La memoria è un sistema di processi mentali che consente la codifica, la conservazione ed il recupero di informazioni. Esperisce la sua funzione psichica di assimilazione, attraverso dati sensibili provenienti dall'ambiente esterno mediante fattori percettivi quali gli organi di senso, ed elaborazione di questi dati attraverso la mente e il cervello sotto-forma di ricordi ed esperienze al fine dell'apprendimento, dello sviluppo dell'intelligenza e delle capacità cognitive, psichiche e fisiche dell'individuo. La memoria può essere trattata, in maniera complementare, studiando i processi cognitivi e quelli neurofisiologici associati ai nervi.

La memoria è presente, a vari livelli, in tutti gli esseri umani e animali; la sua importanza primaria sta nel fatto che non esiste alcun tipo di azione o condotta senza memoria (ad esempio nella condotta sociale, oppure nei fenomeni di rinforzo nell'apprendimento animale). Si può considerare inoltre la memoria come una delle basi che rendono possibile la conoscenza umana e animale, proprio in virtù della capacità di apprendimento, assieme ad altre funzioni mentali quali elaborazione, ragionamento, intuizione, coscienza.

Generalità I processi mnemonici fondamentali sono di tre tipi:

Acquisizione e codificazione: ricezione dello stimolo e traduzione in rappresentazione interna stabile e registrabile in memoria. Lavoro di categorizzazione ed etichettatura legato agli schemi e alle categorie preesistenti. Ritenzione ed immagazzinamento: stabilizzazione dell'informazione in memoria e conservazione dell'informazione stessa per un determinato lasso di tempo. Recupero: riemersione a livello della consapevolezza dell'informazione precedentemente archiviata, mediante "richiamo" (recupero mnestico diretto, senza stimoli di facilitazione) o "riconoscimento" (procedura cognitivamente più semplice, in cui il recupero è mediato da uno stimolo associativo, per cui è sufficiente riconoscere l'elemento precedentemente codificato, presente all'interno di una serie di stimoli proposti).

Si possono classificare i tipi di memoria in base ad almeno due criteri: La persistenza del ricordo. Il tipo di informazioni memorizzate.

Dal punto di vista psicologico la memoria, detta anche funzione mnestica, non risulta necessariamente stabile a parità di contenuti o classi di stimoli ed è influenzata da elementi affettivi (come emozione e motivazione), oltre che da elementi riguardanti il tipo di informazione da ricordare. Questa funzione psichica si delinea dunque come un processo legato a molti fattori, sia cognitivi che emotivi, e come un processo eminentemente attivo (e quindi non, o almeno non solo, un processo automatico o incidentale). Il processo mnestico si configura dunque come un percorso dinamico di ricostruzione e connessione di rappresentazioni, piuttosto che come un semplice "immagazzinamento" di dati in uno spazio mentale statico.

Sigmund Freud connesse la dimenticanza e l'oblio ai meccanismi di difesa, quali la repressione e la rimozione, mettendo in evidenza il processo di allontanamento attivo dei contenuti minacciosi, che tendono a rimanere inconsci (ovvero, difficilmente recuperabili).

Storia del concetto

La memoria è un fenomeno studiato sin dall'antichità, come capacità non solo di rievocare passivamente, ma anche rivivere in maniera attiva gli apprendimenti e le esperienze della coscienza.

In tal senso essa assurgeva anche a rievocazione rituale della memoria collettiva delle civiltà, dei miti di fondazione e dell'eredità degli antenati di cui si veneravano le gesta.Jan Assmann, La memoria culturale. Scrittura, ricordo e identità politica nelle grandi civiltà antiche, trad. it. di F. De Angelis, Torino, Einaudi, 1997.

Nell'età classica, Platone e Aristotele distinsero la fase di "conservazione" della sensazione, da quella della reminiscenza autentica del suo significato profondo.

Aristotele approfondì ulteriormente l'argomento, riflettendo sulla possibilità di ricordare ciò che non è più presente, oltre alla capacità di interiorizzare il "quadro" di un evento, percepibile, in seguito, come un oggetto di per sé, ma anche come una rappresentazione di qualcos'altro, per esempio un ricordo. Aristotele attribuì al ricordo un carattere attivo e una base fisica (movimento), mentre alla fase di conservazione ne assegnò uno passivo.

Già Plotino differenziò la memoria corta da quella lunga e da quella indistruttibile, utilizzando come discriminante la "forza dell'immaginazione". Tutta la filosofia medioevale definì la memoria come un bene prezioso, mentre in epoca più recente fu descritta come "conservazione dello spirito", o stato virtuale (Bergson), o stato potenziale (Husserl), a cui si contrappose la concezione della memoria "basata sul ricordo" formulata, tra gli altri, da Hobbes e Kant.

Hegel accostò la memoria al pensiero esteriorizzato, mentre Spinoza la descrisse come una concatenazione delle idee, David Hume, con la sua teoria sul meccanismo associativo, risultò il maggiore ispiratore dei principi della psicologia moderna.Nicola Abbagnano "Dizionario di filosofia", Utet, Torino, 1995 (alla pag.571,573 voce "memoria")

Un settore classico della ricerca filosofica che si è occupato storicamente di studiare la memoria e il suo funzionamento va sotto il nome di arte della memoria o mnemotecnica. Questa disciplina ha fornito importanti spunti sul funzionamento e sulla struttura della memoria umana. Molti dei grandi filosofi e retori (basti pensare a Cicerone, Quintiliano, Sant'Agostino, San Tommaso, Giordano Bruno, Leibniz) furono studiosi di questa disciplina; non pochi dei suoi metodi e principi furono mutuati e fatti confluire nelle teorie moderne della ricerca didattica e pedagogica.Frances Amelia Yates, L'arte della memoria, trad. it. di Albano Biondi, Torino, Einaudi, 1993.

Nella filosofia indiana la memoria cosmica è indicata col termine akasha, ripreso dalla teosofia che lo intende come il registro di tutti gli eventi del mondo.

Classificazione

Per durata Il più diffuso criterio di classificazione della memoria oggi si basa sulla durata della ritenzione del ricordo, identificando tre tipi distinti di memoria: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine, e la memoria a lungo termine.

Esperimenti effettuati di recente sugli animali hanno confermato la teoria che prevede due diverse fasi di modellazione sinaptica: la memoria a breve termine ricorre all'ausilio di proteine preesistenti, per modificare in modo temporaneo l'attività sinaptica, mentre quella a lungo termine necessita dell'attivazione di geni e la sintesi di proteine nuove, allo scopo di variare le sinapsi, nella quantità e nella conformazione.Ghilardi M., Casadio A., Le basi neuronali e molecolari della memoria. In "La memoria". Le scienze dossier, n.14 dicembre 2002 (pag.6)

Memoria a breve termine

La memoria a breve termine (o Short-Term Memory) viene classicamente suddivisa nei seguenti sottotipi funzionali: la memoria di lavoro (in inglese Working Memory, o WM), che contiene informazioni che vengono tenute in mente per uno scopo. la memoria iconica, ( dimostrata da George Sperling ) una tipologia di memoria sensoriale che viene sperimentata quando uno stimolo visivo, pur essendo terminato, continua a persistere per qualche istante. la memoria ecoica una tipologia di memoria sensoriale che viene sperimentata quando uno stimolo uditivo, pur essendo terminato, persiste per qualche istante.Daniel Levitin, Foundations of cognitive psychology.

Il concetto di "memoria di lavoro" è stato introdotto da Baddeley ed Hitch, ed è sostanzialmente una modifica al modello di Atkinson e Shiffrin.

La memoria di lavoro, nel modello di Baddeley, è composta da tre componenti funzionali: l'"Esecutore centrale", che ha molte affinità funzionali con i processi attentivi, e che coordina la gestione delle richieste cognitive; il "Loop articolatorio", o circuito articolatorio, che contiene le informazioni in una forma fonologica, basata sul discorso verbale; il "Taccuino visuo-spaziale", o visuo-spatial sketchpad, che è specializzato nella codifica visuale o spaziale delle informazioni.

Secondo diversi ricercatori, la componente del loop articolatorio sarebbe più complessa di quanto Baddeley ed Hitch abbiano ipotizzato in un primo momento; vi sarebbero infatti due diverse sottocomponenti in questo sistema: una passiva, che si basa sull'ascolto del linguaggio, ed una che si basa sulla sua produzione attiva.Eysenck, M.W., Keane M.T. (2006). Psicologia Cognitiva. Idelson-Gnocchi.

Memoria a lungo termine

La memoria a lungo termine (MLT), o Long-Term Memory, viene classicamente suddivisa nei seguenti sottotipi funzionali: memoria semantica: memoria legata alla comprensione del linguaggio; si riferisce ai significati delle parole e dei concetti; memoria episodica: memoria relativa agli eventi (ad es., la memoria episodica autobiografica è relativa agli eventi della nostra vita); memoria procedurale: memoria relativa alle azioni e procedure per eseguire comportamenti complessi.

Memoria sensoriale Si parla di memoria sensoriale quando si è in presenza di un processo in grado di memorizzare informazioni sensoriali (uditive, visive, tattili, olfattive, gustative) per la durata di pochi secondi o millisecondi.

È possibile dimostrare empiricamente l'esistenza di magazzini di memoria sensoriale come: l'after images (visiva); la visual persistence (visiva); la memoria iconica (visiva); la memoria ecoica (uditiva).

Alcune delle informazioni contenute nella memoria sensoriale, possono passare, opportunamente codificate, nella memoria a breve termine, che può conservarle fino a pochi minuti. Alcune delle informazioni contenute nella memoria a breve termine, possono passare nella memoria a lungo termine, che può conservarle per giorni oppure tutta la vita. Per esempio, se ascoltiamo un numero a caso di sette cifre in una lingua a noi completamente incomprensibile, siamo in grado di ripeterlo solo immediatamente dopo averlo ascoltato (memoria sensoriale). Se, invece, il numero è pronunciato nella nostra lingua, i suoni vengono codificati in simboli che è possibile ricordare per alcune decine di secondi (memoria a breve termine). D'altra parte, conosciamo il nostro numero di telefono perché l'abbiamo ripetuto numerose volte (memoria a lungo termine).

La teoria prevalente sostiene che la memoria sensoriale e la memoria a breve termine si realizzino tramite modifiche transitorie nella comunicazione neuronale, mentre la memoria a lungo termine si realizzi tramite modifiche più stabili nella struttura neuronale.

Altri tipi di memoria Memoria di rievocazione: che è semplicemente la capacità di richiamare alla mente memorie di fatti vissuti o appresi. Memoria di riconoscimento: che è quella memoria in cui, grazie ad un preciso dettaglio, si può ricordare l'intera scena accaduta.

Per tipo di informazione La memoria a lungo termine può essere suddivisa in: Memoria dichiarativa (o esplicita), riguarda le informazioni comunicabili, che vengono richiamate consciamente. Memoria procedurale (o implicita), riguarda le informazioni relative a comportamenti automatici.

La memoria dichiarativa può essere ulteriormente suddivisa in memoria episodica, che riguarda le informazioni specifiche a un contesto particolare, come un momento e un luogo, e memoria semantica, che riguarda idee e affermazioni indipendenti da uno specifico episodio. Per fare degli esempi, il ricordo della trama di un romanzo o di un film riguarda la memoria episodica, mentre ricordarsi il nome dei personaggi dello stesso romanzo o film riguarda la memoria semantica. La memoria autobiografica è un caso particolare di memoria episodica, che riguarda episodi realmente avvenuti al soggetto stesso.

La memoria procedurale riguarda invece soprattutto le abilità motorie e fonetiche, che vengono apprese con il semplice esercizio e utilizzate senza controllo attentivo volontario.