La battaglia del Little Bighorn ebbe luogo il 25 giugno 1876 tra una forza combinata di Lakota (Sioux), Cheyenne e Arapaho e il 7º Cavalleria dell'esercito degli Stati Uniti d'America nei pressi del fiume Little Bighorn, nel territorio orientale del Montana.

Fu il più famoso scontro delle guerre indiane e costituì una schiacciante vittoria per i Lakota e i loro alleati. Delle dodici compagnie del 7º Reggimento di cavalleria statunitense, cinque, comandate dal famoso tenente colonnelloNota sui gradi: Durante la Guerra Civile Americana, l'esercito, essendo in rapida espansione, decretò molte promozioni cosiddette "brevet", cioè temporanee e/o onorifiche. Alla fine della guerra, nel 1865, gli ufficiali così promossi riassunsero i loro precedenti gradi. Custer da "brevet" Generale di Divisione fu retrocesso a capitano e successivamente promosso a Tenente Colonnello. A titolo di cortesia e rispetto veniva spesso chiamato ancora Generale. Similarmente Benteen aveva nella guerra il grado "brevet" di tenente colonnello e veniva spesso così appellato. Interessante notare che Reno, che nel 1865 aveva ottenuto il grado "brevet" di Generale di Brigata, appare nella letteratura sempre con il suo grado effettivo di maggiore. George Armstrong Custer, furono completamente annientate. Le altre rimasero assediate per quasi due giorni e subirono perdite sostanziose.

Antefatto Conflitti sulle Grandi Pianure Il primo scontro della prima guerra Sioux fu il massacro di Grattan, avvenuto il 19 agosto 1854 nel Wyoming, dove 29 soldati statunitensi furono uccisi da un numeroso gruppo di Lakota. Nel decennio successivo, gli scontri fra tribù native e i nuovi coloni che abitavano gran parte del territorio allora dei nativi dell'Ovest statunitense, divennero sempre più frequenti. Per proteggere i propri interessi, il governo degli Stati Uniti d'America iniziò a costituire riserve per contenere i nativi e permettere l'espansione coloniale e istituì agenzie responsabili della fornitura di riserve alimentari e altro materiale. Questa situazione, che vide numerosi episodi di violenze commesse dall'esercito statunitense e dai coloni ai danni dei nativi, esacerbò le tensioni fra i nativi delle Grandi Pianure e il governo statunitense. Oltre ai Sioux, alla resistenza contro l"invasore bianco" si unirono anche le tribù Arapaho, Cheyenne, Comanche e Kiowa.

La guerra delle Black Hills La battaglia del Little Bighorn fu parte della guerra sulle Black Hills, territorio di grande importanza mistica e culturale per i nativi Sioux (Lakota), oltre che tradizionale terreno di caccia. A sua volta questa fu una conseguenza della guerra di Nuvola Rossa. Il secondo trattato di Forte Laramie (1868), che concluse quella guerra, stabilì i confini della Grande Riserva Sioux, dove i nativi erano considerati sotto tutela dello Stato, ricevendo razioni, tele per i tepee, eccetera, ma lasciò una vastissima area, comprendente parti del Wyoming, Montana, Dakota del Nord e Nebraska, come terreno "non ceduto", cioè terreno che il governo statunitense non riconosceva come riserva, ma su cui non pretendeva sovranità.

Era una zona in cui i nativi americani avevano diritto di muoversi, accamparsi e cacciare, finché c'erano bisonti. In realtà nessuna delle due parti firmatarie dell'accordo controllava completamente i suoi uomini. In particolare gli statunitensi continuavano a credere (erroneamente) che i "capi" dei nativi avessero autorità sui membri della tribù. Negli anni seguenti tutte e due le parti violarono i termini del trattato. Bande Sioux che non accettavano l'accordo tenevano il piede in due staffe, usando le agenzie della Grande Riserva Sioux come base, e continuando le ostilità nei territori non ceduti. Gli statunitensi, a loro volta, fecero emergere un nuovo motivo di tensione nel 1873 con i lavori per la ferrovia Northern Pacific, il cui percorso attraversava un'area che, secondo i nativi americani, apparteneva ai territori non-ceduti. Questi incidenti fornirono al governo statunitense un pretesto per iniziare la guerra delle Black Hills.

Quando, nel 1874, fu scoperto l'oro nelle Black Hills, numerosi cercatori entrarono illegalmente nell'area, che era chiaramente parte della Grande Riserva Sioux. L'esercito statunitense inizialmente tentò, senza molto successo, di espellere i cercatori; dopo di che, riaprì le trattative con Nuvola Rossa e Coda Chiazzata, cercando di comprare o affittare quest'area offrendo sei milioni di dollari (circa 121 milioni di dollari attuali) o $ l'anno. Tuttavia non si giunse a un accordo, sia perché per i capi Sioux l'offerta sembrava irrisoria, sia - e soprattutto - perché bande di Sioux rifiutavano assolutamente ogni concessione. Toro Seduto era il leader più influente di queste bande.

Alla fine del 1875 circa cercatori d'oro si trovavano abusivamente nelle Black Hills. Il governo statunitense, frustrato dall'impossibilità di risolvere la situazione pacificamente, decise di usare la situazione caotica nei territori "non-ceduti" per ricorrere alla forza. Ordinò quindi che tutti i nativi nordamericani nei territori non ceduti dovessero recarsi nelle agenzie della Grande Riserva Sioux entro la fine di gennaio 1876, altrimenti sarebbero stati considerati ostili.

Quest'ultimatum era chiaramente assurdo, sia per le difficoltà di viaggiare durante l'inverno per le tribù nomadi, sia perché molti nativi non ricevettero mai materialmente l'avvertimento. Dopo una deludente campagna invernale, durante la quale il generale George Crook ebbe una scaramuccia non decisiva con un gruppo di nativi, erroneamente creduti Sioux di Cavallo Pazzo (in realtà si trattava probabilmente di nativi Cheyennes di Vecchio Orso), il Generale Sheridan ripiegò su una campagna estiva.

Il 30 marzo 1876, il Colonnello John Gibbon partì da Fort Ellis in Montana. Il 17 maggio il generale di brigata Alfred Terry lasciò Fort Abraham Lincoln in North Dakota e dodici giorni dopo il Generale George Crook si mise in marcia da Fort Fetterman in Wyoming. Tutte e tre le colonne si diressero verso la zona a nord-est delle Bighorn Mountains a sud del fiume Yellowstone. L'esercito statunitense credeva che ogni colonna fosse da sola in grado di fronteggiare tutti i nativi nordamericani che si trovavano al di fuori della riserva, stimati tra i 500 e gli 800 guerrieri. Il governo degli Stati Uniti d'America credeva che i nativi "ostili" fossero solo le cosiddette bande "nomadi invernali", cioè le bande che non accettavano la riserva, come quelle di Toro Seduto e Cavallo Pazzo, e vivevano nomadicamente tutto l'anno. Però, quando finalmente l'esercito era pronto a scendere in campo si era ormai quasi all'estate e molti nativi cosiddetti "nomadi estivi", dopo aver passato l'inverno nelle agenzie delle riserve, stavano raggiungendo i "nomadi invernali" per cacciare nei territori non-concessi, come credevano fosse loro diritto. Per il governo, dopo l'ultimatum di gennaio, tutti i nativi fuori dalla riserva erano da ritenere ostili. Alla fine di giugno, quando le colonne arrivarono nella zona prefissata, il numero dei nativi da considerare ostili era in realtà salito ad alcune migliaia.

Ordine di battaglia Esercito degli Stati Uniti d'America

Tenente Colonnello George A. Custer, comandante del 7º reggimento di cavalleria degli Stati Uniti d'America. Le dodici compagnie o squadroni furono nominati con le prime dodici lettere dell'alfabeto, saltando la "J" per evitare confusione con la "I".

7th United States Cavalry Regiment Battaglioni SquadroniTenente Colonnello George A. Custer †, in comando. Battaglione Custer (211 uomini) <br / Tenente Colonnello George A. Custer † Compagnia C: Capitano Thomas Custer † Compagnia E: Primo Tenente Algernon Smith † Compagnia F: Capitano George Yates † Compagnia I: Capitano Myles Keogh † Compagnia L: Primo Tenente James Calhoun † Battaglione Reno (141 uomini) Maggiore Marcus Reno Compagnia A: Capitano Myles Moylan Compagnia G: Primo Tenente Donald McIntosh † Compagnia M: Capitano Thomas French Battaglione Benteen (115 uomini) Capitano Frederick Benteen Compagnia D: Capitano Thomas Weir Compagnia H: Capitano Frederick Benteen Compagnia K: Primo Tenente Edward Settle Godfrey Convoglio rifornimenti (128 uomini) Capitano Thomas McDougall Compagnia B: Primo Tenente Edward Gustave Mathey

Svolgimento della battaglia

Piano Il 17 giugno 1876 una colonna di soldati di fanteria e cavalleria, comandata dal generale Crook, fu attaccata nei pressi del torrente Rosebud da Sioux e Cheyenne settentrionali, guidati da Cavallo Pazzo e, dopo sei ore di violenti scontri, fu costretta a ritirarsi, abbandonando effettivamente la campagna. Il 21 giugno Gibbon e Terry, quest'ultimo accompagnato dal Tenente Colonnello Custer, si incontrarono sul fiume Yellowstone per organizzare le operazioni. George Armstrong Custer era già un personaggio molto discusso, eroe della Guerra Civile, nella quale aveva raggiunto il grado di maggior generale dei volontari, ma noto per essere impetuoso e indisciplinato; era stato sospeso dalla Corte Marziale per un anno dal grado e dallo stipendio per gravi atti di indisciplina. Inoltre si era inimicato il Presidente U.S. Grant, avendo testimoniato contro il fratello di Grant durante un'inchiesta sulla corruzione nel War Department.

Custer dovette letteralmente implorare in ginocchio il Generale Terry per avere il permesso di restare al comando del proprio reggimento, il 7º Cavalleria. Avendo appreso che i nativi si stavano radunando nella valle del Little Bighorn, Terry mandò Gibbon alla foce di questo fiume (affluente dello Yellowstone) con l'ordine di risalirlo e ordinò invece a Custer di scendere a sud risalendo il fiume Rosebud. Una volta incrociata la pista dei nativi, gli ordini erano di continuare a Sud, in modo da portarsi bene a sud dei nativi, poi di girare a ovest fino a incontrare il Little Bighorn, da lì di seguire il fiume fino a intercettare i nativi. La cavalleria di Custer avrebbe dovuto attaccare i nativi solo dopo che la fanteria di Gibbon fosse stata in posizione per bloccare loro la ritirata. Però gli ordini scritti consegnati a Custer erano formulati in modo da consentirgli una certa possibilità di esercitare il proprio giudizio.

Custer partì il 22 giugno con l'intesa di arrivare nella valle del Little Bighorn dopo quattro giorni. Invece, ordinando marce forzate, arrivò in vista del villaggio con un giorno di anticipo. Quando incontrò la pista dei nativi, invece di proseguire a sud come ordinato, la seguì immediatamente. All'alba del 25 giugno gli scout di Custer, nativi Arikara e Corvi, avvistarono dalla cima del picco Crow's Nest un grande accampamento di nativi. Quando Custer salì a sua volta sulla cima, alcune ore dopo, l'accampamento non era più visibile, probabilmente a causa della diversa posizione del sole e limpidezza dell'atmosfera. Pertanto Custer non aveva una chiara idea né della posizione esatta, né della dimensione del villaggio.