La diocesi di Sansepolcro (in latino: Dioecesis Biturgensis seu Burgi Sancti Sepulchri) è una sede della Chiesa cattolica in Italia, istituita da papa Leone X il 17 settembre 1520 con la bolla Pro excellenti praeminentia.
Nell'ambito della generale riforma delle circoscrizioni diocesane in Italia, avviata dopo il Concilio Vaticano II, il 30 settembre 1986 la diocesi di Sansepolcro è stata unita a quelle di Cortona e di Arezzo a formare la diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
Territorio Evoluzione del territorio diocesano All'origine la diocesi includeva le parrocchie comprese negli attuali comuni di Sansepolcro, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi e Pieve Santo Stefano e alcune parrocchie nei comuni di Anghiari e di Chiusi della Verna in Toscana e le parrocchie del comune di Bagno di Romagna, tranne quelle della Valle del Bidente, e altre nel comune di Verghereto in Romagna.
Nel 1779, su iniziativa del granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, vennero annesse alla diocesi le parrocchie dell'ex nullius di Sestino; nel 1784, ancora su richiesta granducale, il papa aggregò alla diocesi di Sansepolcro le parrocchie di Cicognaia, Santa Sofia Marecchia e Petrella, scorporandole da quella di Montefeltro che ricevette quella di Dese, a sua volta scorporata da Sansepolcro perché fuori del granducato di Toscana; nel 1785 lo stesso granduca ottenne dal papa l'annessione alla diocesi di Sansepolcro delle parrocchie dell'ex abbazia nullius di Galeata. In tal modo la diocesi assunse una superficie di 2.600 chilometri quadrati comprendendo gli attuali comuni di Sansepolcro (tranne che per due piccole parrocchie nella zona di là dal Tevere, verso Montedoglio), Monterchi, Caprese Michelangelo, Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda e Sestino in Toscana e quelli di Bagno, Santa Sofia e Galeata in Romagna; inoltre, varie parrocchie erano comprese nei comuni di Anghiari e Chiusi della Verna nella zona toscana, di Verghereto nella zona romagnola e di Borgo Pace nelle Marche. In questo modo la diocesi di Sansepolcro divenne, per superficie territoriale, la seconda della Toscana, dopo quella di Arezzo e prima di quella di Firenze.
Nel 1942, per motivi d'ordine pastorale, la parrocchia di Dese, sebbene appartenente al comune marchigiano di Borgo Pace, viene nuovamente assegnata alla diocesi di Sansepolcro da parte di papa Pio XII. Decreto Ad consulendum bono, AAS 34, 1942, pp. 37-38.
Il 10 giugno 1962 il vescovo Domenico Bornigia divide il territorio diocesano in undici Vicariati Foranei, comprendenti 136 parrocchie: il Vicariato della Cattedrale (comprendente le parrocchie della Cattedrale, Sant'Agostino, San Niccolò in San Francesco, Sacro Cuore, San Giuseppe, San Biagio a Gricignano, Santa Fiora, San Giovanni Battista al Trebbio, Santa Maria al Melello, San Michele alla Montagna, San Cristoforo a Misciano, San Martino in Val d'Afra, San Pietro in Villa, San Bartolomeo a Succastelli, San Tommaso a Gragnano e Santa Maria ad Aboca), di Pieve Santo Stefano, di Monterchi, della Sovara, Caprese, Sestino, Badia Tedalda, Bagno di Romagna, San Piero in Bagno, Santa Sofia di Romagna e Galeata.
Le parrocchie romagnole vennero smembrate dalla diocesi di Sansepolcro il 7 ottobre 1975 e aggregate in parte alla diocesi di Forlì (quelle della valle del Bidente) e in parte alla diocesi di Cesena (quelle della Valle del Savio). Decreto Quo aptius, AAS 67, 1975, pp. 678-680.
Il territorio nel 1986 Nel 1986, il vescovo Giovanni D'Ascenzi, con decreto del 22 settembre, provvide a riordinare il territorio diocesano, riducendo il numero delle parrocchie a 34: 9 nel comune di Sansepolcro (5 urbane: Cattedrale, Sacro Cuore di Gesù, San Giuseppe Operaio, Santa Maria, San Paolo; e 4 suburbane, nelle frazioni di Gragnano, Gricignano, Santa Fiora e Trebbio); 5 ciascuno nei comuni di Pieve Santo Stefano e Sestino; 4 ciascuno nei comuni di Anghiari, Badia Tedalda e Monterchi; e 3 nel comune di Caprese Michelangelo.«Bollettino diocesano di Arezzo, Cortona e Sansepolcro», settembre/ottobre 1986, pp. 97-103 e Diocesi di Arezzo - Cortona - Sansepolcro, Elenco delle parrocchie istituite a norma della legge 222 del 20 maggio 1985, s.n.t. giugno 1987Decreto 18 febbraio 1987, Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 91 del 18-04-1987 - Suppl. Straordinario n. 12.
Le ex parrocchie nei comuni di Borgo Pace e Chiusi della Verna furono aggregate rispettivamente a parrocchie nei comuni di Sestino e di Pieve Santo Stefano, mentre alcune parrocchie nei comuni di Monterchi e Sansepolcro vennero trasferite dalla diocesi di Arezzo a quella di Sansepolcro. Inoltre, la parrocchia di San Michele Arcangelo in Bagnaia, comune di Anghiari e diocesi di Arezzo, è soppressa e aggregata alla parrocchia di Santa Maria della Pace a Le Ville, comune di Monterchi e diocesi di Sansepolcro; la parrocchia di Santa Maria in Scandolaia, comune di Monterchi e diocesi di Arezzo, è soppressa e accorpata alla stessa parrocchia di Santa Maria della Pace; la parrocchia di San Lorenzo in Sorci, comune di Anghiari e diocesi di Sansepolcro, viene soppressa e accorpata alla parrocchia di San Bartolomeo in Anghiari, comune di Anghiari e diocesi di Arezzo.
La Repubblica Italiana ha conferito la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto alle 34 parrocchie della diocesi di Sansepolcro con decreto del 18 febbraio 1987.
Sede vescovile è la città di Sansepolcro, dove si trova la cattedrale di San Giovanni Evangelista, elevata a Basilica Minore nel 1962 da papa Giovanni XXIII e dal 1986 concattedrale della nuova diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.
Dal 1785 al 1975 il vescovo di Sansepolcro ha avuto anche il titolo di abate perpetuo delle abbazie di Sant'Ellero in Galeata e di Santa Maria in Cosmedin all'Isola.
Storia L'organizzazione ecclesiastica prima della nascita della diocesi
Nata in diocesi di Città di Castello attorno all'omonimo monastero (1012; camaldolese dal XII secolo), Sansepolcro nel corso del XIII secolo assume caratteristiche di tipo urbano e nei secoli XIV/XV arriva ad assumere dimensioni demografiche considerevoli, analoghe a quelle di centri come Pistoia o Prato.
Il primo documento che attesta l'organizzazione plebana del territorio che poi diventerà il distretto di Sansepolcro risale al 1044, quando è documentata la pieve di Santa Maria nella località Boccognano, a circa un chilometro a nord-est dalle future mura urbane, nella località ancora oggi detta Pieve Vecchia, secondo un toponimo già attestato nel XIV secoloCfr. A. Czortek, La cristianizzazione dell'Alta Valle del Tevere e l'origine della diocesi di Città di Castello (secoli V-VIII), in «Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria», CII/2, 2005, pp. 13-61. Sul periodo altomedievale cfr. inoltre G. Riganelli, L'Alta Valle del Tevere tra la guerra greco-gotica e la “rinascita” dell'XI secolo, in Una Gerusalemme sul Tevere. L'abbazia e il «Burgus Sancti Sepulcri» (secoli X-XV). Atti del convegno storico internazionale di studio (Sansepolcro, 22-24 novembre 2012), a cura di Massimiliano Bassetti – Andrea Czortek – Enrico Menestò, Spoleto 2013, pp. 63-86.
Nel 1203 i canonici della cattedrale e il comune, con il beneplacito del vescovo, decisero di costruire una pieve presso le mura, in una zona di prossima urbanizzazione, trasferendovi l'antica pieve di Boccognano. Da ciò prese avvio una vertenza giurisdizionale tra l'abate, che nei due secoli precedenti aveva ottenuto diritti signorili ed ecclesiastici, e i canonici della cattedrale. Inoltre, in questo secolo si insediarono nell'antico borgo abbaziale tre ordini mendicanti, cioè i francescani, gli agostiniani e i servi di Maria, la cui presenza contribuì ad articolare la vita religiosa, ma anche a frammentare il potere dell'abate. Sorsero inoltre numerose confraternite laicali, la maggiore delle quali era la Fraternità di San BartolomeoAndrea Czortek, La vita religiosa a Sansepolcro tra 1203 e 1399, in La nostra storia. Lezioni sulla storia di Sansepolcro, I. Antichità e Medioevo, a cura di A. Czortek, Sansepolcro 2010, pp. 203-259. Nel corso del XIV secolo la lite tra istituzioni ecclesiastiche si estese e coinvolse anche il comune e il vescovo diocesano.
L'iter verso la creazione della diocesi Se nel 1363 l'abate e il vescovo diocesano si erano accordati circa i rispettivi ambiti di esercizio della giurisdizione ecclesiastica, con l'inizio della signoria malatestiana nel 1371 la comunità di Sansepolcro maturò la coscienza della propria indipendenza da Città di Castello e chiese, ottenendolo, il sostegno dei signori per avere anche l'indipendenza ecclesiastica.
Così, grazie alle buone relazioni di Carlo Malatesta con papa Bonifacio IX, il 1º aprile 1401 il pontefice riconobbe all'abate la giurisdizione spirituale e temporale sulla città e il territorio circostante, compresa l'esenzione dal vescovo diocesano. Il testo del privilegio apostolico fu solennemente proclamato in un'affollata assemblea degli uomini di Sansepolcro all'interno della sala grande del palazzo comunale il 19 agosto 1401, alla quale erano presenti sia l'abate sia il vicario di Pandolfo Malatesta, signore generale di Sansepolcro.
A partire dal 1441, quando Sansepolcro fu ceduta alla repubblica fiorentina da papa Eugenio IV, si sviluppò la coscienza dell'autonomia definitiva da Città di Castello, da estendere anche a livello ecclesiastico. Il 25 settembre 1441 il comune inviò un'ambasceria a Firenze per chiedere il sostegno della Repubblica contro le pretese del vescovo di Città di Castello, che aveva ordinato la sottomissione dell'abate alla sua autorità. Nel 1454 fu inviata al papa l'Historia Burgi Sancti Sepulcri, un libello petitorio per sostenere non la creazione di una nuova diocesi, ma la causa dell'esenzione dell'abbazia dal vescovo diocesano.
Il 23 settembre 1515 papa Leone X eresse la diocesi di Sansepolcro con la bolla Praeexcellenti praeeminentia, scorporando da quella di Città di Castello tutte le parrocchie nello Stato fiorentino, ma il provvedimento non fu eseguito e fu ripetuto cinque anni dopo. Nel periodo 1515-1520 la diplomazia locale e quella della Repubblica di Firenze lavorarono alacremente per ottenere l'erezione della nuova diocesi, sostenute anche dal cardinale Giulio de' Medici.
La creazione della diocesi da parte di papa Leone X Il 17 settembre 1520, Leone X presiedette il concistoro nel quale furono ribadite le clausole della bolla del 1515, confermando in questo modo l'erezione della diocesi. La stessa bolla di Leone X ripeteva alla lettera quella di cinque anni prima.
La nuova cattedrale, suffraganea dell’arcivescovo di Firenze, fu provvista nella persona di Galeotto Graziani, attuale abate del monastero di Sansepolcro, e furono erette tre dignità e dodici canonicati, che dovranno essere dotati dai laici della cittàCittà del Vaticano, Archivio Segreto Vaticano, Archivio Concistoriale, Acta Vicecancellarii, 2, c. 161v.. Il primo vescovo, Galeotto Graziani, già abate dell'abbazia, prese possesso della diocesi l'8 aprile 1521.
La notizia della definitiva erezione della diocesi giunse a Sansepolcro nel volgere di una settimana e grande fu la soddisfazione dei Magnifici Conservatori, gruppo dirigente locale, per avere finalmente ottenuto una propria diocesi e l'ambito titolo di città. A memoria di quest'evento, fu stabilito inoltre che ogni anno, il 23 settembre, si dovrà svolgere un palio cittadino.
Il primo secolo