Biografia L'attività dell'artista è documentata a Venezia dal 1593 al 1636. Discepolo di Cesare Groppo, Roccatagliata si distingue fra i seguaci del Sansovino per la maniera mossa e pittorica, assai vicina a quella, più saldamente costruita, del Vittoria, tanto è vero che è dubbia tra i due artisti l'attribuzione delle statuette di terracotta che servivano al Tintoretto per studiare gli effetti plastico-luministici delle sue pitture.
Una svelta eleganza tardo-cinquecentesca caratterizza la produzione a San Giorgio Maggiore di Venezia, in particolare i Santi Stefano e Giorgio della balaustra del coro e due candelabri in bronzo della sagrestia; e anche le statuette di soggetto mitologico: Bacco, Ercole e Meleagro al Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La sua opera più tarda rivela, nell'accentuarsi del pittoricismo, un'inclinazione al barocco: si pensi al paliotto con la Deposizione, nella sagrestia di San Moisè, a Venezia, del 1636, in collaborazione col figlio Sebastiano Roccatagliata, dal rilievo estremamente basso e con una composizione affollata di figure al punto di suggerire l'idea di un turbinìo pittorico.
Note
Bibliografia Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 26, p. 478. New York, Grove, 1996. ISBN 1-884446-00-0
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