La battaglia dell'Atlantico (termine coniato nel 1941 dal primo ministro britannico Winston Churchill) fu la campagna militare, navale e aerea che si protrasse più a lungo e con maggiore continuità di tutta la seconda guerra mondiale. Cominciata contemporaneamente all'avvio delle ostilità, durò fino alla capitolazione della Germania, raggiungendo il suo apice, come tonnellaggio di naviglio affondato, nel periodo tra il 1940 e il 1943.
All'inizio della guerra la Kriegsmarine impiegò unità di superficie e sottomarine al fine di limitare il flusso di approvvigionamenti, provenienti dagli Stati Uniti, alla Gran Bretagna e successivamente all'Unione Sovietica attraverso i convogli che attraversavano l'Atlantico, scortati da navi britanniche, canadesi e dopo il 7 dicembre 1941 anche statunitensi; dopo l'entrata in guerra dell'Italia e fino all'8 settembre 1943 alle unità sottomarine tedesche si unirono anche alcuni sommergibili della Regia Marina.
Le parti in conflitto erano consapevoli dell'importanza della battaglia dell'Atlantico per le sorti della guerra in Europa; il Regno Unito, memore del ruolo giocato dalla guerra sottomarina indiscriminata, condotta dalla marina tedesca nel corso della prima guerra mondiale, s'impegnò al massimo per mantenere le sue vitali comunicazioni marittime e inoltre cercò un maggior coinvolgimento militare statunitense nel sistema dei convogli mentre, sul fronte opposto, Adolf Hitler, pur cosciente dell'importanza della lotta contro il naviglio mercantile del nemico, emanò disposizioni al fine di evitare qualsiasi ostilità verso il naviglio statunitense per non fornire pretesti alla potenza americana per entrare direttamente in guerra, disposizioni che in alcune occasioni furono tuttavia disattese.
La battaglia conobbe sensibili variazioni di intensità, ma, a partire dal 1943, la situazione volse a netto favore degli Alleati, che furono in grado di conquistare il predominio nella guerra di superficie grazie alla loro schiacciante superiorità di mezzi, e anche di contrastare efficacemente, grazie anche all'impiego di strumenti, come il radar e il sonar, e di tattiche nuove, come i pattugliatori navali, le portaerei di scorta e gli aerei a lungo raggio, i raggruppamenti di sommergibili della Kriegsmarine, che, dopo un inizio a loro favorevole e notevoli successi parziali, cominciarono progressivamente a subire grosse perdite fino alla definitiva sconfitta.
Obiettivi strategici La conduzione della guerra contro i tedeschi richiedeva al Regno Unito un notevole sforzo in termini di materiali e materie prime, che le erano garantite dalle importazioni provenienti dalle colonie d'oltremare e dall'aiuto statunitense. L'affondamento di un'aliquota elevata del tonnellaggio mercantile a disposizione, con conseguente riduzione dell'afflusso di materiali, avrebbe potuto causare gravi problemi alle capacità di resistenza britannica, in particolare durante il periodo della guerra (1940-1941) in cui il Regno Unito si trovò a resistere da solo contro il Terzo Reich e i suoi alleati.
Negli anni successivi, con l'ingresso degli Stati Uniti in guerra e le crescenti difficoltà del Terzo Reich anche sul fronte sovietico, l'obiettivo difensivo degli Alleati divenne un obiettivo offensivo: impedire agli U-Boot di affondare troppo naviglio permettendo quindi l'afflusso di truppe, armi e materiali per organizzare l'attacco finale alla "fortezza Europa" e sconfiggere la Germania. Nonostante il grande impegno e notevoli successi parziali, i tedeschi fallirono nei loro piani in entrambe le fasi della battaglia, non riuscendo a interrompere in modo definitivo le comunicazioni marittime della Gran Bretagna né a impedire la concentrazione di forze nemiche nelle isole britanniche in vista dell'apertura del secondo fronte.
Le diverse posizioni in materia di guerra sul mare Il commodoro Karl Dönitz adottò una strategia detta Rudeltaktik ("tattica della muta", o "branco di lupi" nella terminologia della Kriegsmarine.), secondo la quale gruppi di U-Boot avrebbero sferrato attacchi coordinati a singole navi mercantili o interi convogli in pieno oceano e avrebbero sopraffatto qualunque nave da guerra posta a loro difesa. Dönitz affermò che per vincere la guerra sarebbero stati necessari trecento sommergibili in grado di operare nell'oceano, con cui promise di «strangolare» l'Impero britannico affamando il Regno Unito fino alla resa.
Questa strategia, in contrasto con il tradizionale impiego dei sommergibili adottato dalla maggior parte delle altre marine e diretto principalmente contro le navi da guerra nemiche, riprendeva in parte le concezioni della marina tedesca durante la prima guerra mondiale; nel 1917 i sommergibili tedeschi avevano sfiorato la vittoria nella prima guerra mondiale, affondando quasi sette milioni di tonnellate di naviglio mercantile.. La Gran Bretagna aveva reagito ricorrendo ai convogli e scatenando una durissima guerra antisommergibile che aveva infine costretto nel 1918 gli U-Boot entro i loro porti. Ma dopo la caduta della Francia nel 1940 gli U-Boot non erano più relegati nelle sole basi tedesche, potendo operare dalle basi di Lorient e Saint-Nazaire, e il Regno Unito era privo di aerei da pattugliamento dotati di autonomia sufficiente a coprire le vastità degli oceani. Per molto tempo la Gran Bretagna si affidò solamente all'idrovolante quadrimotore Short Sunderland con 600 miglia di autonomia, ma gli esemplari a disposizione erano comunque troppo pochi e questi velivoli, in ogni caso, non avevano le capacità offensive proprie di un bombardiere a lungo raggio che, del resto, all'inizio della battaglia non era neanche disponibile.
L'Impero giapponese aveva applicato la dottrina classica di guerra navale che riteneva sufficiente la disponibilità di una potente flotta di superficie basata sulla velocità e sulla potenza di fuoco, e non utilizzò mai i sommergibili per attacchi ai porti o ai convogli, venendo alla fine sconfitto anche a causa della quasi totale distruzione del suo naviglio mercantile proprio da parte degli efficaci sommergibili statunitensi impiegati dal loro comandante ammiraglio Charles A. Lockwood prevalentemente per interrompere le comunicazioni marittime tra i vari settori dell'immenso territorio occupato dal Sol Levante..
Anche nella Kriegsmarine era diffusa questa opinione e l'ammiraglio Erich Raeder riuscì con le sue pressioni su Hitler a utilizzare i fondi per la costruzione di grandi navi da guerra attraverso il Piano Z, nonostante il dissenso di Dönitz. Anche gli statunitensi inizialmente avevano poca fiducia nei sommergibili, a causa dei vari incidenti succedutisi negli anni venti e trenta e ritenevano, applicando le teorie di Alfred Mahan, che il confronto con la flotta giapponese sarebbe avvenuto tra squadre di superficie; nondimeno, alla metà degli anni trenta avevano effettuato alcune esercitazioni per verificare il funzionamento di apparecchiature di rilevamento subacqueo.
Prima della guerra, l'arma antisommergibile principale della marina inglese era una nave di pattugliamento armata di idrofoni, una piccola mitragliatrice e bombe di profondità. La Royal Navy, come la maggior parte delle marine, non considerava i sommergibili una minaccia reale e lo sviluppo delle armi antisommergibile negli anni venti e trenta non ebbero un grande impulso. Venne comunque effettuato uno sforzo di ricerca che portò allo sviluppo dell'ASDIC, fondamentale nella sua capacità di rilevare le minacce subacquee. Inoltre erano presenti restrizioni nel trattato di Versailles e nel diritto di guerra internazionale nell'attaccare navi passeggeri, anche con unità subacquee, e le armi sottomarine erano considerate armi di difesa. Anche se i cacciatorpediniere possedevano bombe di profondità, era opinione comune che queste navi dovessero essere utilizzate all'interno di flotte e non nel pattugliamento delle coste, compito a cui i marinai non venivano addestrati estensivamente.
Le tattiche dei convogli e dei branchi di lupi
La Gran Bretagna, sulla base dell'esperienza maturata durante la prima guerra mondiale, adottò immediatamente, per garantire il proprio vitale sostentamento, la tattica dei convogli, ossia gruppi numerosi di naviglio mercantile protetti da aerei, laddove il raggio di azione lo consentiva o fossero disponibili portaerei di scorta, e da unità navali militari di scorta dotate di armamento antisommergibile. Il numero di navi che costituivano un convoglio era indefinito e variabile ma, per consentirne efficacemente la protezione, il numero minimo era stimato intorno alle 30 imbarcazioni fino a raggiungere un massimo di 100, vol. III..
Analogamente a quanto avvenne nel primo conflitto mondiale la Kriegsmarine utilizzò i sommergibili come arma contro i convogli britannici ma, diversamente da quanto accaduto in precedenza, l'ammiraglio Karl Dönitz, comandante supremo della flotta sottomarina della Kriegsmarine succeduto a Raeder nel 1942, escogitò una nuova strategia che consisteva nel diverso utilizzo della tattica di attacco dei sommergibili, grazie al più grande colpo messo a segno dai servizi segreti tedeschi in tutta la guerra. Il B-Dienst (Beobachter-Dienst - Servizio Informazioni Radio della marina), infatti, poteva leggere i codici navali britannici, in special modo quelli della marina mercantile; Dönitz era in grado quindi di seguire i convogli a partire dalla loro costituzione nei porti fino al momento dello scarico delle navi superstiti. Utilizzando una rete di comunicazioni via radio e le macchine codificatrici Enigma, l'ammiraglio controllava personalmente i movimenti della sua flotta e non appena avuta notizia di un nuovo convoglio, distaccava uno o due sommergibili con l'ordine di seguirlo e mantenere il contatto in attesa della mossa successiva.
Questa mossa consisteva nel far convergere altri U-Boot in un punto dell'oceano. Dönitz sostituì il solitario predatore della prima guerra mondiale, che aspettava passivamente l'avvicinarsi di un bersaglio, con un aggressivo "branco di lupi", una dozzina di sommergibili che si sarebbero diretti verso il convoglio per effettuare un assalto coordinato. I sommergibili dovevano agire di notte navigando in superficie per eludere il temuto ASDIC. Dal canto loro i britannici svilupparono l'apparecchiatura di rilevazione direzionale sulle alte frequenze HF/DF soprannominata Huff-Duff, che calcolava la posizione dei sommergibili tedeschi intercettandone le emissioni radio e rilevandone le posizioni per triangolazione.
È importante ricordare che Dönitz arrivò vicino alla vittoria con un quinto dei 300 sommergibili che riteneva indispensabili all'inizio del conflittoNumero che tuttavia egli avrebbe ottenuto solo nel luglio del 1942 vedi - ., di queste solo 36 unità erano oceaniche mentre le altre erano di tipo costiero, tuttavia l'ammiraglio andò relativamente vicino all'obiettivo di affondare 700 000 tonnellate di naviglio Alleato al mese, più di quanto gli Alleati potessero costruire e giudicato sufficiente a strangolare l'Inghilterra.
Le mine