Uno spettro politico è un modo di paragonare e visualizzare diverse posizioni politiche, disponendole su uno o più assi geometrici.
Determinazione degli spettri politici L'individuazione di uno spettro politico parte dall'assunzione che esista una forte correlazione tra le diverse idee politiche di ogni individuo, oppure che (in un certo contesto/paese) esista una questione politica centrale che riassume o domina tutte le altre. Perché abbia senso definire uno spettro politico, è anche necessario che sia possibile individuare diverse gradazioni di posizioni intermedie. I sistemi politici all'interno dei quali una gran maggioranza ricade chiaramente all'interno di uno dei due raggruppamenti estremi, come ad esempio le controversie nazionalistiche, non possono essere adeguatamente descritti da un particolare spettro politico.
Per fare un esempio, in una nazione islamica moderna, uno spettro politico può essere definito in base alla visione del ruolo del clero nel governo. Quelli che ritengono che il clero debba avere il potere di far applicare integralmente la legge islamica vengono collocati su un estremo dello spettro, mentre quelli che sostengono una società completamente secolare si trovano all'estremo opposto; tutti quelli che hanno visioni più moderate possono essere collocati all'interno di questi due estremi.
Un dato spettro politico può perdere di significato nel corso del tempo se una delle due visioni estreme prende nettamente il sopravvento sull'altra; per fare un esempio che riguarda l'Italia, si può citare la contrapposizione tra monarchici e repubblicani, che ha avuto grandissima rilevanza nell'immediato dopoguerra, ma ha perso di importanza dopo l'affermazione della repubblica. In queste situazioni, normalmente, succede che all'interno della visione diventata egemonicamente maggioritaria emergano nuove differenze che portano a divisioni che possono essere classificate su di un nuovo spettro politico.
In altri casi, al permanere dello stesso spettro politico possono variare le istanze che identificano lo spettro stesso. Ad esempio, lo spettro politico britannico che permane ancora oggi, a distanza di secoli, venne definito dalla corsa alla successione di Guglielmo d'Orange.
Spesso, soprattutto nei sistemi democratici che non contemplano un sistema elettorale maggioritario, possono coesistere molteplici spettri politici. Ad esempio, l'Australia, dalla sua fondazione nel 1901 fino al 1909, ha visto permanere due spettri egualmente determinanti: i liberoscambisti opposti ai protezionisti da una parte e la classe lavoratrice contrapposta alla classe padronale. Tuttavia, nel 1909 i due principali partiti politici sostenitori della prima opposizione (il Partito per il Libero Scambio e il Partito Protezionista) diedero vita al Partito Liberale per poter meglio competere col Partito Laburista. Questa seconda contrapposizione è rimasta dominante nella politica australiana fino a metà degli anni novanta.
Sinistra e destra
Nella maggior parte dei Paesi del mondo (specie in quelli occidentali), lo spettro politico è solitamente definito sull'asse sinistra-destra. Questo spettro va guardato in due differenti prospettive: la destra contrapposta alla sinistra, e gli estremi contrapposti alla parte centrale dello spettro. Nella prima prospettiva (sinistra-destra) troviamo le posizioni in campo etico e sociale: in tutta la destra troviamo, più o meno radicali, posizioni conservatrici, patriottiche e legate alla religione, mentre a sinistra prevalgono idee progressiste, internazionaliste e una concezione dello Stato prevalentemente laica. Nella seconda prospettiva (estremisti-moderati), invece sono denotate le posizioni sulla politica economica: gli estremisti, di destra (nazionalsocialisti e corporativisti) in modo meno radicale e di sinistra (comunisti) in modo più radicale, sostengono una politica economica interventista da parte dello Stato, volta a difendere l'interesse della comunità e a mantenere giustizia sociale limitando il potere del mercato (protezionismo); i moderati (centro-destra e centro-sinistra) favoriscono invece il libero mercato e quindi un minore intervento da parte dello Stato.
Similmente, in Cina i termini destra e sinistra sono stati associati a differenti posizioni nel corso della sua storia, tuttavia con istanze molto dissimili da quelle utilizzate nei paesi occidentali.
Molteplicità di interpretazioni dell'asse sinistra-destra Esistono varie e differenti opinioni su ciò che effettivamente debba essere misurato lungo questo asse ed i criteri spesso sono sovrapposti tra loro e sfumati tra i diversi partiti: egualitarismo (sinistra) contro individualismo sociale (destra); collettivismo (sinistra) contro individualismo economico (destra); redistribuzione della ricchezza (sinistra) contro accettazione delle disuguaglianze (destra); politiche economiche interventiste (sinistra) contro laissez-faire (destra); politiche economiche e sociali egualitarie (sinistra) contro libertà economica (destra): sia la destra che la sinistra tendono a parlare in favore di entrambe, ma con differenti interpretazioni; rivoluzione (sinistra) contro conservazione dello status quo (destra). religione secolarizzata (sinistra) contro morale religiosa (destra); internazionalismo (sinistra) contro interessi nazionali (destra).
Partiti politici nello spettro politico sinistra-destra Ricercatori di scienze politiche hanno osservato che le ideologie dei partiti politici possono essere rappresentate su una mappa lungo un singolo asse che si muove da sinistra a destra.Ware, pp. 18-20 Klaus von Beyme ha categorizzato i partiti europei in nove famiglie, che descrivono la maggior parte dei partiti. È stato così in grado di unire sette di questi da sinistra a destra: comunisti, socialisti, verdi (ambientalisti), liberali, cristiano-democratici, conservatori e estremisti di destra. La posizione dei partiti agrari e regionali variava.Ware, p. 22 Uno studio condotto verso la fine degli anni sulla base di due argomenti - la posizione sul possedimento dei mezzi di produzione e la posizione sulle problematiche sociali - confermò questo schema.Ware, pp. 27-29
C'è spesso stata una tendenza delle ideologie partitiche di persistere nel tempo, e i valori e le concezioni che erano presenti alla fondazione del partito sono sopravvissute. Tuttavia questi si sono adattati alla società in maniera pragmatica, divenendo così sempre più simili su alcuni punti.Ware, p. 47 Seymour Martin Lipset e Stein Rokkan hanno fatto presente che il sistema dei partiti moderni è il prodotto di conflitti sociali che hanno avuto luogo negli ultimi secoli.Ware, p. 186 Argomentando così che le linee di divisione si sono così 'congelate'.Ware, p. 202
I primi partiti politici moderni erano liberali, organizzati dalla classe media nel XIX secolo per proteggersi dall'aristocrazia. Sono stati i maggiori partiti politici in quel secolo ma sono successivamente caduti in declino verso il XX secolo quando la classe operaia arrivò in supporto ai partiti socialisti, verificandosi così cambiamenti economici e sociali che erosero la base della classe media.Ware, p. 29-31 I partiti conservatori nacquero in opposizione ai liberali proprio per difendere i privilegi dell'aristocrazia. Ma in ordine per attrarre voti divennero meno dottrinari dei liberali. Tuttavia ebbero insuccesso in diversi paesi e divennero in grado di raccogliere potere attraverso la cooperazione con gli altri partiti.Ware, pp. 31-33
I partiti socialisti erano organizzati in modo da riuscire a raggiungere diritti politici per i lavoratori che erano originariamente alleati con i liberali. Ciononostante ruppero con essi quando scorsero in essi il controllo dei lavoratori dei mezzi di produzione.Ware, pp. 33-35 I partiti cristiano-democratici vennero creati dai cattolici che vedevano nel liberalismo una minaccia per i valori tradizionali. Nonostante nacquero nel XIX secolo, divennero la maggiore forza politica durante la Seconda Guerra MondialeWare, p. 36-37 I partiti comunisti emersero in seguito alla divisione dal socialismo per andare in sostegno della Prima Guerra Mondiale e in seguito alla Rivoluzione Bolscevica.Ware, p. 34
Gli estremisti di destra sono difficili da definire, oltre ad essere più di destra rispetto agli altri partiti, ma tra di loro vi sono fascisti e alcuni conservatori estremisti e partiti nazionalisti.Ware, pp. 41-42
I partiti verdi sono gli ultimi ad essersi sviluppati. Rifiutano il socialismo e sono molto liberali sulle problematiche sociali.Ware, p. 43
Queste categorie possono essere applicate anche a molti altri partiti fuori dall'Europa.Ware, pp. 44-47
Origine storica dei termini I termini Destra e Sinistra si riferiscono all'affiliazione politica originata nel primo periodo della rivoluzione francese e corrispondevano alla posizione dei seggi nei vari organi legislativi francesi. Nei confronti del presidente, l'aristocrazia sedeva sulla sua destra, mentre i Comuni sulla sua sinistra.
Originariamente, il punto di definizione dello spettro ideologico era l'ancien régime ("antico regime"). La "Destra" sosteneva gli interessi del re, dell'aristocrazia e della Chiesa, mentre la "Sinistra" vi si opponeva, difendendo principalmente quelli della borghesia, la crescente classe capitalista. A quel tempo, il laissez-faire e il libero mercato erano considerati come istanze di sinistra; oggigiorno, nella maggior parte dei paesi occidentali, queste visioni sono tipiche della destra.
Spettri alternativi In molti ritengono che le correlazioni tra questi vari concetti non siano così ovvie e pensano che parlare di destra o di sinistra senza indicare esattamente ciò a cui ci si sta riferendo generi molta confusione. Costoro credono che si debba prima stabilire il contesto definendo gli assi attraverso i quali le varie posizioni possano essere misurate. Molti individui o gruppi non si riconoscono in uno spettro così semplicistico.
Benché lo spettro politico sinistra-destra sia molto comune, esistono assi alternativi generalmente sviluppati da chi non si ritiene adeguatamente rappresentato in questo spettro tradizionale.
La progettazione dello spettro può essere in sé politicamente motivato.
Uno spettro politico che è stato usato da studiosi politologici misura il grado di intervento del governo e identifica gli estremi nel totalitarismo e nell'anarchismo (potere popolare).
Un'alternativa molto in voga con l'avvento dell'ambientalismo utilizza un singolo asse che misura ciò che è bene per l'ambiente contro ciò che è bene per l'economia, che viene considerata come la forza più distruttiva nei confronti della Terra.
Nel 1998 l'autrice politica Virginia Postrel nel suo libro The Future and Its Enemies (trad. it. Il futuro e i suoi nemici) offre uno spettro con un singolo asse che misura la modalità di visione del proprio futuro. Ad un estremo ci sono coloro che temono il futuro e tendono a volerlo controllare, gli immobilisti. All'altro estremo ci sono coloro che non hanno il desiderio di controllare o pianificarlo e che credono che debba svolgersi in maniera spontanea e naturale, i dinamisti. Questa distinzione corrisponde alla spettro utopisti-antiutopisti utilizzato in alcuni trattati teorici liberali e il titolo del libro è una citazione del teorico classico liberale e anti-utopista Karl Popper.
Altri assi possono essere: il ruolo della chiesa: Clericalismo contro Anticlericalismo. Questo asse non è significativo negli Stati Uniti dove le visioni del ruolo della religione tendono ad essere sussunti nell'asse generico sinistra-destra, ma in Europa la contrapposizione tra clericalismo ed anti-clericalismo è molto meno correlata dallo spettro sinistra-destra; realtà Urbana contro campagna: questo asse acquisisce maggiore significato in Australia o Canada che non in Europa;