Eufrosine () è un personaggio della mitologia greca. Fu una delle tre Cariti, successivamente note come Grazie. Nella mitologia romana corrisponde a Letizia od Ilarità.
Etimologia
Il nome Eufrosine deriva dal greco antico (Euphrosýnē), sostantivo astratto che significa letteralmente "buon umore", "letizia", "gioia" o "ilarità". Dal punto di vista linguistico, il termine è un composto formato da due elementi ben distinti: l'avverbio (eu), che significa "bene" o "buonamente"; la radice del sostantivo (phrēn, al plurale phrenes), che nella cultura greca arcaica identificava la sede delle facoltà mentali, dell'animo, del cuore e delle emozioni.
Il valore semantico del nome definisce quindi la divinità come la personificazione stessa della "mente gioiosa" o di "colei che rasserena l'animo", riflettendo la sua funzione mitologica di portatrice di serenità, convivialità e benessere interiore durante i banchetti e le feste degli dei.Cfr. Lorenzo Rocci, Vocabolario della lingua greca, s.v. Εὐφροσύνη; vedi anche il A Greek-English Lexicon (LSJ), s.v. εὐφροσύνη.
Genealogia
Figlia di Zeus e di Eurinome.
Il latino Igino scrive che sia figlia di Erebo e Nyx.
Non sono noti i nomi di suoi eventuali sposi o progenie.
Mitologia
Insieme alle sorelle Aglaia e Talia condivide il ruolo di accompagnatrice delle divinità maggiori, in particolare di Afrodite, dea dell'amore e della bellezza estetica. La tradizione degli Inni omerici descrive le Cariti impegnate, nell'accudire la dea dell'amore, ungendola con olio profumato e vestendola con abiti divini all'interno del suo santuario a Pafo.Inno omerico ad Afrodite (Inno V), v. 58.
Secondo Pindaro, Eufrosine e le sue sorelle furono create per dispensare all'umanità i momenti più piacevoli e la benevolenza, fungendo da costanti dispensatrici di armonia nelle relazioni umane e divine.
In alcuni frammenti di epoca ellenistica, alla sua figura vengono accostati o sovrapposti i nomi di Eutychia ( la buona sorte) ed Euthymia ( la fiducia e la serenità dell'animo).Frammenti degli Inni orfici, LX (alle Cariti).
Influenza culturale successiva
La figura di Eufrosine, insieme al gruppo delle tre Grazie, ha goduto di una straordinaria fortuna artistica e letteraria a partire dal Rinascimento.
In ambito pittorico, viene tradizionalmente identificata come una delle tre figure femminili danzanti nella celebre Primavera di Sandro Botticelli, dove l'intero gruppo rappresenta l'armonia e la bellezza che accompagnano il regno di Venere.
In ambito letterario italiano, la dea compare nell'opera di Ugo Foscolo, Le Grazie. All'interno del terzo inno, intitolato Pallade, Foscolo la evoca direttamente mentre canta, attribuendole il ruolo di custode di un antico ammonimento sapienziale appreso direttamente dal dio Apollo:
Note
Voci correlate Aglaia Talia Grazie Le Grazie (Foscolo) Primavera (Botticelli)
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Cariti