Homo sapiens (; in latino, «uomo sapiente») è la definizione tassonomica dellessere umano moderno. Appartiene al genere Homo, di cui è l'unica specie viventeStudi preliminari sul DNA del bonobo (Pan paniscus) suggerivano che fosse almeno al 95% uguale a quello di Homo sapiens, tanto che secondo alcuni scienziati dovrebbe essere riclassificato, insieme allo scimpanzé comune (Pan troglodytes), come membro del genere Homo: Homo paniscus, Homo sylvestris o Homo arboreus. Secondo altri è il termine Homo sapiens ad essere inadeguato e l'umanità andrebbe riclassificata sotto il genere Pan: ; ugualmente, lo scimpanzé diverrebbe Homo troglodytes., alla famiglia degli ominidi e all'ordine dei primati.

L'epoca del periodo interglaciale medio, circa anni fa, vide la comparsa in Africa orientale della specie Homo sapiens. Secondo le teorie prevalenti, dal continente africano, circa 65- anni fa (o, secondo altre evidenze, alcune decine di migliaia di anni prima), in stretta coincidenza con una fortissima riduzione della popolazione globale,un'ipotesi al riguardo è quella della Teoria della catastrofe di Toba parte della specie iniziò un percorso migratorio che, attraverso un corridoio mediorientale, la portò a diffondersi e diversificarsi sull'intero pianeta fino all'epoca odierna, con importanti impatti fisici e biologici sull'ambiente e sul clima.

La precisa datazione dei primi esemplari definibili sapiens, tradizionalmente posta a circa anni fa, è stata spostata dalle scienze paleontologiche più indietro nel tempo, grazie a ritrovamenti nei tufi vulcanici della valle del fiume Omo in Etiopia. Per mezzo di tecniche basate sui rapporti fra gli isotopi dell'argon, alcuni reperti anatomicamente simili all'essere umano moderno sono stati datati a anni fa, con un'incertezza di ± anni. Nuove datazioni del 2017 su reperti rinvenuti nel 1961 nel sito archeologico di Jebel Irhoud, in Marocco, sposterebbero l'origine dellHomo sapiens a circa anni faLe Scienze, Un'origine più antica per Homo sapiens, 7 giugno 2017.

Sintesi preliminare delle caratteristiche generali

Data l'estensione dell'argomento, le diverse caratteristiche vengono trattate più estesamente nei differenti e successivi paragrafi della voce, sintetizzando in questo le sole sezioni salienti.

Le caratteristiche anatomiche che differenziano maggiormente Homo sapiens dalle specie a esso affini e le conseguenze sulla sua biologia e comportamento si concentrano principalmente sul grado di sviluppo del sistema nervoso, inteso come massa e complessità, e sulla sua organizzazione neurale.

Sistema neurosensoriale e adattamento Gli umani hanno un cervello molto strutturato e sviluppato, molto grande in proporzione alle dimensioni dell'individuo (quoziente di encefalizzazione), con notevoli doti di neuroplasticità, capace di un pensiero sviluppato sotto forma di creatività, ragionamento astratto, linguaggio e introspezione. Questa capacità mentale li distingue dagli altri esseri viventi. Altre caratteristiche peculiari sono:

la postura eretta, non molto comune nei mammiferi e presente solo nei canguri; gli arti superiori liberi e con notevoli doti di precisione, sensibilità e prensili per l'origine arboricola, peraltro caratteristica comune a tutto l'ordine tassonomico; la visione binoculare necessaria alla percezione della profondità (stereopsi); la conseguente precisione nella manipolazione degli oggetti.

Tali caratteristiche hanno permesso agli esseri umani di creare una grande varietà di manufatti e utensili atti a migliorare il proprio adattamento all'ambiente, la sopravvivenza e l'espressione creativa.

Origine e diffusione Una pubblicazione del luglio 2019 riportava che il più antico esemplare in Europa, allora noto di Homo sapiens, era stato scoperto in una grotta, denominata Apidima, nelle vicinanze di Kalamata e Sparta nel Peloponneso in Grecia, scoperta nel 1978 da un team di ricercatori del Museo Archeologico di Grecia in collaborazione con il Laboratorio di Geologia Storica Paleontologica dell'Università di Atene, e dell'Università Aristotele di Salonicco, condotto da Theodoris Spitzios.

I ricercatori scoprirono circa reperti (ossa, denti, strumenti litici e altro, tra cui due crani, denominati Apidima 1 e Apidima 2); il cranio "Apidima 1" è la più antica testimonianza a oggi ritrovata di Homo sapiens, datato a oltre circa anni fa. Apidima 1 è stato datato col metodo scientifico attualmente più evoluto basato sull'Uranio-Torio-230 (stabilizzazione del carbonato di calcio) ed è risultato più antico di decine di migliaia di anni rispetto agli antecedenti reperti di Homo sapiens con datazione certa ritrovati in Africa o Europa, precedentemente considerati i più vecchi, con un salto cronologico impressionante che ridiscute tutta la teoria del sapiens. La ricercatrice a capo del progetto Katerina Harvati spiega che almeno due popolazioni vivevano in Grecia meridionale nel Pleistocene medio: una primigenia popolazione di Homo sapiens, seguita dalle evidenze dei ritrovamenti dopo circa anni da una popolazione di neandertaliani. Al 2021 sono in corso le estrazioni del DNA dagli antichissimi ritrovamenti, anche se, secondo lo stesso team, l'operazione potrebbe essere difficilissima.

Queste conclusioni dovranno ora essere correlate con i ritrovamenti degli scavi condotti tra il 2016 e il 2022, nel sito archeologico di Ilsenhöhle, una grotta la cui entrata si trova sotto il castello di Ranis nell'omonima cittadina della Turingia in Germania, che hanno portato alla luce resti di homo sapiens datati a 45.000 anni fa.

Dall'origine ipotizzata di provenienza africana della specie ("Out of Africa Hypothesis", ipotesi nella quale l'essere umano sarebbe nato in Africa e successivamente in espansione nel resto del mondo), nei ritrovamenti etiopici in tufi vulcanici della valle del fiume Omo, si possono datare con tecniche basate sui rapporti isotopici dell'argon, a anni (con un'incertezza di ± anni) due esemplari (Omo II e Omo I), rispettivamente di H. erectus moderno e H. sapiens arcaico (da cui secondo quest'ipotesi si sarebbero evoluti gli uomini attuali); a oggi, H. sapiens si è diffuso su tutta la superficie delle terre emerse (attualmente anche in Antartide, a scopi scientifici, e nonostante il clima inospitale) con una popolazione totale che ha superato gli 8 miliardi di individui. Secondo uno studio di Daniel Richter e Shannon McPherron del Max Planck Institute, a seguito di ritrovamenti avvenuti in Marocco nel 2017, lHomo sapiens avrebbe cominciato a diffondersi nell'intero continente africano già anni fa, stimando la datazione del sito dei ritrovamenti.

Organizzazione sociale Similmente alla maggior parte dei primati, H. sapiens è un animale sociale. È inoltre particolarmente abile nell'utilizzo di sistemi di comunicazione per l'espressione, lo scambio di idee e l'organizzazione; crea complesse strutture sociali composte da gruppi in cooperazione e competizione, che variano dalle piccole famiglie e associazioni fino alle grandi unioni politiche, scientifiche, economiche. L'interazione sociale ha introdotto una larghissima varietà di tradizioni, rituali, regole comportamentali e morali, norme sociali e leggi che formano la base della società umana.

Cultura La specie umana manifesta il desiderio di capire e influenzare il mondo circostante, cercando di comprendere, spiegare e manipolare i fenomeni naturali attraverso la scienza, la filosofia, la mitologia e la religione. Questa curiosità naturale ha portato allo sviluppo di strumenti tecnologici e abilità avanzate; H. sapiens è l'unica specie ancora vivente che comunica attraverso la scrittura simbolica, utilizza il fuoco, cuoce i propri cibi, si veste e usa numerose tecnologie.

Gli esseri umani possiedono anche un marcato apprezzamento per la bellezza e l'estetica che, combinato col desiderio di auto-espressione, ha condotto a creative innovazioni culturali quali le arti, comprensive di tutte le discipline musicali, figurative e letterarie.

Evoluzione e diffusione della specie

La teoria attualmente più riconosciuta stima che:

la sottotribù Hominina si sia evoluta nel Rift africano da una popolazione di Ominidi, progenitori comuni agli scimpanzé, circa 5-6 milioni di anni fa il genere Homo si sia differenziato 2,3-2,4 milioni di anni fa dallAustralopithecus e diffuso sul globo come Homo erectus (Out of Africa I) la specie H. sapiens si sia sviluppata anch'essa in Africa circa anni fa e successivamente (- anni fa) sia ugualmente migrata tra i continenti (Out of Africa II) con possibili ibridazioni successive con specie affini (Homo neanderthalensis, Homo di Denisova)

Evoluzione biologica

Lo studio scientifico dell'evoluzione umana comprende lo sviluppo del genere Homo e lo studio degli altri ominidi, quali ad esempio Australopithecus, a esso strettamente correlati. Gli umani moderni appartengono alla specie Homo sapiens, per alcuni autori suddivisibile in due sottospecie: Homo sapiens sapiens e Homo sapiens idaltu (tradotto approssimativamente come "essere umano saggio maggiore"), estinto.

Dal punto di vista anatomico, gli umani moderni appaiono in testimonianze di reperti della grotta di Apidima in Grecia (Europa) risalenti a anni fa e successivamente anni più tardi in altri reperti risalenti anni fa in AfricaHuman Ancestors Hall: Homo Sapiens - URL retrieved 13 ottobre, 2006. Inoltre, sono stati rinvenuti in tufi vulcanici della valle del fiume Omo in Etiopia resti risalenti a anni fa, datati con tecniche basate sui rapporti isotopici dell'argon, con un'incertezza di ± anni.

I parenti più stretti ancora viventi di Homo sapiens sono le due specie appartenenti al genere Pan, comunemente noti come scimpanzé: il bonobo (Pan paniscus) e lo scimpanzé comune (Pan troglodytes). Le due specie sono ugualmente vicine, ovvero condividono lo stesso antenato comune; la differenza principale tra essi è l'organizzazione sociale: matriarcale per il bonobo e patriarcale per lo scimpanzé comune. Il sequenziamento completo del genoma ha portato alla conclusione che "dopo 6,5 milioni di anni di evoluzione separata, le differenze tra bonobo/scimpanzé e umani sono soltanto dieci volte maggiori di quelle esistenti tra due persone qualsiasi e dieci volte minori di quelle esistenti tra ratti e topi".

Infatti, il 98,6% della sequenza di DNA è identica tra le due specie di scimpanzé e gli esseri umani.Frans de Waal, Bonobo. Berkeley: University of California Press, 1997. ISBN 0-520-20535-9 È stato stimato che la linea umana si sia distaccata da quella dei gorilla circa otto milioni di anni fa e da quella degli scimpanzé circa cinque milioni di anni fa. Tuttavia, un cranio ominide rinvenuto in Ciad nel 2001, classificato come Sahelanthropus tchadensis, risale approssimativamente a sette milioni di anni fa, la qual cosa potrebbe indicare una divergenza precedente; anche studi del 2009 su Ardipithecus ramidus portano a 5,4-7,4 milioni di anni la probabile divergenza. Queste minime differenze genetiche hanno portato alcuni scienziati, il più noto dei quali al vasto pubblico è Jared Diamond, a ipotizzare una riunificazione di uomini e scimpanzé sotto lo stesso genere Homo, come nell'originale schema di Linneo del Systema Naturae, edizione 1758. Ciò implicherebbe una revisione totale almeno dei generi Pan, Ardipithecus, Kenyanthropus, Australopithecus e Homo.

L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa, comparativamente a quanto succede in altri raggruppamenti tassonomici animali.