La chiesa di San Lorenzo a Gabbiano si trova nel comune di Scarperia e San Piero e dista circa tre chilometri dalla località Coldaia.

Storia e descrizione La fondazione della chiesa, documentata già dal 1270, è attribuita alla famiglia Ubaldini da Cignano ma già nel 1331 essa è menzionata in documenti come prioria dei Vallombrosani e fu adibita ad ospizio.

Dalla fine del Trecento la chiesa passò per breve periodo alla cura di sacerdoti della Diocesi fiorentina ma dopo un periodo di sede vacante, il patronato nel corso del Quattrocento passò alla comunità locale che aveva facoltà di eleggere i rettori della chiesa. Nel 1496, con bolla di Alessandro VI, la chiesa ritornò alla giurisdizione vallombrosana.

Nella prima metà del Seicento il vallombrosano Liberio Baralli da Castelfiorentino, che ebbe in cura la chiesa, promosse significativi interventi di ristrutturazione interna ed esterna ancora oggi ben visibili, facendo realizzare l'altare maggiore in pietra (1632) ed il portale (1635). La chiesa è chiusa e al momento non officiata.

La facciata intonacata è aperta solo in basso in tre arcate che formano un portico. All'interno è il portale in pietra serena, con timpano spezzato, all'interno del quale si trova il simbolo dell’Ordine Vallombrosano. L’iscrizione riporta il nome del committente, Liberio Baralli, e la data 1635.

L'interno a navata unica, coperta con volte a crociera, conserva ancora gli altari lapidei. Gli altari laterali della navata non sono i più antichi, risalendo alla fine del XVII secolo: quello a destra conserva un Crocifisso secentesco in cartapesta, mentre quello a sinistra custodiva una piccola tela secentesca con la Madonna col Bambino, vicina allo stile di Jacopo Vignali.

Il presbiterio è delimitata da una balaustra del 1760. L'altare maggiore è il più antico, reca un'iscrizione sotto la mensa con il nome del committente, il vallombrosano Liberio Baralli, la data 1632 ed il nome di Tommaso Davanzati, generale di Vallombrosa. L'altare era corredato di un dipinto coevo di Jacopo Vignali raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, oggi esposta alla Raccolta di Arte Sacra di Sant'Agata. Sotto di esso è riemerso un affresco frammentario raffigurante la Madonna col Bambino, di un artista ancora anonimo e risalente ai primi decenni del XV secolo. Ai lati dell'altare sono due portali in pietra serena datati 1680.

Nei pressi della chiesa c'è un Villino chiamato "La Quiete", come la ben più famosa villa La Quiete che si trova nei pressi di Firenze.

Bibliografia Gaspero Righini, Mugello e Val di Sieve, note e memorie storico-artistico-letterarie, Firenze, Tipografia Pierazzi, 10 ottobre 1956. AA. VV., Chiese, cappelle, oratori di Scarperia e San Piero a Sieve e del suo territorio, Città di Castello, 2021.

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