Anni d'America - La diplomazia 1953-1961 è un saggio di Egidio Ortona.
Trama
1953. Presidente è divenuto, nel 1952, Dwight D. Eisenhower, per cui, dopo anni, l'amministrazione è dei repubblicani, con due principali caratterizzazioni che sono la crociata antisovietica e l'austerità nelle spese di bilancio. Lo slogan, infatti, è il perseguimento di un programma chiamato «grande equazione» che si compendiava nella proposizione di «cercare di mantenere la necessaria forza militare, potenziando al massimo la forza economica». Segretario di Stato è John Foster Dulles, ex avvocato della Banca Morgan e New York, che si era già distinto nell'amministrazione democratica nel corso della trattative per la pace con il Giappone. Ortona lo descrive come «uomo fisicamente poco gradevole, aveva un'apparenza burbera e quasi scostante e un sorriso che era quasi un ghigno». Per la politica italiana resta aperta l'ormai annosa questione di Trieste e il proseguimento dei piani di aiuto economico ora dipendenti dalla MSA, Mutual Security Administration, nuovo ente il cui capo è Harold Stassen. Con la nuova amministrazione cambia anche l'ambasciatore statunitense a Roma e viene nominata una donna, Claire Booth Luce, di religione cattolica e sposata con l'editore dei giornali TIME e Life. L'amministrazione statunitense, ma non solo, è pervasa dalla campagna anticomunista condotta dal senatore Joseph McCarthy, che giunge a distruggere centinaia di libri nelle biblioteche e negli uffici di informazione perché considerati di sinistra. La morte di Stalin, avvenuta il 5 marzo dell'anno, non accenna a placare la campagna maccartista che, tra l'altro, pretende che gli armatori stranieri ai quali vengono cedute le navi statunitensi a credito si impegnino a non utilizzarle nei traffici con i paesi comunisti, primo fra tutti la Cina. Da questo clima derivavano difficoltà di approvazione di aiuti a paesi, come, l'Italia, dove vi è una forte presenza di un partito comunista. Per Trieste erano all'esame tre alternative: a) mantenimento dello «status quo» nel «Territorio Libero», con le zone A e B, soluzione incerta e pericolosa; b) una soluzione definitiva sulla base di una proposta statunitense da sottoporre a Tito con carattere «ne varietur»; c) un «modus vivendi» provvisorio che presentava il pericolo di una effettiva spartizione con una delimitazione delle due zone. Le lezioni italiane, che si tengono l'8 giugno, vedono una notevole perdita della Democrazia Cristiana e un aumento delle sinistre e della destra. I quattro partiti di centro non poterono beneficiare del cambiamento della legge elettorale - la «legge truffa», come la definì Piero Calamandrei - che prevedeva un forte premio di maggioranza alla coalizione che avesse raggiunto il 50% dei voti, poiché arrivarono al 49,85% (57 000 voti in meno di quanto necessario). La speranza di far convergere sui socialdemocratici la parte moderata dell'elettorato di sinistra e sui liberali quella di destra fu frustrata. Alcide De Gasperi non ottiene la fiducia delle Camere e viene formato un governo di «transizione» affidato a Giuseppe Pella. 1954. Il programma off shore procurement, il maccartismo e Trieste sono i temi dominanti dell'anno nei rapporti tra Italia e Stati Uniti, mentre sul piano interno vi è da registrare la caduta del governo Pella, un fallito tentativo di coalizione governativa da parte di Amintore Fanfani e il successivo incarico a Mario Scelba, il quale riesce a formare un governo centrista nel quale Ezio Vanoni è nominato al Tesoro, Attilio Piccioni agli Esteri e Randolfo Pacciardi alla Difesa. Vittorio Valletta, presidente della FIAT, decide di recarsi negli USA nel mese di aprile avendo come scopo principale minimizzare le impressioni statunitensi sulla presenza comunista negli stabilimenti dell'industria italiana ed anche, in seconda istanza, per dare impulso alle commesse dell'off shore procurement per il montaggio dell'apparecchio F86K. Anche se nell'immediato la visita non ha particolari risultati nel maggio successivo il governo statunitense “approva” la Fiat per un primo contratto. In tutti questi rapporti gioca un ruolo chiave Mrs. Luce attraverso la quale deve passare l'approvazione per ogni aiuto e commessa proveniente dal governo statunitense e l'ambasciatrice è molto suscettibile per quanto concerne il fattore comunista. L'anno segna anche il declino se non proprio del maccartismo certamente del suo autore, il senatore McCarthy, che esagerò in un interrogatorio ad un generale del Pentagono, accusato di aver concesso il congedo con onore ad un ufficiale dentista dell'esercito, accusato di attività comunista. Dopo poco McCarthy fu accusato di indebite pressioni per ottenere la nomina di un suo collaboratore a ufficiale e questo lo portò, nel mese di dicembre, ad una condanna del Senato per comportamento “non degno di un membro del Senato” e ciò pose fine alla sua carriera politica. Nel primo semestre dell'anno si erano acutizzati i problemi relativi alla sistemazione dell'area indocinese che vedeva coinvolta la Francia. Il 7 maggio cade Dien Bien Phu (o Vien Bien Phu), mentre il 25 aprile aveva avuto inizio a Ginevra una conferenza per la sistemazione dell'area che si concluderà il 20 luglio con un modus vivendi con i comunisti che vedeva la spartizione del Vietnam in due territori con il nord controllato dai comunisti (soluzione che ripercorre quella coreana). L'esito della conferenza di Ginevra porta alla caduta del governo Joseph Laniel in Francia e la presidenza viene assunta da Mèndes France e questo mutamento ha dirette conseguenze sulla mancata realizzazione della Comunità europea di difesa (CED) sia per le opposizioni di sinistra, che vedono nell'unione difensiva europea un possibile indebolimento di Mosca nello scacchiere occidentale, sia di destra, dove la parte gollista non vede favorevolmente una rinascita delle forze armate tedesche sul territorio europeo non adeguatamente controbilanciate da quelle statunitensi. La questione di Trieste veniva trattata da statunitensi, inglesi e iugoslavi in incontri a Londra e il timore italiano era che si giungesse alla presentazione di un piano non concordato. Quanto uscito dagli incontri londinesi viene da respinto dall'Italia in giugno e la questione resta aperta, mentre si va affossando il progetto del CED, circostanza che viene indirettamente in aiuto dell'Italia. Lo stallo della situazione induce il governo statunitense ad affidare al sottosegretario di Stato, Robert Daniel Murphy, l'incarico di ammorbidire la posizione di Tito. L'incarico a Murphy, personaggio di grande capacità di mediazione, è una fortuna per l'Italia. Il 19 settembre il ministro italiano a Belgrado comunicava che l'ambasciatore statunitense in quella capitale gli aveva lasciato intendere che Murphy era giunto ad un buon compromesso nelle sue trattative con Tito. Il 20 settembre lo stesso Murphy era a Roma con due proposte, una delle quali pochi giorni dopo fu accettata dal governo italiano. Il giorno dopo si perfezionavano gli accordi a Londra e Scelba, nello stesso giorno, li presentava al Senato per l'approvazione (122 voti contro 99) e qualche giorno dopo alla Camera (295 voti favorevoli,265 contrari e 7 astenuti). Piccioni deve lasciare il dicastero per il caso Montesi e prende il suo posto Gaetano Martino. Si conclude così la decennale e spinosa questione di Trieste. 1955. All'inizio dell'anno nuovo ambasciatore a Washington è nominato Manlio Brosio e, nel mese di gennaio, giungono anche negli Stati Uniti Enrico Mattei e Vittorio Valletta. Si prepara il viaggio di Scelba soprattutto per quello che riguarda i risvolti economici degli aiuti e i relativi rapporti con tutti gli enti preposti a tale funzione. Il Presidente del Consiglio italiano arriva a Montréal il 25 marzo con al seguito il ministro degli Esteri Martino. La conclusione del viaggio segna finanziamenti per 200 milioni di dollari a favore dell'Italia, oltre ai prestiti con la Import Export Bank e con l'International Bank. Grazie anche all'appoggio dei socialisti di Pietro Nenni, sale alla Presidenza della Repubblica, dopo il rifiuto di Luigi Einaudi a ripresentarsi, Giovanni Gronchi, appartenente alla sinistra democristiana e questo viene interpretato dalla stampa statunitense come una vittoria della sinistra. A maggio, ritorna in USA Enrico Mattei per definire alcune trattative con una casa di progettazione industriale per la creazione di un complesso petrolchimico in Italia. Mattei concorda con la linea politica di Gronchi, Fanfani e Vanoni, alla cui corrente della DC egli appartiene, e si lamenta delle interferenze statunitensi nella linea politica italiana con specifico riferimento alla richiesta di Mrs. Luce di essere «compensata» della nomina di Gronchi con concessioni in campo petrolifero. La nomina di Gronchi determina, come da prassi, la presentazione delle dimissioni da parte del governo Scelba che vengono accettate e l'incarico viene conferito ad Antonio Segni. Le modalità della crisi e la sua risoluzione riescono, in qualche modo, a tranquillizzare l'opinione pubblica statunitense. A luglio l'attività diplomatica ha il suo centro in Europa dove a Ginevra il 18 si apre una conferenza tra i capi di Stato e di governo delle quattro maggiori potenze. Vi partecipano il presidente Eisenhower, Anthony Eden per la Gran Bretagna, Edgard Fauré per la Francia e Nikolaj Bulganin per l'URSS. Tra i temi della conferenza la riunificazione della Germania, sulla quale i sovietici non vollero iniziare alcuna discussione, la sicurezza e la limitazione degli armamenti. A quest'ultimo proposito i russi lanciarono un «piano di sicurezza» articolato in due tempi: la prima fase avrebbe compreso lo scioglimento delle organizzazioni esistente nel due parti (NATO, UEO e Patto di Varsavia), la seconda vedeva la creazione, diluita negli anni, di un sistema di sicurezza agganciato alla Nazioni Unite. La pericolosità di questo progetto era evidente e determina la pronta reazione da parte di Eisenhower che propose ai sovietici di iniziare un immediato scambio di informazioni militari sulla base di reciproche comunicazioni sulla consistenza degli effettivi militari e delle basi, accompagnata dall'invio di commissioni di controllo e di riproduzioni fotografiche aeree. Ovviamente il tutto si conclude con un nulla di fatto. Altra questione ancora aperta era l'ingresso dell'Italia all'ONU, al quale continuava a porre il veto l'Unione Sovietica che lo condizionava all'accesso di alcuni paesi suoi satelliti. Sull'ammissione vi è una posizione degli USA estremamente favorevole all'Italia come, peraltro, della Francia e dell'Inghilterra. Fortunatamente anche il Canada si muoveva per l'ammissione di altri 18 membri e questo, in un certo modo, favorì anche la posizione italiana dopo che l'URSS rinunciò definitivamente all'opzione della Mongolia Esterna. Il 14 dicembre venivamo finalmente ammessi all'ONU. Emerge anche la questione medio orientale che offre all'Italia l'opportunità di entrare per la prima volta in un board del quale fanno parte le maggiori potenze. Si tratta del NEACC (Near East Armaments Consultive Commission) di cui fanno parte a livello di ambasciatori la Francia, l'Inghilterra e l'Italia e il sottosegretario di stato statunitense. Compito di questa commissione, la cui attività era di fatto segreta, era esaminare la questione medio orientale con specifico riferimento alle forniture di armi ai paesi di quell'area che stava diventando turbolenta a causa del nascere di movimenti nazionalisti, soprattutto dopo l'avvento di Nasser al potere in Egitto. L'anno si chiudeva con la prospettiva di un viaggio del presidente Gronchi negli USA e l'inizio della sua preparazione.