Brant molto probabilmente fu il più noto tra i nativi nord americani della sua generazione. Incontrò alcune tra le personalità più importanti della sua epoca, tra cui George Washington e il re Giorgio III. L'immaginario popolare americano enfatizzò le azioni che le milizie di Brant commisero ai danni dei coloni sulla frontiera occidentale.
Biografia Nascita e giovinezza Brant nacque nella contea di Cuyahoga sulle rive del fiume Cuyahoga, vicino all'attuale cittadina di Akron (Ohio), durante la stagione di caccia, quando i Mohawk si trasferivano verso quell'area. Fu chiamato Thayendanegea, che può essere tradotto come "Due bastoni legati assieme come segno di forza"; un altro significato indiretto può essere "Colui che piazza due scommesse".
Lo studio di David Faux sui registri della Chiesa di Fort Hunter indica che il nome di suo padre potesse essere Peter Tehonwaghkwangearahkwa, morto prima del 1753.Kelsay, p.40 Sua madre Margaret, o Owandah, nipote di Tiaogeara, un sachem Caughnawaga, portò Joseph e la sua sorella maggiore Mary (nota come Molly) a Canajoharie, sul fiume Mohawk. nella zona centro orientale dello Stato di New York, dove la famiglia viveva prima di spostarsi verso il fiume Ohio. La madre di Joseph si risposò il 9 settembre 1753 a Fort Hunter con un vedovo di nome Brant Canagaraduncka, che era il sachem della tribù. Il nonno del nuovo marito era Sagayendwarahton "Vecchio Fumo", che visitò l'Inghilterra nel 1710.
Questo matrimonio conferì uno status importante ai figli di Margaret, essendo la discendenza Mohawk matrilineare. Il padre adottivo di Brant era amico di William Johnson, che divenne in seguito Sovrintendente per gli Affari Indiani. Johnson sposò Molly, la sorella di Joseph.
All'età di 15 anni Brant prese parte ad alcune spedizioni della guerra franco-indiana, tra cui l'invasione del Canada agli ordini di James Abercrombie del 1758 attraverso il lago George, la spedizione di William Johnson del 1759 contro Fort Niagara, e l'assedio di Montréal guidato da Jeffrey Amherst lungo il San Lorenzo (1760).
Nel 1761, Johnson prese accordi affinché tre nativi Mohawk, incluso Joseph, fossero istruiti alla "Moor's Indian Charity School" di Eleazar Wheelock nel Connecticut, antesignano del Dartmouth College, più tardi istituito nel New Hampshire. Brant studiò sotto la guida di Wheelock, il quale scrisse di lui che era "di ingegno vivace, un comportamento virile e gentile, e di un carattere modesto, cortese e benevolo". Qui Brant imparò l'inglese, e incontrò Samuel Kirkland. Nel 1763, Johnson programmò di iscrivere Brant al King's College a New York, ma la ribellione di Pontiac impedì questo progetto, e Brant ritornò a casa; anche dopo la fine della ribellione Johnson pensò che non era sicuro per Brant ritornare a scuola.
Nel marzo del 1764, Brant partecipò a una spedizione di guerra degli Irochesi che attaccò i villaggi dei Delaware nelle valli dei fiumi Susquehanna e Chemung, distruggendo tre città, bruciando 130 case e uccidendo il bestiame, senza che fosse avvistato nessun guerriero nemico.Kelsay, p.102
Il 22 luglio 1765, a Canajoharie, Brant sposò Peggie (nota anche come Margaret), una prigioniera bianca, che si diceva essere la figlia di un gentiluomo della Virginia.Kelsay, p.110 Trasferitisi in casa dei genitori di Brant (che divenne sua alla morte del padre), possedevano una grande e fertile terreno di 320 000 m² vicino a Canajoharie, dove coltivavano grano e tenevano pecore, cavalli e cinghiali. Con l'incoraggiamento di Johnson, i Mohawk fecero di Brant un capo di guerra e il loro principale rappresentante. Nel marzo 1771, sua moglie morì di tubercolosi.
Nella primavera del 1771, Brant si trasferì a Fort Hunter per vivere con il reverendo John Stuart, di cui divenne l'interprete e l'insegnante di Mohawk, collaborando con lui per tradurre in questa lingua il catechismo anglicano e il Vangelo secondo Marco. Brant si convertì all'anglicanesimo.
Nel 1773 Brant si trasferì di nuovo a Canajoharie e sposò la sorellastra di Peggie, Susanna.
Durante la Rivoluzione americana Brant, che parlava almeno tre e forse tutte le lingue delle Sei Nazioni irochesi, fu dal 1766 interprete per conto del dipartimento degli Affari indiani. Nel 1775 fu nominato segretario dipartimentale con il grado di capitano sotto il nuovo Supervisore britannico per i guerrieri nativi americani, con cui si trasferì in Canada, arrivando a Montréal il 17 luglio, mentre la moglie e i figli si trasferirono a Onoquaga.
L'11 novembre 1775 Guy Johnson portò Brant con sé nel suo viaggio a Londra, dove Brant sperava di persuadere il re a impegnarsi a soddisfare le richieste di terra dei Mohawk; il governo britannico promise al popolo irochese della terra in Canada se Brant e le Sei Nazioni avessero combattuto a fianco degli inglesi contro le colonie americane ribelli. A Londra Brant divenne una celebrità, venendo intervistato da James Boswell; in pubblico, vestiva in stile nativo nord americano. Entrò inoltre nella massoneria, ricevendo il suo grembiule rituale direttamente dal re Giorgio III.
Brant ritornò a Staten Island nel luglio 1776. Partecipò con le forze di William Howe alla campagna per riprendere New York; nella battaglia di Long Island si pensa fosse insieme a Clinton, Cornwallis e Percy nella manovra di aggiramento presso Jamaica Pass.Kelsay, pp.182-184 Questo creò una forte amicizia tra Percy, in seguito Duca di Northumberland, e Brant.
A novembre, Brant lasciò New York e viaggiò attraverso il territorio controllato dai coloni per raggiungere la sua famiglia a Onoquaga; alla fine di dicembre era a Fort Niagara. Viaggiò di villaggio in villaggio per convincere gli irochesi ad abbandonare la neutralità ed entrare in guerra a fianco degli inglesi, ma gli irochesi non lo seguirono. Joseph Louis Cook, un capo mohawk che supportava i coloni, divenne un nemico giurato di Brant.
Il concilio delle Sei Nazioni aveva in precedenza deciso di tenere una linea di neutralità, firmando un trattato ad Albany nel 1775; consideravano Brant un capo di guerra minore, e i mohawk un popolo relativamente debole. Frustrato, Brant decise di condurre la guerra a modo suo; pochi abitanti di Onoquaga si unirono a lui, ma a maggio riuscì a reclutare alcuni lealisti che desideravano contrattaccare; questo gruppo divenne noto come i "Volontari di Brant". A giugno, li guidò al villaggio di Unadilla per ottenere rifornimenti, dove furono affrontati da 380 uomini della milizia della contea di Tryon guidati da Nicholas Herkimer; Herkimer chiese agli irochesi di rimanere neutrali, ma Brant ribadì la sua fedeltà al re.
Campagna nel nord Nel luglio 1777, il consiglio delle Sei Nazioni decise di abbandonare la neutralità e di entrare in guerra a fianco degli inglesi; Sayenqueraghta e Piantatore di Mais furono nominati comandanti. Oltre a Brant, l'altro principale capo di guerra dei Mohawk era John Deseronto.
Lo stesso mese, Brant guidò i suoi volontari nel nord per congiungersi con le forze di Barry St. Leger a Fort Oswego. Ad agosto, Brant ebbe un ruolo importante nella battaglia di Oriskany nel corso di una grande offensiva guidata dal generale John Burgoyne. Dopo il ritiro di St. Leger da Fort Stanwix, Brant informò Burgoyne presso la sua armata;Watt, p. 269 Brant in seguito partì per Fort Niagara, dove passò l'inverno preparando la campagna dell'anno successivo. Probabilmente sua moglie Susanna morì a Fort Niagara quell'inverno.
Nell'aprile del 1778, Brant ritornò a Onoquaga, diventando il più attivo tra i comandanti partigiani. Lui e i suoi volontari attaccarono i coloni nella Mohawk Valley, rubando il bestiame, incendiando le case e uccidendo molti uomini. Il 30 maggio guidò un attacco contro Cobleskill (battaglia di Cobleskill) e, a settembre, insieme al capitano William Caldwell, guidò un'armata mista di nativi e lealisti in una razzia contro German Flatts.
A ottobre, soldati continentali e miliziani locali attaccarono la base di Brant a Onoquaga, mentre lui e i suoi Volontari erano lontani in missione. I soldati bruciarono le case, uccisero il bestiame, abbatterono gli alberi di mele e danneggiarono i campi di grano, uccidendo anche alcuni bambini trovati nei campi. Per vendetta, Brant fu tra le guide del massacro di Cherry Valley, condotto l'11 novembre.
A febbraio dell'anno successivo Brant viaggiò a Montréal per incontrarsi con Frederick Haldimand, che aveva rimpiazzato Carleton come comandante e governatore in Canada. Haldimand promosse Brant a capitano degli Indiani Confederati Settentrionali, e promise approvvigionamenti, ma non paga, per i suoi Volontari. Haldimand s'impegnò affinché, dopo la fine della guerra, il governo avrebbe ripristinato la situazione dei Mohawk precedente al conflitto.
A maggio, Brant ritornò a Fort Niagara, acquistando grazie al suo nuovo salario e al bottino conquistato una fattoria nei pressi del fiume Niagara, a dieci chilometri dal forte, dove usò per il lavoro schiavi catturati nei suoi raid. Costruì una piccola cappella per i nativi che cominciarono a vivere nei pressi, e iniziò a vivere con Catherine Adonwentishon Croghan, figlia di George Croghan, un colono, e Catharine Tekarihoga, una Mohawk a capo del clan della Tartaruga, il più alto in rango tra i Mohawk, che aveva il diritto di nominare il Tekarihoga, il principale sachem dei Mohawk. Brant e Adonwentishon di sposarono nell'inverno del 1780.
I privilegi di Brant provocarono gelosia tra i capi rivali, in particolare Sayenqueraghta. Un generale britannico disse che Brant "sarebbe molto più felice e avrebbe più peso presso i nativi, che in qualche misura diminuisce con la loro conoscenza che egli riceve una paga." Alla fine del 1779, quando arrivò da Lord Germain una promozione per Brant a colonnello, Haldimand decise di nascondergliela.
All'inizio del luglio del 1779, i britannici vennero a conoscenza di una grande spedizione americana nel territorio dei Seneca. In un tentativo di arrestare questi progetti, John Butler inviò Brant e i suoi Volontari nel Delaware alla ricerca di approvvigionamenti e di informazioni. Brant attaccò e sconfisse gli americani nella battaglia di Minisink il 22 luglio 1779, ma la sua spedizione fallì nell'impedire l'offensiva americana. Nella spedizione di Sullivan, questi inviarono un grande esercito del territorio degli irochesi, che vennero sconfitti nella battaglia di Newton. I coloni distrussero ogni resistenza vicino a New York, bruciarono i loro villaggi e li costrinsero a ritirarsi presso Fort Niagara. Brant vi passò l'inverno del 1779-1780.
L'anno successivo, il 1780, Brant riprese gli attacchi su piccola scala nella Mohawk Valley. In aprile attaccò Harpersfield, mentre a luglio guidò un attacco verso il villaggio oneida di Kanonwalohale: alcuni Oneida si arresero, ma la maggior parte trovarono rifugio a Fort Stanwix. Poi attaccarono diverse altre città, tra cui Canajoharie, la sua città natale ormai abitata da coloni, Fort Plank, Schoharie, Cherry Valley e German Flatts, e presero parte a una terza grande offensiva con i Butler's Rangers e il King's Royal Regiment of New York. Nella battaglia di Klock's Field, Brant fu ferito al tallone.
Nell'aprile del 1781 Brant fu inviato a Fort Detroit per aiutare nella difesa contro la spedizione condotta da George Rogers Clark nel territorio dell'Ohio. Ad agosto Brant sconfisse completamente Archibald Lochry, a capo di un distaccamento dell'esercito di Clark, ponendo fine alla minaccia su Detroit. Ferito a una gamba, Brant passò l'inverno a Fort Detroit, tentando di mantenere le tribù native fedeli alla corona sia prima sia dopo la resa inglese a Yorktown.