 2 milioni dei sindacati britannici nel 1910). Meno dell'1% degli operai era membro del POF, il partito raccoglieva appena il 3,5% dei suffragi..
Molto popolare nella Francia settentrionale, sostenuto dagli operai tessili e dalla grande industria, il PO ebbe un'influenza meno forte e meno duratura nel Midi rosso (il Mezzogiorno francese). Guesde entrò nella Camera dei deputati per la prima volta nel 1893 per la circoscrizione di Roubaix; fu poi battuto nel 1898 e nel 1902 e rieletto nel 1906: da allora conservò il suo seggio fino alla morte nel 1922.
L'unificazione dei socialisti francesi I due metodi Sotto l'impulso di Guesde, il PO fu uno dei promotori, in Francia, della giornata del Primo Maggio a partire dal 1887, la quale mirava ad ottenere per gli operai delle conquiste precise e immediate, come la riduzione della giornata di lavoroIn Francia si ottenne nel 1892 una legge che limitava a 11 ore il tempo di lavoro giornaliero per le donne e i ragazzi tra i 16 e i 18 anni. Bisognò attendere il 1919 per ottenere per legge la giornata di otto ore.
Nel 1900 si oppose a Jean Jaurès in merito alla partecipazione di Alexandre Millerand al ministero «borghese» di Waldeck-Rousseau.
Il nucleo di quel dibattito porterà alla pubblicazione di un opuscolo dal titolo Les deux méthodes (I due metodi)Les deux méthodes.
Nel 1902 il Partito Operaio Francese di fuse con il Partito Socialista Rivoluzionario di Édouard Vaillant (di tradizione blanquista) per formare il Partito Socialista di Francia. Guesde pretese che tale unificazione si basasse sulla condanna di ogni tattica «partecipazionista»; tale posizione fu confermata nel 1904, nel corso del Congresso operaio di AmsterdamLo scontro tra Jaurès e i suoi avversari fu rabbioso. August Bebel, favorevole a Guesde, deplorò che «le fatali controversie, delle quali la democrazia socialista soffre tanto, durino ancora». L'oratore cita allora le parole di Jaurès di dieci anni prima, che usa ora contro di lui: «Il socialismo non può accettare una porzione del potere, deve gestire l'intero potere. Noi possiamo collaborare a riforme parziali - e in effetti vi collaboriamo. Ma un partito che si propone la riforma totale della società, la sostituzione di un principio di proprietà e di vita con un altro principio, non può accettare che il potere nella sua integrità. Se ne avesse solo una parte, non ne avrebbe niente: infatti questa influenza parziale sarebbe neutralizzata dai principi dominanti della società presente. I grandi interessi nemici si spaventerebbero senza che si potesse sconfiggerli: l'ideale nuovo non sarebbe affatto realizzato, ma compromesso, e ci sarebbe una crisi capitalista dalla quale il socialismo non sopravviverebbe»..
La SFIO Ciononostante la corrente riformista di Jean Jaurès, detta «socialista indipendente», guadagna inesorabilmente terreno in Francia. Nel 1905 il Partito Socialista di Francia di Guesde e il Partito Socialista Francese di Jaurès si fusero per formare la Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO).
La fusione del partito di Guesde nella SFIO era legato al rifiuto, sancito dalla nuova organizzazione, del «partecipazionismo». Tuttavia, nonostante questo successo tattico, il declino della corrente guidata da Guesde divenne rapidamente evidente. Se i «guesdisti» portano nella SFIO la loro capacità militante, le loro pubblicazioni e il loro apparato dottrinario, essi conoscono un declino inesorabile accentuato senza dubbio dallo stato di salute di Guesde, sempre più precario, che gli impedisce di svolgere un ruolo decisivo.
La sua corrente fu isolata soprattutto nelle questioni internazionali ma più ancora verso i sindacati. L'adozione (nel congresso della CGT del 1906) della Carta di Amiens, che affermava il principio dell'indipendenza nei confronti delle organizzazioni politiche, fu possibile grazie alla messa in minoranza (da parte sia dei riformisti che dei rivoluzionari) dei guesdisti. Con quel congresso si sancì la rottura definitiva della CGT con la Federazione Sindacale Internazionale.
L'iniziativa di Guesde ebbe però ancora alcuni momenti di grande notorietà, come nel marzo 1910 quando, in perfetto accordo con la CGT, fu il solo deputato della SFIO a votare contro la legge delle pensioni per operai e contadini che egli definì un «furto legislativo» che si aggiungeva al «furto padronale» (a causa del prelievo operato da società finanziarie sui salari). Era la stessa posizione sostenuta da Paul Lafargue al congresso della SFIO nel 1910Paul Lafargue Intervento contro la legge sulle pensioni.
Denunciò
Egli si oppose alla Massoneria, che considerava una «alleata della borghesia» e «nociva alla classe operaia», come disse nel congresso socialista di Limoges del 1906. Tuttavia, numerosi massoni aderivano al POF, al punto che sembrava ne costituissero un'importante corrente.
La Grande Guerra e l'ingresso nel governo La guerra per la Rivoluzione Tre giorni dopo l'assassinio di Jean Jaurès, che stava cercando di organizzare uno sciopero generale per la pace in Francia e in Germania, Guesde votò, con piena consapevolezza, l'«Union sacrée» (sacra Unione) di tutti i partiti in difesa della Patria. Si richiamava al manifesto del POF, del 1893Jules Guesde e Paul Lafargue, Socialisme et patriotisme, 23 gennaio 1893, nel quale si affermava che i socialisti combattono per la pace, ma non a qualsiasi costoE.Melmoux, T. Mitzinmacker, 100 personnages qui ont fait l'histoire de France Bréal, p. 189 : e
Guesde fu ministro di Stato tra il 1914 e il 1916 (Ministeri Viviani e Briand). Adottò posizioni patriottiche come quelle dei giacobini ai loro tempi:
Jules Guesde pensava infatti che la guerra avrebbe prodotto una rivoluzione sociale in Francia come sotto la Rivoluzione francese e sarebbe stata così il punto di partenza di una rivoluzione internazionale. E nel novembre 1915 scriveva A tale prezzo, ci furono in effetti rivoluzioni in varie parti del mondo, soprattutto in Russia (Rivoluzione di Febbraio e d'Ottobre 1917) e in Germania (Rivolta spartachista del 1919).
Guesde si oppose, in Consiglio dei ministri, all'arresto dei «disfattisti», richiesto dalle autorità civili e militari.
La vecchia casa