Nelle Chiese cristiane liniziazione cristiana è l'insieme della formazione, dei riti e dei sacramenti che si celebrano per diventare cristiani. A livello antropologico l'iniziazione cristiana rientra nei riti di iniziazione conosciuti in tutte le culture e religioni. Il termine “iniziazione cristiana” deve la sua diffusione in modo particolare a Louis Duchesne che, nel 1889, dedica un capitolo alla iniziazione cristiana in un'opera che fu pioniera in questo campoOrigines du culte chrétien. Étude sur la liturgie avant Charlemagne, Ed. de Buccard, Paris 1925. Nel secolo XX il tema iniziazione ha conosciuto un crescente interesse di studi antropologici, storici, teologici, liturgici e pastorali.
I sacramenti dell’iniziazione cristiana
A livello teologico-liturgico, il concetto di iniziazione cristiana è riferito propriamente ai sacramenti che si ricevono al termine di un cammino di preparazione. Essi sono principalmente: il Battesimo, la Cresima (o Confermazione) e l'Eucaristia (o Prima comunione). I sacramenti dell’iniziazione cristiana richiedono di distinguere tra i bambini, che ancora non sono giunti all’età di ragione, e coloro che invece sono giunti a essa e che, riguardo al battesimo, sono considerati come adulti Cfr. Antonio Miralles, I sacramenti cristiani. Trattato generale, EDUSC 2000, Roma 2011, ISBN 88-8333-010-2. Storia
Per molti secoli il linguaggio della «iniziazione» riferito ai sacramenti non è stato usato in ambito liturgico e teologicoCfr. Pierpaolo Caspani, La pertinenza teologica della nozione di iniziazione cristiana, (Dissertatio. Series mediolanensis), Glossa, Milano 1999, pp. 106-114. EAN 9788871050942. Nella Sacra Scrittura il linguaggio dell’iniziazione ai misteri non compare mai applicato ai riti del battesimo e dell’Eucaristia. Clemente Alessandrino, in un passo del "Protrettico", tra il 180 e il 200 d.C., si riferisce al battesimo con terminologia dell’iniziazione «(...) divento santo iniziato ai misteri, il Signore è colui che inizia ai misteri, imprime il sigillo all’iniziato mentre lo illumina e presenta al Padre chi ha avuto fede perché sia custodito in eterno» (Clemente Alessandrino, Protrepticus, XII, 120, 1: per il testo greco si veda Marcelo Merino Rodríguez, Clemente de Alejandría, El Protréptico, Ciudad Nueva, Madrid etc. 2008, p. 330). Origene poi usa diverse volte la parola greca μυστήριον (mysterion, mistero in italiano) riferendolo al battesimo e all’Eucaristia, e a partire dal IV secolo questa designazione diventa consolidata Cfr. Cfr. Antonio Miralles, I sacramenti cristiani. Trattato generale, ibid. pp. 81 - 83.. Tra i Padri Cappadoci e in maggior misura presso Giovanni Crisostomo, per riferirsi a questi sacramenti, usano sovente termini derivanti dal vocabolo μυστήριον (mysterion): μυσταγωγέω (introduco ai misteri), μυσταγωγία (introduzione ai misteri) e τελετὴ μυστιχή (introduzione misterica) Pierpaolo Caspani, ibid. o.c., pp. 126-132; Philippe de Roten, Le vocabulaire mystagogique de Saint Jean Chysostome, in Alessandro Pistoia e Achille M. Triacca, (ed.), Mystagogie: Pensée liturgique d’aujourd’hui et liturgie ancienne, Conférences Saint - Serge XXXIX e Semaine d’Études Liturgiques (Paris, 30 juin – 3 juillet 1992), C.L.V. – Edizioni Liturgiche, Roma 1993, pp. 115-135. Tra i Padri latini Tertulliano, nel 197 d.c., riferendosi ai misteri cristiani e ai sacramenti, parla di piae initiationesTertulliano, Apologeticum VII, 7, CCL 1, 99. . Presso Ambrogio e Agostino il linguaggio dell’iniziazione, riferito ai riti sacramentali, è presente nelle opere letterarie; entrambi se ne astengono nella loro predicazione ai catecumeni Pierpaolo Caspani, ibid. o.c., pp. 133-135, che si richiama a Pierre-Marie Gy, La notion chrétienne d’initiation: Jalons pour une enquête, La Maison - Die, 132 (1977), 39-42, ma aggiungendo le citazioni ai rimandi di GY., forse perché anticamente sia nella Chiesa orientale che occidentale i catecumeni erano ritenuti dei “non iniziati“«(...) Prima bisogna diventare discepoli del Signore e poi essere ammessi al santo battesimo» (Basilio di Cesarea, De Baptismo I,1, PG 31, 1513B In greco αμύητοι e in latino nundum iniziati. Cf. Giovanni Crisostomo, Catechesi III, 8 SC 366, 194; Ambrogio, De Mysteriis 2, BACN 17, 126. .
Nella Traditio Apostolica La Traditio Apostolica di sant'Ippolito di Roma (III secolo) fornisce informazioni dettagliate sul rito dell'iniziazione cristiananei primi secoli. Il battezzando veniva presentato da un padrino alla durante i quali studiava la Parola di Dio. Al termine di questo periodo di preparazione, oltre alla sua conoscenza biblica, veniva valutata anche la condotta di vita cristiana prima di ammetterlo alla sacramento del Battesimo.
Il rito si svolgeva durante la notte della vigilia di Pasqua, dopo aver praticato un digiuno il venerdì santo e aver ricevuto l'ultimo esorcismo il sabato santo. I bambini erano battezzati per primi.
Il candidato si svestiva e si immergeva nudo in un fiume o nella Acqua Viva corrente insieme al sacerdote o diacono che gli aveva precedentemente praticato un'unzione prebattesimale con l'olio dell'esorcismo. Durante le tre immersioni venivano poste delle domande relative alla professione di fede in ciascuna delle persone della Trinità. Una volta battezzato, il catecumeno usciva dall'acqua si asciugava e si rivestiva di vesti bianche e candide, simbolo della purezza e del colore delle veste angeliche. Entrava nella chiesa cattedrale dove attenderlo c'era una processione di fedeli che tenevano in mano un cero bianco.
Il passaggio dal buio alla luce e dall'acqua fredda ad un ambiente caldo segnavano il passaggio dalla morte al peccato alla rigenerazione battesimale a vita nuova in Cristo.
Il vescovo mungeva con l'olio santo il campo del catecumeno e gli imponeva le mani per conferirgli la cresima, dopodichè procedeva al bacio santo che segnava l'ingresso nella sua comunità cristiana e l'ammissione all'eucaristia.Traditio Apostolica
L’iniziazione cristiana nelle diverse tradizioni Chiesa anglicana Nella Chiesa anglicana, nonostante lo scisma con l'autorità papale e la Chiesa cattolica romana, l'iniziazione cristiana ha mantenuto i sacramenti del battesimo, della cresima e dell'eucaristia. Il rito del battesimo dei bambini attinge sia dalla tradizione antica, indicata nei tre Libri di Preghiera della chiesa d'Inghilterra del 1549, del 1552 e del 1662, che da quella del rito attuale, che ha ripristinato alcuni aspetti della cerimonia, in precedenza eliminati dal rito anglicano nel sedicesimo secolo. Il rito antico aveva le seguenti caratteristiche: Preghiera preliminare per il battezzando. Lettura dal Vangelo di San Marco, capitolo X, versetto 12 : "Alcune persone portavano i loro bambini a Gesù..." Le promesse dei padrini e delle madrine. Benedizione dell'acqua. Battesimo, o per immersione o per versamento dell'acqua, segnando la fronte con la croce. Preghiere di ringraziamento. Dichiarazione dei doveri dei padrini e delle madrine. Inoltre il rito ordinava ai genitori di non rimandare il battesimo dei propri figli oltre la quarta o la quinta domenica dopo la nascita. Questo doveva tenersi di domenica o in un giorno festivo e avvenire dopo le lodi mattutine o dopo i vespri. Il nuovo rito pone l'accento sul battesimo come rito d'iniziazione alla vita cristiana e riafferma il legame tra battesimo e cresima, e con l'eucaristia. Il rito nuovo, quindi, restituisce al battesimo alcune antiche usanze come quella del crisma, con l'olio santo benedetto dal vescovo nel giorno di giovedì santo, la copertura del bambino appena battezzato con un abito bianco, e la donazione di una candela, accesa dal cero pasquale. Nel caso del battesimo di un adulto, questo avviene, se è possibile, alla presenza di un vescovo, in modo che la cerimonia venga seguita immediatamente dalla cresima e quindi dalla prima comunioneCfr. Lezione del Reverendo Gordon Reid. Corso SAE Milano 17 febbraio 2003, CHIESA ANGLICANA: RITI BATTESIMALI, . Chiesa cattolica
Nella Chiesa cattolica l'iniziazione cristiana è stata disciplinata dopo il Concilio Vaticano II con la pubblicazione del Rito dell'iniziazione cristiana degli adulti (RICA), nel quale vengono indicati i cammini da implementare per gli adulti e per i bambini in età del catechismo (per gli infanti esiste un libro liturgico apposito: Rito del Battesimo dei bambini RBB). Chiesa ortodossa Nella Chiesa ortodossa l’iniziazione cristiana riguarda i tre sacramenti: battesimo, cresima e comunione, che sono i momenti sacramentali che introducono il neofita nel Corpo misticoLezione di Padre Traian Valdman, Corso SAE Milano 11 novembre 2002, L’INIZIAZIONE NELLA CHIESA ORTODOSSA.. Note
Bibliografia Alois Stenzel, "Die Taufe. Eine genetische Erklärung der Taufeliturgie, F. Rauch, Innsbruck 1958. Trad. it., "Il battesimo. Genesi ed evoluzione della liturgia battesimale", Edizioni Paoline, Alba 1962 Michel Dujarier, "Le parrainage des adultes aux trois premiers siècles de l’Église". Recherche historique sur l’évolution des garanties et des étapes catéchuménales avant 313, Cerf, Paris 1962 Aimé Georges Martimort, "La Chiesa in preghiera. Introduzione alla liturgia", III, "I sacramenti", Queriniana, Brescia 1987, pp. 27-120, ISBN 978-88-399-0024-1 Adriano Caprioli, "L'iniziazione cristiana: aspetti generali, battesimo e confermazione", in Celebrare il mistero di Cristo. II. La celebrazione dei sacramenti, CLV - Ed. Liturgiche, Roma 1996, 53-124; Pierpaolo Caspani, Paolo Sartor, L'iniziazione cristiana oggi. Linee teologiche e proposte pastorali, Centro Ambrosiano, Milano 2005. Ephrem Carr, La cresima. Atti del VII Congresso Internazionale di Liturgia, Roma, Pontificio Istituto Liturgico S. Anselmo, 2007. Pierpaolo Caspani, Paolo Sartor, Iniziazione cristiana. L'itinerario e i sacramenti, EDB, Bologna 2008. Voci correlate Catecumenato Sacramento Battesimo Cresima Eucaristia Iniziazione Rito di passaggio
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