Biografia Biografia aggiornata da: Fabio Di Lella, Maurizio Brunacci - luglio 2026 Gioventù e formazione musicale

Nacque ad Aversa il 17 dicembre del 1749, città che aveva dato i natali anche a Niccolò Jommelli e Gaetano Andreozzi, altri grandi compositori della scuola napoletana. Domenico Cimarosa, nacque da Gennaro Cimmarosa e Anna Di Francesco, appartenenti alla parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca di Napoli. Fu battezzato il giorno seguente nella chiesa aversana di Sant’Audeno. La madre, Anna Di Francesco, nata a Napoli il 12 dicembre 1724, già vedova di Giacomo Cinque (sposato nel 1742 e deceduto nel 1745), contrasse matrimonio con Gennaro Cimmarosa il 27 gennaio 1746. Il suddetto Gennaro Cimmarosa (grafia originaria con doppia “m”) morì prematuramente il 25 novembre 1750 a Pozzuoli, dove era al servizio del nobile Andrea Filomarino, e fu sepolto presso il convento dei Carmelitani di San Giacomo a Pozzuoli. Rimasta vedova una seconda volta Anna Di Francesco si risposò, nel 1754, con Filippo Giannattasio, poi morto il 26 agosto 1802. Da questo matrimonio Anna ebbe altri quattro figli, oltre a Domenico e alla figlia nata dalla prima unione. La sua vita fu lunga: sopravvisse ai tre i mariti e anche al celebre figlio; morì il 27 settembre 1806. Domenico, dopo il matrimonio della madre con Giannattasio, fu affidato a un istituto religioso nel quartiere del Pendino, a Napoli, retto dai Domenicani. Successivamente fu ammesso al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, uno dei principali centri di formazione musicale napoletani, dove emerse precocemente per le sue capacità compositive. Negli ultimi anni di studio insegnò musica a famiglie facoltose, prima a “Casa Auriemma” poi a “Casa Pallante”. In quest’ultimo ambiente conobbe tre donne destinate ad avere un ruolo significativo nella sua vita: la romana Cecilia Checcucci, cantante teatrale, vedova di Paolo Suffi e successivamente moglie di Mattia Pallante che sostenne il giovane musicista agli inizi della carriera; Costanza Suffi, figlia di Cecilia e Paolo Suffi, nata a Roma il 24 maggio 1742; Gaetana Romaniello, nata a Napoli il 6 novembre 1755 da Pietro Romaniello e Maria Bracco, orfana e ospitata presso la famiglia Pallante. Cimarosa sposò le ultime, prima Costanza Suffi, il 19 aprile 1777 poi Gaetana Romaniello il 14 aprile 1781. Dall’unione con Costanza nacquero due figli: - Raffaele (3 aprile 1778 – 29 agosto 1812) - Mattia (23 dicembre 1779 – 11 gennaio 1780). Dall’unione con Gaetana nacquero invece: - Costanza (Napoli, 10 marzo 1783 – Roma, 7 dicembre 1846) che divenne suora presso il Monastero del Bambin Gesù a Roma - Paolo (San Pietroburgo, 26 marzo 1788 – Napoli, 9 maggio 1864). La corretta ricostruzione dei patronimici di Costanza Suffi e Gaetana Romaniello è stata resa possibile grazie a un’approfondita ricerca archivistica, fondata sull’Elogio a Cimarosa di Giuseppe Sigismondo, contemporaneo del musicista, e su due processetti matrimoniali conservati presso l’Archivio Diocesano di Napoli (faldone 1, lettera D, 1777; faldone 4, 1781). Gli esiti di tali ricerche sono stati presentati nel febbraio 2026 in convegni tenuti a Roma, Napoli e Aversa e confluiti nel volume “Cimarosa – La vita sconosciuta del musicista più conosciuto al mondo” (https://amzn.eu/d/09vzqksk). Attività artistica La carriera teatrale di Cimarosa si sviluppò a partire dagli anni Settanta del Settecento a Napoli, dove le sue prime opere buffe gli procurarono immediata notorietà. Il successo ottenuto nella capitale partenopea favorì rapidamente la diffusione delle sue composizioni in numerose città italiane. Negli anni Ottanta del secolo, ricevette importanti commissioni teatrali a Roma consolidando, al contempo, la propria fama nell’ambito dell’opera buffa italiana. Nella Capitale entrò in contatto con Ercole Consalvi, futuro Segretario di Stato di Pio VII. Nel 1787 fu chiamato alla corte imperiale di San Pietroburgo, dove rimase fino al 1791, come compositore di corte dell’Imperatrice Caterina II. Nel 1791 si trasferì a Vienna, ottenendo uno dei maggiori successi della sua carriera con “Il matrimonio segreto” rappresentato al Burgtheater alla presenza dell’Imperatore Leopoldo II. Dopo il soggiorno viennese rientrò a Napoli e da qui si trasferì, infine, a Venezia dove morì l’11 gennaio 1801. Origini familiari Recenti ricerche archivistiche hanno consentito di chiarire l’origine della famiglia paterna del compositore. Il nonno, Domenico Antonio Rossi, risulta nato a Roma, nella parrocchia di Sant’Anastasia, intorno al 1697. In un certificato di residenza rilasciato il 4 luglio 1719 dalla stessa parrocchia (Archivio Diocesano di Napoli, processetti matrimoniali, 1719, n. 375), egli è indicato come: “Domenicum Antonium Rossi, alias Cimarossa, filium Petri, Romanum”. Il documento attesta che visse a Roma dalla nascita fino all’aprile del 1717 quando si trasferì a Napoli, con un breve ritorno nella città natale nel giugno 1719 per ottenere il certificato necessario alle nozze. L’8 gennaio 1720, infatti, sposò a Napoli, nella parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca, Maddalena Gallo, nata a Sora nel 1698 (Archivio Diocesano di Napoli, registri matrimoniali, 1720). L’alias “Cimarossa”, già attestato a Roma, si trasformò a Napoli in un cognome stabile nelle forme “Cimmarosa” e, successivamente, “Cimarosa”, forma definitivamente adottata anche dal compositore. Dai registri parrocchiali napoletani risultano diversi figli della coppia, tra cui Gennaro Paolo, padre del compositore, poi Giovanna, Celestina Crescenza Fortunata e Francesco Alessio Pasquale (registri battesimali della parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca e di Santa Maria de’ Vergini). La documentazione (i processetti matrimoniali dei figli conservati presso l’Archivio Diocesano di Napoli) indica che Domenico Antonio fosse già deceduto nel 1747; la sua morte può essere pertanto collocata tra il 1735 e, appunto, il 1747. Non è stato finora rinvenuto il relativo atto di morte. Resta infine un elemento peculiare: Domenico Antonio nel personale processetto matrimoniale, non presentò un certificato di battesimo, ma soltanto un certificato di residenza. La circostanza, inconsueta nella prassi matrimoniale dell’epoca, resta allo stato attuale priva di spiegazione documentaria.

Gli insegnanti di Domenico Cimarosa, furono Gennaro Manna (all'epoca ritenuto il miglior insegnante dopo Alessandro Scarlatti), Antonio Sacchini (fino al 1766) e Fedele Fenaroli (il quale diede a Cimarosa lezioni di contrappunto). In pochi anni divenne un abile violinista, clavicembalista e organista, nonché un talentuoso cantante: i suoi compagni lo stimavano e lo ascoltavano con delizia mentre interpretava pezzi d'opera con bella voce, con grazia e con soavità; tra questi si ricordano Nicola Antonio Zingarelli e Giuseppe Giordani. Egli era caratterialmente mite e affabile, oltre che studioso e diligente. Dopo aver lasciato il conservatorio si perfezionò nel canto con il castrato Giuseppe Aprile e nella composizione con Niccolò Piccinni. Durante il periodo trascorso presso la scuola di Santa Maria di Loreto compose alcuni mottetti e messe.

I primi anni della carriera

Nel carnevale del 1772 debuttò come operista con la commedia per musica Le stravaganze del conte, data nella capitale partenopea al Teatro dei Fiorentini e seguita dalla farsetta Le magie di Merlina e Zoroastro (lavoro che si rifà alla commedia dell'arte). Grazie a questo primo lavoro la sua fama di buon compositore iniziava a dilagare. Le sue opere diventarono subito popolari a Roma, dove i suoi intermezzi comici furono rappresentati soprattutto al Teatro Valle.

L'anno seguente fu la volta de La finta parigina data al Teatro Nuovo, la quale riscosse un discreto successo. Nel 1776 rappresentò sempre al Nuovo la commedia I Sdegni e La Frascatana nobile o La finta Frascatana e compose la farsa I matrimoni in ballo. L'anno seguente vide la nascita dell'intermezzo giocoso I tre amanti e qualche mese dopo Il fanatico per gli antichi romani andò in scena al Teatro dei Fiorentini; concluse l'anno con lArmida immaginaria rappresentata nello stesso palcoscenico. Tra il 1778 e il 1781 seguirono le messe in scena di diciotto opere, tra le quali le più note sono Il ritorno di Don Calandrino, L'italiana in Londra, Le donne rivali e Il pittore parigino.

L'intermezzo L'italiana in Londra, data per la prima volta il 28 dicembre 1778 al Teatro Valle, fu subito molto applaudita; fu proprio grazie ai notevoli successi ottenuti dalle rappresentazioni di questo lavoro comico che la gloria di Cimarosa incrementò notevolmente e si sparse in breve tempo per tutta l'Europa: il 10 luglio 1780 fu la prima opera cimarosiana ad essere eseguita a Milano al Teatro alla Scala e poco tempo dopo fu rappresentata anche a Dresda, dove nei primi anni ottanta furono presentate ben quattro sue opere tradotte in tedesco. Il 29 novembre 1779 fu nominato organista aggiunto della Cappella Reale Napoletana, posizione che mantenne fino al 28 marzo 1786, quando venne elevato a secondo organista.

L'attività di Cimarosa negli anni ottanta Il primo lavoro degli anni ottanta fu Le donne rivali, un dramma giocoso dato a Roma agli inizi del 1780. Seguirono le rappresentazioni de I finti nobili e Il falegname (entrambi drammi comici di Giuseppe Palomba) al Teatro dei Fiorentini durante i primi mesi dell'anno. Tornato a Roma, presentò la sua prima opera seria, Caio Mario.

Aprì il 1781 al Teatro Valle con Il pittore parigino; in quest'anno si ebbe anche il primo libretto del Metastasio musicato da Cimarosa: si tratta del dramma serio Alessandro nell'Indie, il quale venne messo in scena al Teatro delle Dame e piacque moltissimo. Ebbe molto successo anche il dramma giocoso Il convito rappresentato a Venezia poco dopo (il quale fu ripreso in seguito in moltissimi teatri). Giannina e Bernardone fu rappresentata per la prima volta al Teatro San Samuele di Venezia nell'autunno del 1781: l'opera ebbe molta fortuna e ricevette numerosissime repliche, anche a Milano, a Vienna, a Madrid e a San Pietroburgo.

Nel 1782 fu a Genova con il dramma Giunio Bruto, poi a Roma con l'opera giocosa Amor costante e infine ritornò nella città partenopea, dove ai Fiorentini diede La ballerina amante. Il 13 agosto per il compleanno della regina Maria Carolina d'Austria debuttò al teatro San Carlo con L'eroe cinese, dramma di Metastasio con Domenico Bruni (cantante). Fu in quest'anno circa che iniziò la sua collaborazione come maestro con l'Ospedale veneziano dei Derelitti (conosciuto anche con il nome di Ospedaletto).

Il dramma giocoso I due baroni di Roccazzurra vide il suo battesimo nella città eterna l'anno seguente, ossia nel 1783. Il 13 agosto al San Carlo fu lOreste, mentre in autunno al Teatro del Fondo mise in scena La villana riconosciuta e ai Fiorentini l'opera buffa Chi dell'altrui si veste presto si spoglia.

Sempre ai Fiorentini nel 1784 presentò un'altra opera giocosa: L'apparenza inganna ovvero La villeggiatura. In quest'anno Cimarosa si spostò verso l'Italia settentrionale: dapprima a Roma, poi a Firenze, Vicenza e Milano e infine Torino. Nella città eterna portò in scena al Teatro Valle La bella greca, opera che piacque assai al pubblico romano. Al Teatro della Pergola di Firenze diede la sua prima opera goldoniana: Il mercato di Malmantide. Il 10 luglio con L'Olimpiade di Pietro Metastasio inaugurò il Teatro Eretenio di Vicenza e il 10 ottobre alla Scala di Milano ebbe luogo il dramma giocoso I due supposti conti ovvero Lo sposo senza moglie. Durante il viaggio tra Milano e Torino, soggiornò a Cantù, dove ebbe un piccolo intrigo amoroso con una graziosa fanciulla. Giunse infine a Torino dove per il giorno di San Stefano mise in scena lArtaserse (libretto sempre del Trapassi) diretta da Gaetano Pugnani con Luigi Marchesi al Teatro Regio.