Biografia Figlio di Faustina de' Nobili e del giurista Alderano Mascardi (1557-1608), come già avevano fatto il padre e gli zii Niccolò e Giuseppe (1540-1585) studiò al Collegio Romano e nel 1606 entrò nella Compagnia di Gesù, mantenendo un forte interesse per gli studi e le composizioni letterarie, per le quali si affidava spesso al giudizio e ai consigli dell'abate benedettino Angelo Grillo (1557-1629).

Intorno al 1612 era insegnante di retorica nel collegio dei Nobili di Parma. Fu assiduo della corte degli Este a Modena, dove pubblicò nel 1615 un'orazione funebre per la duchessa Virginia de' Medici d'Este,Orazione funerale fatta nell'esequie della Signora D. Virginia Medici d'Este duchessa di Modona, Modena, Giuliano Cassani 1615, stampata poi nelle Orazioni, 1622, pp. 1-35. nel 1616 quella per la principessa Bibiana Pernstein e nel 1617 quella per il principe Francesco Gonzaga. Proprio i suoi tentativi di entrare al servizio degli Este lo misero in contrasto con i suoi superiori della Compagnia di Gesù, così da dover deporre nel 1617 «quell'abito che per undici anni ho portato con tanto mio gusto [...] la più principale cagione di tanta calamità è stata la servitù con la Serenissima Casa d'Este».Lettera di Agostino Mascardi a Camillo Molza, 2 novembre 1617, in F. L. Mannucci, La vita e le opere di Agostino Mascardi, 1908, pp. 425-427.

Andò a Roma per laurearsi in legge e, grazie alle raccomandazioni del conte Camillo Molza, che Mascardi ringraziò dedicandogli il Discorso sopra un componimento poetico intorno alla cometa,Scritto nel 1618 e pubblicato in Orazioni, 1622, pp. 317-337. nel 1618 fu assunto in qualità di segretario dal cardinale Alessandro d'Este (1568-1624). A Roma cominciò a comporre un poemetto fantastico, il Tiburno, per celebrare la fondazione della città di Tivoli, la casata e la sfarzosa villa che gli Este possedevano nella cittadina laziale. Il lavoro venne interrotto per la morte di papa Paolo V, nel 1621.I brani del poemetto, Zenobia reina de' Palmireni e Le figliuole di Zenobia reina de' Palmireni alla madre furono pubblicati nelle Orazioni del 1622, pp. 276-291. Per celebrare l'apertura del conclave, il Mascardi compose lOratio habita ad illustrissimos ac reverendissimos S. R. E. cardinales de subrogando pontifice.Pubblicato nel 1621 in Roma da Alessandro Zannetti e poi in Orazioni, 1622, pp. 266-273.

Ad esso seguì, dopo l'elezione del cardinale Alessandro Ludovisi - papa con il nome di Gregorio XV - l'anonima Scrittura intorno alla elezione a sommo pontefice del cardinal Ludovisio,Pubblicata da F. L. Mannucci, op. cit., 1908, pp. 523-542. forse scritta da Alessandro d'Este o composta dal Mascardi su sua diretta commissione e ispirazione,Mascardi negò sempre di esserne l'autore: cfr. I. Della Giovanna, Agostino Mascardi e il cardinal Maurizio di Savoia, 1901, p. 123. nella quale erano esposte critiche nei confronti di diversi cardinali, suscitando così la reazione della famiglia Ludovisi, in particolare del cardinale Ludovico, contro il cardinale d'Este.

A fare le spese del conflitto tra le due potenti famiglie fu così il Mascardi, che nel giugno del 1621 si ritrovò licenziato e allontanato da Roma. Si rifugiò allora a Genova dove fu favorito dalla conoscenza di personaggi importanti delle famiglie gentilizie quali Marcantonio Doria e Giacomo Lomellini, e da poeti di successo come Ansaldo Cebà e Gabriello Chiabrera. Poté così recitare pubblicamente, il 26 settembre 1621, l'orazione Per la coronazione del serenissimo Giorgio Centurione,Pubblicata in Orazioni, 1622, pp. 139-161. e in dicembre divenne membro dell'«Accademia degli Addormentati». Qui pronunciò altri discorsi, tra i quali uno per la monacazione di Margherita Doria, figlia di Marcantonio e di Isabella della Tolfa, e l'orazione Intorno al furor poetico, dedicata al patrizio Tommaso Grimani, tutti raccolti nelle Orazioni, pubblicate nel 1622 dall'editore genovese Giuseppe Pavoni. Una sua commedia, Le metamorfosi d'amore, composta per il carnevale del 1623, è invece rimasta manoscritta.È conservata nella Harvard University di Cambridge, Stati Uniti.

Nella speranza di poter rientrare a Roma e di essere ripreso al servizio degli Este, il Mascardi aveva dedicato al cardinale Alessandro i Silvarum libri IV, pubblicati nel 1622 ad Anversa da Balthasar Moretus, ma senza ottenere risposta. Tuttavia, la morte di papa Ludovisi, avvenuta l'8 luglio 1623, favorì la possibilità di una sua sistemazione, così che il Mascardi, imbarcatosi per Roma, vi giunse in agosto in tempo per vedere elevare al soglio il cardinale Maffeo Barberini, con il quale egli aveva già avuto una cordiale corrispondenza e il cui maestro di camera era l'amico poeta Virginio Cesarini. La morte prematura del suo amico, avvenuta l'11 aprile del 1624, fu onorata dal Mascardi con l'orazione Per le esequie del signor D. Virginio Cesarini,In Prose vulgari, 1625, pp. 72-87. tenuta il 5 maggio all'«Accademia degli Umoristi».

Utile alla nuova carriera che gli si apriva fu la composizione de Le pompe del Campidoglio,Le pompe del Campidoglio per la Santità di N. S. Urbano VIII quando pigliò possesso, Roma, Erede di Bartolomeo Zannetti 1624. dedicate a Carlo Emanuele I di Savoia, padre del cardinale Maurizio di Savoia al cui servizio il Mascardi si preparava a entrare, un panegirico di Urbano VIII quale intellettuale aperto alle novità del mondo - al Barberini era stato appena dedicato Il Saggiatore di Galileo Galilei - e un'esortazione, nel nome di Seneca e di Plutarco, all'uso illuminato del potere.

Urbano VIII lo fece suo cameriere d'onore e il cardinale Maurizio gli affidò la direzione della neonata «Accademia dei Desiosi», inaugurata nel 1624 dal Mascardi con il discorso Che gli esercizi di lettere sono in corte non pur dicevoli, ma necessari,Pubblicato nelle Prose vulgari, 1625, pp. 1-16., e dei cui lavori il Mascardi diede testimonianza curando una raccolta di interventi pubblicati nel 1630. La raccolta non comprende lavori del Mascardi.

Nel 1627 pubblicò, dedicandoli al suo protettore Maurizio di Savoia, i Discorsi morali su la Tavola di Cebete tebano. Si tratta di un commento, diviso in quattro parti e articolato in 35 discorsi, alla Tavola di Cebete, un dialogo filosofico di un anonimo greco del I secolo nel quale si illustra il faticoso cammino che è necessario percorrere per raggiungere la sapienza. I Discorsi morali di Mascardi, con citazioni degli antichi - Omero, Platone, Aristotele, Virgilio, Seneca, Plutarco, Plotino, Apuleio, Giamblico - e dei moderni Dante, Petrarca, Ficino, Ariosto, Tasso, conducono un'ampia riflessione morale e filosofica sull'esistenza umana, esaltando le lettere, le arti, le scienze, le religione quali valori fondamentali nel percorso di elevamento dell'uomo alla virtù e alla sapienza.

Quell'anno, la fuga da Roma del cardinale Maurizio, oberato dai debiti, lo lasciò senza mezzi di sussistenza. Il cardinale Francesco Barberini gli procurò nel 1628 la cattedra di eloquenza allo Studio della Sapienza di Roma, che egli mantenne fino al 1638. Nel 1629 pubblicò ad AnversaMa dovrebbe trattarsi di una falsa indicazione, né viene attestato il nome dell'editore. La congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi,Che ispirò La congiura del conte Gian Luigi Fieschi del cardinale de Retz e la tragedia La congiura di Fiesco a Genova di Friedrich Schiller. ricostruzione della congiura ordita nel 1547 dal Fieschi contro Andrea e Giannettino Doria. Le polemiche suscitate dal ruolo di ispiratore della congiura assegnato al cardinale Agostino Trivulzio lo costrinsero a difendersi con lo scritto Opposizioni e difesa alla Congiura del conte Gio. Luigi de' Fieschi, del 1630, e con una Lettera privata, pubblicata solo nel 1879.

Eletto principe dell'Accademia degli Umoristi nel 1629, nel 1631 furono pubblicate le Due lettere, l'una del Mascardi all'Achillini, l'altra dell'Achillini al Mascardi sopra le presenti calamità, uno scambio epistolare con il poeta Claudio Achillini sull'epidemia di peste che l'anno prima era imperversata in tutta l'Europa. In esse si rileva come il Mascardi credesse alla possibilità di diffondere la peste con l'«unzione» e come l'Achillini pensasse ad influssi astrali quale causa dell'epidemia, opinioni riprese dal Manzoni nella Colonna infame e ne I promessi sposi.E. Bellini, Agostino Mascardi tra 'ars poetica' e 'ars historica', 2002, pp. 31-32.

Dopo aver rinunciato al progetto di dare un seguito alla Storia d'Italia del Guicciardini a causa della mancata collaborazione delle corti italiane, che rifiutarono di mettergli a disposizione i propri materiali d'archivio, nel 1636 Mascardi diede alle stampe il Dell'arte historica. Fra i contemporanei il trattato Dell'arte istorica ebbe un notevole successo; fu molto conosciuto anche in Francia.Sull'accoglienza riservata al trattato dagli studiosi francesi e in particolare da Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, si veda Cecilia Rizza, Peiresc e l'Italia, Torino 1965.. Il Naudé, in una lettera a Jacques Dupuy, lodò il metodo storico di Mascardi «tant à cause de l'élégance nonpareille de la langue que pour la matière qu'il traite avec beaucoup de jugement».G. Naudé, Lettres de Gabriel Naudé à Jacques Dupuy (1632-1652), a c. di P. Wolfe, Edmonton, Lealta/Alta press, 1982, pp. 32-34. Edito più volte nel corso del Seicento, fu infine ristampato nel 1859 da Le Monnier, con una breve introduzione dell'editore.

Le Romanae dissertationes de affectibus sive perturbationibus animi, earumque characteribus e le Ethicae prolusiones, edite a Parigi nel 1639 «Apud Sebastianum Cramoisy» con frontespizi incisi da Jean Picart, sono considerate da Marc Fumaroli (L'âge de l'éloquence, p. 226) «sans doute le chef-d'oeuvre de la littérature 'barberinienne'». Le due opere furono ristampate in un unico volume a Milano nel 1667 e nel 1709, «Ex typographia Francisci Vigoni».Eraldo Bellini, Agostino Mascardi tra 'ars poetica' e 'ars historica', Milano, Vita e Pensiero, 2002, p. 100.

Esiste un suo ritratto, opera di Gian Lorenzo Bernini, conservato a Parigi, alla École des Beaux-Arts.Eraldo Bellini, Agostino Mascardi tra 'ars poetica' e 'ars historica', Milano, Vita e Pensiero, 2002, 2ª di copertina.

Opere

Le pompe del Campidoglio per la Santità di Nostro Signore Urbano VIII quando pigliò il possesso, Roma, Erede di Bartolomeo Zannetti 1624.

Note

Bibliografia Francesco Luigi Mannucci, La vita e le opere di Agostino Mascardi con appendici di lettere e altri scritti inediti e un saggio bibliografico, in Atti della Soc. ligure di storia patria, XLII (1908), n. monografico (per la fortuna editoriale delle opere, pp. 563-619); Carmine Jannaco, Martino Capucci, Il Seicento, Padova-Milano 1986, pp. 828-830; Barbara Zandrino, Agostino Mascardi, in La letteratura ligure. La Repubblica aristocratica (1528-1797), Genova 1992, I, pp. 333-350; II, pp. 387 s.; Giorgio Spini, I trattatisti dell'arte storica nella Controriforma italiana, in Contributi alla storia del concilio di Trento e della Controriforma, in Quaderni di Belfagor, I, Firenze 1948, pp. 134 s.; Francesco Luigi Mannucci, Cristoforo Colombo nell'intermezzo di una commedia inedita di Agostino Mascardi, in Studi colombiani, III, Genova 1952, pp. 143-146; Masca Bettarini, Agostino Mascardi scrittore e teorico della storiografia nel Seicento, Verona 1953; Ezio Raimondi, Polemica intorno alla prosa barocca, in Id., Letteratura barocca, Firenze 1961, pp. 185-196; Ezio Raimondi, Alla ricerca del classicismo, in Id., Anatomie secentesche, Pisa 1966, pp. 29-37; Ettore Bonora, Su una fonte dell’Introduzione dei «Promessi sposi», in Giornale storico della letteratura italiana, LXXXIV (1967), pp. 55-70; Aldo D. Scaglione, The classical theory of composition from its origins to the present, Chapel Hill, NC, 1972, pp. 284-287; Sergio Bertelli, Ribelli libertini e ortodossi nella storiografia barocca, Firenze 1973, pp. 173-178; Ezio Raimondi, Il romanzo senza idillio, Torino 1974, pp. 147-157;