La battaglia di Cambrai (20 novembre - 3 dicembre 1917) fu combattuta dalla BEF (British Expeditionary Force - Forza di spedizione britannica) contro le forze tedesche nel corso della prima guerra mondiale. Nel corso di questa battaglia furono usati per la prima volta con risultati positivi i carri armati, dimostrando che la linea Hindenburg poteva essere superata, mentre i contrattacchi tedeschi adottarono per la prima volta su questo fronte la tattica dell'infiltrazione, già sperimentata con successo a Riga (1917), e utilizzata poi con la massima efficacia nel Kaiserschlacht (1918).
Cambrai (città francese del dipartimento Nord) nel 1917 era un punto sensibile per i rifornimenti tedeschi al Sigfried Stellung (Linea Sigfrido), parte della linea Hindenburg, inoltre la Cresta di Burlon, prossima alla città, sarebbe stata un ottimo punto di appoggio da cui minacciare le retrovie tedesche.
Il piano La prima proposta per un attacco su Cambrai utilizzando i carri armati fu effettuata fin dal giugno 1917 dal maggior generale Fuller e, quasi contemporaneamente, da Henry Hugh Tudor. Entrambi i piani furono presi in considerazione da Julian Byng, comandante della 3ª Armata. Douglas Haig, dopo il fallimento delle operazioni attorno ad Ypres nel settembre 1917, approvò il piano proposto da Byng, con il nome in codice Operazione GY. La regione della Somme era stata scelta per diversi motivi, in particolare perché i britannici speravano che il terreno piano e solido fosse più adatto ad operare con i carri armati del terreno fangoso e paludoso trovato sul fronte delle Fiandre.
Nella concezione di Fuller la battaglia doveva essere un'incursione per «mettere fuori combattimento uomini e cannoni del nemico, demoralizzandolo e disorganizzandolo, e non per occupare terreno»Citato da Basil H. Liddell Hart - The Real War 1914-18 - traduzione italiana di Vittorio Ghinelli col titolo La prima guerra mondiale 1914-1918 per Rizzoli Editore - quinta edizione aprile 1972 pag. 444, e successivamente «la durata dell'incursione deve essere breve - da otto a dodici ore - in modo che il nemico non abbia tempo di concentrare forze nella zona per effettuare un contrattacco»ibidem pag. 444 con da sei a nove battaglioni di carri e non più di tre divisioni di fanteria o cavalleria, operando su un fronte di non più di 7 km. Byng trasmise questa idea ad Harding, ma le proposte rimasero ferme inizialmente, dato che l'attenzione del comandante supremo era concentrata sulla battaglia di Ypres. Quando l'attenzione si distrasse da Ypres lo stato maggiore britannico aveva trasformato un'incursione in un assalto frontale al sistema di trincee.
A questo punto il piano era diventato piuttosto complesso, ma praticamente la linea di difesa tedesca avrebbe dovuto essere sfondata da un attacco concentrato su un fronte relativamente stretto (circa 8 km) fra il Canal du Nord ed il canale di St Quentin, circondando Cambrai ed occupando la cresta di Burlon. Avrebbero dovuto essere utilizzate nuove tattiche, compresa l'interdizione aerea e la cooperazione fra fanteria e carri. Nel piano era previsto anche l'impiego della cavalleria, che avrebbe dovuto sfruttare la breccia aperta dai carri per dirigersi sul fiume Sensée. L'assalto sarebbe stato guidato dalle tredici divisioni della 3ª Armata britannica, mentre altre dieci divisioni britanniche della 2ª e 5ª Armata si stavano ancora riprendendo dalle perdite subite nel corso della Terza battaglia di Ypres. II comandante della 3ª Armata, a cui era affidato tutto lo svolgimento dell'operazione con il III ed il IV Corpo d'armata, Byng, era molto più ottimista di Haig sul successo dell'operazione. Le forze tedesche contrapposte facevano parte della 2ª Armata, comandata dal generale Georg von der Marwitz, indicate come Gruppo Cuadry (o XIII Corpo d'armata) e consistevano, all'inizio dell'operazione, nella 20ª, 54ª e 183ª Divisione di linea e dalla 9ª Divisione della riserva.
Il compito di guidare l'attacco era stato assegnato alle divisioni del III e del IV Corpo d'armata del BEF. Il III Corpo d'armata avrebbe dovuto attaccare a sud tra Crèvecoeur e Bonavis, con le divisioni di cavalleria in riserva per sfruttare lo sfondamento che avrebbe dovuto avvenire fra Marcoing e Masnières. Il IV Corpo d'armata doveva avanzare a nord per occupare Havricourt, Flesquières, Graincourt e Cantaing prima di facilitare alla cavalleria l'occupazione di Bourlon e della relativa cresta, di notevole importanza tattica. Il V Corpo d'armata doveva restare in riserva per sfruttare il successo e occupare il terreno fino al fiume Sensée e fermarsi a coprirne i guadi. Il Tank Corps (unità in cui erano raggruppati tutti i carri armati britannici), sotto il comando del generale di brigata Hugh Elles, fornì tutto il suo organico di oltre 350 carri Mark IV pronti all'impiego per il primo giorno di combattimento, garantendo di portarlo a 476 carri nelle giornate successive. Nella prima ondata d'assalto erano compresi 216 carri, mentre 96 erano in riserva. Tutti i carri della prima ondata avevano sulla prua delle grosse fascine per permettere l'attraversamento della trincee o grappini speciali per trascinare via il filo spinato. Le prime avanzate erano effettuate in cooperazione fra carri armati e fanterie, con un carro in testa alla formazione e due carri arretrati a scalare di circa 50 m, seguiti dalla fanteria in fila per due, con otto plotoni di fanteria per carro che avevano il compito di rastrellare la fanteria nemica e tenere le posizioni occupate dai carri, oltre a quello di attaccare eventuali unità di artiglieria che avessero minacciato i carri. Quattordici squadroni del Royal Flying Corps (l'unità dell'esercito in cui erano raggruppati gli aerei) avevano il compito di appoggio ravvicinato, per mitragliare le trincee e (secondariamente) coprire il rumore dei carri che avanzavano.
L'attacco britannico
L'attacco iniziò alle 6:00 del 20 novembre, con un tiro di sbarramento preparato con cura e previsto, ma senza un aggiustamento preliminare, da parte di 1003 pezzi di artiglieria sui punti critici delle difese tedesche, seguiti immediatamente da tiro di sbarramento con fumogeni e tiro di sbarramento per coprire a una distanza di 300 m le unità avanzanti. Nonostante gli sforzi per conservare la segretezza, le forze tedesche avevano avuto informazioni da disertori relativamente ad un attacco con carri nella zona di Havricourt ed erano in uno stato di allerta moderato. Tuttavia, la mancanza di un tiro di preparazione continuo (in genere la preparazione di artiglieria per un attacco durava diversi giorni) non aveva messo in allarme ad alto livello di rischio le unità di prima linea.
Nella maggior parte del fronte vi fu un notevole successo, ed i britannici ebbero l'impressione che fosse sul punto di realizzarsi una grande vittoria; la linea Hindenburg sembrava finalmente sfondata, avendo effettuato avanzate fino a otto chilometri di profondità. All'ala destra la 12ª Divisione avanzò fino al bosco di Lateau, prima di trincerarsi come ordinato, la 20ª Divisione leggera si aprì un varco attraverso La Vacquerie ed avanzò fino a catturare il ponte di Masnières sul canale St Quentin, che venne distrutto nel corso del combattimento, non è chiaro se dai genieri tedeschi o dal peso dei carri che tentarono di attraversarlo, presumibilmente i due fattori furono concorrenti per la sua distruzione; in ogni caso la sua distruzione impedì ogni ulteriore avanzata britannica oltre il canale. Al centro i britannici riuscirono a catturare Ribécourt e Marcoing ma, quando la cavalleria si lanciò, in ritardo, nella breccia, fu sottoposta a duri contrasti e costretta a ritirarsi fino a Noyelles.
Al centro la 51ª Divisione Higlanders fu bloccata sul primo obiettivo, Flesquières, lasciando quindi esposti i fianchi delle unità che avanzavano ai suoi lati. Si ritiene che la responsabilità del fallimento sia dovuta alla decisione del comandante della divisione (generale G.M. Harper) di non seguire la procedura di cooperazione fra carri e fanteria prevista, ma di far avanzare i carri separatamente dalla fanteria, che, quindi, rimase sotto il fuoco della mitragliatrici tedesche senza la protezione dei carri. Secondo Basil H. Liddell Hart bastarono pochissime mitragliatrici a bloccare l'avanzata della fanteriaBasil H. Liddell Hart op. cit. pag 450. Flesquières era anche uno dei punti più forti della linea difensiva tedesca ed era appoggiata sui fianchi da punti altrettanto forti. La sua difesa, sotto la direzione del maggiore Krebs, permise un'ottima resa contro i carri, impegnandoli aggressivamente con l'artiglieria. I rapporti immediatamente successivi al combattimento parlano di quaranta carri distrutti nell'area di Flesquières, fra cui sedici distrutti da un singolo cannone con un singolo sopravvissuto a maneggiarlo; tuttavia dopo la battaglia nell'area indicata furono trovati i relitti di cinque carri armati, fronteggiati da ben tre batterie operanti coordinatamente. A causa dei cedimenti avvenuti ai loro fianchi, i difensori di Flesquières nel corso della notte abbandonarono le loro posizioni.
All'ala sinistra la 62ª Divisione aprì una larga breccia in direzione di Havrincourt e Graincourt fino ad arrivare in prossimità dei boschi sulla cresta di Bourlon e la 36ª Divisione alla sua sinistra raggiunse la strada Bapaume -Cambrai. Nel corso della prima giornata di combattimenti furono resi inutilizzabili ben 180 carri, tuttavia quelli distrutti furono solo 65, mentre 71 erano rimasti soggetti a guasti meccanici e 43 si erano impantanati. Le forze britanniche avevano perso 4 000 uomini, ma avevano catturato ben 4 200 prigionieri, soffrendo quindi un rapporto fra perdite subite e truppe impegnate pari a metà di quello subìto nel corso della battaglia di Passchendaele, combattuta appena poche settimane prima, mentre in sei ore avevano realizzata un'avanzata maggiore di quella ottenuta nei tre mesi precedenti.
Nonostante questi successi, le forze britanniche non erano riuscite a raggiungere le cime della cresta di Bourlon. Il comando tedesco rapidamente inviò rinforzi nel corso della notte e fu subito chiaro che le forze britanniche non erano state in grado di sfruttare completamente i successi delle prime ore di battaglia. Quando, il 21 novembre, la battaglia riprese, le avanzate britanniche furono notevolmente rallentate. Nonostante la cattura nelle prime ore del mattino di Flesquières (abbandonata) e di Cantaing, il maggior impegno delle forze britanniche fu nel rinforzare le posizioni catturate invece che nell'ampliamento del terreno controllato. Le operazioni del III Corpo d'armata furono sospese e fu dato inizio a quelle del IV Corpo d'armata.
La prosecuzione delle operazioni era finalizzata all'occupazione della cresta di Bourlon. Il combattimento attorno alla cresta e ad Anneux fu selvaggio e molto costoso in termini di vite umane. I rinforzi tedeschi contrattaccarono la 21ª Divisione fuori da Moeuvres e la 22ª Divisione a Fontaine. Anche dopo l'occupazione di Anneux la 62ª Divisione fu incapace di entrare nel bosco di Bourlon, restando quindi esposta sui fianchi in un saliente del fronte britannico. Haig, per proseguire l'offensiva contro la cresta di Bourlon, sostituì la 62ª Divisione, ormai esaurita, con la 40ª Divisione (generale John Posnby). Appoggiata da almeno cento carri armati e 430 cannoni la 40ª Divisione attaccò nei boschi della cresta di Bourlon al mattino del 23 novembre, con scarsissimi progressi. I tedeschi avevano posto due divisioni (Gruppo Arras) sulla cresta con altre due in riserva (Gruppo Caudry) e gli aerei del Royal Flying Command erano impegnati dagli squadroni del Barone Rosso. Anche se la 40ª Divisione raggiunse la cresta dell'altura, fu comunque bloccata subendo la perdita di 4000 uomini in tre giorni.