Fino Mornasco (Fin Mornasch in dialetto comasco,Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria. AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Origini del nome Il termine Fino deriverebbe dal latino finis (confine, limite) e, secondo l'ipotesi più accreditata, sarebbe legato a un'indicazione territoriale, cosicché il luogo sarebbe stato un territorio al limite o al confine, probabilmente tra le terre soggiacenti alla giurisdizione di Como e quelle di competenza di Milano..

Il termine Mornasco venne invece aggiunto dopo l'unità d'Italia, quando il consiglio comunale del 23 novembre 1862, su proposta del consigliere Primavesi, deliberò la modifica del nome per distinguere il toponimo da Fino del Monte presso Bergamo. Mornasco deriva da Mornee che in dialetto comasco significa mugnaio. Il nome venne dato a causa della lunga tradizione di questo paese legati ai mulini ad acqua.

Storia Preistoria ed età antica Alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti nella Valle Mulini attestano la presenza dell'uomo sul territorio già nella prima età del bronzo.

Nel territorio finese, sul finire dell'Ottocento è stata inoltre trovata una piccola necropoli d'incenerati risalente all'età del ferro.

Come attestato da una tomba romana ritrovata nel 1879 durante alcune operazioni di scavo nella frazione di Socco, il territorio finese ospitò un avamposto romano fortificato. Un'altra tomba romana fu scoperta nel terzo decennio del XX secolo.. Inoltre, numerose monete di epoca imperiale sono state rinvenute durante i lavori di costruzione sia della ferrovia Saronno-Como (fine XIX secolo-inizio XX) sia della strada Fino-Cadorago (1923). Il tutto lascia intendere che il territorio finese avrebbe ospitato un vicus romano, localizzato lungo la strada che, già al tempo di Plinio il Vecchio, proveniva da Mediolanum, attraversava la valle del torrente Seveso e proseguiva verso Novum Comum, la sponda sinistra del lago di Como, e la Valtellina.

Medioevo ed età moderna Il rinvenimento di un'epigrafe funeraria del 535 certifica la presenza di cristiani all'interno nell'odierno territorio comunale già a partire dal VI secolo.

Con la dominazione longobarda, Fino fece parte del Contado del Seprio.

Sul finire del IX secolo è sicura la presenza di mulini nella valle del Seveso e di cascinali sulle alture in vista della pianura. La valle del torrente divenne il cuore di una contrada attestata attorno all'anno 1000.

Sotto Federico Barbarossa, il territorio finese fu in un primo momento inserito nel Contado della Martesana (quindi sotto la giurisdizione di Milano), mentre nel 1152 fu ceduto al vescovo di Como Ardizzone.

Nel XIV secolo sul territorio dell'attuale Fino Mornasco si trovavano numerosi comuni, tutti appartenenti alla pieve di Fino:

il "comune loci de Fino", che già nel 1184 costituiva un ente autonomo dal punto di vista amministrativo; il "comune loci de Andrate et de Murinasio"; i "comunia locorum de Socho et de Mondello".

Le suddette località rimasero all'interno della pieve di Fino anche durante tutto il periodo del Ducato di Milano, fino alla fine del XVIII secolo.

Un diploma di Carlo VI datato 8 ottobre 1721 concesse alla famiglia degli Odescalchi l'infeudazione della terra di Fino. con Bricoletta, Fiorenzola e Molino Rionca. La famiglia esercitò i propri diritti feudali sulla terra finese fin oltre la seconda metà del XVIII secolo.

Da un punto di vista economico, nel XVIII secolo gli abitanti del territorio lavoravano prevalentemente al servizio dei proprietari terrieri costituiti dalle famiglie Odescalchi, Lambertenghi, Raimondi, Aliverti e Cattaneo, così come dalle monache Cappuccine di Como, dal Pontificio Collegio Gallio, e dai Canonici della Prepositurale. Nello stesso periodo, un impulso alle attività commerciali fu promosso dalle riforme introdotte da parte degli austriaci, dal 1714 amministratori del Ducato di Milano. Lentamente, si passò dunque da una società prettamente agricola a un'economia con una diversificazione del lavoro, con una buona fetta di addetti al comparto tessile (seta e lana in particolare) e commerciale.

Nel 1751 il comune di Mornasco risulta già essersi redento dall'infeudazione e, per questo, soggetto a un pagamento quindicennale. Nello stesso anno, il territorio mornaschese comprendeva i cassinaggi di "Due molini di Pacea", "Cassina Costa", "Molini della Costa", "Maghetto e Buratto", "Cassina d’Andrate", "Molino detto il Capelletto", "Dei tre molini", "Cassina dei tre Molini", "Molino dei tre Molini" e "Molino grande".

Le riforme amministrative del Ducato di Milano degli anni 1756-1757 sancirono l'annessione, nel comune di Fino, dei comuni di Mornasco e Socco e dei comunetti di Bricoletta, Fiorenzola e Molino Rionca.

Età contemporanea Sotto il Regno d'Italia napoleonico, nel 1808 il completamento di una nuova strada tra il centro di Como e la zona della Ca' Merlata migliorò i collegamenti tra il capoluogo lariano e Milano attraverso il territorio finese. Nel 1812, un decreto di riorganizzazione amministrativa determinò un allargamento del territorio di Fino al soppresso comune di Cassina Rizzardi, che un precedente decreto del 1807 aveva annesso a quello di Cadorago. L'accorpamento di Cassina Rizzardi fu tuttavia abrogato con la Restaurazione.

II 24 gennaio 1860 la chiesetta del parco di Villa Raimondi ospitò le nozze tra Garibaldi e Giuseppina Raimondi, figlia del proprietario della dimora. Il matrimonio fallì nel giro di un’ora, con l'abbandono del pranzo nuziale da parte dello sposo in seguito alla scoperta dell'esistenza di un amante della moglie.

In seguito all'unità d'Italia, nel 1863 il comune cambiò denominazione nell'attuale "Fino Mornasco" (R.D. 8 febbraio 1863, n. 1192).

Durante il XIX secolo a Fino Mornasco si sviluppò una famosa bottega di artigiani attivi nell'arte del cesello, specializzata in particolare nella lavorazione dell’arredo sacro e nella coniatura di medaglie e distintivi.

Il passaggio dall'Ottocento al Novecento è caratterizzato da un netto miglioramento dei collegamenti con Como e Milano, raggiungibili dalla stazione in centro a Fino attraverso i treni a vapore della linea Saronno-Como, gestita dalla società Anonima Tramway. I due capoluoghi lombardi iniziarono inoltre a essere raggiungibili anche dalla Valle Mulini, con la stazione della vicina Cucciago delle Ferrovie dello Stato. In questo periodo si assistette alla nascita delle prime cooperative edilizie e di consumo, così come delle società di mutuo soccorso. Si affermarono inoltre le prime industrie stabili nel campo tessile, che tra il 1910 e il 1914 furono interessate dai primi fenomeni di sciopero per la rivendicazione di una regolamentazione lavorativa da parte dei tessitori.

Simboli Lo stemma comunale è stato concesso con regio decreto del 10 agosto 1928.

Il gonfalone in uso è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Parrocchiale di Santo Stefano

Prepositurale di Fino è la chiesa di Santo Stefano, ricostruzione Novecentesca di una precedente chiesa, risalente con buona probabilità a un periodo precedente all'XI secolo. Del precedente edificio rimane oggi solo un affresco databile tra il tardo Quattrocento e il primo Cinquecento. Tra le sculture conservate all'interno della chiesa, manufatti barocchi. e opere di Pompeo Marchesi.

Altro A Socco si trova la chiesa di Santa Maria Immacolata, con funzioni di parrocchiale, attestata nel XVIII secolo. Originariamente edificata nel XVI secolo, nel 1750 fu soggetta a una profonda ristrutturazione. La chiesa Cristiana Evangelica di Socco. La chiesa di San Bartolomeo di Andrate.

Architetture civili

Villa comunale di Fino La Villa comunale di Fino Mornasco (ex villa Mambretti) nasce sulla villa dell'industriale Francesco Mambretti che aveva riunito diverse proprietà e terreni per avere una dimora sontuosa.

Villa Odescalchi-Raimondi La sommità di una collinetta ospita l'antica villa Odescalchi, nel corso dei secoli divenuta poi Raimondi. e infine Tagliaferri.

La villa, risalente al XVII secolo, appartenne alla nota famiglia comasca degli Odescalchi. Dopo esser passata ai Raimondi unitamente a tutte le altre proprietà degli Odescalchi (metà del Settecento), Simone Cantoni ne curò un restauro in stile neoclassico tra il 1802 e il 1810. Rilevata dalla famiglia Isacco verso la fine del XIX secolo,. nel corso del Novecento la villa passò a Leone Tagliaferri e ai suoi familiari.

La villa è compresa in un parco romantico che include una torre merlata di origine medievale e una chiesetta in cui si celebrò il matrimonio fra Giuseppe Garibaldi e Giuseppina Raimondi.. Fino alla fine del XIX secolo, il parco comprendeva anche i ruderi di una fortificazione.

All'interno della villa, sale in stile barocco e uno studio dedicato a papa Odescalchi.

Altro Cascina Pazzea (XV secolo) Villa Bolchesi Villa Cicogna Casa natale di Giovanni Battista Scalabrini, all'incrocio che la strada a egli dedicata forma con via Garibaldi La Torretta

Società Evoluzione demografica Demografia pre-unitaria 1751: 455 abitanti a Fino, 200 ad Andrate e Mornasco e 185 a Socco 1799: 890 abitanti 1805: abitanti 1853: abitanti

Demografia post-unitaria

Etnie e minoranze straniere Secondo le statistiche ISTATPopolazione straniera residente per età e sesso al 31 dicembre 2016. al 1º gennaio 2017 la popolazione straniera residente nel comune era di 819 persone, pari all'8% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 162 Turchia 83 Marocco 68 Ghana 56 Ucraina 51 Albania 41 Cina 30 Sri Lanka 27 Moldavia 22 Nigeria 20

Geografia antropica

Frazioni

Andrate-Molinetto La Valle Mulini è attraversata dal fiume Seveso e come si può intuire dal nome vi erano numerosi mulini. L'etimologia stessa del nome Andrate sembra essere riconducibile, sia nella radice "andr" sia nel suffisso "-ate", alla ricchezza d'acqua del luogo. Il 10 giugno 2018 è stata inaugurata nella frazione la nuova chiesa dedicata a Bartolomeo apostolo, edificata per iniziativa di una comunità calabrese, originaria di Giffone, stanziata in paese da qualche decennio; ad Andrate è anche conservata, dal 1999, una reliquia del santo.

Villette-Gervasio La località di Villette-Gervasio, spartita tra Fino Mornasco e Cassina Rizzardi, è attraversata dal Lura, un torrente lombardo.

Economia Sul territorio di Fino Mornasco si trovano da tempo numerose aziende operanti nel settore tessile, metalmeccanico e chimico, così come in quello della lavorazione della gomma e della pelle.

Di cruciale importanza è l'industria florovivaistica.

Nel settore dell'artigianato è diffusa e pregiata la lavorazione dell'argento, finalizzata alla produzione di oggetti in stile tradizionale.

Infrastrutture e trasporti La stazione di Fino Mornasco è posta sulla ferrovia Saronno-Como,Giovanni Cornolò, Cento anni di storia... delle Ferrovie Nord Milano, Globo edizioni, Trento, 1979. Al confine con il comune di Cucciago si trova la Stazione di Cucciago, sulla Ferrovia Milano-Chiasso. Il Comune è inoltre servito dalle linee di bus, gestite da ASF Autolinee.

Amministrazione

Note Esplicative

Bibliografiche

Bibliografia . Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986. . . . Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003. Fino Mornasco, scampoli di storia, opuscolo, Associazione Pensionati e Anziani di Fino Mornasco, Fino Mornasco.

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