Gesù di Nazareth è uno sceneggiato televisivo anglo-italiano del 1977, diretto da Franco Zeffirelli e trasmesso in prima visione su Rai 1, a colori, in 5 puntate di un'ora circa ciascuna, dal 27 marzo al 24 aprile.
Racconta la vita, la morte e la resurrezione di Gesù, ispirandosi ai quattro Vangeli e ad alcuni episodi apocrifi.
Ebbe un grande successo di pubblico, al punto da essere replicato più volte, anche a livello internazionale: negli Stati Uniti la rivista TV Guide la definì "la miglior miniserie televisiva di tutti i tempi".Zeffirelli, il suo grande successo tv mondiale: «Gesù di Nazareth» da video.corriere.it, 15 giugno 2009 Nel 1978, l'opera approdò nelle sale cinematografiche ma fu ridotta alla durata di quattro ore.
Trama In Giudea il re Erode il Grande chiacchiera a un banchetto con due rappresentanti di Augusto, imperatore di Roma, ironizzando sull'avvento del Messia presso il popolo ebraico.
A Nazareth, una giovane popolana di nome Maria, promessa sposa a un falegname chiamato Giuseppe, riceve la visita dell'arcangelo Gabriele che le preannuncia la generazione del figlio di Dio, e che anche la cugina Elisabetta genererà un figlio assieme al vecchio marito, il sacerdote Zaccaria, Giovanni il Battista. E così ben presto Maria si mette in viaggio per fare visita alla cugina e avere conferma dell'annuncio ricevuto. Intanto Giuseppe, venuto a sapere della strana gravidanza di Maria, pensa inizialmente di ripudiarla in segreto, ma viene convinto in sogno ad accettarla nella propria casa.
Il governo di Roma ordina il censimento e cosi Giuseppe e Maria partono per Betlemme, dove in una stalla nascerà il bambino che sarà chiamato Gesù, venerato da pastori e dai re Magi Baldassarre, Gasparre e Melchiorre, giunti seguendo una cometa. Re Erode, venuto a sapere della venuta al mondo del possibile nuovo Messia, ordina che tutti i bambini del posto al di sotto dei due anni vengano uccisi. Mentre si compie la terribile carneficina, la famiglia di Giuseppe fugge in Egitto per poi rientrare dopo pochi anni a Nazareth alla morte del crudele sovrano. Man mano il piccolo Gesù impara le Sacre Scritture.
Passati una ventina d'anni, sotto il regno di Erode Antipa, figlio del precedente monarca, il giovane Gesù incontra il cugino Giovanni Battista sulle rive del fiume Giordano e gli chiede di essere battezzato come tutti gli altri peccatori.
Dopo essere stato cacciato da Nazareth per le sue dure parole pronunciate nella sinagoga, Gesù comincia a riunire attorno a sé i primi discepoli: Andrea, Filippo, Giovanni e Giacomo. Incontra un giovane indemoniato e lo libera; fa riempire di pesci la barca di Simon Pietro, va a casa di Matteo Levi, l'esattore delle tasse, e racconta la parabola del figlio prodigo, convincendo così sia l'ostile Simon Pietro che Matteo a seguirlo; resuscita la figlia di Giairo, toccando il cuore di Tommaso. La sua predicazione raccoglie ormai sempre più persone, attratte anche dai tanti miracoli: restituisce la vista ad un cieco, sfama centinaia di persone moltiplicando i pochi pani e pesci disponibili. Altri episodi della sua vita si susseguono: l'incontro con Giuda Iscariota e con Maria Maddalena, il discorso della montagna, l'invio dei discepoli a predicare, fino al riconoscimento di Pietro a capo della Chiesa. Nel frattempo il Battista viene ucciso con uno stratagemma architettato dalla moglie adultera del fratello di Erode, Erodiade, la quale, sfruttando le grazie della giovane figlia Salomè, costringe il re a farlo decapitare.
Gesù ormai adulto comincia a essere malvisto dai sacerdoti ebrei, poiché dichiara di essere il figlio di Dio, cosa inaccettabile per le loro leggi; inoltre i romani cominciano a perdere il controllo della situazione in Giudea. Così, dopo aver celebrato l'Ultima Cena, viene catturato dai messi del sommo sacerdote Caifa, mandati sul posto dal traditore Giuda, e successivamente condotto davanti al governatore Ponzio Pilato per essere giudicato. Pilato dapprima lo condanna a morte ma poi, ricordando una antica legge che prevede la grazia di un detenuto in occasione della Pasqua, affida la decisione al popolo che però preferisce l'assassino Barabba. Quindi Gesù percorre un lungo tratto a piedi, dal tribunale alla collina scelta per la crocifissione sul Golgota, portando sulle spalle la sua croce, sopportando il dolore delle frustate dei soldati e della corona di spine sul capo, tra gli scherni e i pianti della folla. Muore dopo una lunga agonia, tra due ladroni comuni condannati alla medesima pena, ma resuscita dopo il terzo giorno, apparendo prima a Maria Maddalena e poi agli Apostoli ai quali affida l'annuncio del Vangelo, per poi salire definitivamente in Cielo, alla destra del Padre.
Produzione Regia e sceneggiatura A seguito del successo ottenuto dalla miniserie televisiva Mosè (1974) interpretata da Burt Lancaster che avevano prodotto insieme, i produttori Lew Grade (ITC-Incorporated Television Company) e Vincenzo Labella (Rai-Radiotelevisione Italiana) decisero di realizzare una pellicola incentrata sulla figura di Gesù. Inizialmente pensarono a Ingmar Bergman per la regia ma alla fine optarono per Franco Zeffirelli.
Zeffirelli accettò l'incarico a condizione di essere coadiuvato durante tutta la lavorazione dai migliori esperti di teologia ebraica, cristiana ed islamica: furono infatti consultati monsignor Pietro Rossano (già Rettore della Pontificia Università Lateranense), il pastore anglicano Richard Gilbert, il rabbino Albert Friedlander (professore del Leo Baeck College di Londra) e Mohammed ben Bourboue della scuola coranica di Meknes, in MaroccoI consulenti sono citati nei titoli di coda delle puntate..
La prima stesura della sceneggiatura fu affidata allo scrittore britannico Anthony Burgess, cui subentrarono successivamente Suso Cecchi D'Amico, Masolino D'Amico e David Butler, con l'apporto dello stesso Zeffirelli e la consulenza di Pier Emilio Gennarini, vicinissimo a Ettore Bernabei, all’epoca direttore generale della Rai.
Riprese Dopo alcuni sopralluoghi in Palestina, Giordania ed Egitto effettuati tra il 1974 e il 1975, Zeffirelli decise di girare interamente tra Tunisia e Marocco, individuate come scenario ideale per la vita di Gesù Cristo.Franco Zeffirelli, Autobiografia, Milano, Mondadori, 2006, ISBN 978-88-0455-075-4. Il giovane produttore Tarak Ben Ammar fu incaricato di svolgere il ruolo di produttore delegato per la Tunisia.
Le riprese, iniziate il 29 settembre 1975 e terminate il 24 maggio 1976 con due sole sospensioni per le feste di Natale del 1975 e il 19 marzo 1976 per consentire a Zeffirelli di partecipare ai funerali del suo amico Luchino Visconti, si svolsero nelle seguenti località:
Tinghir, per le scene di Betlemme; Monastir, per le scene del Tempio di Gerusalemme e della fortezza Antonia; Sousse, per le scene del Golgota; Oasi di Gabes, per le scene lungo il fiume Giordano; Fertassa, per le scene di Nazareth; Lamta, per le scene di Cafarnao; Ouarzazate, per le scene del palazzo di Erode.
In totale furono necessari due anni di lavorazione, otto mesi di riprese, 220 attori, mille comparse coinvolte per le scene di massa.
Il 19 settembre 1976, sei mesi prima della messa in onda dello sceneggiato, la Rai trasmise il documentario making of dalla durata di circa un'ora Diario di un film: Gesù di Nazareth, realizzato da Luigi Martelli e Piero Badaloni con interviste e riprese dai set per raccontare la lavorazione della pellicola.
Produzione artistica Sebbene sia rubricato come sceneggiato dallEnciclopedia della televisione,Fonte: Grasso A. (a cura di ), Enciclopedia della televisione, Garzanti, 2008 l'opera televisiva di Zeffirelli fa da spartiacque fra il tradizionale format televisivo fino ad allora adottato dalla televisione pubblica italiana e le successive produzioni in stile kolossal che avrebbero contraddistinto la produzione del genere nei decenni successivi.
L'opera di Zeffirelli intendeva offrire secondo la produzione un affresco teso a distruggere "la mitologia del Cristo per fare di Gesù un vero uomo, non un personaggio di favola". In realtà, "i costumi e le scene, che ostentano la cura del particolare e la raffinatezza del gusto, fanno da cornice e fondo alle pennellate assai oleografiche del regista".
Cast Nel cast prescelto per la miniserie vi furono in tutto sei attori vincitori di premi Oscar già al momento delle riprese (Bancroft, Borgnine, Olivier, Quinn, Steiger e Ustinov), mentre altri sei attori erano stati candidati (Bannen, Cortese, Holm, Earl Jones, Mason, Richardson). Christopher Plummer ricevette il premio dopo la fine delle riprese di Gesù di Nazareth, come pure Earl Jones; il totale degli Oscar tributati a membri della produzione nell'arco della loro carriera, includendo nella troupe anche il compositore francese Maurice Jarre, ammonta a sedici. La presenza di un cast d'eccezione, oltre all'importanza della produzione ed al nome di Zeffirelli, fu sicuramente incoraggiata dall'intervento personale di Olivier che, da fervente credente, ardeva dal desiderio di partecipare al progetto senza alcun compenso e bastò il suo nome a richiamare una folta schiera di altri attori di Hollywood, che accettarono di partecipare con lo stesso compenso di 30.000 dollari.
Elizabeth Taylor, che doveva interpretare Maria Maddalena, si ammalò gravemente e venne sostituita fortuitamente da Anne Bancroft. Per la parte di Ponzio Pilato era stato scelto inizialmente Marcello Mastroianni ma rinunciò per problemi legati al compenso, venendo sostituito da Rod Steiger. Claudia Cardinale, nel ruolo dell'adultera, compare in una sola scena per pochi minuti e recita la battuta più corta di tutta la pellicola.
Diversi membri del cast avevano già collaborato con Zeffirelli in precedenza. L'attrice inglese Hussey, York, Holder, Lovell e Skinner erano apparsi tutti in Romeo e Giulietta rispettivamente come Giulietta, Tebaldo, Pietro, Sansone e Baldassarre. Inoltre, Pino Colizzi che appare nel ruolo di Jobab, aveva doppiato Michael York nella versione italiana di Romeo e Giulietta.
Rappresentazione di Gesù Zeffirelli, dopo aver scartato la candidatura di Al Pacino per il ruolo di Gesù, optò per l’attore britannico Robert Powell, inizialmente provinato per la parte di Giuda. Il regista, colpito dalla recitazione di Powell in teatro a Londra, lo invitò a Roma per il provino. Descrivendolo come un uomo dall'aspetto comune ma con occhi azzurri straordinariamente penetranti, il regista iniziò a considerarlo come protagonista, influenzato anche da un'osservazione del suo operatore: “Se Giuda ha questi occhi, che occhi dovrà avere Gesù?”. Dopo un accurato lavoro di preparazione, che incluse il trucco, la pettinatura con capelli lunghi e la scelta del costume, Powell lasciò un’impressione indelebile su tutti i membri della produzione. Durante le ultime fasi del processo, una sarta, vedendolo per la prima volta nei panni del personaggio, reagì con profonda emozione: cadde in ginocchio e, con le lacrime agli occhi, si fece il segno della croce esclamando: “Signore!”. Questo episodio confermò a Zeffirelli e al suo team di aver trovato l’interprete ideale per incarnare il ruolo di Gesù.
Powell raramente sbatte le palpebre nell'intero film e secondo Zeffirelli questa fu una decisione voluta per mantenere uno sguardo penetrante e un continuo contatto visivo con lo spettatore. Un eyeliner di colore blu scuro fu applicato sul set con lo scopo di accentuare gli occhi blu di Powell. L'immagine di Powell dopo il film è divenuta essa stessa protagonista dell'arte devozionale, al punto da "definire l'immagine di Cristo nella mente del pubblico più di qualsiasi altro film sul medesimo tema". Per la scena della crocifissione, Powell si sottopose a una dieta di solo formaggio per dodici giorni prima delle riprese "di modo da apparire quanto più logoro si potesse".
Powell nella versione italiana è doppiato da Pino Colizzi, che nel film interpreta anche il buon ladrone crocifisso con Gesù.