Il Saski Baskonia S.A.D. è un club spagnolo di pallacanestro con sede nella città di Vitoria-Gasteiz, nella comunità dei Paesi Baschi.
Storia 1959–1969: gli inizi nel basket provinciale Il Club Deportivo Vasconia, nacque il 3 dicembre 1952 come sezione di pallacanestro della omonima società polisportiva — assumendone la stessa denominazione — sotto la presidenza di Félix Ullivarriarrazua. A causa dei deludenti risultati sportivi della squadra di calcio, la presidenza del club decise di potenziare altre sezioni e tra queste venne organizzata una sezione di pallacanestro, in linea con la politica di promozione sportiva che l’associazione si era prefissata. Un team di scacchi, molto rilevante all’epoca, fu un'altra delle discipline sorte in quel periodo.
La squadra iniziò la propria attività nel campionato alavese affrontando i club della regione. Sphaira, Deportivo Alavés,Da non confondere con la squadra di calcio Deportivo Alavés. Quel club costituiva allora il vivaio della pallacanestro vitoriana del Frente de Juventudes Infantes. I fratelli Varela (originari di Ourense e giunti dall’Africa), pionieri del basket a Vitoria, insieme a Petite, Corres Castro, Eguileta, García e Rodríguez tra gli altri componevano la squadra del Deportivo Alavés, una delle favorite del torneo. Club Deportivo Vitoria —anch’esso di recente fondazione— e lo stesso C. D. Vasconia. La prima partita ufficiale della loro storia si disputò il 3 dicembre 1952 contro il Deportivo Alavés, conclusa con una sconfitta per 12-35: i primi punti furono realizzati da Conde. Anche le altre partite del torneo, valido per la qualificazione alla Copa del Rey de baloncesto, terminarono tutte con una sconfitta per la squadra del Vasconia La prima vittoria arrivò alla quinta partita della loro storia, quando il 18 dicembre, sconfissero lo Sphaira per 6-2 in un triangolare invernale organizzato dalla federazione alavesa.
L'esperienza del 1952 però si rivelò infruttuosa e le attività della sezione di pallacanestro vennero interrotte, per riprendere poi nel 1959, quando fu designato Vicente Elejalde come primo allenatore della squadra, che nella sua prima stagione concluse al secondo posto il Campionato Provinciale, superata soltanto dai Corazonistas, squadra di un collegio della capitale alavesa.
Da allora e fino alla stagione 1968-69 il club militò nel campionato provinciale conquistando cinque campionati e ottenendo infine la promozione nella Terza divisione della Liga Española. Nella stagione successiva il Vasconia conquistò il suo primo titolo ufficiale a livello nazionale, ottenendo la promozione in Seconda Divisione; due anni più tardi la squadra basca vinse si aggiudicò la vittoria della Secunda Division 1971-1972, salendo così per la prima volta nella massima serie del basket spagnolo, la Liga Española de Baloncesto.
1970–1980: l'arrivo nella massima serie spagnola Per affrontare la sua prima stagione nella massima categoria venne ingaggiato il madrileno ed ex giocatore del club Pepe Laso come allenatore, grazie alla sua esperienza nella competizione con il Real Madrid Baloncesto. L’esordio del Vasconia nella Liga Española de Baloncesto 1972-1973 si concluse con una vittoria per 89-67 contro il Club Baloncesto Breogán il 29 ottobre.
La rosa della storica stagione di esordio nella massima lega spagnola era composta da: Pinedo I, Pinedo II, Choche Armentia, Carlos Luquero, Amado Ubis, Pichu Ibáñez, Jesús Arana, José Luis Lázaro, Francisco Javier Zurrutuza, Javier Buesa e Ramón Díaz de Argote. Al termine della stagione il Vasconia concluse al decimo posto in classifica con un totale di dodici vittorie e diciotto sconfitte, che permisero alla squadra di mantenere la categoria.
Nella stagione 1973-74 il club raggiunse i 1.400 soci e ingaggiò il suo primo giocatore straniero, il canadese Phil Tollestrup. La squadra concluse all’ottavo posto e ottenne il diritto di partecipare alla Coppa Korać, ma rinunciò per motivi economici. Nel 1974 José Luis Sánchez Erauskin, ex giocatore e fondatore del club, assunse la presidenza della società. La squadra inserì giovani talenti come Manu Moreno, Kepa Segurola, Luis María Junguitu, Carlos Salinas e José Antonio Querejeta, e ingaggiarono l’americano Ray Price, che divenne il miglior marcatore della divisione. Nella stagione 1975-76 arrivarono vittorie memorabili come il 70-69 contro il Barcellona e il 78-76 in trasferta contro il Joventut Badalona. Nel 1976-77, Sánchez Erauskin e il consiglio che dirigeva il club decisero di sostituire la V con la B nel nome del club, che divenne così Club Deportivo Basconia. La squadra adottò i colori nazionali baschi dell’Ikurriña, verde con inserti rossi e bianchi, al posto del tradizionale blu e granata. Pepe Laso ricoprì contemporaneamente l’incarico di allenatore capo del club e di commissario tecnico della nazionale spagnola, mentre Iñaki Garaialde e Txema Capetillo entrarono a far parte della rosa.
Nel 1977 Juan Antonio Ortiz de Pinedo si ritirò da giocatore per assumere il ruolo di allenatore, subentrando a Pepe Laso. Nel 1978 José Antonio Querejeta passò al Real Madrid. Oltre al compenso economico, il club ottenne in cambio il giovane Manuel San Emeterio. In quegli anni intanto divenne allenatore Iñaki Iriarte; rientrarono in squadra giocatori come Junguitu e Txomin Sautu e vennero ingaggiati Juan Manuel Conde e l’americano Webb Williams. Nel giugno del 1978 la presidenza del club passò a Fernando Aranguiz, mentre Carlos Luquero ricevette un riconoscimento per la sua carriera professionale con oltre 300 partite e più di 7.000 punti segnati con la squadra. la stagione successiva la squadra raggiunge la semifinale della Coppa del Re 1979, arrendendosi poi al vincitore di quell’edizione, il Barcellona.
Nel 1979 Peio Cambronero arrivò dall’Estudiantes e il club firmò l’americano Malcolm Cesare, ma i risultati della stagione 1979-80 non furono positivi e la squadra concluse il campionato al penultimo posto in classifica, con due sole vittorie in diciassette partite di regular season. Fortunatamente, la Federazione cestistica della Spagna decise di allargare la prima divisione a quattordici squadre, permettendo così al Club Deportivo Basconia di restare nella massima serie.
1980–1990: una progressione costante La permanenza nella massima serie però durò solo un per un altro anno, poiché la stagione 1980-81 fu una delle più tristi della storia del club. Il Basconia si classificò all’ultimo posto in classifica, con appena sei vittorie in ventisei partite di stagione regolare, venendo così retrocessa in Primera División B. Le disgrazie non finirono lì, infatti uno dei giocatori del club, Juanma Conde, morì durante la stagione a causa di una malattia irreversibile.
Nell’estate del 1981 José Antonio Querejeta, rientrato in squadra dopo l’esperienza al Real Madrid e una prova con il Barcellona, fu ceduto al Joventut. La guida tecnica di Iñaki Iriarte e l’apporto di Peio Cambronero, Txomin Sautu, Salva Díez, Mikel Cuadra, Xabier Jon Davalillo e Luis Mari Junguitu permisero alla squadra di conquistare nuovamente la promozione in Liga Española dopo una sola stagione, grazie al secondo posto conquistato nella Primera División B 1981-82.
Tuttavia, la stagione del ritorno nella massima serie non fu positiva: la squadra terminò la Liga Española 1982-1983 in piena zona retrocessione, al penultimo posto, con tre vittorie, tre pareggi e venti sconfitte. Tuttavia al termine di quella stagione il basket spagnolo si preparava però a una nuova fase di professionalizzazione e la nascita della Liga ACB consentì al club di evitare nuovamente la retrocessione in Seconda Divisione.
Dalla stagione 1983-84, con la prima edizione della Liga ACB, iniziò la storia moderna della pallacanestro spagnola, in cui il club puntò con decisione a superare lo status di realtà modesta. Rientrò in squadra l’esterno basco Alberto Ortega, mentre Essie Hollis e Rilley Clarida formarono la prima coppia di stranieri della squadra, grazie alla nuova regola che consentiva due giocatori stranieri per club. Nella stagione 1984-85, José Antonio Querejeta tornò in squadra e Pablo Laso esordì in prima squadra a soli 16 anni, dopo un’esperienza in un liceo statunitense, affiancando un altro giovane, Aitor Zárate, andando così a comporre la coppia di playmaker più giovane della lega. In contrapposizione a questa linea verde, arrivò il veterano Miguel López, mentre l’organico fu completato dall’americano Terry White, con la squadra affidata in panchina a Xabier Añua.
Nel 1985 il club conquistò il suo primo titolo ufficiale, la Copa Asociación, riservata alle squadre eliminate al primo turno dei playoff. Nella finale, disputata a Villanueva de La Serena (Badajoz), superò il Zaragoza allenato da Pepe Laso, con José Antonio Querejeta che fu il miglior marcatore della sfida con 30 punti. Il successo valse la qualificazione alla Coppa Korać della stagione seguente. La stagione 1985-86 fu segnata dall’esordio della squadra in una competizione internazionale, con la partecipazione alla Coppa Korać 1985-1986: dopo aver eliminato facilmente gli olandesi del Super Cracks Werkendam nel primo turno, grazie a due vittorie per 73-88 in trasferta e per 130-94 in casa, la squadra affrontò i francesi dell’ASVEL. A Vitoria il Baskonia perse la sfida d'andata per 84-94, e nonostante il pareggio (88-88) nel ritorno a Lione, fu eliminato per la differenza canestri complessiva.
In quegli anni arrivarono stranieri di livello come Abdul Jeelani e Larry Micheaux, che alzarono la qualità di un gruppo formato da Alberto Ortega, José Antonio Querejeta, Pablo Laso, Jesús Brizuela e giovani come Madoz, Urdiain, Félix De La Fuente e Arana. Un anno più tardi però si ritirò il capitano Iñaki Garaialde, salutato in una cerimonia al Polideportivo Mendizorrotza alla vigilia della stagione 1987-88.
All’inizio della stagione 1988-89 José Antonio Querejeta si ritirò dal basket giocato. Poche settimane dopo si candidò alla presidenza del club e José Antonio Santamaría gli cedette l’incarico: Querejeta divenne così uno dei più giovani presidenti della ACB. Da presidente avviò la trasformazione del club in Sociedad Anónima Deportiva, come previsto dalla legge sportiva spagnola. Il Baskonia fu la prima società sportiva professionistica spagnola a completare questa conversione, diventando ufficialmente il Saski-Baskonia S.A.D.. Il Baskonia di José Antonio Querejeta puntò a un’ulteriore professionalizzazione sul modello delle franchigie NBA, e iniziò con colpi di mercato importanti: arrivarono la stella spagnola, Chicho Sibilio dal Barcellona, il centro portoricano dei Boston Celtics Ramón Rivas e l’argentino Marcelo Nicola, che firmò un contratto dalla durata di dieci anni come “franchise player” I nuovi acquisti però portarono la squadra solamente ad un settimo posto nella Liga ACB 1988-1989 e per la stagione successiva la società puntava a migliorare quel posizionamento per accedere alle competizioni europee. Tuttavia nonostante gli sforzi, nella stagione 1989-90 la squadra non riuscì a fare il salto di qualità. A metà stagione, l'allenatore Manu Moreno, subentrato a Pepe Laso nel 1987, fu esonerato e al suo posto arrivò Željko Pavličević primo allenatore straniero del club, reduce da grandi successi con la Cibona. Tuttavia, la squadra fu eliminata al primo turno dei playoff dal Real Madrid, chiudendo così la breve parentesi di Pavličević a Vitoria-Gasteiz.
1990–2010: l’affermazione in Europa e i primi trofei