Biografia Di Grazio non abbiamo testimonianze biografiche, se non un verso di Ovidio, che nelle Epistulae ex PontoIV 16, 34, databile all'8 d.C. afferma "visto che Grazio ha dato le giuste armi a chi caccia", includendolo in un catalogo di poeti. Sarebbe anche possibile, anche se non certo, che il suo lavoro fosse noto a Manilio.Astronomica II, 43.
L'epiteto Faliscus non è ammesso da tutti: infatti, nostris Faliscis del v. 40 del suo poema non implica necessariamente che egli fosse nativo di Falerii: ogni italico o anche siciliano potrebbe aver usato la stessa fraseologia e, in effetti vi è la possibilità che fosse proprio siciliano, poiché citaVv. 435-436. il fatto di aver spesso visto in difficoltà cani immersi nelle piscine bituminose della Sicilia.
Opere Di Grazio resta un Cynegeticon,Il titolo dell'opera è un neutro plurale grecizzante, in caso genitivo, presupponendo così Cynegeticon (liber), ovvero "(Libro) di cose sulla caccia"; in edizioni critiche moderne la si può trovare anche sotto il titolo di Cynegetica (neutro plurale nominativo). un poema didascalico sulla caccia con i cani, pervenuto in cinque spezzoni per un totale di 536 esametri: in essi, il poeta descrive i vari tipi di caccia, le migliori razze di cavalli e cani, con preziose digressioni di argomento mitologico ed etico-religioso.
Dopo il proemio (1-23), il poeta tratta (24-119)Questa parte è diversificata con un elogio della caccia (61-74) e del geniale cacciatore Dercilo (95-110). delle attrezzature del cacciatore, dei mezzi di cattura e uccisione e, in secondo luogo (150-541) dei suoi compagni di caccia, cani e cavalli, con una breve sottosezione sul vestiario dei cacciatori. La parte più lunga è, comunque, quella dedicata ai cani (150-496), in modo da giustificare il titolo del poemetto; ma, oltre a gestire le loro razze e di allevamento, i loro punti forti e le malattie, Grazio è, nel complesso, abile a rompere la monotonia tecnica, come detto, con digressioni.
Sono, infatti, quattro e riguardano un noto cacciatore (213-62); gli effetti miserabili del lusso sugli esseri umani (310-25), abbastanza curiosamente aggiunti alla prescrizione di una cucina "casalinga" per i cani; una grotta in Sicilia (430-66); un sacrificio a Diana (480-96).
Ciò che restava dell'opera fu rinvenuto in Francia agli inizi del '500 dall'umanista italiano Jacopo Sannazaro, all'interno di un codice del IX secolo contenente anche gli Halieutica attribuiti a Ovidio e i Cynegetica di Nemesiano. L'editio princeps di tutte e tre le opere fu quella aldina del 1534.
Note
Bibliografia Grattio, Cynegetica, trad. it. di M. Cacciaglia, Roma-Subiaco 1970.
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