È venerato dai thailandesi come eroe nazionale per il ruolo che ebbe nella liberazione del paese dagli invasori birmani dopo la capitolazione e distruzione di Ayutthaya nel 1767, e nella successiva riunificazione del Siam. Stabilì la nuova capitale a Thonburi. Il suo regno fu caratterizzato da numerose guerre, per respingere le invasioni birmane, per sottomettere i vari signori della guerra che si erano spartiti il Siam dopo la caduta di Ayutthaya, e per conquistare il regno Lanna a nord, i tre regni del Laos a est e a nord-est e quello di Cambogia a sud-est.
I suoi successi militari vengono attribuiti al suo carisma, alle sue doti di stratega militare e al suo coraggio. Si racconta che il re capeggiava l'esercito nelle battaglie combattendo in prima linea e trascinando i soldati col suo esempio.
Sebbene le guerre abbiano assorbito la maggior parte del suo tempo, le cronache attribuiscono a re Taksin grandi capacità anche sul piano politico, amministrativo, economico e culturale. Promosse traffici e rafforzò le relazioni con molti paesi stranieri. Fece costruire strade e canali. Fece restaurare templi e diede impulso alle arti e all'educazione scolastica e religiosa. Per i suoi meriti, decenni dopo la sua morte gli fu insignito del titolo di Maharaj (Il Grande).
Venne rovesciato dal colpo di Stato del 1782. Gli succedette al trono l'amico di gioventù Chao Phraya Chakri, che fece uccidere Taksin e assunse il nome di Yodfa Chulaloke Rama I.
Biografia Infanzia e gioventù Nacque ad Ayutthaya durante il regno di re Boromakot il 17 aprile 1734 dal padre Hai-Hong, un immigrante cinese della città di Qinghai nell'attuale provincia del Guangdong, e dalla madre siamese Nok-Lang, che fu più tardi insignita del titolo di regina madre (Somdet Krom Phra Phithak Thephamat) Wyatt, 140.
In tenera età fu preso sotto l'ala protettrice dell'allora primo ministro Samuhanayok dal quale ricevette il soprannome siamese Sin (สิน) (letteralmente: tesoro o denaro), che gli sarebbe rimasto per sempre. Cominciò gli studi nel monastero buddhista Wat Choeng Thar dove fu affidato al maestro e monaco Tongdee. In questo periodo strinse un'amicizia di lunga durata con Thong Duang, che sarebbe in seguito divenuto il suo successore al trono Rama I, ed il fratello Bunma.
Quando ebbe 14 anni, il padrino Samuhanayok lo introdusse alla corte di re Boromakot in qualità di paggio reale, qui studiò ed acquisì un'ottima padronanza della lingua cinese, di quella vietnamita, e di quella indiana. A 21 anni prese i voti di monaco buddhista restando in monastero per tre anni, al termine dei quali rientrò a corte stupendo tutti per le qualità che aveva maturato, tanto che gli furono affidati importanti incarichi nel Ministero degli Interni e in quello della Giustizia.
Carriera militare Nel 1758 re Borommakot morì e, dopo un breve interregno di re Uthumphon, salì al trono il fratello di questi, Ekathat. Fino a quel momento Sin si era distinto a corte a tal punto che il nuovo monarca lo inviò come vice-governatore nella provincia di Tak, in una zona a nord-ovest del paese estremamente pericolosa al confine con la Birmania. In seguito fu nominato Phraya Tak, titolo nobiliare equiparabile al nostro marchese, e governatore della provinciaWebster, 156. Dopo l'acquisizione di questo titolo il giovane Sin cominciò ad essere chiamato Tak-Sin.
Divenne quindi generale e nel 1764, quando l'esercito birmano attaccò vittoriosamente il Siam meridionale, il re affidò a lui e al generale Kosadhibodhi un'armata che sconfisse i nemici a Phetchaburi, costringendoli alla ritirata. Nell'ambito della guerra birmano siamese, nel 1765 i birmani attaccarono direttamente Ayutthaya, che Taksin difese valorosamente guadagnandosi il titolo di Phraya Vajiraprakarn di Kamphaeng Phet.
Fine del regno di Ayutthaya
A Kamphaeng Phet non ebbe modo di governare perché i birmani di re Hsinbyushin ripresero subito l'offensiva. Dispiegarono quattro armate, una che partì a nord da Lampang, in territorio Lanna, che a quel tempo faceva parte della Birmania, una entrò nel Siam dalla frontiera a nord-ovest, una penetrò da ovest e l'ultima invase il sud del paese per poi risalire verso nord. Dopo aver superato le disorganizzate forze siamesi su tutti i fronti, le quattro armate birmane, nel gennaio del 1766, si unirono attorno ad Ayutthaya e, forti di soldati ben addestrati, la cinsero d'assedioPhayre, pp. 188–189Harvey, pp. 250-253. Taksin fu nuovamente chiamato a difendere la capitale.
L'assedio durò quattordici mesi. Ekathat volle comandare la difesa della città rivelandosi un incapace e in svariate circostanze ostacolò le iniziative dell'esperto Taksin. Il generale fu ad esempio aspramente redarguito per aver utilizzato i cannoni senza il permesso del sovranoWood, William A.R., da p.243 a p.272. Questo ed altri episodi simili lo resero sfiduciato e, vedendo frustrati i suoi sforzi militari, decise di cercare riparo lontano dalla pericolante capitale.
Fu così che nel gennaio del 1767 lasciò Ayutthaya al suo destino, riuscendo ad andarsene alla testa di 500 uomini in un modo che a tutt'oggi resta avvolto dal mistero, visto che la città è completamente circondata da canali e lungo tutto il perimetro erano schierate le truppe birmane; il suo piano era di formare un nuovo esercito e tornare a liberare Ayutthaya.
Non fece in tempo, Il 7 aprile 1767 la capitale cadde e venne rasa al suolo dai birmani che massacrarono o deportarono come schiavi gli abitanti, re Ekathat morì durante la fuga. Il precedente re Uthumphon, che si era fatto monaco, fu fatto prigioniero e mandato, insieme a migliaia di altri sventurati, nella capitale birmana che a quei tempi era Ava.
Terminò così il glorioso regno di Ayutthaya, dopo un dominio durato 416 anni.
Unificazione dei territori del sud-est
Dopo la rocambolesca fuga, Taksin si diresse verso sud-est ed attraversò diverse province, in alcune di queste ricevette aiuti e solidarietà, in altre dovette combattere per sottometterle. Alla fine si impadronì di Rayong e vi si stabilì, dal momento della sua fuga dalla capitale era passato appena un mese. Il suo primo obiettivo era quello di unificare il territorio a sud-est che comprende tutta la zona costiera fino al confine con la Cambogia, e farne la propria roccaforte. Le truppe erano ancora troppo poche per fronteggiare i birmani e si concentrò nel consolidare ed allargare il dominio in quella zona.
Nel frattempo in aprile Ayutthaya cadde ed il paese precipitò nel caos e nell'anarchia, per la prima volta dopo secoli il Siam non aveva un re e si spaccò in sei parti, ciascuna controllata da un signore della guerra. Di queste fazioni quella di Taksin era la più debole; non avendo sangue reale né discendenze nobiliari, non poteva contare sull'appoggio del popolo né su quello dei militari.
Quando ebbe un numero di soldati sufficiente attaccò Chanthaburi, dove il potente governatore locale si era rifiutato di sottomettersi. La città cadde nelle sue mani il 15 giugno 1767 e da qui marciò ad est verso Trat dove il locale governatore si arrese senza combattere. Alla foce del fiume Trat erano ormeggiate delle giunche cinesi dotate di artiglieria, il comandante di questa flotta si rifiutò di ricevere Taksin che ne ordinò allora l'accerchiamento. La battaglia durò diverse ore e si concluse col successo dei siamesi che si impadronirono delle imbarcazioni, dei cannoni e delle munizioni. Con queste ultime conquiste si era garantito il controllo di tutta la zona del sud-est e stabilì il suo quartier generale a Chanthaburi.
Sull'onda delle vittorie di Taksin, l'orgoglio ferito siamese si infiammò, l'eco delle sue gesta e del suo coraggio si sparse e un gran numero di uomini delle province di Chantaburi e Trat accorsero ad ingrossare le file del suo esercito. Taksin si rese conto che un attacco ai birmani via terra sarebbe stato dispersivo, ci sarebbe voluto molto tempo e fatica e le sue truppe sarebbero arrivate logore, inoltre arrivare via fiume avrebbe colto di sorpresa i birmani, forti nelle battaglie campali ma impreparati per quelle navali. Fu così che i tre mesi successivi furono impiegati per l'allestimento della flotta e l'addestramento degli uomini, l'attacco fu pianificato con la partenza ad ottobre, alla fine dei monsoni.
Quando tutto fu pronto salpò dal porto vicino a Chanthaburi alla volta di Chonburi, dove sconfisse il tiranno locale ed insediò un proprio governatore. Qui fu raggiunto dal valoroso Bunma che, consigliato dal fratello Thong Duang, unì le sue forze a quelle di Taksin e subito partirono per la riconquista di Ayutthaya.
Riconquista di Ayutthaya e cacciata dei birmani I birmani si sentivano paghi del successo ottenuto e non operarono una capillare occupazione del paese, anche perché dovettero richiamare il grosso delle forze in patria dove nel nord-est, dal 1766 al 1769, si registrarono quattro invasioni cinesi. A guardia della capitale distrutta fu lasciato un limitato contingente militare agli ordini del generale Suki. Il governatore siamese Thongin, nominato dai birmani per la riscossione delle tasse, si era stabilito a Thonburi, circa 70 km a sud di Ayutthaya.
Con la sua flotta Taksin attraversò il golfo del Siam, risalì il fiume Chao Phraya e sbarcò a Thonburi, sbaragliando in breve tempo le forze locali e costringendo alla fuga Thongin. Ripartì subito e il 7 novembre 1767, alla testa di un esercito di uomini, raggiunse e sconfisse le forze del generale Suki che si erano attestate nel campo Pho Sam Ton presso Ayutthaya. Gli invasori erano in fuga, Taksin aveva riconquistato la distrutta capitale a soli sette mesi dalla sua caduta e venne acclamato re dai suoi uomini. Tra le prime incombenze ci furono la riesumazione della salma di re Ekathat, a cui riservò un solenne funerale di Stato, e l'esecuzione del rinnegato Thongin che era fuggito nel campo birmano.
Thonburi capitale Constatate le difficoltà di ricostruire Ayutthaya, decise di spostare la capitale a Thonburi per la sua posizione strategica vicino al mare che gli garantiva il controllo delle forniture di armi, truppe e approvvigionamenti dal sud, nonché una rapida via di fuga verso Chantaburi in caso di nuovo attacco in forze del nemico. Inoltre le ridotte dimensioni della città si adattavano al numero esiguo di forze di cui disponeva e i birmani non conoscevano bene il territorio circostante, che era paludoso e difficilmente raggiungibile, come invece conoscevano quello attorno ad Ayutthaya.. Nelle vicinanze del Wat Arun fece costruire il palazzo Reale di Thonburi, l'unico edificio degno di nota fatto erigere durante il suo regno.
Ascesa al trono Subito dopo la riconquista di Ayutthaya, Taksin si dedicò all'organizzazione del nuovo Stato, al processo di riunificazione del paese e a respingere i nuovi attacchi birmani. Avendo ripreso la vecchia capitale decise di diventare re del Siam, ma un fratellastro di Re Ekathat, il principe Thepphiphit, reclamava i suoi diritti al trono dalla roccaforte di Phimai, nella zona di Korat. Inoltre il potente governatore Phraya Phitsanulok, la cui prosperosa zona non era mai caduta in mano ai birmani, rifiutò di sottomettersi e si rese minaccioso.
Taksin passò all'azione, il primo attacco fu portato a Phitsanulok, ma durante la battaglia fu ferito e costretto alla ritirata. Phraya Phitsanulok preso dall'euforia si proclamò re, ma morì qualche giorno dopo ed il suo posto fu preso dal fratello minore. L'esercito di Phitsanulok si era indebolito e ne approfittò Ruan, un ambizioso monaco che si era proclamato re a Sawangkhaburi nella zona di Fang nel nord del paese, che occupò la città, fece uccidere il nuovo re e si annetté i suoi territori.