Topolino è stata una pubblicazione periodica a fumetti in formato giornale edita in Italia dalla Casa Editrice Nerbini dal 1932 al 1937 e poi dalla Arnoldo Mondadori Editore fino al 1949 per 738 numeri e 42 supplementi. Aveva inizialmente otto pagine e oltre a fumetti della Disney presentava produzioni di altri autori sia americani che italiani.
Nell'aprile 1949 la testata venne chiusa per crearne un'altra che ne mantenne il nome ma ne cambiò il formato passando a quello noto come "libretto" e ricominciando la numerazione dal n. 1.
Storia editoriale Gli esordi Nel gennaio 1931, a Torino, viene organizzata per la prima volta una proiezione dei cortometraggi di Topolino, in un matinée cinematografico che comprendeva anche corti di altri personaggi già celebri in Italia. Il successo fu notevole e ben presto la popolarità di Mickey Mouse si diffuse in tutto il paese. A maggio dello stesso anno sul supplemento domenicale per bambini del quotidiano Il Popolo di Roma (edizione laziale del giornale Il Popolo d'Italia) apparvero alcune tavole che avevano come protagonista Topolino, disegnate dall'illustratore Guglielmo Guastaveglia detto Guasta che ne realizza una versione molto grezza ed elementare e non è raro vedere Topolino interagire con il gatto Felix (ancora chiamato Mio Mao) all'epoca personaggio decisamente più celebre in Italia, o addirittura con Oswald il coniglio fortunato, che non era più di proprietà della Disney; inoltre Minnie viene chiamata Topolina. In questa forma, Topolino venne pubblicato per una decina di numeri, negli ultimi dei quali ai rozzi disegni fatti in casa si sostituiscono vignette ricalcate dalle strisce di Floyd Gottfredson.
Periodo Nerbini (1932-1935)
Nel 1932 venne assegnato a Disney uno speciale Oscar per la creazione del personaggio di Topolino e, per sfruttare il successo che il personaggio riscuoteva al cinema, Giuseppe Nerbini, edicolante ed editore fiorentino, decise di pubblicare una nuova testata al personaggio che esordì il 31 dicembre 1932, anticipando di un mese l'analoga prima pubblicazione statunitense, Mickey Mouse Magazine edito da Herman Kamen nel formato digest che nel dopoguerra in Italia sarebbe stato usato per la seconda versione della testata. La testata americana veniva distribuita solo nei grandi magazzini e nei cinema che proiettavano i film del personaggio e per la diffusione nelle edicole bisognerà attendere il 1935. La testata italiana ha invece il formato simile a quello del Corriere dei Piccoli ma, diversamente da questo, avrà da subito periodicità settimanale e in prima pagina aveva una breve storia con didascalie in rima di Topolino realizzata da Giove Toppi. Nerbini tuttavia non si era assicurato correttamente i diritti di pubblicazione in quanto si era rivolto al Consorzio Cinematografico E.I.A., distributore dei cortometraggi di Topolino, mentre i diritti per le riviste erano gestiti da Guglielmo Emanuel., inoltre la vicenda si era complicata ulteriormente anche per l'intervento dell'editore Carlo Frassinelli di Torino, il quale, ritenendo di avere l'esclusiva assoluta di pubblicare materiale cartaceo Disney (era in procinto di dare alla stampa due libri su Topolino), diffidò la Nerbini imponendole la sospensione del giornale. Si scoprì presto però che Frassinelli possedeva solo i diritti dei due libri che era in procinto di pubblicare, per cui le sue accuse erano infondate, ma restavano fondate invece le proteste di Emanuel, seppur Nerbini avesse sbagliato in buona fede, per cui, a partire dal n. 3, la testata venne modificata provvisoriamente in "Il Giornale di Topo Lino" e il personaggio di Topolino venne sostituito da "Topo Lino", un personaggio ideato da Giove Toppi e Gaetano Vitelli. Nel numero 3 infatti uscì una dichiarazione dell'editore Nerbini:
Acquisiti correttamente i diritti dal King Features Syndicate, dal n. 5 venne ripristinata la testata originale ma continuarono a essere presenti in prima pagina la serie di Topo Lino di Toppi e Vitelli fino al n. 6. Nerbini si assicurò quindi i diritti di pubblicazione delle strisce giornaliere e delle tavole domenicali realizzate da Floyd Gottfredson che esordirono sul n. 7 (Il ritratto di Minnie, tavola domenicale) che vennero pubblicate con l'integrazione di didascalia in rima ma senza eliminare gli originali baloon; in attesa di riceverne altre, Nerbini ottenne il permesso dal King Features di pubblicarne altre realizzate in Italia con l'obbligo di specificare che non erano opera di Walt DisneyIn realtà Walt Disney non disegnò mai nessuna storia a fumetti (al massimo ne sceneggiò una e mezza) ma il King Features Sindacate ingannava i lettori attribuendole a Disney quando in realtà erano realizzate da Gottfredson. e che la loro pubblicazione era autorizzata dal King Features Sindacate, queste storie verranno realizzate da Burattini e da Vitelli che saranno quindi, insieme a Toppi, i primi autori italiani della Disney. Le strisce giornaliere esordirono sul n. 11 e poi sul n. 14 con la storia Topolino arciereNarra la storia del fidanzamento tra Orazio e Clarabella. mentre sul n. 15 venne pubblicata per intero la storia Le disavventure di Pluto, in cui un accalappiacani (non ancora chiamato Pietro Gambadilegno) dà la caccia al cane di Topolino. La prima storia lunga (Le prodezze di Topolino aviatore) venne pubblicata a partire dal n. 24 con 19 strisce per volta. In queste storie vengono anche introdotte delle didascalie in rima scritte dal primo direttore della rivista, Paolo Lorenzini(detto Collodi Nipote in quanto nipote di Carlo Collodi), e viene anche assegnato il nome definitivo a Pippo, la spalla di Topolino, che sui libri della Salani era invece chiamato Medoro.Cfr. I Maestri Disney 12, p. 36. Anche nella versione originale americana il personaggio di Pippo ebbe variazioni del nome: Dippy the Dawg o Dippy Dawg o Dippy Dog agli esordi, per poi diventare Dippy the Goof o The Goof e infine definitivamente Goofy.
Le strisce giornaliere di Topolino vennero successivamente trasferite sul supplemento al giornale, mentre la testata principale continuava a pubblicare le tavole domenicali di Topolino e di Buci (un personaggio delle Sinfonie allegre), oltre a racconti in testo e rudimentali fumetti non-Disney di produzione italiana come Pisellino di Antonio Burattini o Sorcettino di Toppi e Vitelli. Con il n. 53 esordirono le strisce giornaliere di Tim Tyler's luck (più nota in Italia con il titolo Cino e Franco) con la storia Sotto la bandiera del re della giungla. È il primo fumetto naturalistico pubblicato sul giornale. Nello stesso numero Collodi Nipote, fino allora direttore della testata, lasciò l'incarico, per la sempre maggior presenza, voluta dall'editore, di «vignette e storielle figurate» a scapito dello «spazio rimasto a sfogo di velleità più o meno letterarie di piccini e di grandi», che resero il giornale «non più conforme ai miei intendimenti artistici e al programma da me esposto all'inizio di questa pubblicazione». La direzione della testata passò allo stesso editore Mario Nerbini. La serie di Cino e Franco riscosse molto successo e le vendite del giornale aumentarono. Ciò spronò Nerbini ad acquistare altre strisce dal KFS ma, non trovandole adatte al target di Topolino, decise di creare una nuova testata dove pubblicarle, L'Avventuroso. Le poche strisce ritenute adatte trovarono spazio soprattutto sul supplemento.
Tra la fine del 1934 e gli inizi del 1935 le strisce giornaliere di Topolino tornarono a venire pubblicate anche sul giornale presentando le storie Topolino e l'elefante, Topolino nel paese dei califfi e Topolino e Pluto corridore. Sempre in quest'anno il giornale cambiò nome in Topolino - Mickey Mouse per alcuni numeri.. In quel periodo il settimanale di norma pubblicava in prima e in ultima pagina una tavola domenicale rimontata di Topolino, mentre le storie a strisce del personaggio erano pubblicate non rimontate all'interno al ritmo di una pagina al numero; il paginone centrale era occupato dalle strisce quotidiane di Cino e Franco. A completare il numero erano storie di produzione italiana, alcune delle quali ebbero persino l'onore della prima pagina, seppur saltuariamente.
Venne pubblicato anche un supplemento, esordito a maggio 1933 che pubblicava soprattutto le storie a strisce non pubblicate nella serie regolare oltre a qualche tavola domenicale; sul primo numero venne pubblicata la serie di tavole Le grandi avventure di Topolino e Topolina nel West (tratte dalle tavole domenicali The Lair of Wolf Barker e scritte da Ted Osborne e disegnate da Floyd Gottfredson con le chine di Al Taliaferro e di Ted Thwaites) e Il mistero del castello incantato (storia a strisce realizzata tra il 1932 e il 1933); entrambe finiscono di essere pubblicate con il n. 3. Il primo episodio a fumetti di Topolino, realizzato dai suoi creatori con la collaborazione di Win Smith e apparso in originale il 13 gennaio 1930, verrà proposto da Nerbini solo nel 1934, sul Supplemento al giornale, con il titolo di Le audaci imprese di Topolino nell'isola misteriosa (nn. 9-11),. L'edizione italiana venne modificata da Giorgio Scudellari, illustratore di origine cilena, che corresse alcuni errori e incongruenze presenti nella storia. Tra le altre storie pubblicate nel supplemento vi furono Topolino e Topolina sportivi alle prese col puro-sangue Piedidolci (n. 4-8), Le straordinarie avventure di Topolino e Pippo poliziotti (nn. 12-15), Topolino e Minnie contro il pirata e contrabbandiere "Gamba di legno" (nn. 16-20), Il rivale di Pluto (nn. 16-18), Le nuove avventure di Topolino e Minnie nel West (nn. 20-29), Topolino giornalista (nn. 30-39), Il romanzo di Clarabella (nn. 40-42Il nº 42 è l'ultimo della rivista e il seguito della storia venne pubblicata su Topolino giornale.). Gli ultimi tre numeri sono editi da Mondadori. Vengono pubblicate anche due riduzioni a fumetti della serie di cortometraggi Sinfonie allegre: "presentiamo le avventure di Ambrogio il gatto malandrino" (nn. 29-35) e I due fannulloni" (esordio di Paperino nei fumetti, nn. 28-35). Anche sul supplemento vennero pubblicate storie non Disney come le strisce di Frank Merril.
Nel luglio del 1935 Nerbini dovette cedere la rivista, il suo supplemento e il contratto di esclusiva per Mickey Mouse alla Mondadori, che chiuse subito dopo il supplemento, convogliandone le storie rimaste incompiute sulla testata principale.
La contesa tra Nerbini e Mondadori (1935) Nel 1934-1935 l'editore Mondadori tentò di sottrarre a Nerbini il giornale "Topolino" in quanto intenzionato a pubblicare storie Disney. Incontrato in Italia Walt Disney, in viaggio per l'Europa, cercò di convincerlo a cedergli i diritti per la pubblicazione delle storie Disney. Tuttavia, il King Features Syndicate aveva già ceduto i diritti per la pubblicazione delle storie di Topolino a Nerbini:
Tuttavia, il fatto che nel contratto si leggesse che il KFS avesse ceduto a Nerbini solo i diritti per la pubblicazione delle strisce e delle tavole di Topolino, ma non dei personaggi Disney in generale, permise a Mondadori di comprare i diritti delle Silly Symphonies (Sinfonie allegre). Il 28 marzo 1935 uscì così il primo numero dei Tre Porcellini, giornale che conteneva le Sinfonie allegre con protagonisti i tre porcellini, dei racconti illustrati con protagonista Topolino, e tavole domenicali non Disney. Quasi contemporaneamente Mondadori iniziò a ristampare le storie di Topolino già pubblicate sul giornale nerbiniano nella nuova collana Nel regno di Topolino. Pochi mesi dopo Nerbini fu costretto a cedere a Mondadori il giornale: