La Prima Divisione è stata, assieme al corrispettivo torneo di Prima Categoria, la 21ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio della stagione 1921-1922. Organizzata dalla Confederazione Calcistica Italiana, si disputò tra il 2 ottobre 1921 e il 18 giugno 1922. Formata dai club più importanti, è ricordata per lo scisma che la vide contrapporsi ad un altro torneo parallelo, quello di Prima Categoria della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Stagione Novità Lo scisma del calcio italiano

La continua e smisurata crescita del numero delle società partecipanti al campionato italiano aveva generato una grave crisi nel movimento. Il 23-24 luglio 1921 infatti, in un'infuocata assemblea tenutasi a Torino, un progetto di riforma, preparato da Vittorio Pozzo su spinta dei grandi club, era stato respinto da una Federazione sempre più dominata dalle piccole formazioni regionali. La risposta delle grandi società non si fece attendere, e nel giro di poche settimane le 24 migliori squadre abbandonarono il campionato ufficiale per crearsene uno privato tutto per loro, sotto l'egida della neo costituita Confederazione Calcistica Italiana, con sede a Milano. Per di più, il ben maggiore livello sportivo e la più consistente disponibilità economica delle contestatrici attirò nel nuovo progetto l'intero girone centro-meridionale, oltre a numerose formazioni minori che furono inquadrate in una Seconda Divisione.

Fu così che la Confederazione poté organizzare un nuovo campionato basato sullo schema del Progetto Pozzo. Le ventiquattro società settentrionali, riunite nella Lega Nord, furono suddivise in due raggruppamenti mediante un sorteggio che aveva però precisi picchetti geografici: ogni Regione doveva avere le sue formazioni equamente suddivise fra i due gironi, e per motivi sia di ordine pubblico sia di varietà nelle trasferte erano vietati i derby, con l'unica inevitabile eccezione delle tre milanesi di cui due furono giocoforza messe insieme. Ciascun gruppo costituiva un lineare torneo, come verrà definito in seguito, all'italiana, con gare di andata e ritorno. Le due primatiste si sarebbero sfidate in un match di andata e ritorno per determinare i Campioni del Nord.Cfr. il "Regolamento Campionati della C.C.I." pubblicato su "Il Paese Sportivo" di Torino nell'estate 1921.

Al Sud la carenza di infrastrutture e le difficoltà da parte di molti club a intraprendere frequenti trasferte consigliò di mantenere il vecchio meccanismo dei campionati regionali. Furono però ammesse nuove Regioni: le Marche, le Puglie e la Sicilia. La Lega Sud avrebbe poi organizzato le fasi finali tra i campioni regionali. Il campione del centro-sud si sarebbe qualificato alla finalissima, sfida che tornava però a essere una pura formalità dopo l'aggregazione della Toscana al torneo del Nord e che all'epoca era definita "di propaganda".Cfr. Il Popolo Romano del 9 giugno 1922, p. 3. La partita di andata, disputata a Roma, fu organizzata dalla Lega Sud a cui favore andò l'incasso. "Si avverte infine che, perché l'incontro abbia carattere di vera propaganda, si è stabilito un unico ingresso popolare di lire 5".

Formula Il campionato della Lega Nord era strutturato su due gironi interregionali da 12 squadre ciascuno: le prime classificate avrebbero guadagnato l'accesso a una finale in andata e ritorno, per poi ottenere la qualificazione alla finalissima, anch'essa a doppio turno,In realtà lo statuto confederale prevedeva che la finalissima si sarebbe svolta in gara unica a Roma (cfr. Gazzetta del Popolo del 29 agosto 1921). La confederazione decise poi di cambiare in corsa le regole. contro il campione della Lega Sud; le ultime classificate, invece, avrebbero disputato degli spareggi salvezza contro le prime classificate della Seconda Divisione. Lo statuto confederale, in realtà, prevedeva retrocessioni dirette, ma la Lega approvò prima dell'inizio del torneo una norma transitoria che concedeva alle squadre che si sarebbero piazzate in fondo ai gironi la possibilità di evitare la discesa nella serie cadetta vincendo gli spareggi interdivisionali; erano, così, eliminate le clausole sportive ed economiche che giustificarono sistematici ripescaggi ai tempi della Federazione, ma allo stesso tempo era garantita alle ultime classificate una chance di mantenere la categoria.

Il torneo meridionale era organizzato in prima istanza sui campionati regionali di Lazio, Marche, Campania, Puglia e Sicilia. I cinque campioni locali dovevano poi sfidarsi in un torneo a eliminazione a sorteggio gestito dalla Lega Sud, il cui vincitore era ammesso alla finalissima per il titolo nazionale contro i campioni settentrionali. La stessa Lega decise la riduzione delle partecipanti ai campionati regionali dell'anno successivo a un massimo di sei per raggruppamento.

Avvenimenti Il nuovo campionato diede modo di valutare appieno la consistenza delle varie squadre nell'arco di un'intera stagione. Decisamente agevole fu il cammino del Genoa, che non trovò avversarie in grado di impensierirla nel girone B; un doppio pareggio con la più immediata inseguitrice, l'Alessandria, fu più che sufficiente per garantire ai Grifoni un comodo accesso alla finale. I grigi, invero, furono autori di un ottimo girone di andata, chiuso con un solo punto in meno del Genoa capolista con cui avevano condiviso per diverse giornate la vetta della classifica, per poi calare nettamente nel girone di ritorno. Regolare fu anche, nel girone A, il percorso dei Campioni in carica della Pro Vercelli, anche se costoro dovettero guardarsi dalla foga dei loro vicini del Novara, autori di un'ottima annata. I novaresi volarono in vetta vincendo le prime sette partite e a due giornate dal termine del girone d'andata erano ancora primi con quattro punti di vantaggio sui bianchi leoni. Due sconfitte consecutive della capolista (Pro Vercelli-Novara 1-0 e Bologna-Novara 2-1) permisero ai vercellesi di agganciarla in vetta proprio al termine del girone d'andata. Nel girone di ritorno la Pro Vercelli riuscì a spuntarla solo nelle ultime giornate anche grazie alla vittoria nello scontro diretto di ritorno a Novara. La Pro Vercelli vinse il girone staccando di quattro lunghezze il Novara, qualificandosi alla finale.

Decisamente più deludenti le performance di altre formazioni di primo piano del panorama calcistico nazionale, in particolare le due torinesi e il Milan, che ebbero un passo assai stentato. Una citazione a parte va invece fatta riguardo all'Inter, che incappò nella peggior stagione della sua storia: i nerazzurri, i quali due anni prima avevano vinto il titolo nazionale, si ritrovarono con un attacco poco graffiante e, soprattutto, con gravi problemi difensivi che costarono loro eclatanti sconfitte in più occasioni; di conseguenza, non riuscirono a evitare l'ultimo posto del proprio raggruppamento, risultato che li obbligava, in base al regolamento del campionato, a disputare uno spareggio interdivisionale per rimanere in Prima Divisione contro i concittadini dello Sport Club Italia, secondi classificati in Seconda Divisione.

Lo scenario politico, tuttavia, era cambiato radicalmente in itinere: con l'accordo di Brusnengo del 7 dicembre 1921, FIGC e CCI avevano stabilito che tutte le 24 squadre militanti nella Prima Divisione sarebbero state ammesse direttamente nel campionato riunificato a 50 squadre. Questa soluzione fu ripudiata dalle squadre confederali nell'assemblea del 19 febbraio 1922 che ne chiese la revisione.La Stampa del 20 febbraio 1922. Dopo mesi di trattative, infine, il compromesso Colombo del 26 giugno 1922 stabilì l'ammissione alla futura Prima Divisione FIGC di 36 società, fra cui dodici federali e diciotto confederali. Per quanto concerne l'individuazione dei sei club restanti, venne confermato che le migliori due squadre di Seconda Divisione avrebbero disputato un turno di spareggi con le ultime classificate di Prima Divisione CCI, e si stabilì che le vincenti delle due sfide avrebbero poi affrontato un secondo turno di spareggi insieme ad altre quattro squadre confederali contro sei squadre federali. Il nuovo meccanismo del Compromesso costrinse quindi Vicenza e Inter, ultime classificate dei rispettivi gironi, a disputare non più uno bensì due turni di spareggi per assicurarsi la permanenza in Prima Divisione.

Nel girone A i berici persero subito il loro primo incontro per mano del trionfatore settentrionale della Seconda Divisione, il Derthona, retrocedendo immediatamente. Livorno e Spezia, salve secondo il precedente regolamento CCI, disputarono i nuovi spareggi contro le squadre federali, vincendoli e rimanendo in massima serie.In realtà lo Spezia li perse e sarebbe dovuto retrocedere, ma in seguito alla fusione tra Livorno e Pro Livorno si disputarono nuovi spareggi tra le retrocedende con in palio il posto lasciato vacante dalla fusione e lo Spezia li vinse, recuperando il posto nella massima divisione. Nel girone B, il 2 luglio 1922 l'Inter vinse a tavolino il turno preliminare di spareggio contro lo Sport Club Italia, che non riuscì a schierare in campo undici giocatori, mentre nel secondo turno i nerazzurri si salvarono definitivamente battendo in un doppio confronto (il 9 e il 16 luglio) i fiorentini della Libertas, compagine del torneo FIGC. Brescia e Venezia, già salve prima del Compromesso, dovettero anch'esse disputare le nuove sfide-salvezza; le Rondinelle riuscirono a salvarsi a differenza dei veneti, sconfitti da una squadra federale e pertanto costretti a dare l'addio alla massima categoria.

L'idea di Vittorio Pozzo fu senz'altro vincente se, nella prima annata della sua applicazione, in finale si presentarono le due più titolate formazioni del calcio italiano, il Genoa e la Pro Vercelli. La maggior parte dei giocatori che scesero in campo avevano già assaporato la gioia della vittoria del titolo. La finale che ne risultò fu assai equilibrata, risolvendosi solo nel ritorno a Marassi con un gol di Alessandro Rampini che sbancò il campo dei temibili avversari genovesi. Nella finalissima la Pro Vercelli si trovò a fronteggiare i romani della che avevano vinto il campionato della Lega Sud battendo in finale la . Secondo lo statuto confederale la sfida si sarebbe giocata in gara unica a Roma, ma la Pro Vercelli chiese e ottenne che si disputasse una partita di ritorno a Vercelli; segno che la squadra piemontese non intendeva sottovalutare la Fortitudo, che solo pochi mesi prima era riuscita a fermare sul pari in amichevole il Genoa finalista settentrionale, sceso nel meridione in tournée di propaganda durante le festività di Pasqua.Il Mezzogiorno del 5 settembre 1924. La compagine romana, in realtà, si rivelò nettamente inferiore ai vercellesi: il doppio successo sulla Fortitudo (per 3-0 nella Capitale e per 5-2 in Piemonte) diede ai Bianchi Leoni il loro settimo sigillo sul campionato, tanti quanti ne avevano all'epoca proprio i genoani.

Lega Nord Girone A Squadre partecipanti Club Rosa Città Stadio Stagione 1920-1921Il piazzamento delle squadre nel precedente campionato di Prima Categoria fu irrilevante e non costituì titolo sportivo valido per l’ammissione a questo torneo, che fu una Lega privata fra 24 società liberamente consociatesi. dettagli Genova (GE) Campo sportivo della Cajenna - dettagli Bologna (BO) Stadio Sterlino - dettagli Torino (TO) Stadio di Corso Sebastopoli - dettagli Livorno (LI) Campo di Villa Chayes - dettagli Mantova (MN) Campo dell'Ippodromo Te - dettagli Milano (MI) Campo di viale Lombardia - dettagli Novara (NO) Campo di via Lombroso - dettagli Vercelli (NO) Campo piazza Conte di Torino - dettagli La Spezia (GE) Campo Sportivo Municipale - dettagli Milano (MI) Velodromo SempioneCampo di via Borsieri - dettagli Verona (VR) Campo di Borgo Venezia - dettagli Vicenza (VI) Campo di Borgo San Felice -

Classifica finale