Luigi Berzolari, Commemorazione di Ernesto Pascal,, Rend. del R. Ist. Lombardo di Scienze e Lettere, 73, (1939-40), n. 2, pp. 162-170.
Biografia Nacque a Napoli da una famiglia di lontane origini francesi. Pascal si laureò all'Università di Napoli nel 1887 e nei due anni successivi frequentò corsi di perfezionamento a Pisa e Gottinga. Soprattutto quest'ultimo corso fu importante per la sua successiva carriera, in quanto lo fece notare da Felix Klein. Al ritorno in Italia, ottenne una Cattedra di calcolo infinitesimale, a Pavia. Nel 1907, poi, tornò a Napoli per restarci definitivamente, insegnando all'Università di Napoli. Dal 1910 al 1939 diresse la rivista Giornale di Matematiche fondata da Giuseppe Battaglini.
Pascal fu un forte critico dei "Costumi e usanze nelle Università italiane"Marco Taddia, La crisi dell'università, come la vedeva Pascal (Ernesto) Scienza in Rete, novembre 2010 dove si specifica anche che la famiglia era originaria di Tarascona. Queste critiche portarono ad iniziative concrete quando divenne preside della Facoltà di Scienze di Napoli. Tra l'altro, fondò il seminario di Matematica e dotò ogni cattedra di un proprio laboratorio. Uno di questi laboratori, il Gabinetto di Calcolo Differenziale, si trasformò nell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo.Autour d'un mémoire de Vincenzo Riccati: histoire de la construction tractionnelle des équations différentielles capitolo 11, di Dominique Tournès, Parigi 2004
Ernesto Pascal sviluppò moltissimo la teoria degli integrafi,Un integrafo è uno strumento meccanico che, dato il grafico di una funzione, permette di tracciare quello della funzione integrale. inventati da Bruno Abdank-Abakanowicz studiandone l'utilizzo nella soluzione grafico-numerica di equazioni differenziali e progettò strumenti specifici per questo utilizzo. Molti degli integrafi da lui progettati vennero realizzati da Roberto Marcolongo. Fu relatore della tesi di laurea di Renato Caccioppoli, anche se quest'ultimo diventerà molto critico nei suoi confronti.
Fece parte dell'Accademia Nazionale dei Lincei, pur senza conseguire mai il Premio Reale messo in palio dall'Accademia, dell'Istituto Lombardo e dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Quest'ultima gli conferì due volte (nel 1904 e nel 1914) la medaglia d'oro per la Matematica.
Nonostante il carattere autoritario, fu fermamente ostile al fascismo. I due figli, Alberto e Mario, seguirono le orme paterne dedicandosi allo studio e all'attività accademica, il fratello Carlo fu un importante latinista.
Il liceo di Pompei è intitolato a suo nome.
Opere La produzione scientifica di Ernesto Pascal è molto ampia e comprende oltre 250 opere Per le opere di Pascal, si può fare riferimento a questa lista dal sito dell'Università di Palermo. Tra le più significative si possono ricordare: Repertorio di matematiche superiori (definizioni, formule, teoremi, cenni bibliografici) (1898-1900)Il frontespizio e alcune pagine della parte I - Analisi, dal sito della Biblioteca dell'Università di CornellIl frontespizio e alcune pagine della parte II - Geometria, dal sito della Biblioteca dell'Università di Cornell Esercizi e note critiche di calcolo infinitesimale (1895) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive I determinanti. Teoria ed applicazioni (1897)L'intera opera in PDF, dal sito dell'Università del Michigan Lezioni di Calcolo infinitesimale Parte I: calcolo differenziale (1902) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive Lezioni di calcolo infinitesimale Parte II: calcolo integrale (1895) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive Lezioni di calcolo infinitesimale Parte III: calcolo delle variazioni e calcolo delle differenze finite (1897) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive I gruppi continui di trasformazioni (1903) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive Teoria delle funzioni ellittiche (1896) L'intera opera in PDF/DjVu dal sito Internet Archive I miei integrafi per equazioni differenziali, Atti della R. Acc. delle Scienze Fisiche e Mat. di Napoli, 1913 - 1914Nel 1914, L'opera venne ampliata e pubblicata come volume dall'editore Pellerano (Napoli. Questo volume è ora disponibile in formato PDF sul sito della Cornell University
Note
Collegamenti esterni
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