La Carrozzeria Touring, nota anche come Touring Superleggera, è una carrozzeria italiana specializzata nel disegno e nella progettazione di carrozzerie su commissione, che è stata attiva anche nell'assemblaggio di automobili complete, per conto di altre case automobilistiche. La carrozzeria fondata a Milano nel 1926 ha cessato le attività nel 1966.

È nota per aver ideato e brevettato nel 1936 il metodo Superleggera, per cui la carrozzeria è composta da pannelli di alluminio sostenuti da una leggera intelaiatura in acciaio saldata al telaio.

La storia A metà anni '20 del Novecento, in un periodo di grande crescita del mercato dell'auto, nascono molte carrozzerie indipendenti, soprattutto a Milano, Torino e dintorni. All'epoca infatti le case automobilistiche solitamente non producono vetture complete di carrozzeria bensì autotelai "nudi", ovvero telai completi, dotati di meccanica funzionante, ma privi di carrozzeria ed interni, che i clienti fanno realizzare dal proprio carrozziere di fiducia.

I primi anni (1926-30)

Tra queste vi è la Carrozzeria Touring, che viene fondata a Milano il 25 marzo 1926 dagli avvocati Felice Bianchi Anderloni, direttore creativo ed ex collaudatore della Isotta Fraschini, e Gaetano Ponzoni, esperto di amministrazione, insieme a Vittorio Ascari, fratello maggiore del pilota dell'Alfa Romeo Antonio, che contribuisce con la Carrozzeria Falco e assume la direzione tecnica della Touring stessa. Ascari successivamente lascia la società per fondare la Carrozzeria Dux.

Il primo stabilimento della Touring (già Falco) si trova in Via Ludovico da Breme (periferia nord di Milano), non lontano da via Monterosa, sede della Isotta Fraschini, e dal Portello, allora sede dell'Alfa Romeo e della Citroën Italiana. Proprio su autotelai Alfa Romeo e Isotta Fraschini sono costruite le prime carrozzerie Touring, realizzate sfruttando il sistema brevettato Weymann, di cui viene acquistata la licenza per lo sfruttamento in Lombardia, dalla torinese Carrozzeria Alessio, titolare dei diritti per tutta l'Italia.

Questo sistema consente di sostituire le pesanti lamiere in ferro, inchiodate ad una rigida struttura in legno, tipico delle carrozzerie tradizionali, con del tessuto impermeabilizzato teso su un telaio in legno e montanti alleggeriti uniti tra loro da giunti di fissaggio flessibili con intercapedini imbottite di ovatta e crine. Ciò consente di avere una carrozzeria leggera e, al tempo stesso, molto silenziosa, poiché priva di scricchiolii.

Tutte le carrozzerie della Touring, anche quelle costruite in modo tradizionale, sono ideate da Felice Bianchi Anderloni, che desidera innovare anche e soprattutto nel disegno dei suoi prodotti, e perciò si avvale anche di figurinisti per tradurre su carta le proprie idee. Tuttavia, il processo è graduale e le prime carrozzerie non presentano rivoluzioni stilistiche totali, piuttosto delle evoluzioni discrete, con linee in generale più curve rispetto alla media. Le Touring si distinguono soprattutto per cura del dettaglio, per esempio nella scelta dei colori e dei nomi, indice di riconoscibilità e autentica novità, quando le vetture sono quasi sempre scure e identificate solo da sigle varie riferibili alla meccanica. Questa politica, unita alla gradevolezza della linea, fa sì che la Touring si affermi velocemente nei concorsi d'eleganza per carrozzerie, molto popolari in quel periodo, suscitando sia la curiosità del pubblico che quella degli altri carrozzieri, come con la Isotta Fraschini 8A Coupé Belvedere Weymann, prima al Concorso Internazionale d'Eleganza di Milano del 1927. Grazie a questa fama, nel 1929 la Touring venne incaricata di allestire due autotelai Citroën AC6 Lictoria Sex, nelle versioni torpedo e coupé-cabriolet, per la regina Elena, più un terzo come limousine de ville per il Papa Pio XI.

Il design Flying Star e le Alfa Romeo (1930-35)

Fin dall'inizio, per dimostrare la superiorità delle sue carrozzerie, la Touring decide di puntare oltre che su design e innovazione tecnica, con la licenza Weymann e vari brevetti relativi alla loro costruzione, anche sull'impegno sportivo, rafforzando la propria collaborazione con l'Alfa Romeo; soprattutto dopo che la Isotta Fraschini, a seguito della grande crisi del '29, decide di cessare la produzione delle sue lussuosissime 8 cilindri.

Sin dall'inizio della produzione vengono realizzate cabriolet e berline, sia tradizionali che Weymann, sulla base delle Alfa Romeo 6C 1500 con allestimento Normale e Turismo, in particolare una cabriolet Royal Weymann presentata al Salone di Parigi 1927 viene poi venduta a Benito Mussolini. Dato il successo riscontrato da questi modelli si consolida la collaborazione con la casa milanese, per la quale Touring realizza numerose carrozzerie, sia sulla base delle 6C che delle più grandi 8C, nei loro vari allestimenti, e viene considerata il reparto carrozzerie dell'Alfa Romeo finché la casa stessa non ne apre uno all'interno della fabbrica. Comunque il carrozziere milanese mantiene il compito di vestire i suoi autotelai più importanti, almeno fino all'inizio degli anni '60.

Oltre a vari, e più numerosi, modelli di berlina e torpedo, in Weymann e non, realizzate sugli allestimenti più tranquilli delle 6C 1750, Normale/Turismo e Sport/Gran Turismo, la carrozzeria Touring è nota per aver prodotto alcune delle più eleganti spider sul più sportivo allestimento Super Sport/Gran Sport e delle grandi sportive 8C 2300 a chassis Lungo e Corto.

Nel 1931 arriva la prima "concept car" vera e propria della carrozzeria milanese, l'Isotta Fraschini 8B Flying Star, realizzata per la signorina Alma Matteucci e presentata allo stand Touring del Salone di Milano, poi al Concorso d'Eleganza di Genova-Nervi di quell'anno, dove vince il 1º premio, ed infine al concorso d'eleganza Villa d'Este del 1931 dove vince la Targa d'Oro. La vettura è una grande spider due posti, più sedile della suocera, caratterizzata da una spessa striscia cromata sulla fiancata che parte dal radiatore, corre lungo tutta la vettura formando una "V" in corrispondenza delle portiere e scende sulla coda, da tre sfoghi orizzontali paralleli per l'aria calda sul cofano e da un parabrezza fortemente inclinato e sagomato; il tutto con telaio, carrozzeria, ruote a raggi e anche volante verniciati di bianco panna, quando quasi tutte le auto sono solitamente scure.

La linea Flying Star è un grande successo e dopo la prima versione su telaio Isotta Fraschini 8B viene adattata anche ad altri telai. Mantenendo la stessa impostazione di base sono state costruite un'Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Flying Star, presentata anch'essa al concorso d'eleganza Villa d'Este del 1931 dalla facoltosa cliente genovese Josette Pozzo dove vinse la Coppa d'Oro, un'altra Alfa Romeo 6C 1750 Spider Flying Star sul più lungo telaio GTC, per l'onorevole Francesco Giunta, e una Fiat 522C Spider Flying Star. Sulla carrozzeria di queste vetture vengono modificati i parafanghi e i predellini, infatti il parafango unico dell'Isotta Fraschini scompare a favore di un inedito sistema con parafanghi anteriori e posteriori "intrecciati", sovrapposti in corrispondenza della porta, eliminando il predellino vero e proprio.

Il successo della linea Flying Star è tale che influenza le vetture costruite in quel periodo, in particolare le Alfa Romeo 6C 1750 più sportive ne adottano alcuni stilemi, come i parafanghi intrecciati della 6C 1750 GTC Coupé Royal, battezzata Fugientem incurro diem (Corro verso il giorno che fugge) e realizzata per il marchese Annibale Prosperini, o la linea delle 8C 2300 corto Spider e delle ultime 6C 1750 GS Spider VI serie.

La Touring introduce una novità nel concetto di auto sportiva costruendo per la prima volta vetture espressamente da corsa con carrozzerie chiuse, infatti fino ad allora l'aerodinamica e il peso penalizzano troppo la versione chiusa rispetto a quella aperta. Grazie al sistema Weymann, in cui ha accumulato notevole esperienza, la Touring realizza delle berlinette aerodinamiche leggere, resistenti e vincenti. Infatti una 6C 1750 GT con carrozzeria berlinetta aerodinamica in Weymann ottiene l'8º posto assoluto (1° di classe guide interne) alla Mille Miglia 1931 e la vittoria assoluta alla 3° Coppa Milano-Sanremo del 1931 mentre l'anno dopo una 6C 1750 GTC, con carrozzeria sempre in Weymann ma ridisegnata come Fugientem incurro diem, giunge 4º assoluta (1° di classe guide interne) alla Mille Miglia 1932 con Ferdinando Minoia e Renato Balestrero al volante.Nel 1932 la carrozzeria Touring costruisce anche le Alfa Romeo 8C 2300 corto Spider schierate dalla squadra corse ufficiale dell'Alfa Romeo

alla Mille Miglia 1932 vinta da Mario Umberto "Baconin" Borzacchini e Amedeo Bignami, che sono caratterizzate da una modanatura laterale curva, un parabrezza molto inclinato e regolabile in altezza e una carenatura "a conchiglia" sulle ruote di scorta alloggiate nella parte posteriore. Nello stesso anno sono "vestite" anche alcune delle Alfa Romeo 8C 2300 lungo Spider Le Mans che alcuni piloti semi-ufficiali schierano alla 24 Ore di Le Mans 1932, la seconda di quattro vittorie dalle Alfa Romeo 8C 2300 alla maratona francese. Queste spider sono realizzate sul telaio a passo lungo perché il regolamento della 24 Ore di Le Mans prevedeva espressamente una carrozzeria con quattro posti, anziché dei soli due come sugli esemplari della Mille Miglia. Le 8C 2300 sono la base anche di vetture dedicate ai concorsi d'eleganza e per clienti di riguardo, in particolare la 8C 2300 corto Coupé-Spyder vincitrice della Coppa d'Oro e del Gran premio d'Eccellenza al Concorso d'Eleganza Villa d'Este 1932 e la 8C 2300 lungo Cabriolet 4 posti per il Duca di Bergamo.

Negli anni seguenti la Touring realizza ancora berline, coupé e cabriolet sulla base della nuova 6C 1750 Gran Turismo Compressore, dove comincia a modificare il sistema Weymann sperimentando la carrozzeria "semirigida", dotata di fiancate in metallo e tetto in Weymann, e della 6C 1900 GT, come la cabriolet del 1933 per il conte Giovanni Lurani. Anche sul fronte del design la Touring va oltre le Flying Star e quando l'Alfa Romeo lancia la nuova 6C 2300 comincia a sperimentare soluzioni aerodinamiche empiriche, montando nuovi parafanghi più curvi ed avvolgenti, calandre e parabrezza più inclinati, padiglioni più curvi e portabagagli meglio integrati nella scocca; come sulla 6C 2300 GT berlinetta Freccia di Belzebù destinata a Roberto Farinacci.

In questo periodo vengono realizzate anche quattro esemplari di berlina aerodinamica sul telaio a passo lungo dell'Alfa Romeo 6C 2300 Turismo da 68 CV, battezzati con lo speciale appellativo Soffio di Satana, creato dallo stesso Felice Bianchi Anderloni. La carrozzeria semirigida, in alluminio con padiglione in Weymann, è una quattro porte priva del montante centrale, con alloggiamento della ruota di scorta carenato, paraurti anteriore diviso in due "a profilo alare" e posteriore "a nastro". Gli interni sono dotati di rifiniture lussuose, come sedili e pannelli porta in pelle con inserti in radica di noce, luci di cortesia con cornici in argento e anche una tendina d'oscuramento del lunotto dotata di comando a distanza, posto alla destra del volante. Il soprano Gina Cigna e il poeta Gabriele D'Annunzio ne acquistano un esemplare ciascuno, quello del Poeta è (attualmente) di colore amaranto, con dettagli ocra e interni in pelle color crema.