Il Derby, nel contesto calcistico moderno, indica un incontro molto sentito fra squadre che appartengono ad una comune entità geografica o anche solo legate da una accesa rivalità agonistica tra loro.
Il termine, originato in Inghilterra e già utilizzato in precedenza per riferirsi ad altri eventi sportivi di rilevanza, fu introdotto anche nel gergo calcistico tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo per definire una partita disputata tra due squadre provenienti dalla stessa area (quartiere-distretto) o città. Il termine trova un corrispettivo italiano, fedele al suo significato, denominato partita stracittadina o stracittadina.
Origini Se il termine derby è divenuto celebre nel mondo per descrivere tali partite, fra le più attese e le più distinte proprio per la forte passione dedicatogli dai tifosi, esistono diverse teorie sulle sue origini o sul come sia arrivato a entrare nel vocabolario calcistico comune. Certo è il fatto che sia strettamente legato alla contea del Derbyshire, in Inghilterra.
Una delle versioni storiche riprende come il suo uso derivi dal Royal Shrovetide Football, un gioco e una tradizione risalenti al Medioevo che ancora oggi vivono in Ashbourne, a 23 chilometri ovest da Derby. Il gioco, da sempre contraddistinto per la sua "anarchia di massa" dovuta al numero ridotto di regole, è stato spesso descritto come una forma di guerra mascherata da sport in una sfida dettata dall'onore e dal sentimento di supremazia territoriale. Risalente almeno dal XII secolo, dal regno di Enrico II (1154-1189), la sua pratica è stata vietata in Inghilterra città dopo città per il disordine e i danni causati all'interno di esse. Tra le più grandi a Derby, nonostante i vari tentativi per sopprimere lo Shrovetide Football in questa località, gli abitanti sono tuttavia riusciti a mantenere questa tradizione almeno fino alla metà dell'800'. Secondo il «Wimbledon Football Supporters' Handbook», i loro giochi svoltisi annualmente durante il Shrove Tuesday (martedì grasso) sono stati descritti da testimoni come le più distinte e con una veemenza differente rispetto alle altre città. La partita e la rivalità più famosa di Derby è stata quella tra i giovani della parrocchia di All Saints contro quelli della vicina Saint Peter, i Peterites, in grado di raggiungere oltretutto una certa notorietà nazionale. Charles Alcock, inventore della FA Cup, nel suo libro chiamato «Football: Our Winter Game» pubblicato nel 1874, ha dedicato ampio spazio alla rivalità dei giochi del Shrovetide nel Derbyshire e si ritiene che i giornalisti abbiano iniziato, in seguito, a usare l'espressione "a Derby game", in riferimento alla tipicità dei giochi di Derby, per descrivere partite di calcio tra rivali locali ricordanti l'intensità e la passione di questi match tradizionali.
Sebbene questa sia una delle teorie più accreditate, il 19º Conte di Derby, Edward Richard William Stanley, ha affermato nel 2010 che il nome Derby in origine è stato solo utilizzato per riferirsi a due eventi sportivi: la corsa di cavalli di Epsom e le partite di Rugby tra St Helens-Wigan Warriors. A quest'ultima, per la quale egli stesso menziona come gli ultimi tre Conti di Derby siano stati anche presidenti del Rugby Football League e che in famiglia se ne abbia discusso, l'espressione di "Local Derby" è stata attribuita originariamente per descrivere specificamente la partita tra le due squadre.
La gara ippica di Epsom invece, fondata dal 12° Conte di Derby Edward Smith-Stanley nel 1780, è stata poi rinominata The Derby a seguito, secondo quanto narrano diverse teorie, di un lancio di moneta risultato a favore dello stesso Conte su sir Charles Bunbury o della vittoria di una cavalla di nome Bridget proveniente da una delle sue scuderie aristocratiche situate a Derby. Questa gara in particolare è divenuta la più prestigiosa delle cinque British Classic Races, sopra al 2000 Guineas Stakes (1809), 1000 Guineas Stakes (1814), Epsom Oaks (1779) e St Leger Stakes (1776). La fama e il successo che ha ottenuto, ha portato altre nazioni ad adottare Il suo nome per le proprie corse ed è conosciuto attualmente nel resto del mondo come Epsom Derby e in Italia come Derby di Epsom. Molti storici attribuiscono allora come il nome sia divenuto all'epoca sinonimo di un qualsiasi grande evento sportivo. Il termine arriva in Italia proprio per nominare la prima gara ippica, tenutasi all'ippodromo delle Capannelle a Roma nel 1884, con l'espressione di "Derby Reale" assegnato da Re Umberto I stesso ispirandosi proprio alla celebre corsa inglese. Dal 1946, la gara più vecchia d’Italia prende il nome di Derby italiano di galoppo e viene seguita dal Derby italiano di trotto fondata nel 1926.
Altre terminologie Esiste un'alternativa al termine derby che, in base alla lingua locale, viene tradotta in italiano come Classico o Classica. Queste terminologie affondano le proprie radici nelle Americhe del XX secolo, dai termini iberici di «Clásico» (in ) e «Clássico» (in ) per definire un incontro, regolare e ripetuto nel tempo, tra due squadre tradizionalmente nutrite da un forte senso di rivalità indipendentemente dalla prossimità geografica. In Italia sono state utilizzate per indicare, sul finire del secolo scorso, tutte quelle partite disputate tra due squadre vincitrici dello scudetto ma comunque riprendendo nel complessivo il concetto originale del suo significato. Queste espressioni però, contrariamente all'America Latina dove sono invece predominanti anche sull'uso di derby, non sono comuni nel linguaggio popolare italiano ma bensì nelle testate di cronaca le quali ricorrono spesso al loro impiego per presentare e elevare di fatto tutte quelle sfide storiche del campionato, in special modo se prive di una denominazione, definendole come «un classico o una classica del calcio italiano».
Se in Italia si abbia ripreso suppergiù il suo significato canonico, una variazione del suo utilizzo ha invece preso piede lungo il resto dell'Europa continentale. Nel calcio europeo, il termine fa la sua prima apparizione nelle testate giornalistiche olandesi per alcune delle partite locali tra gli anni 40' e 50', di cui quella più celebre di Ajax-Feyenoord presentata come "Klassieker de techniek" (Classico della tecnica). Rivalità che, caratterizzata già da un'antitesi sociale delle due città e poi con i trionfi in ambito internazionale di entrambe, in seguito ne monopolizzerà appieno il titolo divenendo l'unico De Klassieker e la partita simbolo neerlandese. Le espressioni dell'oltreoceano giungono e vengono prese d'ispirazione dalle controparti lusofone e ispanofone d'Europa verso la fine del XX secolo, in Portogallo con l'ascesa dell'antagonismo tra Benfica-Porto battezzato O Clássico e il più rinomato nel mondo, El Clásico tra Barcellona-Real Madrid allora conosciuto come El Derbi prima della sua sostituzione attorno l'anno 2000. Da quest'ultima al suo contempo, in Spagna sussegue anche il nome di El Viejo Clásico per la sfida più giocata, all'epoca e fino al 2011, tra Athletic Bilbao-Real Madrid ma messa "in secondo piano" con la crescita esponenziale della rivalità tra Barça-Madrid e la sua affermazione come partita più importante del panorama spagnolo. Visto il successo nella spinta a livello di marketing per quest'ultima, ne prendono spunto come modello da seguire i francesi per Le Classique, i tedeschi con il loro Der Klassiker fino ad estendersi ai belgi del Le Clasico tra Anderlecht-Standard Liège, agli svizzeri di Basilea-Zurigo con lo Schweizer Klassiker e così via. Il fattore accomunante di tali sfide e Il significato che ha acquisito il termine in Europa è basato sul modello del «super-clásico» il cui concetto, già popolarizzato dall'Argentina nel suo continente, è stato utilizzato per sottolineare la rivalità più rappresentativa del paese tramite la sfida di Boca-River denominato proprio come Superclásico per differenziarla dagli altri clásicos albicelesti. Ciò va a indicare di conseguenza la partita di calcio che mette di fronte, nella maggior parte dei casi, le due squadre più titolate o con il maggior numero di tifosi divenendone dunque la sfida massima e la più attesa di una nazione spesso, laddove è presente, mettendo anche a confronto uno scontro tra tradizioni con origini legate a differenze di classe sociale o identità culturale.
Non arriva questa nozione ai paesi anglofoni del Regno Unito che nell’uso della parola Classic si limitano solamente a descrivere, come sempre è stato, tutti quegli incontri o momenti divenuti celebri nel corso del tempo. Tuttavia rivalità come quella dell'Old Firm e il North-West Derby rispondono pienamente ai criteri per essere considerati tali.
In Italia una prima interpretazione di "partita nazionale", analogo quindi al "classico europeo", è stata introdotta precisamente nel 1967 dal celebre giornalista sportivo Gianni Brera conferendo l’espressione di Derby d'Italia alla sfida calcistica di -, in quel momento le squadre più scudettate e popolari del paese. Una sfida, tra le due, definita tale a proposito per sottolineare il loro sentimento di rivalità tipico da derby alimentato soprattutto dai successi, in campo e fuori campo, degli anni 60'. Particolare e unico il caso nel calcio italiano in quanto, sebbene questa viene generalmente affiancata dai cronisti alle rivalità massime con le altre in Europa, nel corso del tempo e dipendendo per lo più dal momento delle squadre, la percezione a livello globale della partita simboleggiante la sfida massima del paese si è alternata con quella del Derby della Madonnina o con Juventus-Milan. Proprio per il blasone, l'importanza e la tradizione storica nel mantenersi ai vertici, differente dagli altri campionati europei solitamente disposti o rappresentati da solo una o due squadre con simile prestigio, queste sfide tra le "tre grandi" sono state teatro e soprattutto portavoce del massimo livello del campionato italiano nei palcoscenici più importanti, sia dentro che fuori dal territorio. Per quest'ultima sfida precisamente, al non avere un appellativo altisonante solito di un derby e riprendendo pertanto la tendenza acquisita dal resto d'Europa, è stata in un paio di occasioni indicata come il Classico o la Classica d'Italia senza però diffondersi a sufficienza nel linguaggio comune e assumerne ufficialmente il titolo.
Derby e Rivalità in Italia
Stracittadine Derby della Madonnina: Inter-Milan Derby della Mole: Juventus-Torino Derby della Capitale: Lazio-Roma Derby della Lanterna: Genoa-Sampdoria Derby della Scala: Hellas Verona-Chievo Verona Derby di Crema: AC Crema-Pergolettese Derby di Piacenza: Piacenza-Pro Piacenza
Provinciali Derby della Provincia di Alessandria: Alessandria- Derby del Tronto e del Piceno: Ascoli-Sambenedettese Derby della Murgia: Altamura-FBC Gravina Derby della Bat: Fidelis Andria-Barletta Derby della Val Trompia: Lumezzane-Brescia; Derby del Garda: Feralpisalò-Brescia Derby dell'attuale Provincia di Catanzaro: Catanzaro-Vigor Lamezia Derby del Tigullio: Virtus Entella-Sestri Levante Derby della Provincia di Macerata: Maceratese-Civitanovese Derby del Braglia o Derby della Provincia di Modena: -Sassuolo Derby delle due Torri: Turris-Savoia; Derby del Vesuvio: Ercolanese-Portici; Derby degli Scavi: Ercolanese-Pompei; Derby d'Agro: Paganese-Nocerina; Derby della Piana del Sole: Battipagliese-Ebolitana Derby d’Ogliastra: Tortolì-Lanusei
Regionali Derby d'Abruzzo: -Teramo, Pescara-Chieti Derby della Lucania: Potenza-Matera Derby di Calabria: Catanzaro-Cosenza; Derby della Magna Grecia: Crotone-; Derby dell'ex Provincia di Catanzaro: Catanzaro-Crotone Derby della Campania: Derby del Lungomare: Napoli-Salernitana; Derby dei Liquori: Avellino-Benevento; -Napoli; -Salernitana Derby dell'Emilia o Derby emiliano: Bologna-; Derby del Ducato: Piacenza-; Derby dell'Enza o Derby del Grana: -; Derby La secchia rapita: Bologna- Derby del Friuli Venezia Giulia: Triestina-Udinese Derby del Basso Lazio: -Frosinone