La battaglia di Mosca (in tedesco: Schlacht um Moskau, in russo: Битва за Москву), combattuta nel periodo tra l'autunno del 1941 e l'inverno del 1941 tra le forze della Germania e dell'Unione Sovietica sul fronte orientale, durante la seconda guerra mondiale, costituì l'unico tentativo della Wehrmacht di conquistare e occupare la capitale russa. L'offensiva tedesca venne dapprima bloccata alle porte di Mosca e successivamente le truppe vennero costrette a indietreggiare, riuscendo tuttavia a impedire che la controffensiva dell'Armata Rossa accerchiasse e distruggesse le forze impegnate nell'attacco alla città.
La mancata conquista di Mosca precluse la realizzazione del piano strategico dell'Alto comando tedesco, che, nel quadro della stesura dell'operazione Barbarossa, prevedeva la conquista della capitale prima del sopraggiungere dell'inverno e costituì, insieme alla sconfitta nella battaglia d'Inghilterra, il secondo significativo punto di svolta nel conflitto a sfavore dei tedeschi.
Antefatti
La Wehrmacht, durante le prime tre settimane dell'operazione Barbarossa, riuscì, attraverso la tattica della guerra lampo, a dilagare nell'Unione Sovietica, invadendo e superando velocemente la Polonia occupata e la Bielorussia, portando il gruppo d'armate Centro, comandato dal feldmaresciallo Fedor von Bock, dopo la chiusura della sacca Białystok-NovogródecNella sacca seguita alla battaglia intorno a Białystok ed a Novogródec furono chiuse 4 armate, con una perdita di circa uomini, oltre alla quasi totalità dell'armamento pesante., e la conquista della capitale Minsk, a occupare il 16 luglio la città di Smolensk, distante circa 300 chilometri da Mosca e obiettivo primario nella marcia di avvicinamento verso il Cremlino di MoscaLa città doveva essere uno dei capisaldi della cosiddetta "linea di estrema difesa" ma cadde dopo un solo giorno, grazie all'attacco del 71º reggimento della Turingia, comandato dal colonnello Thomas. Vedi ..
Dopo la conquista dell'importante caposaldo tuttavia l'avanzata verso Mosca si arrestò, e il fronte centrale rimase sostanzialmente fermo fino alla fine di settembre, in forza della decisione del Führer di dirottare a sud la 2ª Armata, comandata dal generale Maximilian von Weichs, e il panzergruppe 2, comandato dal generale Heinz Guderian, per realizzare la colossale tenaglia che avrebbe intrappolato tutte le forze sovietiche del fronte meridionale che stavano convergendo in direzione di Kiev. A nulla valsero le obiezioni contrarie del generale Franz Halder e del feldmaresciallo Walther von Brauchitsch, che auspicavano la prosecuzione dell'attacco verso la capitale, considerando che la conquista di Mosca avrebbe privato i sovietici non solo della loro capitale amministrativa ma anche di un fondamentale centro per la produzione di armamenti e nodo per le comunicazioniAnaloghi dubbi furono espressi dal generale Guderian, che rilevò l'impossibilità per i suoi carri armati di percorrere i 400 chilometri che lo separavano da Kiev e, dopo la presa della città, ritornare indietro per prendere Mosca prima dell'arrivo dell'inverno. Vedi ., e la marcia verso la capitale fu quindi sospesa per permettere l'esecuzione delle operazioni in Ucraina. Solo il 6 settembre Hitler iniziò a dare le disposizioni per il raggruppamento delle forze da utilizzare per l'attacco a Mosca, sostenendo che essa avrebbe dovuto essere presa prima del sopraggiungere dell'inverno; alla fine del mese i preparativi per l'assalto finale alla capitale sovietica furono ultimati e la data della ripresa delle operazioni fu fissata per il 30 settembre.
Le forze in campo
Il giorno 30 settembre ebbe inizio loperazione Tifone, l'attacco a Mosca, la cui conquista avrebbe dovuto porre fine alla guerra contro l'Unione Sovietica; il comando dell'operazione fu affidato al comandante del Gruppo d'armate Centro, il feldmaresciallo Fedor von Bock, che al momento dell'attacco disponeva di una forza di circa 1. uomini e di circa carri armati così ripartita: tre armate di fanteria, la 2ª, comandata dal generale Maximilian von Weichs, la 4ª, comandata dal feldmaresciallo Günther von Kluge, e la 9ª, comandata dal generale Adolf Strauß; tre gruppi corazzati, il III, comandato dal generale Hermann Hoth, il II, comandato dal generale Heinz Guderian, e il IV, fatto affluire dal fronte nord, comandato dal generale Erich Hoepner, per un totale di 14 divisioni corazzate, 8 divisioni di fanteria motorizzata, 2 brigate motorizzate e 46 divisioni di fanteria; alle forze terrestri si aggiungevano le due squadre aeree della luftflotte 2 (2ª flotta aerea), comandata dal feldmaresciallo Albert KesselringLa forza aerea poteva in realtà schierare soltanto 549 aerei, avendone perduti nelle precedenti offensive, tra distrutti e danneggiati, più di Vedi ..
Di fronte allHeeresgruppe Mitte che si preparava all'offensiva furono disposti a difesa della capitale sovietica circa uomini, carri armati e pezzi d'artiglieria; la forza aerea, nonostante le ingenti perdite patite nei primi giorni dell'offensiva, disponeva, al 30 settembre, di 936 velivoli.. Durante il periodo di stasi delle operazioni nel settore centrale lo Stavka aveva disposto la linea difensiva intorno alla città basata su due livelli esterni: il primo nel settore comprendente Ržev e Vyazma, il secondo nel settore di Možajsk, più una serie di linee concentriche che circondavano l'intera area urbana di Mosca, dispositivo quest'ultimo che tuttavia, al momento della ripresa dell'offensiva, non era stato ancora completato.
Piani operativi
Il piano per la conquista della capitale era suddiviso in due fasi: la prima era l'avanzata sulla direttrice Smolensk - Mosca con la 9. Armee e il Panzergruppe 3 a nord e la 4. Armee e il Panzergruppe 4 a sud; i due bracci della tenaglia si sarebbero chiusi a est di Vjaz'ma, distante circa 200 chilometri da Mosca; compito affidato al LVI. Armeekorps (mot.), comandato dal generale Ferdinand Schaal da nord e al XXXXVI. Armeekorps (mot.), comandato dal generale Heinrich von Vietinghoff da sud. Da sud ovest il Panzergruppe 2 doveva avanzare verso Orël, in direzione della città di Tula con lo scopo di attaccare la capitale da sud e, durante la marcia, accerchiare e distruggere le tre armate sovietiche nel settore di Brjansk, compito affidato al XXXXVII. Armeekorps (mot.), comandato dal generale Joachim Lemelsen, e al XXXXVIII. Armeekorps (mot.), comandato dal generale Werner Kempf; la 2. Armee di fanteria avrebbe colmato lo spazio tra il IV e il Panzergruppe 2.
La seconda fase era costituita dallo sfondamento del fronte occidentale sovietico, comandato dal generale Semën Konstjantynovyč Tymošenko, che dopo pochi giorni sarà inviato sul fronte sud e sostituito dal generale Georgij Konstantinovič Žukov, sulla direttrice Možajsk-Mosca e costituito dalle armate 43ª, 3ª, 50ª e 13ª, il superamento delle ultime "barriere" di Vjaz'ma e di Brjansk di fronte alla capitale, fronte comandato dal generale Andrej Ivanovič Erëmenko, l'inseguimento del nemico in fuga con tutti e tre i gruppi corazzati disponibili e la conseguente conquista o accerchiamento della città, fissando nel 7 novembre il termine massimo per l'attacco diretto a Mosca..
Le forze a disposizione di von Bock erano consistenti e il morale delle truppe era alto ma i problemi legati agli armamenti, agli equipaggiamenti e alla logistica cominciavano a farsi sentire: i tedeschi alla fine di settembre avevano già sofferto oltre perdite, un numero decisamente inferiore a quanto patito dai sovietici ma che costituiva circa un sesto degli effettivi a disposizione della Wehrmacht alla data del 22 giugno, nessuna delle divisioni corazzate era più a pieno organico, la maggior parte dei reggimenti aveva perso un quarto dei mezzi di cui disponevano all'inizio della campagna, la distanza di oltre 600 chilometri dalle basi di rifornimento site in Polonia rappresentava di per sé un grande problema logistico, tanto che per fare pervenire il cibo, il carburante e i pezzi di ricambio per l'offensiva erano necessari trenta treni al giornoIl feldmaresciallo von Kluge annotò che le armate dipendevano quasi completamente dalle ferrovie e, al momento dell'inizio dell'offensiva, esse riuscivano a coprire a malapena il fabbisogno quotidiano ed il feldmaresciallo von Bock, allo scopo di accumulare più carburante possibile, ridusse le razioni di cibo ai soldati, costringendoli spesso a nutrirsi di quello che trovavano. Vedi ., problema acuito da quello, mai completamente risolto, del diverso scartamento dei binari, normale quello della Germania, largo quello dell'Unione Sovietica, e le prime piogge stavano per cominciare a bagnare il suolo sovietico..
Le sacche di Vjaz'ma e di Brjansk
Il giorno 30 settembre prese il via l'attacco, ricalcando le modalità già utilizzate durante l'offensiva estiva: le artiglierie iniziarono un intenso fuoco di sbarramento, la Luftwaffe effettuò un grande numero di sortite con lo scopo di disperdere i concentramenti delle truppe sovietiche e ancora una volta esse furono colte di sorpresa dall'intensità dell'attacco tedesco. La prima forza terrestre a muoversi fu il panzergruppe 2 a sud, il quale, solo durante il primo giorno, avanzò circa 80 chilometri sfondando la linea tenuta dalla 13ª armata sovietica, portandosi a ridosso della città di OrëlLa città sarà occupata il giorno 4 ottobre da reparti del Reggimento Großdeutschland, comandati dal colonnello Hans Eberbach. Con grande sorpresa dei tedeschi, la città disponeva ancora dell'elettricità e nella stazione erano ancora presenti molti treni con a bordo i macchinari delle industrie che i sovietici stavano trasportando verso est., mentre il XLVII Corpo d'armata motorizzato e il XLVIII Corpo d'armata motorizzato iniziarono la loro diversione verso nord est allo scopo di conquistare l'importante nodo ferroviario e stradale di Brjansk.
Il 2 ottobre anche il IV gruppo corazzato, rafforzato dalla divisione SS Das Reich, comandata dal brigadeführer Paul Hausser, e dal Reggimento Großdeutschland, comandato dall'oberst Walther Hoernlein, si mosse in direzione est: il primo obiettivo era il superamento della barriera naturale rappresentata dal fiume Desna e, grazie alla sorpresa dell'attacco, le unità sovietiche a presidio dei ponti furono sopraffatte e le strutture catturate intatte; il primo giorno furono percorsi circa 30 chilometri, il XLVI Corpo d'armata motorizzato diresse direttamente verso Vjaz'ma mentre il LVII Corpo corazzato, comandato dal generale Adolf Kuntzen, proseguì la marcia in direzione est, puntando direttamente su Mosca. Contemporaneamente anche a nord il III gruppo corazzato riuscì a sfondare e, mentre il XLI Corpo corazzato, comandato dal generale Georg-Hans Reinhardt, si dirigeva a nord est in direzione di Ržev sul fiume Volga, il LVI Corpo d'armata motorizzato iniziava la diversione verso sud est per chiudere la tenaglia intorno a Vjaz'ma.