Il cristianesimo e l'islam sono le due religioni con il maggiore numero di fedeli e condividono una comune tradizione storica, con alcune maggiori differenze teologiche. Le due fedi condividono lo stesso luogo d'origine, il Vicino Oriente, e i rispettivi fedeli considerano la propria fede monoteistica.

Esse presentano sia elementi comuni, come ad esempio il monoteismo e la tradizione biblica, che differenze tra i quali la concezione della Trinità e il ruolo di Gesù.Adel Theodor Khoury, “L'Islam (Cristiani e musulmani), in Adel Theodor Khoury (a cura di), “Dizionario delle religioni monoteistiche”, Piemme, 2004, pag. 48.

Sia il cristianesimo che l'islam si pongono nel solco delle religioni abramitiche assieme all'ebraismo. Abramo costituisce infatti un importante elemento di congiunzione tra le tre religioni: come figli di Abramo, ebrei, cristiani e musulmani sono spiritualmente uniti,G. Evers, voce “Abramo (Cristianesimo)”, in Adel Theodor Khuory (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 55-56. pur nella presenza di numerose differenze.

Analogie e differenze

Monoteismo Entrambe le religioni credono in un unico Dio.Deuteronomio 6,4 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.Marco 12,29 E Gesù gli rispose: «Il primo comandamento di tutti è: "ascolta, Israele: Il Signore Dio nostro è l'unico Signore"."Di': Egli Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato, e nessuno è eguale a Lui". [Corano 112:1-4]. la cui Parola è veicolata da un testo scritto.

Nell'esperienza cristiana di Dio risaltano alcune caratteristiche fondamentali: innanzitutto, esiste un solo Dio, creatore di tutta la realtà e signore della storia. Dio è inoltre “Padre misericordioso”, che si rivela in Gesù Cristo: in questo dono, Dio scende volontariamente nella condizione dell'uomo per avvicinarlo alla salvezza.U. Tworuschka, voce “Dio (cristianesimo)”, in Adel Theodor Khuory (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 219-221.

Il credo centrale del cristianesimo è, con l'eccezione dei movimenti non trinitari,Ad esempio, la Chiesa dell'unificazione, la Chiesa unitariana, o alcune Chiese pentecostali), oltre a mormoni e testimoni di Geova. la fede nel Dio uno e trino. Se già nell'Antico Testamento Dio manifesta una sua volontà di relazione con l'uomo, ad esempio tramite l'invio di angeli e della Legge, questa volontà si esprime pienamente nel Nuovo Testamento, nel quale Gesù fa da intermediario con il Padre e ne offre, come Figlio, la piena rivelazione. Da questo punto di vista, per il cristiano la comunione con il Padre non si realizza più semplicemente con l'obbedienza alla Legge, ma con l'imitazione di Gesù. La rivelazione piena di Dio all'uomo non è peraltro limitata al tempo circoscritto della vita pubblica di Gesù, ma è resa permanente grazie al dono dello Spirito Santo che rende questa rivelazione presente nella storia e nelle vicende umane.F. Courth, lemma «Trinità - cristianesimo», in Adel Theodor Khoury (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 756-758.

I teologi cristiani sottolineano come la Trinità non si sostanzia in tre dèi, ma nell'unica opera dell'unico di Dio in intimo movimento.U. Tworuschka, lemma «Monoteismo (Cristianesimo)», in Adel Theodor Khoury (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pag. 477. Padre, Figlio e Spirito Santo sono infatti le tre ben distinte ipostasi nei quali si esprime l'azione salvifica di Dio, come espresso nella triplice benedizione di san Paolo: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (Seconda lettera ai Corinzi, ). L'unico Dio per i cristiani non è quindi un Dio solitario, ma ha nella sua natura il rapporto, la dedizione e l'amore.

Il Corano si riferisce alle persone che riconoscono il Monoteismo (Tawḥīd), pur non abbracciando la religione islamica, come alla Gente del Libro. Fra queste genti si annoverano cristiani ed ebrei.

Per l'islam Dio (Allah) è Uno (wāḥid) e Unico (āḥad). Il concetto dell'Unità di Dio (Tawḥīd) è al centro della fede islamica. Essendo, per l'islam, Gesù un profeta - ma non Dio egli stesso - facente parte di una progressiva rivelazione monoteista (che per i musulmani termina con Maometto, definito Khāṭim al-anbiyāʾ o Sigillo dei profeti) egli non può essere venerato, né gli possono essere rivolte preghiere; è da inquadrare in questa credenza anche il divieto di rappresentare o idolatrare lo stesso profeta dell'islam. La Trinità, spezzando il Tawḥīd, risulta inaccettabile per l'islam (come anche per l'ebraismo) che rifiuta ogni "associazione" a Dio (lā šārik la-Hu, "Non c'è chi gli si [possa] associ[are]". Lo Spirito Santo è identificato con l'Angelo Jibrīl, che nell'islam non ha alcun attributo di divinità; è invece incaricato di trasmettere la Rivelazione ai profeti.

Gesù Entrambe le religioni credono nel ritorno di Gesù alla fine dei tempi.Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. Giovanni 14:2-3.Quando viene proposto l'esempio del figlio di Maria, il tuo popolo lo rifiuta, dicendo: “I nostri dèi non sono forse migliori di lui?”. Ti fanno questo esempio solo per amor di polemica, ché sono un popolo litigioso. Egli non era altro che un Servo, che Noi abbiamo colmato di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per i Figli di Israele. Se volessimo, trarremmo angeli da voi ed essi vi sostituirebbero sulla terra. Egli è un annuncio dell'Ora. Non dubitatene e seguitemi, questa è la retta via. Corano, 43:61.

Gesù Cristo costituisce il centro della fede cristiana, espressa nel Simbolo apostolico e fondata sul Nuovo Testamento. Per il cristianesimo, Gesù è il mediatore di una Nuova Alleanza con l'umanità, redenta dal suo donarsi e sacrificarsi sulla croce, che rende definitivamente visibile l'amore di Dio. L'annuncio cristiano di salvezza ha poi il suo fondamento nell'evento della Risurrezione, che precede la l'Ascensione al Cielo. Per il cristianesimo, la fine dei tempi sarà infine segnata dalla Seconda venuta (parusia), cioè dal ritorno e dalla piena manifestazione di Gesù come Signore della storia.I. Hagemann, voce “Gesù Cristo (Cristianesimo)”, in Adel Theodor Khoury (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 321-327.

Per l'islam, Gesù è profeta (nabī), messaggero (rasūl), Messia (al-Masīḥ) e musulmano, cioè sottomesso alla volontà di Dio - che nell'islam non si incarna né in Cristo, né in nessun altro profeta. Il Corano gli tributa numerosi titoli onorifici come ʿabd Allāh (servo di Dio), mubārak (benedetto), wajih (meritorio di stima in questo mondo e nell'altro), ma respinge l'ipotesi che egli sia Dio. Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia figlio di Maria”. Di': “Chi potrebbe opporsi ad Allah, se Egli volesse far perire il Messia figlio di Maria, insieme con sua madre e a tutti quelli che sono sulla terra - Corano 5:17.

Isacco ed Ismaele La religione giudeo-cristiana innanzitutto si rifà ad Abramo attraverso Isacco, l'erede che Dio stesso ha scelto e fatto crescere nel ventre di Sara. L'islam si riferisce a Ismaele, che Dio ha donato ad Abramo perché il vecchio chiedeva una discendenza ma, pur essendo Ismaele il primogenito, egli non fu il prescelto da Dio.

Nel Corano viene sottolineata l'importanza di Ismaele: il racconto biblico e quello coranico del Sacrificio di Isacco sono sovrapponibili, con la fondamentale differenza che nel Corano è Ismaele a venire sacrificato, non Isacco.

Conoscibilità di Dio Per il cristianesimo Dio si è rivelato in Cristo.H. Waldenfels, voce “Rivelazione (Cristianesimo)”, in Adel Theodor Khuory (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 624. Egli è "l'irradiazione della gloria del Padre e l'impronta della Sua sostanza" (Lettera agli Ebrei ): cioè in Cristo Dio ha voluto farsi conoscere, e i Suoi gesti e le Sue parole ci svelano chi è Dio. "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Giovanni ), afferma Gesù stesso. Nella Bibbia Dio entra nella storia (libera il popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto e lo conduce alla Terra promessa); si presenta all'uomo anche come Padre, a Lazzaro addirittura come amico; consegna all'uomo il comandamento dell'amore.

Per l'islam, Dio è l'Entità Trascendente, eterno e assolutamente Uno. Incomparabile, non ha generato, né è stato generato ed esiste oltre lo spazio e il tempo. La concezione islamica di Dio è universale, non legata cioè a una tribù, un popolo o a una personalità, poiché "in verità Allah basta a Se stesso, non ha bisogno del creato"(Corano 29:6). Per questo l'islam si considera come una fede annunciata, nel corso dell'esistenza umana, da numerosi profeti come Abramo, Mosè, Ismaele e Gesù, sebbene il loro messaggio sia stato distorto dal corso del tempo e dalla malizia degli uomini. Per i musulmani il ciclo profetico si chiude con Maometto, definito per questo Sigillo dei Profeti (khātim al-anbiyāʾ)

Due concezioni di Dio diverse, il cui messaggio è veicolato da due libri diversi: dettato, il Corano; ispirata, la Bibbia.

Peccato originale L'Antico Testamento mette in evidenza la bontà della creazione e dell'uomo. Con la vicenda di Adamo ed Eva la Bibbia evidenzia però una frattura che si viene a creare tra questi e Dio, come conseguenza di una libera decisione che porta al rifiuto di riconoscersi come creatura e si sostanzia, essenzialmente, come una mancanza di fede. Questa frattura porta Adamo ed Eva alla perdita della loro condizione originaria, di per sé buona. Il racconto dell'Antico Testamento offre una spiegazione teologica ai perché posti all'uomo dal dolore, dal peccato e dalla morte.I. Hagemann, voce “Peccato originale (Cristianesimo)”, in Adel Theodor Khoury (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 529-530.

La concezione di peccato originale (vitium originis) risale a Tertulliano, che per primo coniò il termine, ma ha trovato la sua piena formulazione in epoca più tarda, con Sant'Agostino (III-IV secolo). Per Sant'Agostino, prima del peccato originale l'uomo poteva non peccare; dopo, si trova invece nella sostanziale incapacità di non peccare. Questa concezione riecheggia gli scritti di San Paolo, mentre nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli la parola “peccato” viene citata solo in relazione all'opera salvifica di Gesù e al suo perdono.U. Tworuschka, lemma «Peccato (Cristianesimo)», in Adel Theodor Khoury (a cura di), Dizionario delle religioni monoteistiche, Piemme, 2004, pagg. 526-528.

Nel cattolicesimo il peccato originale non ha alcun carattere di colpa personale, ma riguarda la natura umana specifica. Per questo invita al battesimo, in modo da ricevere il dono della grazia di Gesù, nuovo Adamo, e poter volgersi con nuova forza verso Dio.

Nel Corano, Adamo ed Eva si pentono del loro peccato e vengono perdonati:

O Signor nostro, abbiamo mancato contro noi stessi. Se non ci perdoni e non hai misericordia di noi, saremo certamente tra i perdenti". (al-Aʿrāf, 23) :Adamo ricevette parole dal suo Signore e Allah accolse il suo [pentimento]. In verità Egli è Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso" (al-Baqara, 37)

Nell'islam, quindi, non può trovare terreno la concezione di un Dio che sacrifica il proprio figlio unigenito per salvare gli uomini dal peccato di Adamo ed Eva, poiché questi ultimi sono già stati perdonati. Anche la perdita della condizione originaria dell'intera umanità in conseguenza del peccato originale non è accettata:

Non è stato informato di quello che contengono i fogli di Mosè e quelli di Abramo, uomo fedele? Che nessuno porterà il fardello di un altro? (al-Najm, 37-38)