Casablanca (, lett. "La casa bianca"; in tamazight del Marocco centrale: taddart tumlilt; pronuncia francese , pronuncia spagnola ) è una città situata nel nord-ovest del Marocco, sulla costa atlantica, a circa 80 km a sud di Rabat, la capitale amministrativa. Capitale economica del Paese, sede della regione Casablanca-Settat, è la città più grande del Maghreb per popolazione; durante il censimento del 2014, la sua popolazione era di abitanti, rendendola la città più popolosa del regno, e quella del suo agglomerato ammontava a abitanti.
La sua area metropolitana è quindi tra le maggiori del continente africano (insieme al Cairo, Lagos, Kinshasa, Nairobi, Abidjan e Alessandria d'Egitto), nonché l'ottava del mondo arabo. Casablanca costituisce il principale centro economico, industriale e finanziario del Marocco e ospita il secondo più grande porto del Nordafrica dopo Tangeri Med, oltre alla principale base navale della Marine royale. La città è sede di numerose compagnie nazionali ed internazionali, nonché di vaste aree industriali.
Da piccolo insediamento costiero di poche centinaia di abitanti nella prima metà del XIX secolo, la città conobbe una rapida e vasta espansione soprattutto durante il protettorato francese, grazie in particolare alle attività di ampliamento del porto. A differenza delle città imperiali del Marocco, Casablanca non vanta un vasto patrimonio storico ed artistico molto antico, ma a differenza di queste ha sperimentato nel corso del XX secolo vari stili di architettura moderna, incoraggiati da Hubert Lyautey e applicati da una generazione di architetti europei, molti dei quali formatisi all'École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi.
Geografia fisica Territorio La città sorge nella piana di Chaouia. Una delle attrazioni naturali della città è rappresentata dalla foresta di Bouskoura, piantata nel XX secolo e costituita in gran parte da eucalipti e pini.
Clima
Casablanca ha un clima mediterraneo con una forte tendenza oceanica (Csb), particolarmente gradevole. La sua posizione sull'Oceano Atlantico le conferisce inverni miti e relativamente umidi, ed estati moderatamente calde ma prive di precipitazioni. La temperatura media annua è di 18,88 °C e le precipitazioni cumulate annue ammontano a 426,1 mm.
Durante l'inverno, il gelo è praticamente inesistente: la temperatura più bassa mai registrata è di -2,7 °C. In estate, le temperature sono generalmente piacevoli quando il vento soffia dal mare. Tuttavia, durante gli episodi di vento di terra (l'equivalente marocchino dello scirocco), la città può sperimentare temperature torride per diversi giorni. La temperatura massima registrata è di 40,5 °C.
Etimologia Sotto i Banu Barghawata, la città era nota come Anfa, che in berbero significa "la collina".
Il nome arabo الدار البيضاء (al-Dār al-Bayḍā’) è la traduzione del nome portoghese Casabranca e dello spagnolo Casablanca che significano letteralmente "casa bianca", in riferimento ad un edificio in calce che fungeva da punto notevole per i marinai iberici.
Storia
Preistoria Il primo insediamento venne stabilito nel X secolo a.C. dalle locali popolazioni berbere, per poi passare sotto il controllo dei Fenici e dei Romani.
Anfa sotto le dinastie berbere La città, nota allora come Anfa, fu parte del regno berbero dei Banu Barghawata nell'VIII secolo e costituiva un insediamento costiero che includeva un porto. Il porto di Anfa ricoprì un ruolo importante sotto i Merinidi.
Sotto i portoghesi
Nel corso del XIV secolo, Anfa conobbe un periodo di indipendenza e divenne rifugio per i corsari barbareschi. I Portoghesi bombardarono e rasero al suolo la città nel 1468. Nel 1515 realizzarono tra le rovine di Anfa una fortezza militare e rifondarono la città nel 1575 come Casa Branca. La città venne colpita dal terremoto di Lisbona del 1755 e i Portoghesi infine abbandonarono la città nello stesso anno, dopo l'aumentare degli attacchi da parte delle tribù circostanti. La città venne ricostruita l'anno seguente da Muhammad III del Marocco.
Il XIX secolo Nel corso del XIX secolo, la città divenne sede dell'industria tessile e crocevia dei traffici atlantici britannici di polvere da sparo e di tè. Nel 1836 la città ospitava 700 abitanti, ma con l'arrivo di commercianti da altre città del Marocco, la popolazione salì a nel 1860 e a nel 1880.
Il protettorato francese
La conferenza di Algeciras del 1906 formalizzò l'influenza francese in Marocco. Nel 1907 a Casablanca risiedevano abitanti. Le autorità coloniali francesi investirono nel porto e nelle infrastrutture della città tramite la Companie Marocaine, avviando la costruzione di una ferrovia. Il 28 luglio 1907, una delegazione delle circostanti tribù della Chaouia premette sul qāʾid Abu Bakr Ibn Abi Zayd al-Slawi affinché arrestasse le attività di costruzione del porto e della ferrovia. Due giorni dopo, le tribù insorsero, attaccando un treno in viaggio sulla ferrovia e provocando la morte di nove operai europei. La marina francese reagì bombardando la città, provocando migliaia tra morti e feriti e la quasi totale distruzione della città.
Nel 1912 il Marocco divenne protettorato francese. Il governatore Hubert Lyautey si adoperò per la valorizzazione dell'economia di Casablanca ove già nel XIX secolo la popolazione dell'area cominciò a crescere considerevolmente con l'aumentare del traffico commerciale marittimo. Lyautey fece progettare nuovi quartieri che costituissero una città nuova (Ville nouvelle), affidando i lavori all'architetto Henri Prost. La città divenne sede di una vasta comunità di europei, principalmente francesi, spagnoli e italiani, che costituivano metà della popolazione nei primi decenni del protettorato. Nel 1915 si tenne lExposition Franco-Marocaine. Decine di migliaia di marocchini giunsero da tutto il paese stabilendosi nella città vecchia e in baraccopoli ai margini della città. Le autorità realizzarono il quartiere Hubous, che accogliesse nuovi arrivati marocchini. Nel 1921 la città ospitava abitanti.
La seconda guerra mondiale
In seguito al secondo armistizio di Compiègne, buona parte dei coloni europei rimase fedele a Philippe Pétain, che ordinò alla autorità di rimanere neutrali e di difendere il territorio da qualsiasi aggressione, mentre molti attivisti favorirono Charles de Gaulle.
Nel novembre 1942, gli Alleati, con l'Operazione Torch, invasero Casablanca dopo una battaglia navale. Nel gennaio 1943, la città fu teatro della conferenza di Casablanca.
Il dopoguerra A partire dagli anni 1940, la città fu sede di attività indipendentiste. Il 7 aprile 1947, i tiralleurs senegalesi, istigati dalle autorità, compirono un massacro di centinaia di operai marocchini (evento poi noto come ضربة ساليغان, Ḍarbat Sālighān), in modo da sabotare il discorso di Tangeri. Nel dicembre 1952, scoppiarono rivolte a seguito dell'assassinio del sindacalista tunisino Farhat Hached da parte dei servizi segreti francesi e nel 1953, il militante indipendentista Muhammad Zarqtuni compì un attentato nel mercato centrale che provocò la morte di diciannove vittime, in protesta all'esilio del sultano Muhammad V.
In seguito all'indipendenza Gli anni di piombo
Il 22 marzo 1965, scoppiarono rivolte studentesche, organizzate da gruppi affiliati all'Unione Nazionale delle Forze Popolari. Le proteste consistettero inizialmente in una marcia pacifica tenutasi di fronte al Liceo Mohammed V; i manifestanti chiedevano accesso all'istruzione superiore. La marcia venne dispersa violentemente. Gli eventi degenerarono il giorno seguente, quando agli studenti si unirono lavoratori e disoccupati. I manifestanti gridarono cori contro re Hasan II e vandalizzarono proprietà pubbliche e private. Le rivolte furono represse dalle forze armate, guidate dal generale Mohamed Oufkir, con l'ausilio di carri armati.
In città si tennero processi per numerosi oppositori politici, tra i quali Abraham Serfaty e Saida Menebhi. Le tensioni nei cosiddetti anni di piombo degenerarono nel 1981, in occasione delle "rivolte del pane".
Una delle principali espressioni di disagio sociale nel corso degli anni di piombo furono espresse dal gruppo musicale Nass El Ghiwane, nel corso degli anni 1970.
Le manifestazioni del 2000 Nel 2000 decine di migliaia di attivisti manifestarono in favore dell'introduzione di riforme giuridiche, che vennero poi promulgate con la Mudawwana. In occasione di questi eventi, le contromanifestazioni attirarono centinaia di migliaia di manifestanti.
Gli attentati di Casablanca del 2003 Nel 2003 la città fu sconvolta da una serie di attentati, tra i più letali nella storia del paese, rivendicati da al-Qa'ida che causarono decine di vittime.
Monumenti e luoghi d'interesse La medina vecchia con le sue stradine strette e tortuose è cinta da mura del XVI secolo e contrasta con la città moderna: pur non essendo curata come le omonime delle città imperiali, rappresenta uno spaccato tipico della società marocchina. C'è anche una medina nuova, situata nel quartiere Hubous, costruita dal 1923 in vicinanza della città europea per dare una soluzione al problema dell'inurbamento, cerca di riprodurre in chiave architettonica più moderna ma basata su quella tradizionale, l'ambiente delle medine delle città marocchine con i souk, le botteghe artigiane, i negozi di souvenir per i turisti.
Architetture religiose
Casablanca è sede di numerosi luoghi di culto che riflettono la composizione religiosa della città. La città infatti, oltre alle numerose moschee, è sede di numerose sinagoghe e chiese.
Tra le principali moschee si cita la Moschea di Hassan II, la moschea più grande del Marocco e tra le più grandi del mondo. Il suo minareto, con 210 metri di altezza, compie anche le funzioni di faro per il porto, dotata di un raggio laser che durante la notte punta in direzione della città santa La Mecca. Venne costruita su progetto dell'architetto francese Michel Pinseau per celebrare il sessantesimo compleanno di Re Hassan II e venne completata nel 1993. Sorge su una lingua di terra prospiciente l'oceano, occupa m², può ospitare fino a fedeli che salgono a con il piazzale antistante ed è ricca di marmi di diversi tipi e di splendidi lampadari. Oltre alla sala principale la moschea ospita una medersa (scuola coranica) con biblioteca e sale per conferenze; nei sotterranei ci sono gli hammam con vasche, bagno turco e la sala per le abluzioni.
Nelle vicinanze della città sorge l'isola di Sidi Abderrahman, isolotto roccioso che ospita il santuario dell'omonimo marabutto, destinazione di frequenti pellegrinaggi.
Tra le chiese si citano la Chiesa di Notre Dame de Lourdes, costruita nel 1953-56, di culto cattolico, il cui motivo di interesse è dato dalle vetrate di Gabriel Loire, maestro vetraio di Chartres che rappresentano temi mariani, la Cattedrale del Sacro Cuore, un tempo cattedrale cattolica della città, ora sconsacrata e adibita a museo, e la chiesa di San Buenaventura.
La città conta trentacinque sinagoghe tra le quali la sinagoga Beth-El, realizzata nel 1949 e centro principale della locale comunità ebraica, e la sinagoga Ettedgui.
Architetture civili Le architetture civili di Casablanca consistono in diverse decine di edifici e di altri monumenti che accompagnano la storia della città fin dal periodo del protettorato. Essendo capitale economica del Marocco, Casablanca ospita numerosi edifici governativi, tra i quali il Palazzo della Giustizia, l'edificio Wilaya, il Bureau de Poste e Bank al-Maghrib.
Tra i principali grattacieli si citano il Liberty, l'Atlas, il Habous, il Novotel, il Sofitel, il Twin Center Casablanca e la Casablanca Finance City Tower. Tra le ville private si citano Villa Zevaco, Villa Camembert, Villa Suissa, Villa Azagury e Villa Moqri.
Archeologia Thomas Quarry o Cava di Thomas, è un sito archeologico che si compone di tre cave che si trovano in città.
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