Caratteristiche tecniche Giocatore Paragonato a Paulo Roberto Falcão, è stato un centrocampista centrale dotato di «ottima tecnica, personalità, grande senso geometrico, bel lancio»; pur se caratterizzato da apparente lentezza,. era in possesso di ottime doti fisiche e di notevole resistenza allo sforzo prolungato. Si disimpegnò con egual successo sia in fase difensiva – molto abile nel sottrarre il pallone agli avversari, si rivelò in particolare «uno specialista del fallo tattico» –, sia in quella propositiva. La sua carriera agonistica, nonostante il lusinghiero palmarès, risentì tuttavia di irrisolti guai alle ginocchia, conseguenti a malanni giovanili scorrettamente curati e poi cronicizzatisi, che a più riprese ne frenarono il rendimento.

Allenatore In panchina si dimostra molto preparato tatticamente e per questo nient'affatto restìo a sperimentare in tal senso, schierando le sue squadre con differenti moduli a seconda dell'avversario ma sempre con una filosofia di gioco ben riconoscibile. Nonostante agli esordi si fosse guadagnato la fama di difensivista, le sue formazioni mostrano in realtà un approccio abbastanza offensivo nonché improntato al bel gioco.

Carriera Giocatore Club Benfica e Sporting Lisbona Cominciò a giocare in patria nel vivaio del Repesenses, passando nel 1986 alle giovanili del ; nel 1989 approdò in pianta stabile nella prima squadra di Sven-Göran Eriksson, dove rimase per quattro stagioni conquistando al debutto una Supercoppa di Portogallo (e raggiungendo la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Milan), nel 1991 il campionato e, due anni dopo, la coppa nazionale, militando a fianco di elementi quali un esperto Paulo Futre e un giovane Rui Costa. Nell'estate del 1993, complice i problemi economici del club biancorosso, venne ceduto assieme ad António Pacheco ai concittadini dello dove rimase per una stagione, giocando in un reparto che vedeva anche il bulgaro Balăkov e il connazionale Luís Figo.

Juventus

Dal 1994 al 1996 militò nella , che lo acquistò dai lusitani per 10 miliardi di lire..

Nella prima annata in Italia, schierato dall'allenatore Marcello Lippi a centrocampo in coppia con un altro neoacquisto, il francese Deschamps, Sousa fu determinante nel conseguimento del double nazionale composto dallo scudetto, mancante al club torinese da nove anni, e dalla Coppa Italia (arrivando inoltre alla finale di Coppa UEFA persa contro il Parma), venendo insignito del Guerin d'oro quale miglior giocatore della Serie A. Inversamente nella seconda, sia a causa di vari infortuni sia perché gli avversari presero a marcarlo a uomo, offrì un rendimento al di sotto delle aspettative, conquistando comunque nel corso della stagione una Supercoppa Italiana e giocando poi da titolare la vittoriosa finale di Champions League contro l'Ajax.

Due furono le sue reti in maglia bianconera, entrambe in match di cartello: la prima in campionato, l'8 gennaio 1995, nella sfida-scudetto del Tardini contro il Parma, e la seconda il 17 aprile 1996 al , nella semifinale di ritorno della Champions League giocata al la Beaujoire.

Borussia Dortmund, Inter e ultimi anni

In seguito vestì dal 1996 al 1998 la maglia dei tedeschi del , con cui si aggiudicò nel 1997 la sua seconda Champions League, battendo in finale proprio i suoi ex compagni juventini – divenendo uno dei soli quattro giocatori (con Marcel Desailly, Gerard Piqué e Samuel Eto'o) ad aver vinto la massima competizione europea per club, per due anni di fila, con due società diverse«Marcel Desailly, Paulo Sousa e Samuel Eto'o, gli unici giocatori che hanno vinto il torneo in due stagioni consecutive con due squadre diverse. [...] A loro si aggiunge Gerard Piqué, che però non ha giocato la finale del 2008 a Mosca con il Manchester United prima di vincere quella del 2009 a Roma con il Barcellona», cfr. –, e la Coppa Intercontinentale, quest'ultima superando il Cruzeiro.

Nel gennaio del 1998 tornò in Italia trasferendosi per 13,2 miliardi di lire. all', club dove rimase fino al 2000, ma da qui in avanti il suo rendimento non raggiungerà mai più i picchi del passato. Militò successivamente nelle file del (2000), degli ellenici del (2000-2001) e degl'iberici dell' (2002) sino al ritiro dall'attività agonistica, arrivato poco prima di compiere trentadue anni, a causa di sempre più pressanti problemi fisici.

Nazionale Assieme a elementi quali Couto e João Pinto, nel 1989 fece parte del talentuoso che, allenato da Carlos Queiroz, vinse in Arabia Saudita il suo primo campionato mondiale di categoria; a cavallo degli anni 1980 e 1990 difese poi i colori dell'Under-21 lusitana.

Nel 1991 avvenne l'approdo nella nazionale maggiore portoghese, di cui indossò la maglia per 51 volte dal debutto, avvenuto il 16 gennaio 1991 in un'amichevole con la (1-1), all'ultima apparizione nel 2002, ancora in un'amichevole, con la (2-0). Giocò per il suo paese al in Inghilterra, e al in Belgio e nei Paesi Bassi, e fu membro della squadra portoghese al in Corea e Giappone, dove tuttavia non disputò alcuna partita ritirandosi definitivamente al termine della competizione.

Allenatore Gli inizi, le esperienze inglesi La carriera in panchina inizia con il , guidato dal 2005 al 2008, quando ricopre brevemente anche il ruolo di assistente del commissario tecnico del , Carlos Queiroz, già suo tecnico nelle selezioni giovanili lusitane.

Il 19 novembre dello stesso anno è ingaggiato dagli inglesi del come allenatore della prima squadra; il 9 aprile 2009 il patron Flavio Briatore lo allontana a campionato in corso, con le Hoops che dopo ventisei giornate stazionano al decimo posto, distanti nove punti dalla zona play-off. Per l'annata 2009-2010 è sulla panchina dello , formazione con cui raggiunge il settimo posto finale in Championship, miglior piazzamento dei gallesi da ventisette anni a quella parte. Il 7 luglio 2010 firma con il , ma dopo meno di tre mesi, il 1º ottobre, con all'attivo una sola vittoria in campionato su nove partite, è il quattordicesimo allenatore a essere esonerato dalle Foxes dal 2004.

Videoton e Maccabi Tel Aviv Il 15 maggio 2011 si accorda con il , club campione d'Ungheria, con il quale però viene subito eliminato al secondo turno preliminare di Champions League, per mano dello . Con la squadra magiara raggiunge il secondo posto in campionato, vincendo due Supercoppe e una Coppa di Lega. Il 7 gennaio 2013 si dimette per motivi familiari e, il 12 giugno seguente, firma con il , chiamato dal direttore sportivo Jordi Cruijff. Con la formazione israeliana, dopo essere stato eliminato dagli svizzeri del Basilea al terzo turno preliminare di Champions League, inanella un buon cammino in Europa League raggiungendo i sedicesimi di finale, dove viene nuovamente eliminato dai RotBlau. A fine stagione, dopo aver fatto bissare la vittoria nel campionato alla squadra gialloblù, risolve il contratto.

Basilea e Fiorentina Il 28 maggio 2014 stipula un accordo proprio con il . Al suo primo tentativo vince il campionato elvetico, il sesto consecutivo per i rossoblù; arriva inoltre in finale di Coppa Svizzera, dove perde contro il , mentre in Champions League viene eliminato agli ottavi dal . Terminata la stagione, il 17 giugno 2015 risolve anticipatamente il contratto con il club elvetico e, quattro giorni dopo, si accorda con gli italiani della , giungendo così ad allenare in cinque campionati diversi nello spazio di sei anni.

Comincia la Serie A con sei vittorie nelle prime sette giornate, un record mai raggiunto nella storia viola; dopo una positiva prima parte di stagione, in cui Sousa riporta dopo sedici anni i toscani in testa alla classifica, una successiva flessione fa chiudere loro il campionato al quinto posto. Confermato dalla squadra gigliata nella stagione successiva, chiude l'annata all'ottavo posto fallendo l'obiettivo delle coppe europee; al termine della stessa non viene confermato e sostituito da Stefano Pioli.

Tianjin Quanjian e nazionale polacca Il 6 novembre 2017 approda in Cina assumendo la guida tecnica del ; viene esonerato il 4 ottobre 2018, con la squadra a metà classifica. L'8 marzo 2019 torna ad allenare in Europa, subentrando sulla panchina del ; rimane in Francia fino al termine della stagione 2019-2020, risolvendo il successivo 10 agosto il contratto che lo legava ai girondini.

Il 21 gennaio 2021 diviene commissario tecnico della . Nel giugno dello stesso anno guida la nazionale biancorossa alla fase finale del (posticipato per la pandemia di COVID-19), chiuso al primo turno. Rimane il selezionatore dei polacchi nei mesi seguenti, per le successive qualificazioni al , non riuscendo a ottenere l'accesso diretto alla fase finale in Qatar e venendo pertanto relegato al turno di spareggi. Il 29 dicembre 2021, prima della disputa degli stessi, risolve anticipatamente il contratto con la federazione polacca.

Flamengo e Salernitana Il giorno stesso dell'addio alla nazionale polacca, viene formalizzato il suo ingaggio come tecnico del , nella massima serie brasiliana. Il 9 giugno 2022, viene sollevato dall'incarico, dopo la sconfitta esterna per 1-0 contro il .

Il 15 febbraio 2023, Sousa fa ritorno in Serie A, subentrando all'esonerato Davide Nicola alla guida della , in quel momento quintultima in classifica. Il debutto sulla panchina granata, quattro giorni dopo, non è positivo coincidendo con una sconfitta interna per 0-2 contro la ; ciò nonostante, nel prosieguo del campionato, con una serie di risultati utili, riesce a traghettare la squadra campana alla salvezza. Al contrario, nella stagione seguente la Salernitana ha un avvio al di sotto delle aspettative; il 10 ottobre 2023 il tecnico viene esonerato, coi granata al penultimo posto, lasciando la panchina dei campani a Filippo Inzaghi. Nel febbraio del 2024, Sousa rescinde consensualmente e anticipatamente il proprio contratto con il club.

Shabab Al-Ahli Il 30 giugno 2024, viene annunciato il suo ingaggio come tecnico dello , squadra della massima serie emiratina. Alla stagione d'esordio a Dubai, Sousa guida la squadra a uno storico quadruple con le vittorie di campionato, President's Cup, Supercoppa degli Emirati Arabi Uniti e UAE-Qatar Challenge Shield; a corollario, sotto la gestione del portoghese lo Shabab Al-Ahli stabilisce la più lunga serie d'imbattibilità nella storia del calcio emiratino, con 33 partite consecutive senza sconfitte – al contempo, la più lunga striscia d'imbattibilità al mondo nella stagione 2024-2025 –, facendo inoltre registrare il migliore risultato di sempre nel girone di andata con 38 punti totalizzati.

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