In psicologia si dice egosintonico un qualsiasi comportamento, sentimento o idea che sia in armonia con i bisogni e desideri dell'Io, o coerente con l'immagine di sé del soggetto.

I sintomi delle patologie psichiatriche possono essere egosintonici oppure non esserlo. In genere i sintomi dei disturbi di personalità sono egosintonici (la persona si sente in sintonia coi sintomi, quindi non prova disagio, e sono ritenuti da essa coerenti col resto della personalità).

L'opposto del termine è egodistonico.

In psicoanalisi "Egosintonico" è stato introdotto come termine nel 1914 da Freud in Introduzione al narcisismoJ. Palombo et al., Guide to Psychoanalytic Developmental Theories (2009) p. 55, ed è rimasto una parte importante del suo apparato concettualeTeresa Brennan, The Interpretation of the Flesh (1992) p. 82.

Otto Fenichel distinse tra impulsi morbosi, che considerava egosintonici, e sintomi compulsivi, che colpivano i loro possessori come "egoalieni"Otto Fenichel, The Psychoanalytic Theory of Neurosis (London 1946) p. 382 and p. 367-8. Anna Freud sottolineò come le difese egosintoniche fossero più difficili da esporre degli impulsi egodistonici, perché le prime sono familiari e date per scontateJanet Malcolm, Psychoanalysis: The Impossible Profession (London 1988) p. 36. Anche Heinz Hartmann, e dopo di lui la psicologia dell'Io, fece un uso centrale dei due concetti.

Gli scrittori psicoanalitici successivi hanno sottolineato come l'espressione diretta del represso fosse egodistonica e l'espressione indiretta più egosintonicaDaniel Rancour-Laferriere, Sign and Subject (1978) p. 52.

Note

Voci correlate Egodistonico

Categoria:Concetti psicologici