Gli auricolari, detti anche cuffiette o cuffie, sono dei dispositivi trasduttori elettroacustici (solitamente doppi) da posizionare molto vicino al timpano delle orecchie (uno a destra e uno a sinistra), per poter ascoltare e/o monitorare segnali audio sterofonici (musica, film, telefonate, programmi radio e TV, ecc), ma anche monofonici, a volumi abbastanza alti da sovrastare i rumori esterni, ma anche abbastanza bassi per non disturbare i vicini.
Uso Le cuffie risultano indispensabili nelle comunicazioni via radio tra gruppi di persone: esempio tra il pilota di un aereo e la torre di controllo. Le cuffie sono comunque usate anche in ambito domestico per ascoltare musica senza disturbare le persone che sono vicine, oppure in ambito professionale. L'uso delle cuffie permette un'analisi accurata nei minimi dettagli di un qualunque tipo di suono, in particolare durante la fase di registrazione e missaggio di un brano musicale. Un posto particolare occupa l'uso della cuffia in alta fedeltà. L'impiego di cuffie stereofoniche di alta qualità consente di raggiungere un rapporto intimo ed intenso con la musica, inoltre in commercio sono presenti anche delle cuffie stereofoniche di alta qualità con cancellazione attiva del rumore, permettendo così di isolare i rumori esterni e di godere al pieno della musica.
Il pathos ed il coinvolgimento colpiscono l'immaginario dell'ascoltatore grazie alla definizione sonora ed alla dinamica, ma il risultato non può comunque essere del tutto paragonabile alla realtà di un concerto dal vivo poiché viene a mancare l'impatto fisico prodotto dalla pressione sonora live. In particolare ricordiamo che le frequenze più basse vengono condotte all'orecchio non tanto dal padiglione auricolare quanto piuttosto dal corpo stesso (sistema osseo, scatola cranica, cassa toracica). Per sperimentare questa sensazione ci si può recare in una cattedrale durante l'esecuzione di musica per organo a canne. Il basso d'organo (possente e profondo) è percettibile anche a livello fisico in modo emozionante. Questa sensazione non sarà mai fornita dall'ascolto in cuffia, per ovvie ragioni.
Descrizione
Col termine auricolari, si intende più comunemente la tipologia da applicare dentro il canale uditivo, detti infraurali. Col termine cuffie, si intende la tipologia esterna alle orecchie e più ingombrante, che comprende i modelli detti sovraurali, da posizionare sopra le orecchie, e circumaurali, con cuscini d'imbottitura insonorizzante che appoggiano intorno al padiglione auricolare, evitando di premerlo contro la testa e migliorando il comfort.
Si possono collegare più o meno indifferentemente ai vari dispositivi che presentano una presa per cuffie o per auricolari, come walkman, radio, lettori CD, smartphone, lettori MP3, amplificatori stereo, ampli cuffie, ecc. e possono essere usati sia in movimento (in viaggio, a passeggio, ecc) che in postazione fissa (sulla poltrona, sul divano, ecc). Ovviamente, sono stati ideati per un utilizzo mobile.
Il dispositivo può essere anche monocassa, cosa che obbliga ad un ascolto monofonico, tipo gli auricolari per telefonia o per altri scopi in cui serve avere un orecchio libero e non serve un ascolto stereofonico o binaurale.
Tecnicamente, l'ascolto stereofonico in cuffia, necessiterebbe di un programma sonoro appositamente creato per l'ascolto in cuffia (registrazione binaurale), ma è possibile sfruttare le registrazioni sereofoniche comuni.
Le cuffie si dividono in diverse categorie:
Auricolari Gli auricolari sono le cuffiette più comuni in dotazione ai piccoli dispositivi elettronici portatili (walkman, telefoni, ecc.), che permettono la massima trasportabilità. Gli auricolari possono essere ottimizzati nella forma e direzione del suono, in particolar modo quelli che rimangono nel padiglione auricolare; questa categoria di auricolari possono essere dotati di archetto esterno (hanging ear ) od interno (StayHear ) che ne facilita il mantenimento della posizione.
Gli auricolari possono funzionare secondo diversi metodi di trasmissione del suono: Aereo sistema più diffuso, dove la conduzione del suono avviene tramite la variazione di pressione dell'aria. Osseo la conduzione avviene tramite la via ossea.
Il collegamento degli auricolari può essere di vario genere: Cablata, soluzione che permette una struttura più semplice dell'auricolare Senza fili, gli auricolari sono collegati con varie tecnologie senza fili al dispositivo che genera o trasmette la musica agli auricolari Collegate tra loro, gli auricolari sono connessi tra loro Completamente senza fili, gli auricolari sono completamente senza fili, in molti casi si tratta di monoauricolare, ma questa soluzione può essere usata anche per sistemi a due auricolari (destro e sinistro).
Infraurali O intraurali (denominazione inglese: in ear) è quella particolare configurazione con l'elemento da inserire nel condotto uditivo, fatto di gomma o di spugna, e fornito in differenti misure, in quanto sostituibile ed adattabile all'individuo. Vengono sorretti dallo stesso canale, quindi non richiedono supporti ulteriori o accessori, oppure, in base ai modelli, ne hanno di molto ridotti. Questa tipologia permette di ottenere i vantaggi di portabilità e leggerezza delle cuffiette auricolari e un buona insonorizzazione generale. Il difetto principale è una debole risposta alle basse frequenze, a causa della piccola dimensione dei trasduttori elettroacustici interni.
Da padiglione
Si posizionano nella conca del padiglione auricolare tramite un supporto padigliare, il quale permette la stabilità della cuffietta; in questo caso non appoggia unicamente sul trago e sull'antitrago. Un altro accorgimento che può essere presente, è il perimetro gommato o il rivestimento poroso rimovibile e lavabile, che permettono una migliore adesione; questa categoria di cuffietta però, pur garantendo una leggerezza e portabilità elevata, non permette un'insonorizzazione ottimale negli ambienti rumorosi.Un accorgimento che ha preso maggiore piede nel XXI secolo è una conformazione anatomica del diffusore, con soluzioni più o meno elaborate, alcune sviluppate seguendo la morfologia dell'individuo.
Cuffie esterne Possono avere dimensioni piuttosto variegate, dalla piccola cuffietta sovraurale, con concuscinetti in spugna e archetto di appoggio, leggerissime (50-80 g), alla gigantesca cuffia circumaurale (500 g e più), con trasduttori grandi come le orecchie, il resto del padiglione cuffia ancora più grande e pesante, ed un sistema di archetto d'appoggio sulla testa attrezzato di vari sistemi autoregolanti e di comodità adeguata al peso.
Le cuffie si differenziano dagli auricolari, per il supporto rigido che unisce le due casse, le sorregge sul capo dell'utente e ne determina una forza di stretta per mantenerle agganciate alle orecchie. La regolazione di questa pressione è individuale e soggettiva, perciò ognuno dovrebbe valutare personalmente come sistemarla e adattarla alle proprie esigenze (se è possibile farlo).
Sovraurali (on ear ) Le cuffie sovraurali si appoggiano sui padiglioni auricolari, tendono ad avere trasduttori di medie dimensioni (25–50 mm) ed anche se più confortevoli per l'orecchio, rispetto alle infraurali (ma è sempre una questione di soggettiva e individuale), possono risultare scomode se usate per lunghi periodi, per via del peso maggiore e soprattutto per la pressione dell'archetto che le stringe sulle orecchie, o per l'interferenza con la capigliatura, ecc.
Circumaurali (over ear ) Queste sono le cuffie più grandi e per certi versi più comode, in quanto i cuscinetti auricolari circondano completamente l'orecchio, ma anche quelle più pesanti ed ingombranti. Le casse esterne delle cuffie più grandi, garantiscono una migliore resa del suono, specialmente alle basse frequenze, grazie alla maggior dimensione dei trasduttori (da 40 a 80 mm) e ad una minor dispersione, della cassa chiusa (insonorizzazione passiva attuata dalle coperture esterne).
Monocassa Tra gli estremi delle cuffie, come dimensioni e pesi, vi sono alcuni modelli a monocassa, di dimensioni medie e medio-piccole, usate per lo più in telefonia, con un orecchio libero ed un microfono per la voce.
Senza fili (wireless) Tra i vari modelli (auricolari e cuffie), esistono anche quelli senza fili, che sfruttano varie tecnologie differenziate. Il segnale, infatti, può essere trasmesso tramite raggi infrarossi, bluetooth, oppure altre tecnologie wireless (radio), quali le normali connessioni wi-fi, in radiofrequenza analogica oppure digitale (in Europa a 2,4 e 5 Ghz). In questi casi, il sistema è costituito da un trasmettitore collegato all'apparecchio riproduttore (televisore, Hi-fi, radio), il quale trasmette il segnale al ricevitore integrato nella cuffia. La necessità di alimentare sia il circuito di ricezione che gli auricolari (venendo a mancare il cavo) introduce il problema dell'autonomia limitata nel tempo, ed il conseguente bisogno di ricarica.
Al vantaggio di non avere fili si contrappone tuttavia la resa sonora, inferiore alle migliori cuffie ad alta fedeltà cablate, dovuto ai problemi di trasmissione, sia della quantità di informazioni che dai problemi d'interferenza con gli altri segnali; problemi che possono essere abbattuti anche quasi totalmente se vengono usate soluzioni sofisticate e di qualità, ma che portano ad un innalzamento del prezzo.
Accorgimenti Tutte le categorie di cuffie possono essere o meno munite di microfono, dove nei modelli esterni è generalmente posizionato su un'asta orientabile, mentre nelle cuffiette auricolari o in-ear è posto sul cavo della cuffietta (o posto direttamente su una prolunga della cuffietta, nei modelli wireless).
Un altro sistema che può essere presente nella cuffia è un software che riduce in modo attivo il rumore esterno, andando a modificare il segnale acustico in base al rumore esterno. Cuffia hi-fi Esistono diversi tipi di cuffie ad alta fedeltà, la magnetodinamica semplice è costituita esattamente con una coppia di altoparlanti come quelli dei comuni diffusori audio, ma di ridotte dimensioni (da 8 a 80 mm circa). La isodinamica, può essere a sua volta di due tipi:
Elettrostatica che usa dei pannelli elettrostatici polarizzati a tensioni elevate rispetto alle cuffie dinamiche, e non è dotata dei convenzionali trasduttori magnetici ma pannelli polarizzati elettricamente, e può essere dotata di un circuito alimentatore, integrato all'interno del proprio adattatore di accoppiamento da abbinare all'uscita di potenza dell'amplificatore, oppure in altri casi con appositi amplificatori dedicati; una cuffia elettrostatica ha quindi bisogno di un piccolo apparecchio in più. Una cuffia elettrostatica di solito presenta una risposta in frequenza più lineare rispetto ad una cuffia dinamica a fronte di un minore impatto sui transienti nelle basse frequenze, ma - di solito - è anche più costosa. Basti pensare che lo spessore del diaframma di emissione di alcuni modelli di cuffie Stax, storico costruttore giapponese di queste cuffie, è di soli 1,35 μm. Questa caratteristica permette un'amplissima estensione in frequenza, dichiarata da 6 Hz a oltre 40 kHz; in alcuni modelli di altri produttori, il limite superiore di frequenza dichiarato supera i 100 kHz.
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