Cadetto di una famiglia toscana di proprietari terrieri e viticoltori, Mazzei fu una figura dell'Illuminismo settecentesco, sostenitore delle libertà individuali, dei diritti civili e della tolleranza religiosa. Nel corso della sua vita svolse numerose attività, tra cui quelle di medico, mercante, agricoltore, scrittore e agente politico, soggiornando a lungo fuori dall'Italia e attraversando alterne vicende economiche.
Trasferitosi nel 1773 in Virginia, partecipò alla vita politica e intellettuale delle Tredici colonie negli anni che precedettero e accompagnarono la Guerra d'indipendenza americana. Legato in particolare a Thomas Jefferson, del quale fu vicino di casa, collaboratore e interlocutore politico, intrattenne rapporti anche con altri protagonisti della nascita degli Stati Uniti d'America, tra cui George Washington, John Adams, James Madison e James Monroe. Durante il conflitto svolse inoltre incarichi per conto della Virginia in Europa, cercando di procurare armi, credito e sostegno politico alla causa americana. Le sue riflessioni sui diritti naturali e sull'uguaglianza politica, espresse negli anni immediatamente precedenti alla Dichiarazione d'indipendenza, sono state messe in relazione dalla storiografia con l'ambiente intellettuale nel quale maturò il pensiero politico di Jefferson.
Iniziato alla massoneria, dopo l'esperienza americana continuò a svolgere attività politica e diplomatica in Europa. Fu anche testimone diretto della Rivoluzione francese e trascorse gli ultimi decenni della propria vita tra la Polonia e l'Italia, mantenendo fino alla vecchiaia rapporti epistolari con esponenti della vita politica e culturale europea e statunitense.
Biografia Giovinezza e soggiorno in Europa Dopo aver compiuto gli studi tra Prato e Firenze, nel 1752, in seguito a contrasti con il fratello maggiore Jacopo sulla gestione del patrimonio familiare, Filippo Mazzei si trasferì dapprima a Pisa e successivamente a Livorno, dove esercitò per breve tempo la professione medica. Dopo circa due anni lasciò la Toscana e si recò a Smirne, nell'Impero ottomano, dove lavorò come chirurgo al seguito di un medico locale.
Nel 1754 raggiunse Londra. Dopo un primo periodo segnato da difficoltà economiche, durante il quale si mantenne anche impartendo lezioni di lingua italiana, intraprese con crescente successo l'attività commerciale. Nei successivi quindici anni si occupò soprattutto dell'importazione e della vendita di prodotti mediterranei, in particolare vino, inserendosi progressivamente negli ambienti mercantili e intellettuali della capitale britannica.
Un temporaneo ritorno in Italia si concluse con il suo rientro in Inghilterra, dopo che Mazzei fu denunciato al tribunale dell'Inquisizione per l'introduzione di libri proibiti. L'esperienza contribuì a rafforzare il suo orientamento favorevole alla libertà religiosa e alle idee dell'Illuminismo, che trovavano nella società britannica del XVIII secolo uno spazio di circolazione più ampio rispetto agli Stati italiani dell'epoca.
La Rivoluzione americana Durante il lungo soggiorno londinese Mazzei entrò in contatto con esponenti degli ambienti politici e intellettuali delle colonie britanniche d'America, tra i quali Benjamin Franklin, maturando un crescente interesse per la società nordamericana.
Nel 1773, attratto anche dalle opportunità economiche offerte dalla disponibilità di terre e dalla possibilità di introdurre nel continente americano colture mediterranee, si trasferì in Virginia accompagnato da un gruppo di agricoltori toscani. Del gruppo facevano parte anche Carlo Bellini, che dal 1779 al 1803 insegnò italiano al College di William e Mary, e Maria Martin, vedova che Mazzei avrebbe sposato nel 1778.
Durante il viaggio verso il luogo inizialmente prescelto per l'insediamento, Mazzei si fermò presso la tenuta di Monticello per incontrare Thomas Jefferson, con il quale era già entrato in relazione attraverso conoscenze comuni. Jefferson lo convinse a stabilirsi nelle vicinanze e gli cedette circa 193 acri, corrispondenti a circa 0,78 km², della propria proprietà. Su quei terreni Mazzei fondò la tenuta denominata Colle, successivamente ampliata.
Tra Mazzei e Jefferson nacque un rapporto duraturo, insieme personale, politico ed economico. I due collaborarono a progetti agricoli, tra cui il tentativo di introdurre la coltivazione della vite e altre colture mediterranee in Virginia, e condivisero un intenso confronto sui temi della libertà politica, della rappresentanza e della tolleranza religiosa.
Le difficoltà ambientali compromisero tuttavia una parte dei progetti agricoli di Mazzei: il clima della Virginia si rivelò poco favorevole ad alcune colture mediterranee e una forte gelata del 1774 danneggiò gravemente le piantagioni.
Parallelamente, Mazzei si inserì rapidamente nella vita pubblica della colonia. Prese posizione contro la politica britannica e pubblicò scritti a sostegno delle libertà coloniali, alcuni dei quali furono tradotti o rielaborati in inglese con l'aiuto di Jefferson. In essi sostenne principi di uguaglianza naturale, libertà civile e indipendenza politica che appartenevano al più ampio dibattito ideologico nel quale maturò la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d'America.
Poco dopo il suo arrivo fu coinvolto anche nella vita della comunità locale e partecipò alle assemblee della contea di Albemarle. Tra gli scritti politici attribuiti a questa fase figura Instructions of the Freeholders of Albemarle County to their Delegates in Convention, elaborato nel contesto della mobilitazione politica seguita allo scioglimento dell'assemblea coloniale della Virginia.
Naturalizzato cittadino della Virginia e sostenitore della causa indipendentista, nel 1778 Mazzei fu inviato in Europa con l'incarico di promuovere gli interessi dello Stato della Virginia, ricercando prestiti, rifornimenti militari e appoggi politici alla causa americana.
Durante il soggiorno europeo pubblicò articoli, intervenne nel dibattito politico e tentò di creare rapporti economici e diplomatici tra la Virginia e diversi Stati europei. Per l'attività svolta ricevette una remunerazione ufficiale dallo Stato della Virginia tra il 1779 e il 1784.
Tornato in Virginia nel 1783, non ottenne l'incarico consolare cui aspirava. Ricoprì comunque funzioni pubbliche nella contea di Albemarle. Nel 1785 lasciò definitivamente gli Stati Uniti, pur mantenendo una fitta corrispondenza con diversi protagonisti della Rivoluzione americana, soprattutto con Jefferson, che avrebbe nuovamente incontrato a Parigi.
La moglie Maria Martin rimase invece nella tenuta di Colle fino alla morte, avvenuta nel 1788. Nel 1783 Mazzei aveva trasferito la proprietà alla figliastra Margherita Maria Martini e al marito di questa, il francese Justin Pierre Plumard, conte di Rieux.
Il rapporto con Thomas Jefferson Il rapporto tra Mazzei e Thomas Jefferson durò per oltre quarant'anni ed è ampiamente documentato dalla loro corrispondenza. Jefferson espresse in diverse occasioni apprezzamento per le capacità, l'integrità e l'impegno politico dell'italiano.
Nel 1778, raccomandandolo a John Hancock, scrisse:
Il rapporto non fu tuttavia privo di difficoltà. In una lettera a James Madison del 1784, Jefferson reagì ironicamente alla notizia dell'imminente arrivo di Mazzei ad Annapolis:
Il tono della lettera rifletteva le peculiarità del carattere di Mazzei e alcune tensioni personali del momento, ma non determinò una rottura definitiva. La corrispondenza tra i due proseguì infatti per decenni.
Alla morte di Mazzei, nel 1816, Jefferson ne ricordò il rapporto quarantennale in una lettera a Giovanni Carmignani:
Nello stesso giorno Jefferson scrisse anche al diplomatico Thomas Appleton:
Un episodio particolarmente noto della loro corrispondenza riguarda una lettera inviata da Jefferson a Mazzei il 24 aprile 1796. Commentando la situazione politica statunitense, Jefferson criticò duramente gli ambienti federalisti vicini all'amministrazione di George Washington, sostenendo che negli Stati Uniti fosse sorto un gruppo politico
e aggiungendo:
La lettera, non destinata originariamente alla pubblicazione negli Stati Uniti, fu tradotta e pubblicata in Europa; una versione inglese circolò successivamente sulla stampa statunitense, provocando un'importante controversia politica. Il testo fu interpretato dagli avversari di Jefferson come un attacco anche a Washington e contribuì ad acuire le tensioni tra i due uomini negli ultimi anni della presidenza washingtoniana.
La Rivoluzione francese e l'attività in Polonia Durante il soggiorno europeo Mazzei continuò a promuovere la conoscenza degli Stati Uniti e delle loro istituzioni. Nel 1788 pubblicò a Parigi i quattro volumi delle Recherches historiques et politiques sur les États-Unis de l'Amérique Septentrionale, ampia opera dedicata alla storia politica, alle istituzioni e alla società della nuova repubblica americana.
Il libro contribuì alla diffusione in Europa della conoscenza dell'esperienza politica statunitense e accrebbe la notorietà di Mazzei negli ambienti illuministici e diplomatici.
Entrò quindi in relazione con Stanislao II Augusto Poniatowski, re della Confederazione polacco-lituana, per il quale svolse attività di rappresentanza e consulenza politica a Parigi. La posizione gli consentì di seguire direttamente sia le riforme polacche della fine del XVIII secolo sia gli avvenimenti della Rivoluzione francese, della quale condivise inizialmente alcuni principi liberali, prendendo tuttavia le distanze dalla successiva radicalizzazione rivoluzionaria.
Nel 1791 si trasferì a Varsavia, nel periodo delle grandi riforme culminate nella Costituzione del 3 maggio 1791. Pur inserito negli ambienti riformatori della monarchia polacca, non può essere considerato uno degli autori della costituzione; partecipò tuttavia al più ampio ambiente politico e intellettuale che sosteneva il programma riformatore di Stanislao Augusto.
Il progressivo smembramento della Confederazione polacco-lituana, aggravato dalla seconda spartizione del 1793, pose fine alle prospettive politiche cui Mazzei aveva collaborato. Lasciata la Polonia, rientrò definitivamente in Toscana e si stabilì a Pisa.
Nel 1796 sposò Antonina Tonini, dalla quale nel 1798 ebbe una figlia, Elisabetta.
Nel 1799, ormai quasi settantenne, assistette all'occupazione francese di Pisa e alla successiva reazione antifrancese. Frequentò gli ambienti liberali cittadini che si riunivano anche presso il Caffè dell'Ussero sul Lungarno e fu coinvolto nelle indagini avviate dopo il ripristino del precedente ordine politico, senza tuttavia subire conseguenze rilevanti.
Ultimi anni
Negli ultimi anni Mazzei si ritirò progressivamente dalla vita politica attiva, dedicandosi agli studi, all'agricoltura e all'orticoltura e frequentando gli ambienti liberali e intellettuali pisani.
Dopo la scomparsa definitiva della Confederazione polacco-lituana con la terza spartizione del 1795, rimase creditore di somme dovutegli dalla corte polacca. Nel 1802 lo zar Alessandro I di Russia, che aveva assunto parte degli obblighi finanziari della precedente monarchia, gli riconobbe un vitalizio.
Mazzei mantenne per tutta la vita un forte legame ideale con la Virginia e con gli amici americani, continuando a corrispondere con diversi protagonisti della rivoluzione e della prima repubblica statunitense, in particolare con Thomas Jefferson. Pur progettando più volte un ritorno negli Stati Uniti, non vi fece mai ritorno dopo la partenza del 1785.
Assistette negli ultimi decenni della sua vita all'ascesa e alla caduta di Napoleone Bonaparte e redasse le proprie memorie, pubblicate postume nel 1848.
Morì a Pisa il 19 marzo 1816, all'età di 85 anni. Fu sepolto nel Cimitero Suburbano di Pisa.
Memoria