Il Parlamento della Romania () è l'organo titolare del potere legislativo.
È formato da due camere elette ogni quattro anni, la Camera dei deputati e il Senato.
Entrambe le camere hanno sede al Palazzo del Parlamento a Bucarest.
La struttura e i compiti del Parlamento sono regolati dal Capitolo I del Titolo III della Costituzione della Romania.
Superando il precedente sistema bicamerale perfetto, la riforma costituzionale del 2003 ha introdotto una previsione che stabilisce aree di competenza separate per le due camere per l'approvazione dei progetti di legge e delle proposte legislative. In base a determinati ambiti, espressamente enumerati dal testo costituzionale, una delle due camere ha potere decisionale rispetto all'altra, ferma restando la necessità dell'esame da parte di entrambe le assemblee.
Storia La storia del Parlamento della Romania ebbe inizio nel 1831 in Valacchia, dove fu adottato un documento costituzionale, il Regolamento organico (Regulament organic), imposto dall'Impero russo in quanto protettore dei due Principati danubiani. L'anno successivo, questo statuto fu adottato anche dalla Moldavia. La regolazione organica gettò le fondamenta per le istituzioni nei principati rumeni, in cui nacquero due parlamenti separati, le Assemblee popolari (Adunarea Obștească).
In seguito alla sconfitta della Russia nella guerra di Crimea il Congresso di Parigi assegnò all'Impero ottomano il protettorato sui due Principati danubiani. La Convenzione di Parigi del 19 agosto 1858 fece da base per i successivi documenti di stampo semicostituzionale. Sotto il regime politico stabilito dal trattato, il potere legislativo andò incontro a un processo di modernizzazione, e incominciò a operare in accordo con l'organizzazione e il funzionamento dei Parlamenti dell'Europa occidentale dell'epoca. Nel 1859 si giunse all'unione dei due principati, mentre un unico parlamento per entrambe le entità divenne operativo nel 1862.
Nel 1864 il domnitor Alexandru Ioan Cuza promosse un plebiscito per l'applicazione dello "Statuto per lo sviluppo della Convenzione di Parigi" (Statutul dezvoltător al Convenției de la Paris), che allargò il principio di rappresentanza nazionale, creando una camera alta, il Corp Ponderator, poi ridenominato Senato (Senat) dalla Costituzione del 1866. La Romania ottenne l'indipendenza dall'Impero ottomano nel 1877.
Nel 1920 furono firmati gli accordi di unione con la Transilvania e la Bessarabia, nell'ambito del Trattato di Trianon, dando inizio alla Grande Romania. L'ampliamento territoriale nel 1923 portò al varo di un nuovo testo costituzionale.
Nel febbraio 1938, nella caotica situazione politica che avrebbe portato alla seconda guerra mondiale, il re Carlo II di Romania, che aveva sempre teso a sopraffare il Parlamento, impose un governo di monarchia autoritaria. Con la dittatura reale, il Parlamento divenne un corpo puramente decorativo, privato dei suoi attributi essenziali.
Carlo abdicò nel settembre 1940 e lo Stato Nazionale Legionario fascista sospese il Parlamento. Il regime durò meno di cinque mesi, ma fu succeduto dalla dittatura militare di Ion Antonescu, pertanto il Parlamento rimase sospeso. Dopo il colpo di Stato del 23 agosto 1944 il Parlamento fu riorganizzato come singolo corpo legislativo e la Camera dei Deputati fu tramutata con la Costituzione del 1948 in una Grande Assemblea Nazionale, un organo puramente formale totalmente subordinato al potere del Partito Comunista Rumeno.
La rivoluzione rumena del dicembre 1989 aprì la strada per la restaurazione di un pluralismo politico, per una democrazia elettorale che rispettasse i diritti umani e che osservasse la separazione dei poteri e la responsabilità dei governanti verso le istituzioni. Grazie ai provvedimenti emanati dal governo provvisorio rivoluzionario, la Romania è tornata a essere un sistema parlamentare bicamerale, e tutti questi cambiamenti si possono trovare nella nuova Costituzione approvata con un referendum nel 1991.
DataEntitàstatale Costituzioneo testo semicostituzionale Camera alta Camera bassa1831-1858ValacchiaRegolamento organico -Assemblea popolare1832-1858Moldavia -Assemblea popolare1859-1861Principatodi Romania Convenzione di Parigi -Assemblee popolari diValacchia e Moldavia1862-1864 -Assemblea dei deputati1864-1866Statuto per lo sviluppo della Convenzione di ParigiCorp PonderatorAssemblea dei deputati1866-1881Costituzione della Romania del 1866Costituzione della Romania del 1923Costituzione della Romania del 1938SenatoAssemblea dei deputati1881-1940Regno diRomania1940-1946Parlamento sospeso1946-1948 Decreti governativi -Assemblea dei deputati1948-1989RepubblicaSocialistadi RomaniaCostituzione della Romania del 1948Costituzione della Romania del 1952Costituzione della Romania del 1965Grande Assemblea Nazionale1990-1991Romania Legge 92/1990SenatoAssemblea dei deputati dal 1991Costituzione della Romania del 1991Camera dei deputati
Descrizione Struttura e organizzazione
Il Parlamento rumeno è composto da Camera dei deputati e Senato, che sono organizzati secondo regolamenti propri e dispongono di risorse finanziarie proprie.
Ad inizio legislatura ogni camera elegge indipendentemente un presidente, che fa parte di una struttura dirigenziale chiamata Ufficio permanente (Birou permanent), i cui membri sono eletti internamente all'inizio di ogni sessione parlamentare in base alla configurazione politica del Parlamento. Secondo l'art. 66 della Costituzione il Parlamento si riunisce ordinariamente in due sessioni l'anno, una con inizio a febbraio (che non può protrarsi oltre la fine di giugno) e una con inizio a settembre (che non può protrarsi oltre la fine di dicembre). Sessioni straordinarie possono essere convocate dal Presidente della Romania, dagli Uffici permanenti e da un terzo dei deputati o dei senatori.
Le altre strutture parlamentari previste dalla Costituzione sono i gruppi parlamentari e le commissioni (permanenti, speciali, d'inchiesta, o comuni tra le due camere), il cui funzionamento è dettato dai singoli regolamenti interni di Camera e Senato. Il pluralismo politico è garantito dalla previsione che le strutture interne siano costituite sulla base della proporzionalità della configurazione politica del Parlamento.
I due rami del Parlamento si riuniscono regolarmente in sedute separate. Fanno eccezione alcuni casi, previsti dall'art. 65 della Costituzione, in cui il Parlamento si riunisce in seduta congiunta, come nell'eventualità di messaggi da parte del Presidente della Romania, dell'approvazione del bilancio dello Stato, della nomina dell'Avvocato del popolo e dei direttori di SIE e SRI, di dichiarazione di guerra, o dell'approvazione dei rapporti del Consiglio Supremo di Difesa del Paese. Le sedute del Parlamento sono pubbliche, anche se le camere hanno la possibilità di svolgerne alcune segrete (art. 68 della Costituzione).
Le camere sono elette per un mandato di quattro anni, prolungato automaticamente in stato di mobilitazione, di guerra, d'assedio o d'urgenza fino al termine della situazione d'emergenza (art. 63 della Costituzione). L'elezione del nuovo Parlamento si svolge non oltre tre mesi dopo la scadenza del mandato del precedente o dallo scioglimento delle camere. Il nuovo Parlamento si riunisce su convocazione del Presidente della Romania non oltre venti giorni dopo la celebrazione delle elezioni. Il mandato del Parlamento in carica si prolunga fino alla convalida del nuovo. In tale periodo non è possibile avviare procedimenti di revisione costituzionale, modificare o abrogare leggi organiche.
Modalità d'elezione L'art. 62 della Costituzione prevede che i parlamentari siano eletti tramite voto universale, uguale, diretto, segreto ed espresso liberamente. Alla legge elettorale è demandato il compito di stabilire il numero di parlamentari, che deve essere definito in rapporto alla popolazione del paese.
L'attuale legge elettorale, la Legge 208 del 20 luglio 2015, stabilisce la nomina di un deputato ogni 73.000 abitanti e di un senatore ogni 168.000, eletti secondo un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento al 5% per i singoli partiti e una variabile tra l'8 e il 10% per le coalizioni. La circoscrizione estero elegge quattro deputati e due senatori.
Ai sensi dell'art. 37 della Costituzione per essere eletti bisogna aver compiuto 23 anni d'età per la Camera dei deputati e 33 anni per il Senato.
Dal 1990 al 2008 l'elezione dei parlamentari fu basata su un criterio proporzionale, poi modificato nel 2008, con l'adozione di un modello misto tra proporzionale e maggioritario con collegi uninominali. Nel 2015 fu decretato il ritorno al proporzionale.
La Costituzione prevede anche che un rappresentante per ognuna delle associazioni delle minoranze etniche abbia diritto ad un seggio in parlamento, a prescindere dal raggiungimento della soglia di sbarramento, secondo le disposizioni della legge elettorale in vigore. La Legge 208/2015 prevede che a ciascuno dei partiti delle minoranze sia garantito un seggio alla Camera, a condizione che a livello dell'intero paese abbiano ottenuto almeno il 5% del numero medio di voti necessario per l'elezione di un deputato (art. 56 della Legge 208/2015).
Status del parlamentare
La Costituzione descrive lo status parlamentare negli artt. 69-72.