Biografia Nato a Verona, dove si è diplomato al liceo ginnasio statale Scipione Maffei, prima di dedicarsi interamente alla politica ha esercitato la professione di tecnico informatico per qualche anno.
Alle elezioni amministrative del 1994 viene candidato al consiglio comunale di Verona, tra le liste della Lega Nord a sostegno del candidato sindaco, risultando eletto consigliere comunale a soli 25 anni e ricoprendo l'incarico di capogruppo della Lega fino alla elezione a sindaco.
Dal 1997 al 2003 ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale della Lega Nord-Liga Veneta.
Si candida alle elezioni regionali in Veneto del 2000 con la Lega Nord, nella mozione del presidente uscente forzista Giancarlo Galan, venendo eletto nella circoscrizione di Verona in consiglio regionale del Veneto, ricoprendo l'incarico di capogruppo della Liga Veneta dal 2000 al 2002 subentrando a Gian Paolo Gobbo, dov'è stato rieletto poi alle regionali venete del 2005, ottenendo il record assoluto di preferenze tra tutti i candidati ().
Alle elezioni amministrative del 2004 si candida a presidente della Provincia di Verona, appoggiato solo dalla Lega Nord e la lista "Lega Veneta". Al primo turno del 12-13 giugno ottiene il 13,13% dei voti, arrivando terzo e non accedendo al ballottaggio. Viene comunque eletto consigliere provinciale per la Lega, rimanendo in carica fino al 2005.
Ha ricoperto la carica di assessore con deleghe regionali alla sanità nella giunta del Veneto di Giancarlo Galan dal 19 maggio 2005 sino al 25 giugno 2007, quando si è dimesso per assumere quella di sindaco di Verona.
Durante il congresso della Liga Veneta di Padova nel luglio 2008, dove diventa presidente della Liga Veneta, subentrando a Manuela Dal Lago e rimanendo in carica sotto la segreteria di Giampaolo Gobbo fino alla sua elezione alla segreteria stessa, venne lanciata da Umberto Bossi la sua candidatura alla presidenza della Regione del Veneto dopo il mandato di Giancarlo Galan, ma a candidarsi alle regionali venete del 2010 non fu Tosi ma Luca Zaia che vinse con oltre il 60% dei voti.
Sindaco di Verona Dopo un lungo braccio di ferro all'interno della Casa delle Libertà che ha portato alla possibilità di due candidati di centro-destra (Tosi per la Lega ed Alleanza Nazionale, Alfredo Meocci per l'UDC), la presa di posizione dei leader nazionali della Lega ha portato i vertici nazionali di Forza Italia ad appoggiare Tosi quale candidato unico (mentre Meocci si accontentò dell'incarico di vicesindaco).
Alle elezioni amministrative del 2007 Tosi risulta eletto sindaco al primo turno con il 60,75% dei voti, mentre il sindaco uscente del centro-sinistra Paolo Zanotto (suo principale sfidante) si ferma solamente al 33,87%, dopo una campagna elettorale incentrata tutta su problemi sociali come la sicurezza, la povertà e il degrado urbano.
Primo mandato
Il suo primo atto come sindaco è stato quello di togliere dal suo ufficio la foto ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sostituendola con quella di Sandro Pertini, in quanto ritiene Napolitano non rappresentativo della nazione. Va comunque detto che l'affissione del ritratto del Presidente della Repubblica in carica negli uffici degli enti locali è solo una consuetudine, e non è obbligatoria per legge; inoltre, il ritratto di Napolitano è stato ripristinato nel 2010, alcuni mesi prima della visita a Verona del Presidente Napolitano, invitato proprio da Tosi per le celebrazioni dell'Unità d'Italia.
Politicamente Tosi, pur appartenendo ad una giunta di centro-destra, per quanto riguarda l'ordine pubblico ha fatto spesso fronte comune (oltre che con l'ex sindaco di Treviso, il leghista Gentilini) anche con alcuni sindaci di centro-sinistra (tra cui quello padovano Flavio Zanonato, il vicentino Achille Variati, il veneziano Cacciari, il salernitano De Luca, il bolognese Cofferati e il fiorentino Domenici) dichiarando che i sindaci dovrebbero avere a tal proposito maggiori poteri, e che nei problemi di ordine pubblico non è la politica che conta, ma il buon senso.
A novembre 2010, Tosi revoca la carica di assessore a Mario Rossi dell'UdC, entrato nella giunta comunale un mese prima, motivato dell'affermazione di Rossi che "il vero sindaco di Verona è Roberto Bolis", portavoce di Tosi e direttore dell'ufficio stampa del Comune. Mario Rossi metteva così l'indice sul ruolo e sulla retribuzione del portavoce del sindaco. Un anno dopo, grande scalpore suscitò un articolo del settimanale L'Espresso, che riportava lo stipendio annuo di Roberto Bolis: euro. L'articolo denunciava il fatto che tale compenso fosse ben maggiore di quello del direttore generale e del segretario generale del Comune di Verona, e fosse pagato con i soldi dei contribuenti veronesi.
A gennaio 2011, il quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore ha pubblicato i risultati di un sondaggio sull'indice di gradimento degli elettori nei confronti dei sindaci dei capoluoghi di provincia italiani nel periodo settembre-dicembre 2010. In questa classifica Tosi è al terzo posto, ex aequo con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, con un consenso stimato al 65%, in calo rispetto agli analoghi sondaggi degli anni precedenti.Governance Pool 2010 , Il Sole 24 Ore, gennaio 2011
A marzo 2011, Tosi è risultato essere con il 68,1% di consensi il sindaco più amato d'Italia secondo l'indagine presentata dalla 14ª edizione di "Monitor Città", a pari merito col collega di Firenze Matteo Renzi., ANSA, marzo 2011, Repubblica.it, marzo 2011
Secondo mandato Il 7 maggio 2012 Tosi viene rieletto per un secondo mandato come sindaco di Verona, ottenendo al primo turno il 57% dei voti e sconfiggendo i candidati di centro-sinistra Michele Bertucco (22%), centro-destra Luigi Castelletti (8,8%) e Movimento 5 Stelle Gianni Benciolini (9,3%). Tosi era appoggiato principalmente dalla Lega Nord e poi da una serie di liste civiche, tra cui la sua lista "Civica per Verona Tosi Sindaco". Ha ottenuto il 37,23% dei voti (raddoppiando il risultato del 16,4% del 2007) ed eleggendo 17 consiglieri comunali su 33 totali, mentre la lista della Lega Nord ha ottenuto il 10,72%, eleggendo 5 consiglieri.
Segretario della Liga Veneta Nel 2012 si candida alla segreteria della Liga Veneta al congresso di Padova, sostenuto dall'ex ministro dell'interno Roberto Maroni, venendo eletto il 3 giugno nuovo segretario con 236 voti (pari al 57%) succedendo a Gian Paolo Gobbo, battendo il deputato Massimo Bitonci, rappresentante l'ala legata a Umberto Bossi.
In vista delle prime elezioni primarie della Lega Nord del 2013, annuncia di candidarsi a segretario federale del partito, considerato assieme a Matteo Salvini (segretario della Lega Lombarda) tra i favoriti a vincere, ma l'allora segretario uscente Roberto Maroni riuscì a metterli d'accordo all'ultimo, suggellando che il ruolo di segretario andasse a Salvini mentre a Tosi, che godeva di un certo favore mediatico, quello di leader in pectore della coalizione di centro-destra e "condottiero nazionale anti-Renzi", così che Tosi ritirasse la sua mozione e appoggiasse quella di Salvini, che vinse col 81,66 % dei voti. Come parte di questo percorso, il 6 ottobre 2013 Tosi, dal Palabam di Mantova, lancia la fondazione "Ricostruiamo il Paese", con l'obiettivo di organizzare le primarie nazionali del centro-destra e di sostenere la candidatura di Tosi a leader della coalizione. La Fondazione è presente in tutta Italia tramite una rete di 54 comitati provinciali: i Fari, ed è strutturato come un vero e proprio movimento politico che assume successivamente quella di un partito, anche se formalmente è una fondazione.
Elezioni europee del 2014
Alle elezioni europee del 2014 Tosi viene candidato per la Lega Nord nella circoscrizione Italia nord-orientale, dove raccoglie preferenze, risultando il politico più votato a Verona (città e provincia), e il secondo più votato in Veneto e nella circoscrizione stessa dopo il segretario Salvini (108.238 voti). Fin dall'inizio della campagna elettorale, Tosi aveva annunciato che si trattava di una candidatura di servizio, pertanto rinunciò al seggio europeo l'8 luglio 2014 e continuò la sua attività da sindaco di Verona, dove al suo posto subentra Lorenzo Fontana.
Espulsione dalla Lega e corsa alla presidenza della Regione Veneto
A seguito di alcuni contrasti con la dirigenza nazionale della Lega Nord sulla formazione delle liste e le alleanze per le elezioni regionali in Veneto del 2015, Tosi a febbraio 2015 avanza la possibilità di candidarsi alla presidenza della Regione del Veneto. Ciò lo porta fortemente in disaccordo con il segretario federale della Lega Matteo Salvini, data la volontà di quest'ultimo di ricandidare il presidente uscente Luca Zaia della Lega, oltre al diverso modo di intendere il partito, le alleanze (in particolare con Corrado Passera), i diritti civili e molti altri temi di vario genere, dalle Olimpiadi di Roma nel 2024 all’uscita dall'euro.
Il 2 marzo 2015 viene nominato Gianpaolo Dozzo (uno dei padri della Liga Veneta iscritto dal 1983), commissario ad acta per la Liga Veneta, da parte del consiglio federale della Lega in vista delle elezioni regionali, commissariando in sostanza Tosi da segretario della Liga Veneta. Il 6 marzo il consiglio federale della Liga Veneta, guidato da Tosi, respinge il commissariamento deciso da Salvini, ma quest'ultimo dichiara che il commissariamento resta.
Successivamente Salvini intima a Tosi di abbandonare la fondazione "Ricostruiamo il Paese", appellandosi allo statuto leghista che impedisce a un militante di avere in tasca tessere di entità terze che fanno attività politica, ma Tosi dichiara il 7 marzo che non lascerà la sua fondazione.
Il 9 marzo 2015, a seguito della decisione del consiglio federale leghista, il tesseramento alla fondazione "Ricostruiamo il Paese" viene dichiarato incompatibile con l'appartenenza alla Lega Nord; Salvini paventava da giorni la possibile espulsione di Tosi dalla Lega, cosa che è poi avvenuta il 10 marzo. Tosi ha così replicato: "Salvini mente sapendo di mentire. Mai avrei pensato di vedere in Lega il peggio della peggior politica. Un Caino che si traveste da Abele. Resta e resterà la stima, l’amicizia, l’affetto per tutti i veri leghisti". Nel frattempo ottiene il passaggio di tre rappresentanti nel consiglio regionale del Veneto dopo la rottura con la Lega Nord..
Il 14 marzo annuncia la sua candidatura alla presidenza della Regione del Veneto da indipendente per le elezioni del 31 maggio, venendo sostenuto da Area Popolare, Partito Pensionati e dalle liste civiche "Lista Tosi", "Il Veneto del Fare", "Unione Nord-Est" e "Veneto Stato - Razza Piave". Alla tornata elettorale del 31 maggio ottiene l'11,86% dei voti, arrivando 4º alle elezioni dietro a Luca Zaia (Lega Nord), Alessandra Moretti (PD) e Jacopo Berti (M5S). Rinuncerà al posto in consiglio regionale per rimanere sindaco.
Fare! ed elezioni amministrative del 2017 Il 21 luglio 2015 annuncia la formazione del movimento politico Fare!, a cui aderiscono tre senatrici (Patrizia Bisinella, Raffaela Bellot ed Emanuela Munerato), che il 22 luglio sciolgono nel gruppo misto la componente "Federalismo Autonomie e Libertà" e costituiscono la componente Fare!, e tre deputati (Roberto Caon, Matteo Bragantini ed Emanuele Prataviera); in precedenza tutti e sei avevano appoggiato la candidatura di Tosi alle elezioni regionali.
In vista del referendum costituzionale sulla riforma Renzi-Boschi del 2016 si schiera per il "Sì", e sostiene la relativa campagna elettorale, allineandosi al governo Renzi.