L'aplogruppo del cromosoma Y I (M170, M258, P19, U179) è un aplogruppo del cromosoma Y umano, studiano nella genetica umana, ramo del macro aplogruppo IJK.

Albero filogenetico dell'aplogruppo I* (cromosoma Y)

Descrizione L'aplogruppo I è l'unico aplogruppo patrilneare generatosi ed evolutosi esclusivamente in Europa, a partire da 22000 anni dal presente.

Divergendo dall'Aplogruppo IJ (Y-DNA), giunto in Europa dal Medio Oriente attraverso i balcani probabilmente prima dell'ultimo massimo glaciale, diventa preponderante nella cultura Gravettiana (c.ca 33,000-22,000).

Si ritiene che l'aplogruppo I si sia originato in Europa prima dell'ultimo massimo glagiale (LGM - Last Glacial Maximum in inglese). All'aplogruppo appartengono tre subcladi, ognuno dei quali marca un'indipendente espansione della popolazione lungo diversi percorsi migratori durante e immediatamente dopo la glaciazione; tra queste lI1a registra le più alte frequenze in Scandinavia, I1b*, che si estende dall'Adriatico orientale all'Europa orientale, e I1b2 che molto probabilmente ha avuto origine nel sud della Francia/penisola iberica.

Con avvento dell'agricoltura varie popolazioni dall'Anatolia e probabilmente parte dei Balcani meridionali si riversarono in tutta l'Europa, sia attraversando il Bosforo sia via mare, queste popolazioni portarono in europa una maggiore variabilità genetica, con l'aplogruppo G dominante e gli aplogruppi, J, H, L ed E minoritari, a far parte di questa migrazione furono anche alcuni gruppi di Balcanici appartenenti alla subclade I2. Questo nuovo assetto europeo rese l'I-M170 minoritario nella gran parte del continente.

Durante il periodo Neolitico persone appartenenti all'aplogruppo pre-I1 e I1 fecero parte della Cultura di Ertebølle (5300-3950 a.C.), e della Cultura del bicchiere imbutiforme (4000-2700 a.C.). Le strutture megalitiche (5000-1200 a.C.) dell'Europa, inoltre, sono state costruite da persone appartenenti a tale aplogruppo.

Fuori dalla Scandinavia, da notare, la distribuzione dell'aplogruppo I1 è strettamente correlata con l'aplogruppo I2a1, segno che facevano parte di una stessa popolazione.

Il periodo della Cultura della ceramica cordata o "dell'ascia da combattimento" o "della sepoltura singola" (3200-1800 a.C.) segnò poi l'arrivo dei popoli Indoeuropei con aplogruppo R1a dalle steppe ucraine.

L'attuale assetto della popolazione europea e la distribuzione dell'aplogruppo I sono quelli successivi alla migrazione dei popoli indoeuropei tra il 4,000 e il 1,200 a.C. .

Distribuzione L'aplogruppo I rappresenta circa un quinto dei cromosomi Y europei.

Nonostante sia relativamente frequente negli Scandinavi, nella Germania del Nord, nei Sardi, nei Bosgnacchi e nel resto delle popolazioni delle Alpi dinariche della Bosnia-Herzegovina e dalmazia, questi popoli presentano subcladi differenti dell'aplogruppo I. Questo suggerisce che ognuna delle popolazioni ancestrali è oggi dominata da un particolare subclade che ha marcato una indipendente espansione della popolazione lungo diversi percorsi migratori durante e immediatamente dopo l'Era Glaciale.

Principali sub-cladi dell'aplogruppo I Le principali sub-cladi dell'aplogruppo I sono:

I1 (M253, M307, P30, P40) (ex I1a) con le più alte frequenze in Scandinavia, Germania del Nord, Islanda, e Europa nord-orientale. Nelle Isole britanniche la mutazione genetica I1-M253 è spesso usata come marcatore delle invasioni vichinghe o anglosassoni.

La diffusione dell'aplogruppo I1 è associato alle tribù nordiche paleolitiche (fra Germania settentrionale, Danimarca e Scandinavia meridionale), così come a tribù pre-germaniche e poi germaniche. In seguito la diffusione fu determinata dalle invasioni germaniche, in Gran Bretagna (anglosassoni, vichinghi e normanni), Belgio (Franchi, Sassoni), Francia (Franchi, Visigoti e Burgundi), Germania meridionale (Franchi, Alamanni, Svevi, Marcomanni, Turingi e altri), Svizzera (Alamanni, Svevi, Burgundi), Spagna (Visigoti, Vandali e Svevi), Italia (Vandali, Goti, Eruli, Longobardi, Normanni, Suebi), Austria e Slovenia (Ostrogoti, Longobardi), Ucraina e Moldavia (Goti), Ungheria e Serbia settentrionale (Gepidi). La presenza di I1 tra i polacchi (6%), cechi (11%), slovacchi (6%), ungheresi (8%) e serbi (8%) è probabilmente il risultato di secoli di influenza da loro vicini tedeschi e austriaci, ma potrebbe anche essere legata alla presenza, nei secoli, di germani orientali, come i Goti. Una presenza interessante è poi in Macedonia (10%), dove potrebbero essersi diffusi i discendenti dei Goti che si stabilirono nell'Impero Romano d'Oriente nei secoli III e IV d.C..

Come accennato i vichinghi danesi e norvegesi hanno portato più esponenti I1 in Gran Bretagna, Irlanda, Isola di Man, in Normandia, le Fiandre, Iberia e Italia meridionale (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). I vichinghi svedesi (Variaghi) crearono invece colonie in Russia e Ucraina ed avamposti nell'Impero Bizantino, il Caucaso e la Persia. La frequenza più alta di I1 nella Russia nordoccidentale (est del Mar Baltico), quindi, ricorda la forte presenza storica dei Variaghi, discesi dagli svedesi che fondarono il regno Rus' di Kiev.

I2 (M438) include I2a1 (P37.2) che è la forma più comune nei Balcani (soprattutto nelle Alpi Dinariche tra Croazia, Bosnia-Erzegovina e Serbia, nella variante I2a1b o M423) e in Sardegna (rappresenta l'aplogruppo più cospicuo nella variante I2a1a1 o M26 tra il 38.75% dei sardi).

I2 include inoltre il clade I2a2a (M223) che raggiunge discrete frequenze lungo le coste nord-occidentali dell'Europa continentale di lingua germanica, con picchi in Sassonia; da questa linea è derivato I2a2a1 (M284) tipico dell'Europa nord-occidentale e delle Isole Britanniche.

Il clade I2a2b (L38) invece è comune nelle Alpi occidentali, con picchi in Svizzera, Piemonte e Valle d'Aosta; tale clade è attribuibile alle popolazioni pre-celtiche ed è stato molto probabilmente diffuso con l'espansione della Cultura di La Tène.

Filogenesi dei sub-cladi I* - I1 M253, CTS5783/S63, CTS11042/S66, L64, L75, L80, L81, L118, L121/S62, L123, L124/S64, L125/S65, L157.1, L186, L187, L840, L845/S110/YSC0000278, M307.2/P203.2, M450/S109, P30, P40, S107, S108, S111/Y1868; Il capostipite di questo gruppo si ritiene nato verso il 5.500 a.C. nell'Europa centro-orientale (attuale Ungheria), poi diffuso verso Germania settentrionale e Danimarca durante il mesolitico. È presente maggiormente in Nord Europa, con la più alta frequenza tra gli Scandinavi e tra i Sami, dove però deve essersi diffuso dall'epoca medievale. In Danimarca è al 30,5%, Finlandia 28%, Germania del Nord 18%, Islanda 33%, Paesi Bassi 18,5%, Norvegia 36%, Svezia 42%. I1* - I1a DF29/S438; Presente nel 35% dei cromosomi Y nel sud della Norvegia, Sud Ovest della Svezia ed in Danimarca, frequenze inferiori nelle aree di influenza germanica. I1a* - I1a1 CTS6364/Z2336 I1a1* - I1a1a M227; (ex I1b, ex I1a1 ed ex I1a4). Presente in Polonia ed Europa orientale I1a1a* - I1a1a1 M72 (ex I1b1, ex I1a3) I1a1b L22/S142 (ex I1a2, ex I1d). Ceppo nordico. Il capostipite è vissuto verso il 3.400 a.C.; attualmente tale apl. è presente con il marcatore 617>3 in Danimarca ed Inghilterra; con il marcatore 617≤3 in Norvegia e Svezia. I1a1b* (ex I1a2) - I1a1b1 P109 (ex I1a2a, ex I1d1), Ceppo scandinavo e vichingo. È il più meridionale dei rami del gruppo scandinavo, presente inoltre in tutte le aree colonizzate dai vichinghi danesi; il capostipite del gruppo visse verso il 2.500 a.C. ed attualmente tale apl. è presente in Danimarca, Germania, Inghilterra, Norvegia, Italia, Spagna I1a1b2 L205.1/L939.1/S239.1 (ex I1a2b, ex I1d2) I1a1b3 Z74 I1a1b3* - I1a1b3a L287/S240 (ex I1a2c, ex I1d3) Presente in Finlandia I1a1b3a* - I1a1b3a1 L258/S335 (ex I1d3a). Ceppo baltico (bothnian). Il capostipite è vissuto verso il 3.500 a.C.; attualmente tale apl. è presente con il marcatore 458≤15 in Finlandia occidentale; con il marcatore 458>15 in Finlandia Orientale I1a2b3a1* - I1a1b3a1a L296 I1a1b3b L813/S436/Z719; Scandinavia I1a1b4 L300/S241 (ex I1a2d, ex I1d4); Presente in Svezia orientale ed in Finlandia occidentale I1a2 S244/Z58 (ex I1a3, ex I1f) I1a2* - I1a2a S246/Z59 I1a2a* - I1a2a1 S337/Z60, S439/Z61, Z62 I1a2a1* - I1a2a1a S440/Z140, Z141; nordico I1a2a1a* - I1a2a1a1 S1953/Z2535 I1a2a1a1* - I1a2a1a1a S1954/YSC0000261 I1a2a1a1a* - I1a2a1a1a1 L338/S197 (ex I1a3a1a1, ex I1f1a1a1) Gruppo germanico occidentale. Il capostipite è vissuto verso il 1.900 a.C.; attualmente tale apl. è presente in Paesi Bassi, Germania settentrionale, isole inglesi, Scozia ed Irlanda I1a2a1a1b CTS10937/S4698/Z2538 I1a2a1a2 F2642/S2169 I1a2a1a3 A196 I1a2a1b S247/Z73 I1a2a1b* - I1a2a1b1 L1302 I1a2a1b1* - I1a2a1b1a BY147 I1a2a1b1b BY126 I1a2a1c L573; "germanico" I1a2a1d L1248 I1a2a1d* - I1a2a1d1 L803 I1a2a2 Z382; Gruppo anglosassone I1a2b S296/Z138, Z139/S338, PF2805.2/Z2540.2; Germania occidentale I1a2b* - I1a2b1 Z2541 I1a3 S243/Z63 I1a3* - I1a3a BY151 I1a3a* - I1a3a1 >L849.2 I1a3a1* - I1a3a1a S2078 I1a3a1a* - I1a3a1a1 Y2245.2 I1a3a1a1* - I1a3a1a1a L1237; "Gruppo continentale e britannico" I1a3a1a1a* - I1a3a1a1a1 FGC9550/Y6634 I1a3a1a1b S10360, S17023, S26266 I1a3a1a1b* - I1a3a1a1b1 S15301 I1a3a1a1b1* - I1a3a1a1b1a Y6228 I1a3a1a1b1a* - I1a3a1a1b1a1 Y6229 I1a3a1a1b1b Y3969 I1a3a1a1c CTS3848, FGC14479 I1a3a1a2 Y6375, Y6383 I1a3a2 BY351, BY352 I1a3a2* - I1a3a2a BY332, BY354/ Y7075 I1a3a2a* - I1a3a2a1 BY11, BY14, S11542 I1a3a3 BY62 I1b S249/Z131; ceppo germanico-occidentale I1b* - I1b1 CTS6397 I2 M438/P215/PF3853/S31, L68/PF3781/S329 (ex I1b) I2* - I2a L460/PF3647/S238 I2a* - I2a1 P37.2/PF4004 (ex I1b1 ed ex I1b), più frequente in Europa orientale e nei Balcani nord occidentali Croazia, Erzegovina, Serbia ed Alpi dinariche (40-50%) I2a1* - I2a1a CTS595 I2a1a* - I2a1a1 M26/PF4056, L158/PF4073/S433, L159.1/S169.1 (conosciuto come I1b2 fino al 2005, I1b1b nel 2006-7, e I2a1 nel 2008-2010); 38,7% dei Sardi, 9% dei Baschi, in forma minima: nelle isole Baleari, Castiglia, Francia sud-orientale, Svezia, Gran Bretagna, Irlanda. I2a1a1* - I2a1a1a L672/S327 I2a1a1a* - I2a1a1a1 L160/PF4013/S184 I2a1a1a1* - I2a1a1a1a PF4088/S5312 I2a1a1a1a* - I2a1a1a1a1 CTS11338/PF4194 I2a1a1a1a1* - I2a1a1a1a1a PF4189 I2a1a1a1a1b Z118 I2a1a1a1b F1295 I2a1a2 S21825 I2a1a2* - I2a1a2a L1286 I2a1a2a* - I2a1a2a1 L1287 I2a1a2a1* - I2a1a2a1a L233/S183 I2a1a2a1a* - I2a1a2a1a1 A417 I2a1a2a2 L880 I2a1a2b L1294 I2a1b M423, CTS176/S2621, CTS1293/S2632, CTS1802/S2638, CTS5375/S2679, CTS5985/S2687, CTS7218/S2702, CTS8239/S2715, CTS8486/S2722, CTS11030/S2768, L178/S328; tipico dei Balcani e dei Carpazi, associato alla cultura Cucuteni-Tripolye I2a1b* - I2a1b1 L161.1/S185 I2a1b1* - I2a1b1a L1498 I2a1b1b PF4135 I2a1b2 L621/S392 I2a1b2* - I2a1b2a CTS10936 I2a1b2a* - I2a1b2a1 CTS5966, CTS10228, L147.2 I2a1b2a1* - I2a1b2a1a S17250/YP204 I2a1b2a1a* - I2a1b2a1a1 Z16971 I2a1b2a1a2 Y4882 I2a1b2a1a3 A356/Z16983 I2a1b2a1b Y4460 I2a1b2a1b* - I2a1b2a1b1 Y3118 I2a2 M436/P214/PF3856/S33, L35/PF3862/S150, L37/PF6900/S153, L181, P216/PF3855/S30, P217/PF3854/S23, P218/S32; conosciuto come I1c fino al 2005 e I2b fino al 2010; è associato con i pre-germanici; poco diffuso, rilevato in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Inghilterra (esclusa Cornovaglia), estremità meridionali di Svezia e Norvegia, Francia nord-occidentale, piccolissima presenza anche in Italia centrale, Moldavia e altre aree dell'Europa orientale I2a2* - I2a2a M223, L34/PF3857/S151, L36/S152, L59, L368, L622, P219/PF3859/S24, P220/S119, P221/PF3858/S120, P222/PF3861/U250/S118, P223/PF3860/S117, Z77; ex I1c ed "I2b1", Questo ceppo rappresenta oltre il 90% di I2a2. È comune in Germania, dove è presente in circa l'11% della popolazione maschile, è presente in percentuale minore anche in Sardegna I2a2a* - I2a2a* - I2a2a1 CTS616, CTS9183 I2a2a1* - I2a2a1a Y3721 I2a2a1a* -