Il Palio del Niballo è la rievocazione storica caratteristica della città di Faenza. Si tratta di una celebrazione delle giostre di origine medievale che si svolge annualmente sotto forma di competizione fra i cinque rioni della città; ha luogo tradizionalmente nella quarta domenica di giugno.
Attorno alla gara si sono progressivamente sviluppate altre manifestazioni che caratterizzano la vita della città romagnola nel mese di giugno, detto mese del Palio, e in varie altre occasioni lungo tutto l'anno.
Storia Il Palio moderno affonda le proprie radici storiche nel Medioevo faentino: la prima giostra di cui si hanno notizie è infatti la Giostra del Barbarossa, una quintana voluta nel gennaio 1164 dall’imperatore Federico Barbarossa per testare l'abilità dei faentini in battaglia. L’avvenimento resta a lungo impresso nella memoria popolare e, dopo quella del Barbarossa, nei secoli si correranno a Faenza altre quattro giostre: il Palio di San Nevolone, il Palio dell'Assunta, il Palio di San Pietro e la Quintana del Niballo.
La più antica documentazione d'archivio relativa a quest'ultima risale al 1410, che presenta però il Palio come una consuetudine più remota:
Questa giostra, alla quale si riallaccia l’odierno Palio del Niballo, si svolse fino al 1796, momento in cui giunsero anche a Faenza gli sconvolgimenti legati alla rivoluzione francese.
In epoca moderna la prima edizione risale al 1959: l'idea di recuperare il Palio si deve a Ermanno Cola e Giuseppe Sangiorgi, che trassero ispirazione dalle antiche cronache del torneo cavalleresco risalenti all'epoca rinascimentale.
I Rioni Il palio moderno ha come protagonisti i cinque Rioni della città, che si contendono la vittoria nelle manifestazioni manfrede:
Rione Giallo (Rione di Porta Ponte) Rione Rosso (Rione di Porta Imolese) Rione Nero (Rione di Porta Ravegnana) Rione Verde (Rione di Porta Montanara) Borgo Durbecco (Rione di Porta delle Chiavi, in precedenza Rione Bianco) I primi quattro rioni: Giallo, Rosso, Nero e Verde riprendono i colori e l'antica divisione amministrativa del comune, ancora visibile in vecchie mappe cittadine conservate nella biblioteca comunale.
I territori rionali sono separati dai quattro corsi cittadini, gli antichi cardo e decumano di epoca romana, e ripropongono la suddivisione storica altomedioevale della città faentina in quattro Rioni. Il Borgo Durbecco, cioè l'area della città sulla riva destra del fiume Lamone, sviluppatasi in epoca tardomedievale, è stato istituito come "Rione Bianco" nel 1959 per poter coinvolgere nella gara anche questa zona della città, altrimenti esclusa dalla manifestazione. Nella stessa occasione si decise di assegnare al Rione del Borgo il colore bianco e come simbolo la raffigurazione dell'antico ponte sul fiume Lamone che univa la città col Borgo.
La gara
La gara del Palio ha luogo presso lo stadio comunale di Faenza "Bruno Neri". I cinque cavalieri dei rispettivi rioni si sfidano a coppie: il rappresentante del rione ultimo classificato nel Palio dell'anno precedente sfida ad uno ad uno i quattro cavalieri dei rioni avversari, quindi identica sfida viene poi lanciata da tutti gli altri contendenti, per un totale di venti scontri (chiamati tornate).
L’evento si inserisce in un contesto scenografico di rievocazione storica, con la presenza di figuranti in costume e apparati coreografici che contribuiscono alla dimensione spettacolare, pur mantenendo una struttura competitiva formalizzata.
I cavalieri usano lance ('bigorde') della lunghezza di 2,75 metri e del peso di 3,750 chilogrammi. All'inizio della tornata i cavalieri si sistemano negli stalli di partenza, collocati uno a fianco dell'altro. Quando il magistrato dà il via, gli stalli si aprono e i cavalieri lanciano i cavalli al galoppo, percorrendo ognuno il proprio tracciato semicircolare per una lunghezza di circa 145 metri.
L'incontro tra i cavalieri avviene sull'altro lato del campo di gara, dove i due tracciati divengono paralleli e dove è posto il Niballo (nome derivante dal condottiero cartaginese Annibale), un pupazzo raffigurante un saracenoI saraceni o mori rappresentavano in epoca medievale e rinascimentale l'archetipo del nemico. con le braccia distese e con in ogni mano un bersaglio dal diametro di 8 centimetri.
Il primo cavaliere che, senza aver commesso irregolarità durante l'avvicinamentoI cavalieri devono mantenere per tutto il percorso un'andatura di galoppo e sono tenuti ad essere presenti dentro gli stalli chiusi al "Via!" del "Podestà della Giostra"., colpisce con la lancia il bersaglio, provoca l'alzata del braccio colpito e vince la tornataAppena un braccio viene colpito e si solleva, un congegno meccanico presente all'interno del Niballo blocca l'altro braccio che, sebbene possa comunque ruotare per evitare di danneggiarsi o danneggiare la lancia, non può più sollevarsi.. Ogni vittoria dà diritto ad uno scudo del rione sconfitto, che viene issato sulla tribuna del rione vincitore. La tornata viene definita nulla nel caso in cui nessuno dei due cavalieri colpisca il bersaglio.
Al termine delle venti tornate di sfida, il rione che ha conquistato il maggior numero di scudi vince il Palio, cioè un vessillo in stoffa; il rione giunto secondo vince una porchetta, e il terzo un gallo e una treccia d'aglio. A parità di scudi vinti, per i fini della vittoria, vengono disputate delle tornate di spareggio. Per il resto della classifica in caso di parità si guardano le posizioni dell'anno precedente.
Albo d'oro Data Rione vincitore Il cavallo vincitore, Floriana del , fu squalificato per esito positivo ai test antidoping e il palio è stato assegnato al secondo classificato, Ortolano del . Il Palio nel 2020 non si è tenuto causa pandemia Covid, nel 2021 si è tenuto in ritardo (fine luglio invece di fine giugno) e con un pubblico contingentato. Il Palio nel 2023, causa Alluvione dell'Emilia-Romagna del 2023 che ha colpito pesantemente Faenza, si è tenuto a Luglio. Al termine delle tornate regolari, non essendo emerso un vincitore, sono state necessarie altre 3 tornate di spareggi tra Verde, Giallo, Nero. Al termine di queste, ha trionfato il rione Verde ottenendo 9 scudi, contro gli 8 del rione Nero e i 7 del rione Giallo. Al termine delle tornate regolari, non essendo emerso un vincitore, è stata necessaria una tornata di spareggio tra Borgo Durbecco e rione Giallo. Al termine di queste due sfide, ha trionfato il Borgo Durbecco conquistando 8 scudi, contro i 6 del rione Giallo.
Classifica Rioni Rione Vittorie Prima vittoria Ultima vittoria 32 1962 2018 17 1961 2021 10 1960 2025 9 1959 2026 3 1969 2017
Eventi correlati Il Palio rappresenta l’apice di un ricco calendario di manifestazioni che caratterizzano soprattutto il mese di giugno, tradizionalmente conosciuto come Mese del Palio. In queste settimane la città si anima di un clima festoso e partecipato, nel quale la dimensione storica e quella comunitaria si intrecciano. I rioni, protagonisti della competizione, diventano centri di aggregazione e di vita sociale: organizzano incontri, serate conviviali e cene propiziatorie che coinvolgono non solo i sostenitori, ma anche l’intera cittadinanza. Questi momenti non hanno soltanto una funzione ricreativa, ma costituiscono occasioni di sostegno concreto alle attività rionali, di rafforzamento del senso di appartenenza e di espressione del tifo che accompagna la giostra. L’attesa della gara si traduce così in un percorso collettivo di preparazione, in cui la città intera partecipa attivamente alla costruzione dell’evento.
Fra le manifestazioni collaterali, si segnalano in particolare:
Corteo storico Particolarmente folkloristico è il corteo storico che precede la gara del Palio. Alle ore 16.00 del giorno del Palio, al primo rintocco della torre dell'orologio, il corteo del Gruppo Municipale si posiziona ai piedi della scalinata del Duomo, dal quale esce il Palio che rimarrà in consegna al Gruppo Municipale fino alla premiazione. Poi i cinque rioni entrano in piazza seguendo l'ordine di arrivo al Palio dell'anno precedente. All'ingresso di ogni Rione, dai loggiati del Palazzo del Comune gli sbandieratori agitano le bandiere in segno di saluto al proprio corteo. Entrati tutti i rioni, c'è l'ingresso del Gruppo Municipale, e in seguito alla lettura del "Bando", in cui il banditore o araldo chiama i Rioni "a singolar tenzone", ha inizio il corteo vero e proprio, dalla Piazza del Popolo fino allo stadio "Bruno Neri" dove si disputa la corsa. Il Gruppo Municipale è in testa e a seguire ci sono tutti i rioni, il cui ordine di sfilata è stabilito dalla classifica dell'anno precedente. I costumi riprendono vestiti e tradizioni dell'epoca che va dal 1410 al 1501 (periodo di maggior splendore della Signoria dei Manfredi, signori di Faenza): sfilano cavalieri, armati, dame, magistrati, suonatori di chiarine, tamburini e sbandieratori, al ritmo della marcia di ogni rione. Premiazione A partire dall'edizione 2006 la premiazione del vincitore del Palio non avviene più sul campo di gara. Al termine del torneo si forma nuovamente il corteo che torna verso il centro della città e raggiunge Piazza della Libertà. La consegna del Palio avviene sopra le gradinate della cattedrale, alla presenza del sindaco, del vescovo e di una folla di appassionati.
Torneo della Bigorda d'Oro Chiamato anche "Palio dei giovani", in quanto analogo nelle caratteristiche del Palio, ha luogo il sabato che precede la seconda domenica di giugno. La differenza principale rispeto al Palio del Niballo, è la giovane età dei cavalieri, e il corteo storico è ridotto in numero di partecipanti.
Torneo degli Alfieri Bandieranti
Il Torneo degli Alfieri Bandieranti è una competizione che si svolge nel terzo fine settimana di giugno e ha luogo in Piazza del Popolo. La manifestazione vede la partecipazione dei cinque rioni, che competono in diverse specialità codificate della tradizione degli sbandieratori. Le prove principali comprendono:
Singolo, esecuzione individuale basata su tecnica, precisione e varietà delle figure; Piccola Squadra, esercizi coordinati tra un numero limitato di alfieri; Grande Squadra, coreografie collettive che richiedono elevato sincronismo e complessità strutturale; Gara dei Musici, valutazione delle esecuzioni di tamburini e chiarinisti che accompagnano le esibizioni.
Le performance sono caratterizzate da sequenze di lanci, scambi e maneggi della bandiera, secondo repertori tecnici degli alfieri. I criteri di giudizio includono precisione esecutiva, coordinazione, difficoltà tecnica, pulizia dei movimenti e coerenza ritmica con l’accompagnamento musicale costituito prevalentemente da tamburi e chiarine.
La preparazione degli alfieri e dei musici richiede un addestramento continuativo e intensivo. Le attività di allenamento, organizzate a livello di rione, riprendono generalmente pochi mesi dopo la conclusione del Palio, con programmi volti al perfezionamento tecnico, alla resistenza fisica e alla sincronizzazione di gruppo. Il torneo rappresenta pertanto un momento di verifica delle competenze acquisite e di confronto tra le diverse scuole rionali di sbandieratori.
Nott de bisò