Il 17º Stormo incursori è il reparto di incursori (Tier 1) dell'Aeronautica Militare, nonché unità militare per operazioni speciali - SOF/Special Operations Forces - di rilievo internazionale.

Costituita nel 2003 come Reparto incursori dell'Aeronautica Militare (RIAM), ma che ha assunto l'attuale denominazione (17º Stormo) l'8 aprile 2008. Trae le proprie origini dagli Arditi distruttori della Regia Aeronautica (ADRA), reparto operante nella seconda guerra mondiale, soprattutto in Africa settentrionale, da cui ha ereditato anche il "basco color sabbia" e il pugnale/daga da combattimento "Adra Ordinanza". L'attuale denominazione del reparto deriva invece dal disciolto "17º stormo intercettori teleguidati" e il proprio motto dal 17º Gruppo caccia.

Il 17º Stormo incursori, inquadrato nella 1ª Brigata aerea "operazioni speciali", fa parte delle forze speciali italiane (TIER 1), sotto il comando operativo del Comando interforze per le operazioni delle forze speciali (COFS).

Storia

Gli Arditi della Regia Aeronautica

Nel febbraio 1937 fu ufficialmente conferita alla Regia Aeronautica la responsabilità di approntare Scuole di Paracadutismo. Il 20 marzo 1938, all'aeroporto di Castel Benito, con la collaborazione del colonnello Stefano Cagna già trasvolatore atlantico e comandante dell'aeroporto, si inaugurerà ufficialmente la scuola di paracadutismo denominata "Campo scuola paracadutisti della Libia", e i primi allievi furono gli Àscari libici. Con decreto del Governatore datato 24 marzo sarà il primo reparto coloniale di questa specialità al mondo. Il colonnello pilota Prospero Freri, già pioniere del paracadutismo italiano e ideatore nel 1926 del paracadute Salvator e della Motobomba FFF, richiamato dall'Italia, sarà il responsabile della formazione degli ufficiali istruttori. Al comando della nuova truppa coloniale verrà posto il tenente colonnello del Genio Goffredo Tonini, Medaglia d'oro al valor militare. Il 22 marzo 1938 Italo Balbo governatore della Libia, tenne a battesimo il Battaglione Allievi Fanti dell'Aria, comandato da Goffredo Tonini, di Rimini, la cui istruzione era stata curata personalmente da Prospero Freri, chiamato a Tripoli da Italo Balbo, in dieci giorni. Per i lanci furono utilizzati il trimotore Savoia-Marchetti S.M.81 e il paracadute Salvator D.30.

Nel 1939 fu fondata a Tarquinia la prima scuola di paracadutismo militare sul territorio nazionale; di piccole dimensioni, la scuola divenne in brevissimo tempo un mito. Il Comandante, colonnello pilota Giuseppe Baudoin de Gillette, fece "rapire", dalla piazza d'Armi di Villa Glori una torre d'ardimento di circa 60 metri. Chiese e ottenne tre Caproni Ca.133 e paracaduti Salvator D39.

Intanto in Libia, a Castel Benito, dopo un lancio di trecento paracadutisti libici, era costituito il Reggimento paracadutisti "Fanti dell'aria" formato da due battaglioni. Nel 1940, luglio, a Tarquinia iniziarono i lanci, ma quattro morti funestarono quei giorni e i lanci furono sospesi. Le selezioni divennero più rigide e il 60% dei candidati allievi paracadutisti fu scartato e scartato anche l'utilizzo del Salvator D39, furono brevettati paracadutisti, in media, un allievo su dodici frequentatori iniziali.

In Libia cominciava intanto il reclutamento di volontari per formare un Battaglione Nazionale di Fanti dell'Aria, articolato su 5 compagnie, al comando del maggiore Arturo Calascibetta. Tra i volontari vi fu anche Carlo Maria Milani, poi istruttore a Tarquinia, Viterbo e Tradate. Allo scoppio della seconda guerra mondiale in Libia vi erano 500 paracadutisti àscari e 300 nazionali. I paracadutisti ebbero a terra il battesimo del fuoco nel gennaio 1941; i paracadutisti italiani e libici si batterono con "inusitato valore": i battaglioni paracadutisti, i due libici e quello italiano, sono riuniti costituendo il gruppo mobile "Tonini", e inviati nella Piana di El Fteah, presso l'aeroporto, per difendere l'accesso alla città di Derna. Il 15 gennaio 1941 ha inizio l'attacco inglese con tiro di artiglieria, incursioni aeree seguite da penetrazioni con mezzi delle colonne corazzate del generale inglese Richard O'Connor. Il gruppo "Tonini" difese la posizione di El Fteah fino al 25 gennaio 1941, quando fu investito da un violento attacco della 6ª Divisione di fanteria australiana e costretto a cedere terreno, venendo successivamente raggiunto e disperso dalle unità motorizzate inglesi. I superstiti del gruppo "Tonini" saranno in tutto 148 uomini tra ufficiali, sottufficiali e àscari. I superstiti assegnati al Raggruppamento "Pasquali", dopo aver raggiunto Bengasi, parteciperanno alla Battaglia di Beda Fomm, per poi riparare a Bengasi. Il reparto coloniale verrà sciolto pochi mesi dopo, mentre parte del battaglione nazionale di arditi andrà a formare i primi nuclei della 185ª Divisione paracadutisti "Folgore".

Il Reggimento d'assalto

Nella primavera del 1942, presso i comandi militari italiani, una parte dell'attività era dedicata all'approntamento dell'Operazione C3, nome in codice del piano per l'occupazione di Malta. Nel 1942 nacque dunque il 1º Reggimento d'assalto della R.A. "Amedeo d'Aosta", destinato a rendere famosi i reparti d'assalto dell'Aeronautica. L'isola di Malta costituiva una vera e propria spina nel fianco per il nostro traffico marittimo da e per l'Africa, con notevoli implicazioni sul flusso di rifornimenti alle nostre truppe nello scacchiere libico-egiziano. Lo Stato Maggiore dell'Aeronautica riteneva di dover estendere la diretta partecipazione della forza armata anche alle fasi dell'aviosbarco, mediante l'impiego di personale specializzato che doveva assolvere i seguenti compiti: Concorrere con reparti paracadutisti alla conquista degli aeroporti di Malta, presidiarli e conservarne il possesso per la successiva utilizzazione. Provvedere a rimettere in funzione aeroporti ed attrezzature aeroportuali, per mantenere e garantirne l'agibilità tecnico-operativa nelle successive fasi di afflusso. Partecipare alle varie fasi di attacco delle posizioni nemiche, collaborando con i reparti paracadutisti italiani e tedeschi impegnati nella fase preliminare dell'Operazione C3. Da questi presupposti d'impiego, nasceva l'idea di costituire quattro reparti speciali:

I° Battaglione d'assalto paracadutisti:

Costituito ufficialmente a Tarquinia, presso la scuola paracadutisti, il 12 maggio 1942, preposto allo svolgimento dei compiti 1 e 3. Aveva una consistenza organica di circa 350 uomini ed arrivò ben presto ad un alto livello addestrativo per quanto riguardava la preparazione lancistica, integrata poi, presso la Scuola del genio dell'Esercito Italiano di Civitavecchia, da corsi di specializzazione per guastatori, trasmettitori, cacciatori di carri.

Battaglione "riattatori" Loreto:

costituito all'Aeroporto di Cameri (Novara) il 10 giugno 1942, era preposto all'adempimento del compito numero 2 mediante aviotrasporto su alianti, non essendo paracadutisti, e, in parte, anche al numero 1. Aveva una consistenza organica doppia rispetto al I° Battaglione. Al 10 febbraio 1943 il Loreto, al comando del Ten. Col. Pil. SPE Guido Scovenna (proveniente dal 7° Stormo), contava una forza complessiva di 820 uomini, ossia 29 ufficiali, 57 sottufficiali e 734 militari di truppa, quindi leggermente al di sotto dell’organico, previsto in 31 ufficiali, 63 sottufficiali e 760 militari di truppa.

Nello stesso mese di febbraio, la 1ª e la 2ª compagnia, con parte degli ufficiali della 3ª e della 4ª, furono trasferite in Tunisia, dove furono riunite ai resti del 1º Battaglione Paracadutisti della Regia Aeronautica, già sul posto da novembre. L'Operazione C3, però, prevista per la fine di giugno-primi di luglio, dapprima fu rinviata per poi sfumare definitivamente. Il I° Battaglione era trasferito ad Arezzo, sul locale aeroporto, mentre il Loreto, in novembre, era stanziato in Sicilia, a Marsala. Nei primi giorni di novembre, i due battaglioni erano assemblati nel Reggimento d'assalto "Amedeo d'Aosta", ma si trattava, in realtà, di una formazione solo sulla carta, perché il reggimento non avrebbe mai visto riuniti al completo i suoi quattro reparti.

I° NAVSM (Nucleo Addestramento Volo Senza Motore):

Il Nucleo Aliantisti da sbarco e d'assalto, a Cameri e poi da fine aprile '43 all'aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, con duecento allievi piloti, fu costituito da 20 alianti DFS 230 (180 soldati equipaggiati trasportabili), quattro Gotha Go 242 (84 trasportabili) e due prototipi di Aeronautica Lombarda AL.12P, MM508 da trasporto e MM509 da assalto (28 soldati trasportabili): trainati da IMAM Ro.41, IMAM Ro.37 e Breda Ba.28, Caproni Ca.100, Caproni Ca.111 e Caproni Ca.133, Breda Ba.25, Fiat CR.42, e, per gli alianti più pesanti, il Savoia-Marchetti S.M.81. Il comando fu affidato al tenente colonnello pilota Adolfo Contoli.

Alla data del 17 marzo 1943, comandante del Reggimento era il Ten. Col. Donatello Gabbrielli – già comandante del 36º Stormo – e l'aiutante maggiore il Cap. AArs Rosoleo Manici (sino al 1930 tenente di Artiglieria nell'Esercito); gli uffici materiale e personale erano affidati rispettivamente al Ten. Pil. Carmelo Samperisi e al Ten. AArs Roberto Perticucci, mentre il comandante del Nucleo Deposito era il Cap. AArs Ciro Alessi.

Il Loreto, comandato dal Magg. Dal Masso, era strutturato su quattro compagnie, delle quali la 1^ e la 2^, fucilieri, provenienti dal Loreto “originale”, la 3^ e la 4^, mitraglieri, costituite da Personale della 5ª Squadra aerea: contava nove ufficiali (di cui uno medico), ventuno sottufficiali e 389 militari di truppa, dotati di 16 mitragliatrici cal. 8 (10 Fiat Mod. 14/35 e 6 Breda-SAFAT), 30 Beretta MAB 38A fucili mitragliatori, 450 moschetti Carcano Mod. 91 e 1926 bombe a mano.

Il Battaglione Paracadutisti (Cap. A. Molino) contava invece sette ufficiali (uno medico), undici sottufficiali, 196 paracadutisti in due compagnie fucilieri e 119 avieri della 5ª Squadra aerea in una compagnia mitraglieri, con 12 mitragliatrici Fiat cal. 8, 12 fucili mitragliatori, 196 moschetti ’91 e 2532 bombe a mano.

All’inizio di aprile, il Reggimento fu ulteriormente rafforzato, contando in totale 49 ufficiali, 85 sottufficiali (parte dei bersaglieri) e 1545 militari di truppa, con un armamento che comprendeva anche alcune mitragliere Breda 20/65 Mod. 1935.

Prima dell'armistizio presso Gebel Abiod, infatti, questo gruppo combatté a lungo contro le forze alleate, senza abbandonare mai la posizione. Dopo essersi paracadutati presso Philippeville (Algeria) e dopo una marcia forzata, il ponte di Beni Mansur, dal quale dovevano passare alcune truppe anglo-americane, è fatto saltare e distruggere da altri parà del X Reggimento del Regio Esercito, comandati dal tenente Giovanni De Totto. Successivamente si infiltrarono nel vicino campo d'aviazione e innescarono cariche esplosive italiane e tedesche. Dovevano recarsi nei pressi di El Carruba, ma nessuno arrivò per imbarcarsi e tornare in Italia. Così riportò allora il comando, che li imprigionò, allo stato maggiore della Royal Air Force:

Affermazioni, queste, che cancellano l'esistenza, scomoda per gli inglesi, degli ADRA, che all'8 settembre, nella realtà storica, furono già costituiti e operanti, almeno dall'inizio dell'anno. Il 1º luglio 1943 il 1º Reggimento d'assalto "Amedeo d'Aosta" fu posto in posizione quadro.

Battaglione Arditi Distruttori Regia Aeronautica