Númenor è un continente di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La sua storia si ritiene una rielaborazione del mito greco di Atlantide.
I nomi di Númenor Númenor è un adattamento nella lingua parlata dai suoi abitanti, gli Uomini dell'Ovest o Dúnedain, dell'alto elfico (quenya) Númenórë, che significa "Terra Occidentale". Essa veniva indicata con molti nomi, tra cui quelli che seguono. Anadûnê, "Ovesturia" (Westernesse in inglese) sono i nomi rispettivamente in lingua númenoreana e in linguaggio corrente della Terra di Mezzo (ovestron); in valarin è chiamata Andor, "Il Dono"; l'equivalente in adûnaico è Yôzâyan (la "Terra del Dono"). Altri nomi sono Elenna (in Quenya "Verso la Stella", contrazione di Elenna-norë, "Terra verso la Stella"). Dopo la sua fine, venne chiamata Akallabêth in adûnaico ("la [terra] caduta", termine che indica anche il racconto della fine di Númenor), traduzione del quenya Atalantë, o Mar-nu-Falmar (la dimora sotto le onde, in Sindarin). L'equivalente in sindarin del nome Númenor è Dûndor, peraltro mai usato. Altri soprannomi sono il Reame in mezzo al Mare, la Grande Isola, lIsola dei Re, il Regno dell'Ovest, lIsola dell'Ovest.
Storia Le origini L'isola di Númenor fu creata dai Valar all'inizio della Seconda Era di Arda, facendola sorgere dal Mare a metà strada tra Valinor e la Terra di Mezzo. Questa nuova terra fu offerta come ricompensa agli Edain che avevano combattuto contro Morgoth nella Prima Era. Essi vi giunsero navigando in direzione della stella di Eärendil.
In The War of the Jewels si racconta che ben pochi Edain erano sopravvissuti alle guerre contro Morgoth, e coloro che fecero vela per Númenor furono molto probabilmente meno di 10.000 persone; la migrazione pare essere durata oltre 40 anni e avvenuta grazie all'aiuto delle navi degli Eldar, con la benedizione di Manwë e l'aiuto di Ulmo. Dopo la migrazione, gli Edain presero il nome di Dúnedain (Edain dell'Ovest) o appunto Númenóreani.
Nonostante l'esiguo numero di Edain sopravvissuti alla Guerra dei Gioielli, nei secoli e millenni successivi, grazie alla lunghissima pace e alle loro arti essi si moltiplicarono e prosperarono, fino a divenire un popolo numerosissimo e vigoroso, in crescita costante, tanto che molti di essi (a partire dal regno di Tar-Elendil) a causa della sovrappopolazione dell'isola si stabilirono nella Terra di Mezzo (e probabilmente anche nei misteriosi continenti a sud di essa), fondando in quelle terre prospere colonie e governatorati. Ad essi i Valar concessero una durata della vita cinque volte superiore a quella degli altri Uomini; la terra benedetta su cui vivevano, inoltre, li rese più alti e forti degli Uomini della Terra di Mezzo.
Il primo re di Númenor fu Elros (conosciuto anche col nome reale di Tar-Minyatur), figlio di Eärendil ed Elwing, entrambi Mezzelfi. Egli, messo davanti a una scelta dai Valar, scelse di appartenere al popolo degli Uomini, ma visse comunque per 500 anni, il più longevo tra i Mortali.
Storia di Númenor La storia di Númenor è estremamente lunga e complessa. Essa è principalmente riassunta nellAkallabêth (presente ne Il Silmarillion), nelle appendici de Il Signore degli Anelli e nei Racconti incompiuti. Tuttavia, essa può essere riassunta come un lungo periodo iniziale di pace seguito da un aumento di potere e di superbia e, soprattutto, da un aumento della paura della morte, che culminò nell'empio tentativo di Ar-Pharazôn il Dorato di impadronirsi dell'immortalità con la forza, invadendo Valinor. Fino all'epoca del re Tar-Atanamir il Grande, il primo a criticare l'operato dei Valar, benché l'ombra cominciasse a cadere su di loro, il potere dei Dúnedain crebbe sempre più: Númenor divenne il reame più potente di Arda, dopo Valinor. Fu uno stato basato sulla navigazione, tanto che a partire dal regno di Tar-Elendil, le flotte númenóreane esplorarono sistematicamente tutti i mari di Arda, raggiungendo persino i continenti di Hyarmenor e Romenor, e fondando innumerevoli colonie. Alleatisi con gli Eldar di Gil-galad, che spesso aiutavano nella lotta contro Mordor, inflissero a Sauron severe sconfitte, conquistando il dominio assoluto sul mare, anche grazie alla protezione di Ossë, il Maia vassallo di Ulmo, il Vala degli oceani. L'Oscuro Signore li odiava profondamente, e non potendo sconfiggerli cercava di ingannarli: attrasse a sé molti di quelli che verranno poi chiamati Númenóreani Neri. Il primo re ad opporsi apertamente al bando dei Valar (il divieto di andare a Valinor) fu colui che assunse il nome di Ar-Adûnakhôr, un nome adûnaico e non quenya in aperto dissenso contro gli Eldar (scoraggiando l'uso delle lingue elfiche); il suo nome "Signore dell'ovest" era inoltre una chiara sfida ai Valar (era infatti uno dei titoli di Manwë, il capo dei Valar, l'antico re di Arda). Da allora, più o meno apertamente, i Númenóreani, volendo la vita eterna, desiderarono il dominio assoluto sul mondo, compresa Aman. Da questo momento, Valinor ed Eressea non furono più visibili, avvolte in spesse nubi, e gli Elfi che vivevano là non vennero più in visita a Númenor, come avevano sempre fatto. Successivamente, i re arrivarono a perseguitare gli amici degli Elfi, e a proibire l'uso del Quenya e del Sindarin.
Per comprendere la Caduta di Númenor bisogna anzitutto capire l'idea della morte nell'opera di J. R. R. Tolkien. I Valar erano esseri spirituali e perciò immortali (apparvero solo poche volte in forma fisica). Gli Eldar erano esseri fisici, ma erano anch'essi immortali (comunque non erano indistruttibili, quindi potevano morire di ferita). Gli Edain, che erano esseri umani, erano ovviamente mortali, cioè erano in possesso del dono della morte, che permetteva loro di non essere eternamente legati alla Terra di Mezzo. Quando l'orgoglio dei Dúnedain crebbe, essi iniziarono ad invidiare la lunga vita degli Eldar; questa invidia divenne col passar del tempo odio per tutto ciò che era elfico (compresa la lingua: come già detto, a partire da Ar-Adûnakhôr, i re presero il nome in lingua númenóreana e non più in quenya), ed ebbe come risultato la persecuzione di quei númenóreani che mantenevano i contatti con gli eldar ("i Fedeli"). L'orgoglio e la paura si unirono per provocare la fine di Númenor.
All'inizio del regno dell'usurpatore Ar-Pharazôn (nipote del re Tar-Palantír), Sauron (o Zigûr, come veniva chiamato in adûnaico), raccolse molti eserciti di Orchi e Uomini nemici di Numenor, e si arrogò il titolo di "Re degli Uomini della Terra di mezzo", ponendosi come scopo quello di scacciare da essa i Númenóreani e, se possibile, persino di distruggere la stessa Númenor. Il superbo Ar-Pharazôn rispose alla sfida conducendo un'enorme flotta nella Terra di Mezzo e pretese che Sauron venisse a giurargli fedeltà. Sauron si arrese (i suoi alleati lo abbandonarono per paura), rendendosi conto che il potere di Númenor era molto maggiore di quel che credeva. Ar-Pharazôn condusse quindi Sauron a Númenor da prigioniero; tuttavia, una volta arrivato, Sauron da prigioniero riuscì a divenire in breve tempo il principale consigliere del re e gran sacerdote — spingendo i Númenóreani all'adorazione di Melkor (Morgoth). I Dúnedain fedeli al re (la maggioranza) arrivarono addirittura a costruirgli un tempio, che divenne la residenza di Sauron, e a compiere sacrifici umani per essere liberati dalla morte.
Quando Ar-Pharazôn era ormai vecchio e vedeva la morte avvicinarsi, Sauron ingannò il re e lo convinse che avrebbe potuto conquistare l'immortalità con la forza invadendo Valinor. Ma, nel momento in cui Ar-Pharazôn sbarcò a Valinor, i Valar invocarono l'aiuto di Eru Ilúvatar: questi rispose cambiando la forma del mondo, e distruggendo Númenor e le sue navi; Ar-Pharazôn e i suoi uomini, che erano effettivamente sbarcati a Valinor, furono sepolti da un terremoto; inoltre Ilúvatar sottrasse Valinor ai confini del mondo e la trasferì in un'altra dimensione, così che in seguito essa potesse essere raggiunta dalle navi degli Eldar, ma non da quelle degli Uomini.
I regni numenoreani in esilio: Arnor e Gondor Elendil, cugino del re ed esponente dei Fedeli, la minoranza vicina agli Eldar e ai Valar, sfuggì alla Caduta con nove navi partite da Rómenna: con lui vi erano i due figli Isildur e Anárion e molti dei loro seguaci. Portarono un seme dell'Albero Bianco e i tesori della loro casa, i signori di Andúnië: i palantíri, l'anello di Barahir, lo Scettro di Annúminas, l'Elendilmir e la spada Narsil. Amandil, padre di Elendil e ultimo Sire di Andúnië, scomparve nel tentativo di raggiungere Valinor per implorare il perdono dei Valar. Isildur e Anárion, approdati a sud della Terra di mezzo, presso le foci dell'Anduin, dove i Númenóreani avevano delle colonie, vi fondarono il regno di Gondor. Elendil, scaraventato dai venti a nord, presso le terre del suo amico e alleato Gil-galad, diede vita al regno di Arnor. Riconosciuto Alto re dei dunedain, affidò il controllo del regno del sud ai figli, associandoli al trono come Viceré. Gondor e Arnor crebbero in pace per molto tempo durante la vita di Elendil, fino a quando Sauron mosse loro guerra, con l'intento di eliminare definitivamente i Dúnedain, ma fu sconfitto dall'unione di questi con gli Elfi: l'Ultima Alleanza di Uomini ed Elfi pose fine alla Seconda Era e segnò l'apparente fine del nemico dei Númenóreani, nonostante Anárion ed Elendil fossero caduti in battaglia. I regni in esilio vissero anni di gloria - soprattutto Gondor - mentre Sauron dormiva e l'Unico Anello era smarrito; ma Arnor si divise ed infine cadde sotto i colpi del Re Stregone di Angmar, servitore dell'Oscuro Signore, e Gondor rimase senza re, e si dovette attendere la fine della Terza Era, e la sconfitta definitiva del nemico di Mordor, perché i Númenóreani tornassero all'antica potenza; tuttavia essi ebbero per tutta la loro storia nostalgia per la Terra caduta: ma i mari coprirono Númenor per sempre.
I Númenóreani Neri Anche gli altri regni fondati dai coloni númenóreani nelle Terre del Sud (e probabilmente anche nel misterioso continente sud-orientale) sopravvissero alla Caduta; qui vi risiedevano soprattutto moltissimi Dúnedain alleati degli Uomini del Re, che avevano colonizzato quelle terre sottraendole agli uomini locali (e spesso anche mescolandosi con essi), che col passare dei secoli dalla Caduta continuarono a nutrire odio e rancore verso i discendenti dei Fedeli, ovvero i Gondoriani e gli Arnoriani. Nonostante rimasero sostanzialmente isolati tra loro, tanto che la lingua adunaica stessa si modificò in varianti locali, rimasero per tutta la loro Storia consci delle loro origini e della missione civilizzatrice (che spesso si traduceva in semplice dominio) sugli Uomini Minori.
Tali regni furono definiti nella lingua corrente "dei Númenóreani Neri" e continuarono ad esistere per millenni nelle Terre del Sud e dell'Est.
I re di Númenor Vi furono in tutto venticinque sovrani di Númenor, comprese tre regine regnanti. Il primo re, come detto in precedenza, fu Elros, figlio di Eärendil ed Elwing. Egli visse così a lungo che, al momento della sua morte, suo figlio Vardamir era già molto anziano: perciò Vardamir passò immediatamente lo scettro a suo figlio Amandil; ciò nonostante, Vardamir è considerato il secondo re, e si ritiene che abbia regnato per un solo anno. Dopo Vardamir, fino al regno di Tar-Atanamir, i re lasciarono lo Scettro ai loro eredi prima di morire, ancora nel pieno delle loro facoltà fisiche e mentali. Inizialmente la legge permetteva che lo Scettro passasse solo ai discendenti maschi di Elros (primogenitura maschile). Perciò Tar-Meneldur successe a Tar-Elendil, anche se aveva due sorelle più grandi. Alla fine la legge fu cambiata, così che lo scettro passasse al figlio maggiore del re, senza badare al sesso (primogenitura semplice).