Le piazze di Napoli hanno un notevole valore artistico, storico, urbanistico e monumentale; la loro storia accompagna quella della città da secoli, da sempre sono parte integrante della vita cittadina, dai mercati o dai grandi eventi pubblici e politici. Secondo lo stradario comunale le piazze della Città sono 185.
Di seguito una lista delle più importanti piazze, soprattutto del primo nucleo storico della città. Per gli ulteriori interventi urbani che hanno interessato Napoli vedere storia dell'urbanistica e dell'architettura di Napoli.
Centro storico Largo Corpo di Napoli È una storica piazzetta sulla quale si affacciano importanti monumenti cittadini che testimoniano la storia plurisecolare di Napoli. Posto a breve distanza da piazzetta Nilo e piazza San Domenico Maggiore, elemento cardine del luogo è senza dubbio la statua del dio Nilo, in bella vista da circa duemila anni. La scultura infatti fu scolpita durante il soggiorno degli alessandrini nel palazzo adiacente. Gli abitanti attribuirono alla statua del Nilo, e poi quindi a tutto il largo, il nome di "corpo di Napoli" perché dal corpo del dio fu staccato il capo e la statua rimase acefala per circa due secoli.
Piazza Carità Si trova lungo l'asse di via Toledo, tra la Pignasecca e i Quartieri Spagnoli, al confine tra i quartieri Montecalvario e San Giuseppe. È conosciuta per il monumento a Salvo D'Acquisto, il vicebrigadiere dei Carabinieri che, pur essendo innocente, si autoaccusò della responsabilità di un attentato contro l'esercito tedesco, al fine di salvare i civili dalla rappresaglia nazista. Su di un lato sorge il Palazzo INA, uno dei tanti palazzi fascisti di Napoli realizzati negli anni trenta, mentre sull'altro sorge la chiesa di Santa Maria della Carità.
Piazza Carlo III È situata tra i quartieri San Lorenzo (per la maggior parte) e San Carlo all'Arena. Ha una forma ad emiciclo nella quale confluiscono molte importanti arterie della zona (via Foria, corso Garibaldi, via Sant'Alfonso Maria De Liguori, via Sant'Antonio Abate, via Alessio Mazzocchi e via Don Bosco). Su di essa sorge tra le più grandi opere dell'Illuminismo, il Real Albergo dei Poveri (oggi oggetto di una profonda opera di recupero), disegnato dell'architetto fiorentino Ferdinando Fuga su commissione del re Carlo di Borbone, il quale cullava il desiderio di farne la dignitosa residenza di tutti i poveri della nazione.
Piazza Cavour Già Largo delle Pigne, si allarga a est del museo Archeologico Nazionale e le fa da cornice il fondo della porta San Gennaro, voluta per la fine della peste del 1656. Nei dintorni della piazza è visibile la facciata della pregevole chiesa del Gesù delle Monache, che avrebbe dovuto costituire una sorta di pantheon della famiglia reale aragonese. Ulteriori ampliamenti non vennero eseguiti poiché la Casa decadde con la costituzione del viceregno.
Piazza Dante È caratterizzata dalla presenza del Foro Carolino di Carlo III di Borbone, con le 26 statue che rappresentano le virtù del sovrano; opera eretta da Luigi Vanvitelli nel XVIII secolo. Anticamente chiamata Largo Mercatello e dedicata ai mercati e ad altri scambi commerciali, non rappresentava uno snodo particolarmente rilevante. Oggi, invece, la piazza dedicata al Sommo Poeta è un punto cruciale della città, oltre che importante meta turistica per la presenza di tre visitatissime chiese monumentali (Santa Maria di Caravaggio, San Domenico in Soriano e San Michele a Port'Alba).
Largo Donnaregina La sua struttura si è delineata storicamente a partire dal Seicento (con la creazione dello slargo nel 1646 e l'erezione della chiesa di Donnaregina Nuova) e si è completata con gli interventi urbanistici del Novecento legati alla valorizzazione e separazione del complesso monumentale. Si apre come uno slargo caratterizzato da una monumentale scalinata in piperno e marmo che raccorda i livelli urbani, incorniciato dalla coesistenza tra la basilica gotica di Donnaregina Vecchia e quella barocca.
Piazza Enrico de Nicola È una delle piazze più antiche di Napoli ed è intitolata al primo presidente della repubblica italiana. La piazza è molto importante sia da un punto di vista storico che da un punto di vista monumentale, in quanto si ergono importanti emergenze monumentali come porta Capuana, la fontana del Formiello e castel Capuano.
Piazza del Gesù Nuovo Anche detta piazza Trinità Maggiore, è una delle piazze più importanti della città, sia per la sua posizione molto centrale (è attraversata da spaccanapoli ed è a pochi passi da via Toledo e da piazza Dante), sia perché ospita alcuni monumenti molto importanti, come la basilica di Santa Chiara, la chiesa del Gesù Nuovo e l'obelisco dell'Immacolata. È una delle piazze simbolo del centro storico della città, e più in particolare, del cosiddetto centro antico greco-romano.
Piazza Giambattista Vico La sua struttura si è sviluppata tra la fine dell'Ottocento (durante il Risanamento di Napoli, con la costruzione del Palazzo di Pompei nel 1880) e gli anni '20-'30 del Novecento. È divisa in tre carreggiate e presenta un'area pedonale e una zona giardino arricchite da pini secolari e aiuole.
Piazzale Immacolatella Nuova Sorge nell'area portuale e trae il nome dal settecentesco Palazzo dell'Immacolatella. È un punto di raccordo tra la cortina di Via Marina e i moli.
Piazza del Mercato Con i suoi è una delle più grandi piazze di Napoli. Storicamente, era qui che si svolgevano le esecuzioni capitali, conseguenza verificatasi in seguito alla decapitazione di Corradino di Svevia. Gli Angioini dapprima ne fecero un grande centro commerciale cittadino e snodo fondamentale dei traffici provenienti da tutto il Mediterraneo. La piazza è caratterizzata da una netta influenza egiziana: lo slargo mostra infatti due fontane costituite da obelischi piramidali circondati da quattro sfingi. Inoltre qui sorgono le chiese di Santa Croce e Purgatorio al Mercato e di Sant'Eligio Maggiore. La piazza, a dispetto della sua centralità storica e nonostante le discrete opere di riqualificazione, è oggi una sorta di periferia del centro storico. Dopo i pesanti danni subìti durante la seconda guerra mondiale, la piazza venne offesa anche a causa della speculazione edilizia del dopoguerra, in particolare con la costruzione dell'enorme barriera costituita da palazzo Ottieri.
Piazza del Municipio La piazza, un tempo nota come Largo del Castello, con i suoi (escludendo però la zona portuale della stazione marittima) è una delle più grandi d'Europa; di forma semi-rettangolare, deve la sua fama alla presenza di Castel Nuovo, mentre sul lato orientale vi è il Teatro Mercadante. La piazza si trova in prossimità del porto e, storicamente, fu teatro di grandi partenze di massa (gli emigranti che giunti a Napoli partivano per le Americhe). Oggi segue ancora la sua vocazione storica in quanto sede del potere della città: su di essa insiste il palazzo San Giacomo, voluto da Ferdinando I di Borbone, mentre nell'interno sorge la pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli.
Piazza Museo Filangieri Slargo antistante il Museo civico Gaetano Filangieri, in via Duomo.
Piazza Giovanni Bovio Conosciuta localmente con l'antico nome di piazza della Borsa (per vero, è detta semplicemente Piazza Borsa), così chiamata per via del palazzo della Borsa. Ebbe origine nella seconda metà dell'Ottocento durante il periodo del Risanamento, quando, dopo la terribile epidemia di colera del 1884, vennero abbattute numerose abitazioni insalubri per fare posto a corso Umberto I e "risanare il ventre di Napoli".
Piazzale Madre Landi È situata ai margini del centro storico di Napoli ed ospita la basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio, della Piccola San Pietro, meta di pellegrinaggi. Oltremodo da qui è possibile accedere alle catacombe di San Gennaro.
Piazza Matteotti È una delle piazze del centro più mounumentali della città. Su di essa affacciano i pregevoli palazzi costruiti in epoca fascista secondo lo stile razionalista, dei quali citiamo il palazzo Matteotti sede della provincia e il palazzo delle Poste.
Piazza Monteoliveto Localmente detta largo Monteoliveto e non piazza, perché in effetti dà l'idea più di uno slargo, o meglio di un quadrivio; il luogo è attraversato da via Sant'Anna dei Lombardi, via Monteoliveto e via Trinità Maggiore. La piazza è importante soprattutto perché conserva tre opere di alto valore storico ed architettonico: la fontana di Monteoliveto, la chiesa di Sant'Anna dei Lombardi ed il palazzo Orsini di Gravina (insolita testimonianza dell'unione di due architetture, quella toscana e quella romana). Palazzo Gravina è stato anche protagonista di importanti vicende storiche (qui visse papa Benedetto XIII) quali la Repubblica Partenopea e i moti liberali del 1848.
Piazza Nicola Amore Attraversata da corso Umberto, risale anch'essa al cosiddetto periodo del Risanamento, ed è intitolata al sindaco di Napoli che ne fu artefice. Possiede anche un secondo nome: è detta infatti i quattro palazzi, dal numero degli imponenti edifici che su di essa si affacciano e caratterizzati, ciascuno, da due coppie di grandi telamoni. La piazza, a causa dei lavori della metropolitana di Napoli e dei suoi importanti ritrovamenti archeologici, nell'immediato futuro avrà un aspetto molto diverso: vi sarà infatti la collocazione al suo centro dei resti del Tempio dei giochi Isolimpici.
Piazza Nolana Su di essa affacciano l'omonima porta e il palazzo dei Telefoni.
Piazza Ottocalli Situata nel quartiere San Carlo all'Arena, deve il nome agli otto cavalli (antiche monete di rame) pagati come dazio per l'ingresso in città. Anticamente nota per una colonna legata a rituali meteorologici poi demolita nel 1590, ospita oggi un edificio degli anni '30 progettato da Stefania Filo Speziale, un busto del tenore Enrico Caruso e i pilastri della tangenziale.
Piazza del Plebiscito Fu per secoli uno slargo irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente innalzate da grandi architetti (famose quelle di Ferdinando Sanfelice e di Francesco Maresca). Solo dall'inizio del Seicento in poi fu gradatamente "regolarizzata", anche a causa della costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di Domenico Fontana. Ma fu solo all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo napoleonico, che la piazza cambiò completamente volto. Per ordine dei monarchi francesi, essa fu interamente ridisegnata e ripensata: furono demoliti i troppi edifici religiosi che ne limitavano lo spazio ed impedivano di inserirla al meglio nel contesto urbano circostante ed in luogo di essi vennero eretti palazzi di stato, a cornice del famoso emiciclo dorico in pietra lavica e marmo, voluto da Gioacchino Murat su disegno di Leopoldo Laperuta, al centro del quale avrebbe dovuto essere un altro edificio civile, consacrato ai fasti dei napoleonici. Al centro del colonnato spicca invece la basilica di San Francesco di Paola, che ne è l'elemento dominante e fu eretta da Ferdinando I, come ex voto per aver riconquistato il regno dopo il decennio di dominio francese. Isolate sulla piazza, di fronte alla basilica, s'innalzano le statue equestri di Carlo III di Borbone e di Ferdinando I.
Piazza Principe Umberto La sua struttura si è delineata tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, nel pieno del Risanamento di Napoli e in connessione con la riqualificazione dell'area della stazione ferroviaria. Caratterizzata da imponenti palazzi in stile umbertino, si configura come un importante e animato nodo di snodo viario che collega la zona di Piazza Garibaldi agli accessi orientali del centro antico.