È famoso per l'invenzione di grandi sculture di arte cinetica chiamate mobile. Oltre alle opere di scultura, mobile e stabile, Alexander Calder si dedicò anche alla pittura, alle litografie e alla progettazione di giocattoli, arazzi, tappeti e gioielli.
Biografia
Calder proveniva da una famiglia di artisti. Il nonno, lo scultore Alexander Milne Calder, nacque in Scozia ed emigrò a Filadelfia nel 1868. È l'autore della colossale statua di William Penn in cima alla torre di Philadelphia City Hall. Il padre, Alexander Stirling Calder, è stato anch'esso uno scultore noto, ha prodotto molti monumenti pubblici, per lo più a Filadelfia. La madre, Nanette Lederer Calder, era una ritrattista professionista che aveva studiato presso l'Académie Julian e alla Sorbona a Parigi dal 1888 al 1893 circa. Essa si spostò in seguito a Filadelfia per frequentare la Pennsylvania Academy of the Fine Arts, dove incontrò Alexander Stirling Calder. Si sposarono il 22 febbraio 1895.
Un anno dopo, nel 1896, nasceva la sorella di Alexander Calder, Margaret “Peggy„, una delle personalità importanti nella fondazione del Berkeley Art Museum and Pacific Film ArchiveHayes, Margaret Calder, Three Alexander Calders: A Family Memoir. Middlebury, VT: Paul S Eriksson, 1977.. Nel 1902, all'età di quattro anni, Calder posò nudo per la scultura del padre The man Cub (il cucciolo dell'uomo), che oggi si trova al Metropolitan Museum of Art di New York. Nello stesso anno, Calder completava la sua prima scultura, un elefante d'argillaCalder, Alexander and Davidson, Jean, Calder, An Autobiography with Pictures. New York: Pantheon Books, 1966, p. 13. Tre anni dopo, quando aveva sette anni e sua sorella nove, il padre contrasse la tubercolosi; i genitori di Calder si trasferirono in un ranch a Oracle in Arizona, lasciando i figli alla cura di amici di famiglia per un anno. I bambini raggiunsero i genitori in Arizona alla fine del mese di marzo del 1906 e lì rimasero fino all'autunno dello stesso anno.
Dopo l'Arizona, la famiglia si trasferì a Pasadena, California. Il seminterrato della casa di famiglia divenne il primo studio di Alexander, ed egli ricevette il suo primo set di strumenti. Usava avanzi di filo di rame che riusciva a trovare per strada e le perline delle bambole della sorella per creare gioielli. Il 1º gennaio 1907, la madre lo portò con sé al Tournament of Roses dove poté osservare una corsa di carri trainati da cavalli. Questo evento divenne più tardi il modello del finale degli spettacoli dei circhi di filo di Calder.Calder, Alexander and Davidson, Jean, Calder, An Autobiography with Pictures. New York: Pantheon Books, 1966, pp. 21-22.
Nel 1909, al quarto anno di scuola, Calder creò, come regalo di Natale per i propri genitori, un cane e una papera da un foglio di ottone. Queste sculture erano tridimensionali e la papera era cinetica, poiché dondolava se sfiorata. Queste opere sono frequentemente citate come esempi dell'abilità precoce di Calder.
Nel 1910, la guarigione di Stirling Calder, il padre, fu completa e la famiglia tornò a Filadelfia, dove Alexander frequentò per breve tempo la Germantown Academy, e successivamente a Croton-on-Hudson a New York. A Croton, durante i primi anni di scuola, Calder strinse amicizia con il pittore Everett Shinn, con il quale costruì un sistema di treni meccanici con propulsione a gravità. Calder stesso lo descrisse così:
Facevamo correre il treno su rotaie di legno tenute da chiodi; un pezzo di ferro che correva giù per la pendenza accelerava le carrozze. Illuminavamo addirittura alcune vetture con luci di candela.New York: Pantheon Books, 1966, p. 31.
Dopo Croton, i Calder si trasferirono a Spuyten Duyvil per essere più vicini al Tenth Street Studio Building di New York, dove Stirling Calder aveva affittato uno studio. Durante la permanenza a Duyvil, Calder frequentò la Yonkers High School. Nel 1912, Stirling Calder venne eletto alla carica di direttore del Dipartimento di Scultura della Panama Pacific International Exposition a San Francisco. Iniziò a lavorare sulle sculture per l'esposizione che si tenne nel 1915.
Durante gli anni di scuola superiore di Alexander, tra il 1912 e il 1915, la famiglia fece la spola tra New York e la California. In ogni nuova abitazione, comunque, i genitori destinarono la cantina come atelier per il figlio. Alla fine di questo periodo, Calder, quando i suoi genitori tornarono a New York, rimase con i propri amici in California, così da potersi diplomare alla Lowell High School di San Francisco. Si diplomò nel 1915.
Sebbene i genitori avessero incoraggiato la sua creatività quando era bambino, essi non desideravano che i propri figli divenissero artisti, sapendo che li avrebbe attesi una carriera incerta e finanziariamente difficoltosa. Così, nel 1915, Calder decise di studiare ingegneria meccanica dopo aver saputo della disciplina da un compagno di classe della Lowell High School, tale Hyde Lewis. Stirling Calder iscrisse perciò il figlio allo Stevens Institute of Technology di Hoboken (New Jersey).
Durante il suo anno da matricola allo Stevens, Calder si unì alla squadra di football e si allenò con la squadra per tutti i quattro anni seguenti, senza mai giocare una partita. Giocò anche a lacrosse, per il quale era più portato. Era membro della confraternita Delta Tau Delta. Eccelleva in matematica. Nell'estate del 1916, Calder trascorse cinque settimane di formazione al Plattsburg Civilian Military Training Camp. Nel 1917, entrò a far parte dello Student's Army Training Corps, Sezione Navale, allo Stevens e venne nominato guida del battaglione. Ho imparato a parlare lateralmente alla bocca e non sono mai stato del tutto in grado di correggermi da allora.Calder, Alexander and Davidson, Jean, Calder, An Autobiography with Pictures. New York: Pantheon Books, 1966, p. 47. Calder si laureò presso lo Stevens nel 1919. Per diversi anni a seguire, eseguì numerosi lavori di ingegneria, come ingegnere idraulico e come disegnatore per la New York Edison Company, senza però sentirsi soddisfatto di nessuno di questi ruoli. Nel giugno 1922, Calder iniziò a lavorare come fuochista nella sala caldaie della nave H. F. Alexander. Mentre la nave era in viaggio tra San Francisco e New York, Calder vide in prossimità delle coste del Guatemala il sole sorgere e contemporaneamente la luna tramontare su opposti orizzonti. Così ne parlò nella propria autobiografia:
Era mattino presto e il mare era calmo al largo del Guatemala, quando sopra il mio giaciglio - una corda arrotolata - vidi l'inizio di una fiammeggiante alba da una parte e la luna che pareva una moneta d'argento dall'altra.
Quando la H.F. Alexander attraccò a San Francisco, Calder viaggiò fino ad Aberdeen, Washington, dove la sorella viveva con il marito, Kenneth Hayes. Calder trovò impiego come addetto al controllo delle ore di lavoro in una segheria. Lo scenario montuoso lo ispirò a scrivere a casa per richiedere colori e pennelli. Poco dopo decise di tornare a New York per intraprendere la carriera di artista.
Carriera artistica Alla decisione di diventare un artista, seguì il viaggio di Calder verso New York per iscriversi alla scuola d'arte Art Students League di New York. Da studente, collaborò con la National Police Gazette dove, nel 1925, uno dei suoi compiti fu di disegnare il Ringling Brothers and Barnum and Bailey Circus. Calder venne affascinato dal circo, un tema che sarebbe riapparso nei suoi lavori successivi.
Il Circo Calder Nel 1926, Calder si trasferì a Parigi dove affittò uno studio al 22 di rue Daguerre nel quartiere di Montparnasse. Su suggerimento di un mercante di giocattoli serbo, cominciò a produrre giocattoli articolati. Non trovò mai più il commerciante di giocattoli, ma, su pressione dell'amico scultore José de Creeft, presentò i suoi giocattoli al Salon des Humoristes. Successivamente, Calder cominciò a creare il suo Circo Calder, un circo in miniatura costruito con filo metallico, spago, gomma, stracci ed altri oggetti di recupero. Progettato per essere contenuto in valigie (alla fine crebbe tanto da riempirne cinque), permise a Calder di viaggiare e tenere spettacoli su entrambi i lati dell'Atlantico. Calder elaborava spettacoli improvvisati, ricreando i numeri di un circo reale. Presto il suo Circo Calder (normalmente visibile presso il Whitney Museum of American Art, divenne popolare con l'Avanguardia parigina. Certi mesi Calder faceva pagare un biglietto di ingresso per poter pagare l'affitto.
Nel 1927 Calder tornò negli Stati Uniti. Progettò parecchi giocattoli cinetici di legno per bambini, che venivano prodotti in serie dalla Gould Manufacturing Company, a Oshkosh, nel Wisconsin. Gli originali, come le repliche in serie, sono visibili nel Berkshire Museum a Pittsfield, Massachusetts. Nel 1928 tiene la sua prima mostra personale in una galleria commerciale, presso la Galleria Weyhe a New York. Nel 1934, ha avuto la sua prima mostra personale in un museo degli Stati Uniti presso la The Renaissance Society della Università di Chicago.
Nel 1929 la sua prima mostra personale di scultura di filo a Parigi presso la Galerie Billiet. Il pittore Jules Pascin, un amico di Calder dai tempi dei caffè di Montparnasse, ne ha scritto la presentazione. Nel giugno del 1929, mentre viaggiava da Parigi a New York, Calder incontrò la futura moglie, Louisa James, pronipote dello scrittore Henry James e del filosofo William James. Si sono sposati nel 1931. Mentre era a Parigi, Calder incontrò e divenne amico di molti artisti dell'Avanguardia, incluso Joan Miró, Jean Arp, e Marcel Duchamp. Una visita del 1930 allo studio di Piet Mondrian lo "shockò" e lo convinse ad abbracciare la bandiera dell'astrattismo.
Le Mobiles
Il Circo Calder può essere visto come l'inizio dell'interesse di Calder sia per la sculture di filo di ferro che per l'arte cinetica. Mantenne un'attenzione costante per il rispetto dell'equilibrio del bilanciere delle sue sculture e le utilizzò per sviluppare le sculture cinetiche che Marcel Duchamp avrebbe nominato in modo definitivo "mobiles", un gioco di parole francese che significa sia "mobile" che "movente". Calder progettò alcuni personaggi del suo circo sospesi ad un filo. I numerosi esperimenti per sviluppare la scultura astratta, dopo la sua visita fatta a Mondrian, lo portarono alle sue prime vere sculture cinetiche, azionate per mezzo di manovelle e pulegge.
Entro la fine del 1931 era arrivato rapidamente alle più delicate sculture che derivavano il loro moto dalle correnti d'aria negli ambienti. Così sono nati i veri mobiles di Calder.
Le Stabiles Nello stesso periodo, Calder stava anche sperimentando sculture astratte autoportanti, soprannominate stabiles da Arp per differenziarle dai mobiles. Calder e Louisa tornarono in America nel 1933 per stabilirsi in una fattoria che acquistarono a Roxbury, nel Connecticut, dove misero su famiglia (la prima figlia, Sandra, nacque nel 1935, e la seconda, Mary, nel 1939). Calder continuò a dare spettacoli col suo Circo Calder; lavorò anche con Martha Graham, disegnando la scenografia per i suoi balletti e creò una macchina scenografica in movimento per il Socrate di Eric Satie nel 1936.
La sua prima commissione pubblica è stata un paio di mobiles progettati per il teatro aperto nel 1937 nel Museo Berkshire a Pittsfield (Massachusetts)