Palazzo Colonna è uno storico palazzo del centro di Marino, in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani. Attualmente, ospita la sede municipale del Comune di Marino.
Il palazzo venne edificato tra gli anni trenta del Cinquecento e gli anni venti del Seicento per volere di vari esponenti della famiglia Colonna, sfruttando le strutture preesistenti di una fortificazione probabilmente già esistente attorno all'XI secolo. Il progetto originario era stato affidato all'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ma l'aspetto attuale dell'edificio -rimasto incompiuto su due fronti- è dovuto agli interventi successivi di altri progettisti, tra cui Girolamo Rainaldi.Il palazzo rimase proprietà personale della famiglia Colonna fino al 1916, quando venne ceduto in enfiteusi perpetua al Comune di Marino che vi installò la sede municipale. Durante la seconda guerra mondiale, il palazzo venne quasi completamente distrutto dal bombardamento aereo anglo-americano del 2 febbraio 1944, e ricostruito entro il 1958.
Storia Il periodo medioevale Durante l'età romana il territorio del centro storico di Marino era occupato dal municipium di Castrimoenium, collocato secondo alcuni studiosi presso la località Castel de' Paolis. oppure presso l'attuale rione CastellettoGiuseppe Ranghiasci, in Album - Giornale letterario e di belle arti vol. XVII pp. 348-370-385., ovvero nella zona abitata più antica di Marino.
L'area ad oggi occupata dal palazzo si trova poco fuori, in direzione sud, dal perimetro del Castelletto, proprio lungo la direttrice d'espansione dell'abitato durante il basso Medioevo, che porterà al popolamento del rione Coste e del rione Santa Lucia. Per queste ragioni, alcuni studiosi sono stati invogliati ad ipotizzare che già i Conti di Tuscolo -la cui signoria è attestata nell'area dei Colli Albani fin dal X secoloEmanuele Lucidi, Memorie storiche dell'antichissimo municipio ora terra dell'Ariccia, e delle sue colonie di Genzano e Nemi, parte II cap. XXV p. 235., e che probabilmente governarono anche Marino nel corso del XII secolo.Giuseppe Ciaffei, Profilo storico di Monte Compatri, cap. 3 p. 31.- avessero edificato una torre o un edificio fortificato in questo punto della collina..
Ad ogni modo, quando il castello passò in possesso della famiglia Orsini essi provvidero a risistemare l'intero perimetro della cerchia muraria del castello, che in appena un secolo subì tre assedi: nel 1267 da parte dei romani guidati da Arrigo di Castiglia., nel 1347 da parte del tribuno Cola di RienzoAnonimo romano, Cronica, cap. XVIII - Delli granni fatti li quali fece Cola de Rienzi, lo quale fu tribuno de Roma augusto.. e nel 1379 - dopo la battaglia di Marino. - da parte dell'esercito papalino obbediente a papa Urbano VI.. Si capisce bene dunque l'importanza militare del feudo, che venne dotato di una nuova porta. - porta Giordana, probabilmente dedicata al feudatario Giordano Orsini -, di una nuova addizione urbana -le cosiddette Camere Nuove- e del complesso difensivo ai piedi del castello, lungo il vallone della marana delle Pietrare. In questo quadro, si colloca probabilmente la costruzione -o l'ammodernamento- di quella che fu chiamata rocca Orsini, e che occupava sostanzialmente la medesima superficie dell'attuale palazzo cinquecentesco..Vittorio Rufo, L'abitato storico - Palazzo Colonna, in .
La costruzione della fortezza orsiniana è databile alla fine del Duecento o all'inizio del Trecento, poiché già nel periodo di forte anarchia feudale che si verifica nel Lazio in concomitanza dello Scisma d'Occidente (1378-1417), con l'indebolimento del potere pontificio, il feudo di Marino è preso molte volte d'assalto da diversi eserciti e compare già presente una rocca nuova, con maggior capacità di resistenza agli assedi rispetto alla vecchia rocca dei Frangipane, ubicata nel punto più alto del castello, ovvero presso l'attuale piazza Giacomo Matteotti..
XV e XVI secolo
Il feudo di Marino venne acquistato dalla famiglia Colonna nel 1417, per la somma di fiorini., in un periodo molto favorevole per questa famiglia baronale romana: infatti il concilio di Costanza aveva appena ricucito lo Scisma d'Occidente con l'elezione di papa Martino V, al secolo Oddone Colonna. Fu proprio Martino V che nel 1423 si recò a Marino, al capezzale del fratello Giordano moribondo. All'epoca, la residenza baronale era collocata nella rocca Orsini, ormai diventata Colonna, che in un secolo si sarebbe avviata a diventare l'attuale palazzo. Tra le personalità importanti che soggiornarono nella rocca prima della sua riprogettazione, vanno annoverati Agnese di Montefeltro, moglie di Fabrizio I Colonna -che soggiornò quasi sempre a Marino tra il 1489 ed il 1523Antonia Lucarelli, Agnesina di Montefeltro, castellana di Marino, in .-, Vittoria Colonna -che vi nacque nel 1490 o nel 1492- il re di Francia Carlo VIII di Francia ed il figlio di papa Alessandro VI Cesare Borgia (1495), Alfonso I d'Este (1519), Ugo di Moncada, viceré di Napoli e di Sicilia (1526)..
Per tutto il Quattrocento il castello fu oggetto di conquiste alterne da parte di eserciti pontifici, napoletani o colonnesi: il culmine venne raggiunto quando nell'estate 1501 l'esercito francese in marcia verso Napoli guidato dal maresciallo di Francia Robert Stuart d'Aubigny ricevette da papa Alessandro VI l'ordine di radere al suolo le fortificazioni di Marino, Zagarolo, Artena, Genazzano, Paliano, Subiaco, Cave, Rocca di Papa ed altri feudi appartenenti ai Colonna, suoi nemici personali. Un'altra distruzione fu subita dal castello nel novembre 1526 su ordine di papa Clemente VII, nell'ambito del devastante conflitto che si concluse con il sacco di Roma del 1527..
La voce popolare afferma che, nell'opera di ricostruzione della residenza baronale, la feudataria Agnese di Montefeltro, donna di cultura cresciuta alla corte dei Montefeltro ad Urbino, abbia consultato anche il celebre architetto Donato Bramante, all'epoca impegnato nella fabbrica della basilica di San Pietro in Vaticano a Roma, e che al Bramante si debba la realizzazione di un tratto di mura a scarpa in blocchetti di peperino situato sul fronte sud-ovest del palazzo.Vittorio Rufo, L'abitato storico - Palazzo Colonna, in . Tuttavia, è più probabile che queste siano un tratto superstite dell'antica cerchia muraria della rocca orsiniana trecentesca.
Attorno al 1532, con l'inizio di un periodo di relativa tranquillità militare nei territori laziali, Ascanio I Colonna, fratello di Vittoria Colonna, avviò il rinnovamento urbanistico del feudo, secondo una concezione simile a quella che ebbero i Farnese nello stesso periodo nel rinnovamento edilizio di Caprarola, in provincia di Viterbo.. Venne così concepito il rettifilo che dalla via Castrimeniense -principale arteria di collegamento con Roma, ancora oggi- conduceva direttamente alla residenza baronale in costruzione, attraverso lo sventramento dell'attuale via Roma attraverso il quartiere alto-medioevale del rione Castelletto.Carlo Armati, Interventi urbanistici a Marino in occasione della visita di Carlo V, in Il Tesoro delle città. Strenna dell'Associazione Storia della Città anno 2004, pp. 38-44. Fuori dalle mura venne realizzata la prima parte dei Giardini Colonna, preziosa area di verde all'epoca extra-urbano -oggi completamente rimpiazzata dall'espansione novecentesca del quartiere Borgo Garibaldi-, concepita come giardino del palazzo. L'evento scatenante di questo rinnovamento urbanistico fu probabilmente la visita a Roma dell'imperatore Carlo V d'Asburgo, suocero di Ascanio Colonna in quanto padre della moglie Giovanna d'Aragona -da cui in seguito si separò, mantenendovi rapporti conflittuali-.
Il progetto del palazzo venne affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane: esso si articolava su una pianta quadrangolare dominata ai vertici da quattro torrioni quadrangolari anch'essi, in sostanza una fortezza -rispetto dell'originaria funzione dell'edificio preesistente, ma anche richiamo al Palazzo Farnese di Caprarola-. Nei decenni successivi, il progetto tuttavia verrà manomesso ed addirittura rimarrà incompiuto.
Le difficoltà a cui andò incontrò Ascanio sotto il pontificato di papa Paolo III. causarono la sospensione dei lavori al complesso del palazzo, che vennero ripresi sotto il governo di Marcantonio II Colonna, celebre perché fu l'ammiraglio della flotta pontificia nella battaglia di Lepanto del 1571. Il periodo della sua signoria su Marino, durata dal 1554 al 1584. fu segnato dal riordinamento giuridico -nel 1564 compare per la prima volta il sigillo della Comunità,. nel 1566 vennero emanati i nuovi Statuti - oltre che dal completamento del riordinamento urbanistico. Nel 1566, mentre risultava completamente abitata in tutta la sua lunghezza la nuova arteria di via Roma, il palazzo era completato solo per un quarto, e già era stato realizzata l'ampia scalea in peperino che dal piano dell'attuale piazza della Repubblica conduce al piano dell'atrio. Dopo la partenza di Marcantonio Colonna per Palermo, dove dal 1577 ricopriva il ruolo di viceré di Sicilia, i lavori urbanistici nel feudo di Marino vennero ripresi dal suo successore, il cardinale Ascanio II Colonna, attorno al 1584. Sotto il dominio del cardinale, che si rese inviso alla popolazione per i suoi atteggiamenti autoritari e dispotici -tanto da suscitare nel 1599 una rivolta dei marinesi, sedata violentemente dall'esercito governativo pontificio ed oggetto di un'inchiesta papale.- venne ampliato il complesso dei Giardini Colonna -suscitando non poche proteste fra i marinesi, a cui venne tolto il terreno comunitario destinato alla coltivazione delle cipolle. che divenne lo splendidoCharles Percier, Pierre Fontaine, Choix des plus celebres maisons de plaisance de Rome et de ses environs.Nello Nobiloni, Immagini letterarie, in . giardino privato della famiglia Colonna-, che vennero abbelliti con statue e fontane e con le volte affrescate del Casino, venne inoltre realizzata una nuova area di verde baronale presso il bosco Ferentano, il Barco Colonna, e venne infine completata la parte del palazzo già posta in opera. Si provvide a porre in opera le mura del cortile interno ed i locali con affaccio sul fronte orientale.
XVII, XVIII e XIX secolo
Nella prima metà del Seicento, sotto il dominio di Filippo I Colonna e successivamente di suo figlio, il cardinale Girolamo Colonna, si ebbe un rinnovato ed imponente fervore edilizio nel feudo. L'architetto Antonio Del Grande, già attivo presso il Palazzo Colonna di Roma ed in seguito presso la parrocchiale di Santa Maria Assunta a Rocca di Papa, venne chiamato a Marino per progettare la grandeCarlo Emilio Gadda, La festa dell'uva a Marino, in Il castello di Udine, pp. 145-146. basilica collegiata di San BarnabaVittorio Rufo, L'abitato storico - Basilica di San Barnaba, in ., edificata tra il 1640Ugo Onorati, San Barnaba apostolo nella storia e nelle tradizioni di Marino, pp. 14-16. ed il 1662 al termine della nuova arteria già inaugurata alla fine del Cinquecento ed attualmente chiamata corso Trieste. Il polo di attrazione urbano si sposta dunque sull'asse piazza San Barnaba - Palazzo Colonna.: centralmente rispetto a quest'asse, nell'attuale piazza Lepanto, venne collocato infatti il monumento-simbolo della città, la fontana dei Quattro Mori, realizzata attorno al 1636 dallo scultore Pompeo Castiglia.