La teoria degli antichi astronauti, detta anche teoria del paleocontatto o paleoastronautica, è l'insieme delle teorie pseudoscientifiche che ipotizzano un contatto tra civiltà extraterrestri e antiche civiltà umane, quali ad esempio Sumeri, Egizi, civiltà dell'India antica, Ebrei, Greci, civiltà megalitiche europee e mondiali, Nativi americani degli Stati Uniti, aborigeni australiani, polinesiani, Giappone antico e civiltà precolombiane.
Queste teorie, una forma di neo-evemerismo, diffusesi a partire dalla metà del XX secolo, non sono accettate dalla comunità scientifica e pertanto sono inquadrate nel più vasto e controverso campo pseudoscientifico della cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia. Sono diffuse anche nell'ufologia, rientrando in particolare nel campo della cosiddetta "archeologia spaziale", "archeologia ufologica" o clipeologia.
Origine L'idea paleoastronautica trova la sua origine culturale in racconti di fantascienza come quelli di Howard Phillips Lovecraft, Jules Verne e H.G. Wells, e anche in opere di esoteristi o mistici come Swedenborg, Edgar CayceEdgar Cayce, La grande fratellanza degli esseri illuminati, (PDF), in Venture Inward, Association for Research and Enlightenment, aprile–giugno 2015., Joseph Smith (fondatore del mormonismo), Basilio di Cesarea, Rudolf Steiner ed Helena Blavatsky (fondatrice della Società Teosofica) o filosofi come Anassagora e altri sostenitori della pluralità dei mondi, anche se non in versione "astronautica" e "scientifica".
L'espressione "astronauti del passato" appare inizialmente in Flying Saucers on the Moon (1954) del giornalista e scrittore Harold T. Wilkins, seguito dall'astronomo e scrittore Morris Jessup in Chase of the UFO (1955), il quale pubblicò l'anno seguente UFOs and the Bible, dove accostava l'ufologia ai testi antichi.
Si fa risalire la nascita della paleoastronautica moderna al 1960 con la pubblicazione dell'articolo del matematico russo Matest AgrestMalini-Campaniolo, UFO. Il dizionario enciclopedico, Giunti, Firenze, 2006.. In seguito le teorie sul presunto contatto tra civiltà extraterrestri e alcune antiche civiltà umane sono divenute popolari negli anni sessanta e soprattutto negli anni settanta con la pubblicazione dei libri di Jean Sendy, Erich von Däniken, Robert Charroux e Peter Kolosimo, autore di numerosi best seller, tra cui Non è terrestre (1968) e Astronavi sulla preistoria (1972), seguiti da Zecharia Sitchin.
Il substrato di queste teorie era già stato elaborato alcuni anni addietro, subito dopo gli anni cinquanta, con la nascita dell'ufologia in seguito alle prime testimonianze documentate di avvistamenti di UFO. All'ufologia si unirono le tesi già elaborate da Charles Fort sull'apparente incoerenza cronologica di alcuni manufatti e il rinnovato interesse popolare degli anni sessanta nei confronti delle antiche civiltà e delle loro mitologie. In ambito ufologico nacque la clipeologia o paleoufologia, rivolta allo studio delle presunte manifestazioni di UFO nelle epoche passate. Inizialmente la paleoastronautica si sviluppò come una branca della clipeologia rivolta al periodo preistorico e protostorico, concentrando la sua attenzione su reperti archeologici di tali epoche.
La teoria e l'evoluzione umana I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti non si limitano a sostenere, come fanno i clipeologi, che visite di alieni siano avvenute anche nei secoli passati, ma affermano che vi sia stata un'influenza aliena nello sviluppo della civiltà e della specie umana arrivando a mettere in discussione, almeno in parte, la teoria evolutiva di Charles Darwin sostituendola talvolta con tesi creazioniste non religiose, secondo le quali la specie umana sarebbe stata geneticamente creata da entità superiori o per il tramite di "angeli extraterrestri" o, in alcune interpretazioni, considerando la specie umana frutto di un'evoluzione accelerata e pilotata in fasi successive da una supposta razza aliena (disegno intelligente, antievoluzionismo).
Se per la paleoantropologia l'uomo è il risultato di un processo evolutivo endogeno durato tre milioni di anni, processo evolutivo che ha portato le protoscimmie africane ad assumere via via la statura eretta e a sviluppare la propria intelligenza andando a formare società via via più avanzate, per i sostenitori delle teorie degli antichi astronauti specie aliene sono sbarcate sulla Terra e attraverso numerosi e remoti contatti con popolazioni locali hanno indotto o anche solo favorito e guidato il percorso evolutivo della specie umana. Questi contatti, in taluni casi costituiti da soggiorni prolungati di extraterrestri sulla Terra, avrebbero influenzato lo sviluppo di alcune civiltà: tracce a testimonianza di questi eventi sarebbero riconoscibili, secondo i fautori di queste teorie, studiando con una certa forma mentis alcuni reperti preistorici. Charroux sostenne il devoluzionismo, mentre Sitchin, von Däniken e Claude Vorilhon detto Rael (fondatore della religione ufologica detta movimento raeliano) furono i primi a sostenere la creazione diretta degli esseri umani da parte degli antichi alieni tramite l'ingegneria genetica applicata sugli ominidi come Homo erectus. Questi autori ipotizzano che gli extraterrestri avessero bisogno di manodopera intelligente oppure intendessero realizzare degli esperimenti di evoluzione guidata, fornendo anche la loro tecnologia avanzata. La loro tesi è oggi ampiamente diffusa tra i teorici degli antichi astronauti. Anche alcuni scienziati come Chandra Wickramasinghe (già autore con Fred Hoyle di numerosi saggi sulla panspermia) hanno proposto o discusso la teoria. Alcuni teorici degli antichi astronauti adottano una forma di panspermia guidata globale in cui ogni specie è frutto di esperimenti alieniPalmer, Susan J.; Sentes, Bryan (2012). "The International Raëlian Movement". In Hammer, Olav; Rothstein, Mikael (eds.). The Cambridge Companion to New Religious Movements. Cambridge: Cambridge University Press. pp. 167–183. doi:10.1017/CCOL9780521196505.012. ISBN 978-0521196505. LCCN 2012015440. S2CID 151563721..
Principali proponenti
Tra i principali divulgatori delle teorie degli antichi astronauti vi sono lo scrittore e giornalista italiano Peter Kolosimo e l'archeologo autodidatta e scrittore svizzero Erich von Däniken,Erich von Däniken, Chariot of the Gods?, 1968. preceduti di alcuni anni dal francese Robert Charroux, dal sovietico Matest Mendelevič Agrest, dal francese Jean Sendy e dal britannico W. Raymond Drake..
Kolosimo e von Däniken dalla seconda metà degli anni sessanta hanno prodotto una serie di libri di grande presa popolare diffusi in molti paesi del mondo. Queste teorie sono state sostenute anche da alcuni religiosi, come il pastore presbiteriano e ufologo statunitense Barry Downing, i sacerdoti cattolici spagnoli padre Enrique López Guerrero e Salvador Freixedo e il rabbino Ariel Bar Tzadok. Fra gli altri che in seguito ripresero questa teoria vi sono gli scrittori Zecharia Sitchin e Robert K. G. Temple, diversi seguaci dello pseudoscienziato e sensitivo Edgar Cayce, nonché L. Ron Hubbard, scrittore e fondatore della Chiesa di Scientology.
Diversi altri autori hanno teorizzato il riferimento a visite di alieni nei testi sacri, nella mitologia o nei tempi antichi: tra questi George Adamski (contattista), Desmond Leslie, Mario Pincherle, Mauro Biglino, Graham Hancock, Lloyd Pye, Corrado Malanga, Giorgio A. Tsoukalos (collaboratore di von Däniken), David Childress, Claude Vorilhon, l'ex funzionario britannico Nick Pope, David Wilcock, Biagio Russo, Josef F. Blumrich e Paolo Navone; la teoria è sostenuta anche dal "contattista" Billy Meier e dal noto cospirazionista David IckeDavid Icke, The Robots' Rebellion – The Story of Spiritual Renaissance: David Icke’s History of the New World Order, Gill & Macmillan Ltd, 1999.
Idee principali
Esistono diverse ipotesi sul cosiddetto paleocontatto, che sarebbe avvenuto tra la specie umana e specie aliene:
la specie umana sarebbe il risultato di una creazione programmata, ovvero di esperimenti genetici condotti da extraterrestri sugli ominidi che fino a quel punto si sarebbero evoluti spontaneamente sulla Terra in concordanza con la Teoria di Darwin e dunque, in questo caso, senza nessuna apparente contraddizione con essa. Il fine di questi presunti alieni sarebbe stato accelerare l'evoluzione spontanea della specie umana: adattamento evolutivo e neocreazionismo dunque sarebbero veri entrambi. In alternativa, l'uomo sarebbe un discendente diretto degli extraterrestri, adattato all'ambiente e incrociatosi con specie autoctone di ominidi. Il principale argomento a sostegno di questa teoria è il tempo relativamente breve (300.000 anni) impiegato dall'Homo sapiens per giungere a un livello evolutivo mai raggiunto da altri organismi, pur presenti sulla Terra da centinaia di milioni di anni. la specie umana avrebbe avuto contatti con extraterrestri sin dalle ere più antiche. Questi alieni sarebbero le divinità delle civiltà antiche (egizi, maya, aztechi, popoli della Mesopotamia, romani, greci), raffigurati nelle loro opere d'arte. Altri indizi della presenza di extraterrestri in epoche passate sarebbero celati in testi religiosi, come la Bibbia e il Rāmāyaṇa, o in opere letterarie di carattere epico. Gli extraterrestri si sarebbero manifestati anche in epoche successive: dipinti medievali e rinascimentali, specie a carattere religioso, mostrerebbero in cielo delle navicelle spaziali, a volte addirittura con angeli alla guida. Gli alieni sarebbero stati creduti divini come accaduto a popoli extraeuropei quando incontrarono gli occidentali (ad esempio gli Incas che inizialmente scambiarono Francisco Pizarro per Viracocha o nel culto del cargo). il ritrovamento di OOPArt, ossia "oggetti fuori posto" in quanto "fuori dal tempo" soprattutto sotto il profilo tecnologico rispetto alle temporizzazioni dell'archeologia canonica.
Argomentazioni dei suoi sostenitori
Secondo i suoi sostenitori, elementi a favore della teoria degli antichi astronauti sarebbero riconoscibili nell'architettura e nell'arte antica. Sono stati individuati siti archeologici che, secondo i sostenitori della congettura, testimonierebbero il contatto tra la specie umana e visitatori extraterrestri, in cui la perizia costruttiva sarebbe la conseguenza dell'uso di tecnologie aliene. Gli ufologi, e in particolare i clipeologi, citano ad esempio i siti di Giza, Ur, Baalbek, Yonaguni, le Linee di Nazca, i monoliti di Stonehenge, PumapunkuEnigmi alieni, stagione 13 episodio 6, Tiahuanaco, Machu Picchu, i nuraghi sardi, il Ponte di Adamo in Sri Lanka, la Bimini Road, Teotihuacan e Göbekli Tepe, i Moai dell'Isola di Pasqua, oltre a incisioni rupestri e statuette rinvenute nelle Americhe, nelle isole del Pacifico, in Australia, in Giappone, in aree europee come la Scozia e in zone alpine, quali il Musinè o la Valcamonica. Vengono spesso citate anche teorie controverse come il volto su Marte.
Le popolazioni umane primitive avrebbero visto le forme di vita aliene come "dei", "angeli", "spiriti", creature leggendarie e magiche o "semidei" (a volte visti come ibridi umano-alieni). Erich von Däniken fu il primo a interpretare eventi religiosi anche contemporanei come le apparizioni mariane come incontri ravvicinati con extraterrestri.