I pastofòria o pastophòria o pastofori (dal greco παστοφόριον, "abitazione dei sacerdoti nel tempio" o "camera per il tesoro") sono due stanze o sacrestie«Ὁ οἶκος ἔστω ἐπιμήκης, κατὰ ἀνατολὰς τετραμμένος, ἐξ ἑκατέρων τῶν μερῶν ἔχων τὰ παστοφόρια πρὸς ἀνατολήν», "La chiesa sia lunga, rivolta verso oriente, con i pastofòri a oriente da entrambi i lati" (Costituzioni apostoliche, II, 57, 3 (Funk, p. 161)). in cui i diaconi riponevano, affinché vi fosse conservato, il pane consacrato,. nonché i vasi sacri e altra suppellettile liturgica. Tipici del cristianesimo orientale, e almeno fino all'età carolingia anche di quello occidentale, i pastofori affiancavano l'abside. Questi due vani secondari erano anche detti rispettivamente "protesi" (πρόθεσις) e "diaconico" (διακονικόν).«Ὅτι οὐ δεῖ ὑπηρέτας ἔχειν χώραν ἐν τῷ διακονικῷ καὶ ἄπτεσθαι δεσποτικῶν σκευῶν», "Non bisogna che i suddiaconi abbiano posto nel διακονικόν, né che tocchino le suppellettili sacre" (Canones Concilii Laodiceni, 21 (Lambert, p. 156)).G. Binding, «Abside», Enciclopedia dell' Arte Medievale, Treccani, 1991.
Storia e descrizione Si tratta di due stanze a pianta quadrata o rettangolare, spesso absidate, disposte simmetricamente ai lati all'abside principale, in fondo alle navate laterali (o al deambulatorio, se la chiesa è a pianta centrale, circolare o poligonale, come nel caso di San Vitale a Ravenna).
L'ambiente di sinistra, o a nord, quando l'abside è, di regola, a est, è detto prothesis e vi si conservavano le offerte dei fedeli e la biblioteca, mentre nell'ambiente di destra, o a sud, detto diaconicon, si custodivano i vasi e i paramenti sacri, come nelle odierne sacrestie, e si disponeva di rifornimento d'acqua per i lavacri. Tuttavia non c'è concordanza di opinioni tra gli archeologi sulle funzioni di queste stanze, specialmente per quanto riguarda il diaconicon.«Quando uno degli ambienti presenta una divisione interna mediante cancelli, lo spazio minore sarebbe servito a deporvi le specie consacrate e taluni oggetti di culto» (, che a sua volta cita Geōrgios A. Sōtēriou).
L'introduzione dei pastoforia, tipici dell'area siro-microasiatica, è costantinopolitana: si ritrovano esempi in aree di influsso bizantino come a Ravenna,Basilica di Sant'Apollinare nuovo, Basilica di Sant'Apollinare in Classe. in chiese risalenti al V secolo e successive; ma anche in epoca carolingia, nel Nord Europa, diverse chiese ne sono dotate (Steinbach, Gernrode).
Note
Bibliografia
; 2ª ed., Bari, Edipuglia, 1980. "pastoforio" in Marco Aurelio Marchi, Dizionario tecnico-etimologico-filologico, Volume 2, p.32 "pastoforio" in Società Tipografica Tramater e Ci (a cura di), Vocabolario universale italiano compilato, vol. 5, Dai torchi del Tramater, 1835, p. 104. "melanofori" in Marco Aurelio Marchi, Dizionario tecnico-etimologico-filologico, Volume 1, p.507.
Voci correlate Abside Prothesis Diaconicon
Categoria:Parti di edifici dell'architettura religiosa Categoria:Sagrestie