È generalmente considerato come uno dei più grandi poeti latini medievali.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xi. La sua fama si deve in particolar modo allAlexandreis, poema epico in esametri dattilici che ripercorre le vicende del condottiero macedone Alessandro Magno e che ebbe una larghissima diffusione per tutto il Basso Medioevo, come testimoniano i più di duecento manoscritti superstiti in cui è conservato.
Gualtiero si cimentò inoltre nella produzione di versi ritmici in metrica accentuativa di argomento satirico-morale, amoroso e religioso, nonché nella realizzazione di tre vitae rhythmicae dei santi Brendano, Alessio e Thomas Becket.
È stata a lui attribuita anche un’opera in prosa, il Tractatus sive Dialogus contra Iudaeos, trattato dialogico afferente all’ambito dei dibattiti teologici e scritturali tra Ebrei e Cristiani.
Biografia Le principali informazioni sulla vita di Gualtiero di Châtillon si ricavano da alcuni riferimenti presenti nelle sue opere, oltre che da glossae e vitae che accompagnano lAlexandreis in alcuni manoscritti. Queste ultime sono però fonti di dubbia attendibilità: tendono infatti a concordare quando le notizie riportate sono dedotte dagli scritti di Gualtiero, ma ad esse aggiungono interpretazioni spesso discordanti fra loro.Ibidem.
Egli nacque intorno al 1135 a LilleM. Manitius, Geschichte der lateinischen Literatur des Mittelalters 3 voll., München 1911-1931 (Handbuch der Altertums-Wissenschaft IX, II 1-3), p. 920. o in una piccola comunità nelle sue vicinanze, di cui la più probabile è Ronchin.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xiv, nota 9. La città francese in epoca medievale era conosciuta con il nome di Isle, da cui deriva il toponimo ab Insulis con cui il poeta è talvolta definito nelle fonti.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, p. 7.
Fu allievo di Stefano di Beauvais, studiando come chierico prima a Reims, poi a Parigi; successivamente seguì il suo maestro a Troyes, alla corte del conte Enrico I di Blois-Champagne, detto "il Liberale", che ben presto divenne suo mecenate.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xiv.
È in questo periodo che si colloca l’inizio della sua attività poetica. La sua produzione è costituita in questa prima fase da versi ritmici di carattere amoroso e goliardico, arricchita da componimenti d’occasione destinati principalmente a festività religiose. Alcuni testi, come Eliconis rivulo ed Ecce nectar roseum, rimandano ai turbolenti eventi politici del 1159-1163, relativi allo scisma causato dallo scontro tra papa Alessandro III e l’imperatore Federico I Barbarossa, che si concluderà solo con la Pace di Venezia del 1177.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, pp. 7-8.
Dalle fonti a disposizione si ricava la notizia secondo cui, non si sa precisamente in quali anni, Gualtiero stesso svolse l’attività di magister a Laon e a Châtillon, con ogni probabilità l’odierna Châtillon-sur-Marne, località dalla quale deriverà il suo toponimo più noto.Ivi, p. 9. Si trovava certamente lì quando scrisse la sua unica opera in prosa, il Tractatus contra Iudaeos.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xvii.
Il poeta rimase sotto il patronato di Enrico I il Liberale dal 1161 all’inizio del 1164; in seguito decise di trasferirsi a Bologna per studiarvi diritto, sotto la guida dell’illustre giurista Martino Gosia. È probabilmente durante questo viaggio che egli fece tappa a Besançon, dove il 29 marzo del 1164, in occasione della quarta domenica di Quaresima, recitò pubblicamente il già citato Ecce nectar roseum.Ivi, pp. xv-xvi.
Dopo la morte di Gosia, avvenuta tra il 1165 ed il 1166, Gualtiero si recò a Roma nella speranza di ottenere il patronato di Alessandro III, che il concilio di Tours del 1163 aveva finalmente riconosciuto come pontefice legittimo. È in questo contesto che, alla presenza di un alto prelato, venne recitata la satira Tanto viro locuturi, dove a toni adulatori e invettive moralistiche si mescolano le frustrazioni dell’intellettuale in miseria.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, pp. 8-9.
Alcuni studiosi hanno teorizzato che in seguito Gualtiero trascorse un periodo presso la corte inglese a servizio del re Enrico II Plantageneto. Questa ipotesi si basa su alcune lettere di Giovanni di Salisbury, databili al 1166, indirizzate ad un magister Galterus de Insulis in servizio presso la cancelleria reale fino al 1176. In realtà vi sono tre elementi che contribuiscono a falsificare questa teoria: innanzitutto Giovanni, di circa venticinque anni maggiore di Gualtiero di Châtillon, si riferisce al destinatario della lettera riconoscendogli un’autorità difficile da attribuire ad un poeta poco più che trentenne. In secondo luogo non sembra possibile che un servitore di Enrico II possa aver composto senza particolari conseguenze Orba suo pontifice, in cui l’autore accusa platealmente il re inglese dell’omicidio di Thomas Becket, avvenuto nel 1170. In ultimo, non vi è alcun riferimento né nei componimenti né nelle vitae al fatto che Gualtiero sia mai stato in Inghilterra.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, pp. xvi-xvii.
La sua carriera ebbe una svolta cruciale quando divenne notarius e orator presso la corte di Guglielmo dalle Bianche Mani, fratello di Enrico I di Blois-Champagne, eletto arcivescovo di Reims nel 1176 e cardinale tre anni più tardi.Ivi, p. xviii. È a Guglielmo che Gualtiero dedica lAlexandreis, il suo poema epico in esametri dattilici su Alessandro Magno, facendo sì che le lettere iniziali dei dieci libri che compongono l’opera formassero l’acrostico GUILLERMUS. In merito ai motivi della genesi dell’opera le vitae trasmettono diversi aneddoti, basati su gelosie e rivalità artistiche presenti all’interno della corte di Guglielmo dalle Bianche Mani: una delle versioni riporta che il poema sarebbe stato composto e dedicato all’arcivescovo da Gualtiero come tentativo di rientrare nelle grazie del mecenate dopo essere incorso nella sua ira; secondo un altro resoconto invece, lAlexandreis sarebbe frutto della competizione poetica con Matteo di Vendôme, altro protetto di Guglielmo, autore del Tobias, fortunata versificazione in distici del libro biblico.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, pp. 9-10.
Probabilmente il poeta accompagnò Guglielmo a Roma in occasione del Terzo Concilio Lateranense del 1179, durante il quale il suo patrono venne confermato arcivescovo di Reims ed eletto cardinale.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xx.
Gli ultimi anni di Gualtiero di Châtillon sono particolarmente oscuri. Nelle vitae si afferma che egli ottenne da Guglielmo dalle Bianche Mani un canonicato, sebbene le fonti non concordino sul luogo, che viene identificato di volta in volta con Reims, Amiens, Beauvais od Orléans. Dopo il 1180 di lui si perde ogni traccia, ma non è possibile sapere se la sua morte avvenne effettivamente in quel periodo o se sopravvisse fino al XIII secolo.Ivi, p. xxi.
Molte fonti, tra cui alcune vitae e un passaggio degli Aequivoca attribuiti a Giovanni di Garlandia, sostengono che Gualtiero morì a causa della lebbra;Ivi, p. xx. Inoltre nel codice Erfurt, Amplon. 8o 90, la narrazione si arricchisce di un aneddoto pruriginoso, che si configura piuttosto come una situazione da fabliaux: il poeta avrebbe contratto la malattia da una concubina e se ne sarebbe liberato contagiando a sua volta una prostituta. In realtà la notizia della morte per lebbra si deve con ogni probabilità all’identificazione tra autore ed io poetico all’interno di componimenti di ispirazione biblica come Dum Galterus egrotaret e soprattutto Versa est in luctum, in cui Gualtiero si rappresenta come un infermo affetto da un terribile morbo, un peccatore alla fine dei suoi giorni in cerca di redenzione; una malattia che, come avviene in altre satire, è probabilmente una metafora della corruzione morale che investe l’intera umanità, più che un riferimento autobiografico.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, pp. 10-11.
Infine, sono nuovamente le vitae a riportare un suo epitaffio in distici dal sapore virgiliano:
(Latino)
Insula me genuit, rapuit Castellio nomen,
perstrepuit modulis Gallia tota meis.
Gesta duci Macedum scripsi, sed sincopa fati
infectum clausit obice mortis opus.
(Italiano)
Lille mi generò, da Châtillon presi il nome,
la Francia intera riecheggiò dei miei canti.
Scrissi le imprese del condottiero Macedone, ma un destino avaro
ha serrato l’opera incompiuta con il sigillo della morte.
Un elogio che evidenzia come la fama di Gualtiero presso i contemporanei fosse dovuta sia al suo poema epico sia ai suoi versi ritmici.Ivi, p. 12.
Opere
Alexandreis
LAlexandreis è l’opera più famosa di Gualtiero di Châtillon, nonché uno degli esempi più alti della letteratura del XII secolo. Si tratta di un poema epico in esametri dattilici in dieci libri, che narra le imprese di Alessandro Magno.
Carmina Gualtiero di Châtillon fu noto anche per la sua produzione di carmi caratterizzati, a differenza dellAlexandreis, dall’utilizzo della metrica accentuativa al posto dei tradizionali metri quantitativi della poesia latina classica.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, p. xi. La maggior parte di questi versi è di carattere satirico-morale, a cui si aggiungono testi di argomento religioso, specificatamente inni di Natale, e alcune poesie d’amore; queste ultime, trasmesse unicamente dal manoscritto Saint-Omer 351, sono probabilmente frutto di una produzione giovanile dell’autore.S. Cerullo, Gualtiero di Châtillon, poesie d’amore e d’invettiva, collana Gli Orsatti, testi per un Altro Medioevo, Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2020, pp. 28-29.
Fu Karl Strecker a fissare un primo corpus d’autore con le due edizioni pubblicate nel 1925 e nel 1929, in cui lo studioso tentò di ricomporre la produzione lirica di Gualtiero di Châtillon filtrando le tracce di una tradizione dispersa in numerosi canzonieri medievali, sulla base di riscontri di ordine stilistico e formale e di prove di intertestualità, raccogliendo 55 testi in tutto.D. A. Traill, Walter of Châtillon. The Shorter Poems. Christmas Hymns, Love Lyrics, and Moral-Satirical Verse, Oxford, Clarendon Press, 2013, pp. xxi-xxii.
Grazie a studi successivi vi è stato un ampliamento del corpus delle poesie attribuite all’autore, fino ad arrivare all’edizione di David A. Traill, che attribuisce al poeta un totale di 67 componimenti; alcuni di questi sono confluiti anche all’interno dei Carmina Burana.Sono ascritti a Gualtiero di Châtillon i carmina 3, 8, 19, 41, 42, 123.