La bandiera delle Fær Øer (in faroese Føroyska flaggið, in danese Færøernes flag), detta comunemente Merkið, è il vessillo nazionale dell'omonimo arcipelago, nazione costitutiva del Regno di Danimarca. È costituita da una croce scandinava rossa bordata di azzurro in campo bianco.
Il vessillo fu ideato nel 1919 da un gruppo di studenti faroesi a Copenaghen e issato per la prima volta nelle isole il 22 giugno di quell'anno a Fámjin. Rimasto per due decenni privo di riconoscimento ufficiale, fu approvato dalle autorità britanniche come bandiera delle navi faroesi il 25 aprile 1940, durante l'occupazione britannica dell'arcipelago nella seconda guerra mondiale; la ricorrenza è celebrata ogni anno come Flaggdagur ("giorno della bandiera"). Il riconoscimento danese giunse con la legge sull'autogoverno del 1948, mentre il disegno, i colori e l'uso della bandiera sono disciplinati da una legge del Løgting del 1959.
Nome Il nome Merkið significa "il vessillo", "l'insegna" o "il segno". Nella legislazione faroese la bandiera è indicata semplicemente come Føroya flagg, "bandiera delle Fær Øer".
Storia Precedenti Prima del Merkið i faroesi fecero uso di diversi simboli. Il più noto è l'ariete (veðramerkið), impiegato per secoli come insegna dall'ufficio del løgmaður; nella seconda metà dell'Ottocento comparve anche su una bandiera, con un ariete bianco in campo azzurro bordato di bianco, e ancora oggi figura nel logo dell'ufficio del primo ministro e dell'amministrazione faroese. Dopo la fondazione del Føroyingafelag nel 1888 si diffuse inoltre la bandiera con la beccaccia di mare (tjaldursmerkið), ispirata probabilmente alla ballata degli uccelli di Nólsoyar Páll, in cui l'uccello rappresentava lo stesso Nólsoyar Páll nella lotta contro i funzionari danesi. Le due insegne venivano talvolta esposte affiancate in occasioni di festa e assemblee popolari; non tutti, però, ritenevano adatta una bandiera con un animale, e la compagnia di navigazione Skipafelag Føroya ne disegnò una con croce rossa in campo azzurro, che però non fu mai usata. Tra i faroesi di Copenaghen, marinai e studenti, si discuteva spesso della necessità di una bandiera crociata come quelle degli altri paesi nordici.
Nascita del Merkið (1919) La bandiera fu ideata a Copenaghen nel 1919 da tre studenti faroesi: Jens Oliver Lisberg di Fámjin, studente di giurisprudenza, Janus Øssursson di Tórshavn, studente di teologia, e Thomas Pauli Dahl di Vágur, studente di medicina. I tre erano influenzati dal principio di autodeterminazione dei popoli sancito quell'anno dai trattati di pace di Versailles e ritenevano inappropriato che i faroesi, nelle occasioni di festa e di lutto, dovessero ricorrere al Dannebrog. Secondo il racconto di Øssursson, la scelta di rosso, bianco e blu, i "colori nordici", fu immediata, mentre il campo bianco servì a evitare una somiglianza eccessiva con le bandiere norvegese e islandese; i rapporti tra i colori seguirono la proposta di Lisberg.
Ninna Jacobsen, originaria di Tórshavn, cucì un primo esemplare da tavolo; su quel modello una fabbrica di bandiere ne realizzò uno per ciascuno dei tre amici, e il 2 marzo 1919 Louis Zachariasen li presentò alla festa di carnevale del Føroyingafelag di Copenaghen, dove furono accolti con favore. L'11 marzo l'associazione degli studenti faroesi approvò la bandiera all'unanimità. Un esemplare vero e proprio fu quindi commissionato alla Nordisk Fane- og Flagfabrik e sventolò per la prima volta all'aperto dalla finestra della stanza di Emil Joensen, futuro pastore, nel collegio universitario di Regensen. In estate Lisberg tornò a casa per le vacanze e il 22 giugno 1919 issò il Merkið a Fámjin, suo villaggio natale, in occasione di un matrimonio: fu la prima volta che la bandiera sventolò nelle isole. Lisberg morì di polmonite l'anno seguente, a 23 anni; l'esemplare originale è custodito sotto vetro nella chiesa del villaggio.
Nel 1943 Emil Joensen, allora presidente dell'associazione cristiana dei giovani faroesi di Copenaghen, diede una versione diversa della nascita della bandiera, attribuendo a sé stesso il primo schizzo della croce rossa bordata di blu. Il racconto, che contraddiceva quello pubblicato da Øssursson nel 1935, suscitò una lunga polemica sulla stampa faroese in Danimarca. In tutte le versioni, comunque, Lisberg risulta l'ideatore principale del vessillo.
Il poeta Hans Andrias Djurhuus compose per la bandiera il Kvæðið til Merkisins, divenuto l'inno della bandiera.
La "lotta per la bandiera" (1919-1940) Nello stesso 1919 a Tórshavn fu fondata un'organizzazione giovanile chiamata Merkið, con lo scopo di ottenere il riconoscimento del vessillo. Negli anni venti la bandiera cominciò a essere esposta in assemblee popolari, matrimoni e altre occasioni, benché il suo uso non fosse consentito; ne nacque un conflitto, il flaggstríð ("lotta per la bandiera"), che coinvolse il Løgting e contrappose i faroesi alle autorità danesi.
Protagonisti furono soprattutto i marinai. Il primo a issare il Merkið su un'imbarcazione fu Jóhan Hentze di Skúvoy, arrivato per l'Ólavsøka del 1920; il primo a farlo su una nave fu Óla Jákup í Skálum di Vestmanna, che nel 1923 acquistò lo sloop Neptun e navigò sotto la bandiera faroese fino alla morte, nel 1934. Nel 1924 fu multato di 20 corone e nel 1926, quando la nave di vigilanza danese Beskytteren gli intimò di ammainarla, girò tre volte attorno alla nave militare con il Merkið al vento. Le autorità negarono a diverse imbarcazioni che battevano la bandiera faroese la licenza per la pesca in Groenlandia.
Il 1930 segnò due episodi di particolare tensione. Alle celebrazioni per il millenario dell'Althing a Þingvellir, dove le Fær Øer erano tra le nazioni invitate, gli islandesi esposero su richiesta faroese il Merkið, ma le bandiere furono fatte ammainare su ordine della delegazione danese guidata dal primo ministro Thorvald Stauning. Poco dopo, durante l'Ólavsøka che celebrava il nono centenario della morte di sant'Olav, una folla di circa 2000 persone si radunò davanti al Løgting per chiedere che vi fosse issata la bandiera faroese. Il giorno della festa Páll Patursson, figlio del leader autonomista Jóannes Patursson, appese il Merkið a una finestra del parlamento e tagliò la drizza della bandiera danese; sottratto dalla folla alla polizia, fu poi condannato a una multa di 300 corone. Lo stesso giorno la bandiera danese fu ammainata anche al forte di Skansin, dove il Merkið fu inchiodato in cima all'asta. Negli anni trenta il Merkið sventolò davanti al Løgting a seconda che la maggioranza fosse del partito autonomista o di quello unionista.
Il riconoscimento britannico (1940) Il 9 aprile 1940, lo stesso giorno dell'invasione tedesca della Danimarca, lo sloop Eysturoyggin prese a battere il Merkið, per non essere scambiato per una nave di un paese sotto controllo tedesco. Il 13 aprile le Fær Øer furono occupate dal Regno Unito, che non accettava più che le navi faroesi navigassero sotto il Dannebrog; il governatore danese (amtmand) Carl Aage Vagn-Hansen si oppose all'uso del Merkið. La sera del 25 aprile 1940 la BBC annunciò che le navi faroesi avrebbero navigato sotto la propria bandiera; le autorità britanniche imposero inoltre di dipingere sulle fiancate la bandiera e le scritte Faroes e Føroyar. Durante la guerra i marinai faroesi navigarono sotto il Merkið soprattutto verso l'Islanda e la Scozia, e alcune navi raggiunsero gli Stati Uniti; anche a terra l'uso della bandiera si diffuse sempre più.
Il riconoscimento danese (1948) La questione della bandiera fu uno dei temi delle trattative del dopoguerra tra Fær Øer e Danimarca. La legge sull'autogoverno delle Fær Øer (legge n. 11 del 31 marzo 1948, in vigore dal 1º aprile) stabilisce all'articolo 12 che «è riconosciuta una speciale bandiera faroese»; le autorità danesi continuano a esporre la bandiera danese nell'arcipelago, anche sulle navi, e privati, aziende, associazioni e istituzioni possono usarla sulla terraferma, mentre le norme sull'uso della bandiera faroese nelle isole e sulle navi registrate nelle Fær Øer rientrano nelle competenze proprie faroesi.
La legge sulla bandiera (1959) Sulla base di questa competenza il Løgting approvò la legge n. 42 del 17 luglio 1959 sulla bandiera, tuttora in vigore. La legge è stata modificata nel 1998, quando i colori furono definiti secondo il sistema Pantone e fu abrogato il testo danese della norma, e da ultimo nel 2023.
Caratteristiche Disegno e proporzioni La legge descrive la bandiera come una croce su campo bianco; la croce è rossa e bordata d'azzurro. Il braccio rosso ha una larghezza pari a 1/8 dell'altezza della bandiera e ciascuna bordatura azzurra è larga la metà del rosso; i quattro campi bianchi sono rettangolari, quelli dal lato dell'asta sono quadrati e quelli esterni sono lunghi il doppio. Il rapporto tra altezza e lunghezza è di 8:11.
Ne risulta, come per la bandiera della Norvegia, una costruzione di 6-1-2-1-6 unità in altezza e 6-1-2-1-12 in lunghezza. La croce è quindi spostata verso l'asta, come in tutte le bandiere a croce nordica.
Colori Sistema Bianco Rosso Azzurro Pantone – 032 300 RGB 255-255-255 244-41-65 0-103-197 CMYK 0-0-0-0 0-96-74-0 100-56-2-0 I valori Pantone sono quelli fissati dalla legge; le corrispondenze RGB e CMYK sono quelle indicate dal Consiglio nordico dei ministri come equivalenti approssimativi.
La tonalità dell'azzurro ha subito diverse variazioni. Al momento del riconoscimento danese del 1948 il colore era descritto come "blu scuro", simile a quello della bandiera norvegese; la legge del 1959 lo definì invece azurblár ("azzurro"), una tonalità molto più chiara, mentre la modifica del 1998, con l'adozione del Pantone 300, ha riportato la bandiera verso un blu più scuro. Il rosso, descritto nel 1948 come "rosso acceso", è definito dalla legge del 1959 fagurreyður, "bel rosso".
Simbolismo La croce, come nelle altre bandiere nordiche, rappresenta il cristianesimo. Secondo l'interpretazione più diffusa, il bianco del campo richiama il cielo limpido e la schiuma delle onde che si infrangono sulle coste delle isole, mentre il rosso e il blu sono i colori del costume tradizionale faroese e, al tempo stesso, un richiamo ai legami con la Islanda e la Norvegia, le cui bandiere impiegano gli stessi colori.
Uso Norme La legge del 1959 vieta di apporre qualsiasi contrassegno sulla bandiera e obbliga le navi registrate nelle Fær Øer, a eccezione di quelle dello Stato, a battere bandiera faroese. La bandiera va issata su un'asta a essa destinata e, sulle imbarcazioni, a poppa. È vietato vendere o noleggiare bandiere dai colori o dalle proporzioni non conformi, così come oltraggiarla con parole o atti o utilizzarla come emblema di privati, associazioni o enti; l'uso pubblicitario è consentito solo per prodotti di fabbricazione faroese. Le norme non si applicano alle bandiere decorative o da tavolo. Le giornate di esposizione sono stabilite dal governo (Landsstýri) e la vigilanza sul rispetto della legge spetta alla polizia.
Secondo la consuetudine faroese non è ammesso issare due bandiere sulla stessa drizza o asta, mentre esporle affiancate e di dimensioni analoghe è considerato un segno di rispetto reciproco.
Flaggdagur Il 25 aprile, anniversario del riconoscimento britannico del 1940, è festa nazionale nelle Fær Øer con il nome di Flaggdagur, "giorno della bandiera", e vi si tengono celebrazioni dal 1947. La giornata prevede in genere parate, discorsi e musica bandistica in diversi villaggi dell'arcipelago; particolarmente sentita è la celebrazione a Fámjin, dove è conservata la prima bandiera.
Varianti Nell'arcipelago è diffusa, pur senza carattere ufficiale, una versione della bandiera a coda di rondine.
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Note
Voci correlate Stemma delle Fær Øer Croce scandinava Bandiera della Danimarca Bandiera dell'Islanda Bandiera della Norvegia
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